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giovedì 7 maggio 2026

Tranquillità instabile

dal web

 

Non è facile fare previsioni sull'andamento delle cose nel mondo. Di norma tutti ci facciamo prendere dallo scoramento e facciamo valutazioni di pancia che si discostano però dalla realtà. Questo è insito nella mentalità umana, ti giri intorno e vedi cose orribili che ti fanno accapponare la pelle, non sai come difendertene e quindi prevedi il peggio, ma spesso per valutare le cose a breve termine occorrerebbe prendere in esame razionalmente indici diversi e più condizionati da fattori differenti, magari meno emozionali. E' ovvio che il mondo ed i centri del potere decisionale in questo momento stanno scivolando sempre di più in mano alla feccia condizionata dai peggiori istinti che albergano negli animi umani. Non illudiamoci, nel fondo di ognuno di noi, in maggiore o minore parte albergano sentimenti neri, orrendi ed indicibili, solo che di norma il pensiero umano e razionale, riesce a dominare questi istinti e li relega dormienti nella parte più oscura delle menti, senza lasciarli riaffiorare in superficie, salvo, in particolari momenti storici come questo, in cui tutto questo a poco a poco riaffiora, si potrebbe dire emerge dalle fogne e comincia a dilagare ingrossandosi come un fiume che esondi dagli argini. Ecco che si spiega come anche in stati apparentemente democratici, vengano poi scelti capi autocrati e criminali, che però non sono altro che lo specchio di chi c'è sotto e che li sostiene, inutile nasconderselo e pensare che nascono da soli senza motivo. 

Nessuno di costoro sarebbe al potere con la sua malefica predisposizione al male se non fosse stato sostenuto in qualche modo da una forte base interna sottostante. Certo ci sono anche stati dove l'autocrazia, o tirannide come vogliamo chiamarla, esiste da sempre per popoli che addirittura non hanno mai conosciuto la cosiddetta democrazia e qui è più facile, anche se non proprio automatico che prevalgano questa forze e certo non ci possiamo fare niente, ma anche in questi casi, se il resto del mondo attraversa un periodo di calma razionale, stanno quieti e non fanno troppi danni salvo quelli inferti direttamente ai propri cittadini. Tuttavia tornando alla nostra congiuntura non possiamo non chiederci come potrà andare a finire a breve, viste le condizioni che si stanno verificando e che potrebbero con facilità scivolare verso esiti particolarmente devastanti anche direttamente per noi. Una spia interessante che a mio parere va osservata per trarne dettagli e previsioni è, a mio parere, la borsa e più in generale, la finanza mondiale. E' inutile girarci intorno. Chi muove queste masse di denaro, può avere ed essere depositario di tutti i sentimenti peggiori e più malevoli che ci siano, dall'egoismo puro, fino alla totale mancanza di empatia verso il resto dell'umanità, essendo solo, disumanamente teso a fare aumentare la propria massa di denaro e di potere, ma è tutto fuorché stupido. 

Inoltre è di solito maggiormente al corrente di come stanno realmente andando le cose, al di là delle migliaia di voci fasulle o dei rumors che si intrecciano o vengono lasciate fuoriuscire dalle stanze del potere con scopi ben precisi. Nessuno maneggia a caso queste masse di denaro, così imponenti da provocare esse stesse con il loro movimento inconsulto, problematiche e direzioni delle cose. Dunque se in questi giorni, tutte le borse del mondo, uniformemente ed in totale accordo, si stanno felicemente muovendo al rialzo, potrebbe anche, con buona ragione, voler significare che le previsioni a breve (che solo di questo si può ragionare), non sono poi così negative. I titoli finanziari sono in rialzo, segno che si prevede una certa stabilità priva di gravi crolli. I titoli dell'energia si sono fermati, anzi quelli più legati ai combustibili fossili, si sono decisamente calmati o discendono addirittura, significando che la situazione legata agli stretti si potrebbe risolvere forse in tempi ravvicinati. Anche gli industriali crescono in controtendenza a quanto si teme riguardo ai blocchi che gravano sul commercio mondiale. 

Gli stessi titoli legati al mondo delle armi non crescono più vorticosamente come prima, se pur è ovvio pensare che il riarmo che è legato forzatamente a questa situazione, si protrarrà a lungo nel tempo e che molti stati che non pensavano certo a queste cose, pensino di destinare risorse in questa malaugurata direzione, reputata necessaria ed in un certo senso obbligatoria. Insomma una situazione che indubbiamente il grano che gira, vede con una certa disposizione ad un ritorno alla calma, almeno per un certo periodo. Certo alla lunga è diverso, prima che si calmi questa ondata di violenta ferocia e che l'umanità sia abbastanza sazia di sangue versato, evidentemente non ancora sufficiente per generare quella nausea alla violenza ed al razzismo verso  l'altro che emerge da solo dopo i lavacri epocali, quelli attuali non sono stati abbastanza potenti per generare nell'umanità in generale questo sentimento, ci vorranno anni se non decenni, ma forse l'apocalisse per il mondo nel suo complesso, è ancora lontana. Certo ci aspettano anni schifosi, circondati da gente che spurga veleno e odo da tutti  pori, basta scorrere le pagine dei social per rendersene bene conto, ma forse nel brevissimo non siamo ancora arrivati al momento dell'esplosione finale. Guardate dunque i listini degli indici di borsa e se continuano a salire nelle medie settimanali, siate contenti anche se non avete risparmi da proteggere. Vi lascio con questa nota di positiva speranza, tanto per non farvi troppo abbattere il morale, quando accendete il televisore. 



giovedì 5 dicembre 2024

Anche in Corea

dal web (il post)


Guarda un po' leggi la notizia, senti i TG e quasi non ci credi, anche in Corea. Che ci fosse casino a Tbilisi, in un paese da sempre marca di frontiera, problematico di per sé con la sua miriade di gruppi etnici in perenne lotta tra di loro e per di più con un vicino così ingombrante ed ingordo, con la decisa volontà di ricostruire l'impero perduto per lassismo, incapacità e obsolescenza, è perfettamente comprensibile, anzi te lo aspetti da un momento all'altro, ma che cose analoghe capitino in quello che non puoi altrimenti definire che come il paese del sorriso, della gentilezza, della pacata mansuetudine, almeno apparente, non si riesce ad accettare. A me che da poco ci ho trascorso quasi un mese, non appare credibile che gente che non fa altro che prestarti attenzione, darti aiuto non appena ne sospetta la necessità, che parla sempre con voce sommessa, che non fa altro che sorridere in ogni circostanza e sembra davvero felice e serena, sempre circondata da fiori e dal gusto del bello e di cui non puoi non rilevare i modi sempre gentili e misurati, si metta a urlare in piazza slogan barricaderi e si mostri disposta ad un atteggiamento violento verso il potere costituito. E' pur vero che i trascorsi di questo paese hanno mostrato tendenze volte a lasciare spazi a regimi dispotici e corrotti, ovviamente sostenuti dagli onnipresenti Stati Uniti in chiave anticomunista, che d'altra parte non cessa di rappresentare una  minaccia concretissima a pochi chilometri di distanza, ma erano cose che si pensavano superate e che non appena il cicciolone, fosse stato messo da parte dalla vita o dalla circostanze, avrebbe potuto evolvere verso una transizione pacata finalmente indirizzata ad una tranquilla riunione. 

Invece niente di tutto questo, anche lì toni di battaglie e clangor di scudi; folle urlanti e idranti polizieschi, camere barricate e opposte richieste dii arresti. Speriamo finisca bene come uno dei tanti golpe falliti, inclusi quelli da operetta, degli ultimi decenni. Vedremo, certo che bisogna constatare che sarà una combinazione, ma praticamente tutti i paesi in cui metto piede, passato poco tempo, diventano campo di battaglia e non solo in senso politico e di parole. Per nominare solo gli ultimi che mi vengono in mente, a partire da Sao Tomé dove pochi giorni dopo la mia partenza avvenne un tentativo di golpe subito soffocato fortunatamente che ha lasciato sul campo però tre morti, all'Etiopia, al Libano, al Caucaso e adesso alla Corea. Speriamo bene, ma mi aspetterei a questo punto lettere dalle ambasciate dei paesi di cui ancora non ho ancora varcato i confini (e sono ancora molti purtroppo) che mi invitano caldamente a non programmare alcun tipo di viaggio attraverso i loro territori. Che sia proprio io che porto male? Spero proprio di no. Certo che Argentina e Brasile che ho appena lasciato, mi sembrano terreni assai fertili per queste situazioni e non vorrei davvero tirargliela, in particolare guardando alla loro storia recente ed alla attuale precaria loro situazione economica, non che noi stiamo tanto meglio per carità. Ma di questo avremo modo di parlare non appena mi metterò all'opera per raccontarvi di questa mia ultima esperienza. Ma lasciatemi turare il fiato ancora un po', Per adesso incrociamo le dita e facciamo voti che le cose almeno parzialmente, se non è chiedere troppo, si risolvano, che andremmo tutti meglio, salvo i venditori di armi naturalmente.


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martedì 3 dicembre 2024

L'odore del ghiaccio

dal web

 

Ma sì anche questa volta ce l'ho fatta a tornare, nonostante tutto, età, acciacchi, scoordinamento e fai da te, insomma la gamma completa che prima della partenza ti fa sempre meditare, sulla necessità inderogabile di continuare a non soffocare la voglia costante e prepotente che spinge tutti quelli come me ad andare a vedere cosa c'è oltre la collina. Un viaggio di cui vi parlerò a lungo appena avrò messo a posto le caselle, i fogli e gli appunti vari, perché senza dubbio c'è molto da dire anche questa volta. Certo che una delle cose belle del viaggio comunque sia, è quella sorta di sensazione di precipitare in un limbo, una specie di nebbia che ottunde tutte le altre sensazioni e ti fa partecipe solo di quello che stai facendo, mentre ti sei lasciato alle spalle tutto il resto, tutte le tue cose naturalmente, ma anche tutto quello che sta a casa e che succede nel mondo, perseguitati come si è di solito dai telegiornali che ti inseguono con la notizia del momento senza lasciarti un attimo di fiato. E quanto piacere fa lasciarsi alle spalle tutto questo, vivere un mesetto senza essere intristito da tutte le porcherie del mondo, lasciandoti andare solo al guardare paesaggi, conoscere gente, ascoltare il silenzio delle steppe o l'odore del ghiaccio, invece di computare il numero dei bambini ammazzati oggi. 

Già, ma poi torni a casa e quello che credevi ormai lontano e un po' dimenticato ti riprecipita addosso tutto insieme, così ti ritrovi con le guerre che si sono ancor di più se possibile incattivite, con le minacce di olocausti inimmaginabili che aumentano, con pronunce bellicose e spietate, con nuovi incendi appena accesi, altro che focolai in via di spegnimento. Così ecco che nascono nuove apprensioni nella povera Georgia che avevo appena apprezzato da vicino e pronta ad essere divorata dall'Orso bulimico che da tempo le sta vicino in attesa di farne un boccone. Così ecco la Siria, già campo di macerie che dai tizzoni non ancora completamente consumati, fa nascere nuove scintille della peste religiosa che ammorba il mondo e subito trova felici attori che altro non aspettavano per scaricare vagonate di bombe, tutta roba vecchia da smaltire per poi poter nuovamente riempire gli arsenali con roba più moderna ed efficace, che ammazzi, mutili, storpi di più in meno tempo, per provocare ogni male possibile e ondate di profughi, che a loro volta alimenteranno felici torme di odiatori che altro non aspettavano per fomentare luridi sentimenti, al fine di raccattare voti appestati, come non avessero ancora inteso che non serve soffiare sul fuoco, alimentare teorie di sostituzioni etniche, che già il popppolo, il caro veccho buon popppolo è già abbastanza caldo per vomitare odio nelle urne ed ogni giorno un altro paese cade nella putredine nazista democraticamente scelta, che poi si dirà, ma chi mai avrebbe immaginato. 

Me ne ero partito con una Kamala che rideva e mi ritrovo già con le minacce e le future guerre commerciali in via di dispiegamento, la crisi economica che incombe, gli imperi automobilistici sbudellati, con gli operai che non sanno con chi se la devono prendere, con governi che non hanno soldi per sanità e istruzione, ma li trovano facilmente per le armi, con opposizioni inesistenti che si mordono tra di loro, incapaci persino di fare una proposta sensata o insensata che sia. A guardare sfilare l'incompetenza più incredibile che crede di poter fare tutto sostituendosi ad altre incompetenze che già parevano essere insuperabili. Ma si sa che al peggio non c'è mai fine. Ma santo cielo ma è comprensibile tutto questo? Pare di sì, anzi sembra del tutto normale, ogni paese sta nutrendo dentro di sé i fiori del male che sembrano crescere con vigore e senza vergogna, incuranti di quanto già è successo in passato. Va bene vuol dire che è il mondo che è cosi e tutto è nell'andamento naturale delle cose. Tra una ventina di anni, i reich millenari finiranno come sempre, spazzati via nella merda della storia, la gente si domanderà come mai sia potuto succedere e tutto ricomincerà come prima. Corsi e ricorsi, diceva Vico, noi che abbiamo visto non saremo lì a dire che non c'entravamo, che non volevamo, che avevamo capito, perché forse anche noi saremo stati in qualche parte, o più o meno responsabili. Lasciatemi allora ancora qualche giorno a meditare le cose che ho fatto e quello che ho visto, lontano da questi pensieri dei quali per un poco ho potuto non darmi pena. E più che altro a smaltire il pacco di bollette e di rogne che mi sono trovato sul tavolo aprendo la porta di casa.





mercoledì 14 febbraio 2024

Cronache di Surakhis 105 - Il nuoovo corso

dal web
 


La grande sala della residenza di piacere era immersa nella penombra. Dopo il movimento della sera precedente, Paularius aveva riposato per qualche ora, sfinito dal lavorio incessante in cui le multivulvate di Riegel, fatte appositamente arrivare attraverso conoscenze in ambasciata, senza aver passato le forche caudine dell'immigrazione, che era diventata sempre più severa, da quando era iniziato il nuovo corso. si erano prodigate. Da qualche mese infatti era stato inaugurato il nuovo sistema di riconoscimento facciale, con il quale, un accurato sistema di droni individuava automaticamente chiunque sbarcasse sul pianeta e, non riconoscendolo lo inceneriva all'istante. Certo poi, nella realtà il sistema non funzionava ancora benissimo e gli ingressi clandestini erano raddoppiati, nell'ultimo anno, ma che ci vogliamo fare, nessuno è perfetto e tra gli annunci e la realtà, la distanza è sempre grande e poi si sa che son cose che servono soprattutto ad aumentare il consenso, anche se Paularius era sempre stato convinto che un bell'inceneritore automatico in cabina elettorale che agisse in conseguenza del cosiddetto voto "sbagliato", era sempre stata la soluzione più efficace. In fondo era piuttosto sereno e poteva permettersi di ammirare nel dolce deliquio postcoitale, le sfumature di verde che dipingevano con tocchi pastello le nuvole di cloro, che si mischiavano piano a quelle color nocciola che salivano lente, dietro le immense vetrate del salone, dalle ciminiere delle ecologiche centrali a merda di ultima generazione, costruite dentro le mura della capitale. 

Gli venne un moto di riso a pensare al grande successo avuto dal partito ecologista nazionale, quando erano riusciti a convincere il popolo della svolta green che aveva portato alla costruzione di quelle nuove centrali ad energia circolare, dove gli abitanti fornivano tutte le loro deiezioni giornaliere, ogni mancanza era punita con la deportazione alla stazione espianto organi, e queste producevano l'energia necessaria alla città prima di essere trasformate in ottimo cibo, che gli abitanti stessi ricevevano in cambio del loro lavoro nelle miniere di pietra di Baum che intanto, avevano ripreso a funzionare a pieno regime. Certo c'era il problemino dei fumi, ma si era superato con una certa facilità puntando sulla bellezza delle sfumature di colore degli stessi che riempivano il cielo del pianeta formando una nebbiolina leggera e delicata, anche se dal profumo discutibile, ma la classe dirigente disponeva di purificatori automatici in tutte le residenze ed i lavoratori erano abituati all'atmosfera densa delle miniere, dove stavano per 23 ore al giorno, quindi si poteva parlare addirittura di un miglioramento delle condizioni. Certo l'introduzione della schiavitù obbligatoria per tutti aveva rappresentato un bel passo avanti per i lavoratori. A lungo richiesta dai sindacati, sempre negata, era stata finalmente introdotta, assicurando quantomeno il nutrimento ai lavoratori, al contrario di prima, quando si forniva il cosiddetto salario, una cifra sempre insufficiente anche a questa necessità, certo in cambio dell'introduzione delle catene fisse, ma, quante pretese; e poi, quanto mangiano questi scansafatiche! Però, cosa non si fa per aiutare la classe lavoratrice! In fondo è questa la democrazia. Avevano lavorato a lungo e con grande lungimiranza quando avevano convinto l'opposizione a fare una magnifica legge elettorale secondo la quale avrebbe governato chi raccoglieva meno voti, cosa del resto che ci veniva richiesto anche dall'Unione Galattica, dove questo sistema era ormai seguito in utti i pianeti e con successo, dunque adesso cosa si lamentano. 

Mai contenti davvero! E poi giù a protestare se non potevano dire la loro. Grazie al cielo. Il sistema dell'intelligenza artificiale, che opportunamente era stata calibrata alla fonte, inceneriva automaticamente tutti coloro che dall'esame delle espressioni facciali facevano presagire di stare per esprimere dissenso, così tutti i dibattiti olografici nei vari media di Surakhis, filavano via lisci senza grane residue, a parte dover spazzare via quel poco di cenere che rimaneva sulle sedie delle teste calde, gentaglia che voleva continuamente aprire gli orifizi e dare fiato, anche se erano proctolali Capelliani. Il pianeta non era mai andato così bene, i risultati economici erano tutti col segno più, dal mumero di schiavi in esercizio a quello degli smaltiti per cattiva produttività, i cui corpi venivano poi passati alle centrali a merda aumentandone così egregiamente il rendimento. Tutto insomma funzionava alla perfezione. Le guerre planetarie erano in fondo lontane e andavano avanti come accadeva da secoli e al di là delle rassicuranti e doverose dichiarazioni di sdegno, qualche miliardo di cadaveri in più o in meno, poco spostava nell'equilibrio naturale, altro combustibile per gli smaltitoi. Sì, qua e là, c'era ancora qualche pianeta riottoso che si permetteva forme di governo antiche ed inefficienti, in qualcuno addirittura permettevano all'opposizione di dichiarare il loro pensiero prima delle votazioni, ma era solo questione di tempo, le bandiere quadriuncinate stavano ormai sventolando su tutta la galassia, alla faccia degli Andromediani, quei saltafossi cercagrane che cercavano solamente di infilare pensieri deleteri nelle zucche delle brave persone, che avevano richiesto così tanto tempo per essere ben controllate. 

C'era da essere ben soddisfatti. Così Paularius si distese meglio, affondando nei cuscini di piume foderati di tricodermi vulvari e suonò un campanello per richiamare le massaggiatrici Riegheliane. Tremila metri più in basso, in uno dei tunnel di scavo più profondi, Haevner, un aracnide di Betelgeuse, deportato su Surakhis per debiti, cercò di tamponarsi la linfa verdastra che stava perdendo abbondantemente dall'arto mozzato dalla scavatrice, cercando di resistere fino all'abbozzo di ricrescita, mentre i compagni attorno a lui tentavano di aiutarlo. Lo portarono fino all'anfratto che era stato scavato a mani nude, per non incorrere nei controlli, in una galleria laterale, dove da qualche mese, con infinita pazienza stavano nascondento le armi per la rivolta imminente. "Tranquillo Haev, resisti, che il  momento del riscatto è vicino, per te, le  tue 24 mogli e i tuoi 12.000 figli" gli diceva Staub sfregandogli i peli addominali per attutigli il dolore. I suoi otto ocelli avevano uno sguardo carezzevole in sintonia con le empatiche relazioni dei Betelgeusiani del IV pianeta. Soffrire insieme era una dei loro insopprimibili bisogni. Così non sentì neppure arrivare i Sarkis coi visori crepuscolari accesi al massimo. Avvertirono solamente il bianco intenso delle fiammate degli inceneritori che in pochi secondi ripulirono tutta l'area. Finito il lavoro, il graduato che guidava la pattuglia si mise subito in contatto con la base di superficie. " Cercate di mandar giù al più presto, un'altra squadra di operai, se non volete perdere ancora produzione", gracchiò nel suo pesante accento Denebiano. Poi spense il phone, masticando un dito di ragno essiccato.


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venerdì 2 febbraio 2024

Politici ed elettori

dal web

 La politica è nobile arte, ma materiale di estrema complessità e da maneggiare con cura. Difficile capire le situazioni a questo riguardo, nel proprio paese, figuriamoci quelle degli altri, anche se vicini. E' tutta una serie di sfumature che solo seguendo con molta attenzione e, se ci si riesce naturalmente cercando di non essere influenzati dalle proprie inclinazioni, ad avere un quadro per così dire generale. Credo tuttavia che i meccanosmi portanti di questa branca della filosofia, che ha appassionato gli uomini fin dall'antichità e che ritengo comunque di capitale importanza nella vita sociale degli uomini, abbiano caratteristiche abbastanza comuni sotto tutti i cieli. Ciò premesso, come giudicare la situazione italiana? A mio parere bisogna partire dal tentativo di classificare gli elettori, prima di esaminare i singoli partiti ed i candidati. Ad un primo sguardo potrebbe sembrare che l'elettorato italiano sia molto mobile e con le idee non ben chiare, ma pronto a cambiare bandiera o sponda con una certa facilità. A questo giudizio porterebbe la considerazione dei repentini spostamenti di fronte di varie forze politiche avvenuti negli ultimi decenni. Chi può dimenticare il successo di Berlusconi, seguito da quello del centro sinistra, alternativamente e poi Renzi ed ancora i Grillini, la Lega ed oggi l'estrema destra, tutta gente arrivate ai vertici del potere d'improvviso, inaspettatamente e anche con una certa facilità e poi piombate di colpo nel limbo. Tuttischizzati di colpo a quote attorno al 40% dei votanti, facendo sembrare gli elettori italiani delle banderuole in cerca di un capo da seguire, affascinati via via da un pifferaio diverso. Io non credo che sia proprio così, anche se così sembra, ad una osservazione superficiale. 

A mio parere invece, l'elettorato italiano in generale è molto più statico di quanto appaia dal voto ed è formato, naturalmente numeri un po' all'ingrosso, da un 30% di estrema destra, che magari ufficialmente per decenni cova sotto la cenere, ma ha ben fissa questa idea, pronta a dispiegarsi quando arriva vento favorevole, da altrettanti o anche qualcosa meno tra sinistra ed estrema sinistra, magari più pronti a dichiararsi, mentre una bella fetta del 40% o anche un po' di più che gravita con varie sfumature attorno al centro, che potremmo anche definire democristiano, tanto per capirci. Dal 92 in poi tuttavia questa grossa fetta si è sgretolata, mancando un centro di attrazione forte, in  molti rivoli, i quali sempre di più hanno cominciato a disperdersi verso le figure che hanno manifestato maggiore carismaticità. Ora il politico vero, definiamolo lo statista, ha in mente il benessere del paese in generale, intendiamoci, magari rubacchia anche, perché l'uomo è fatto così, anche se poi non è così importante se è capace veramente, ma pensa e progetta con un orizzonte almeno a medio termine, non curandosi troppo del parere della gente, che ragiona sempre irrazionalmente e pensando solo alla propria pancia, e infatti generalmente viene sconfitto alle elezioni successive. I governi tecnici che cercano di fare le cose nell'interesse vero del paese e che vengono chiamati quando nessuno ha il coraggio di fare le cose necessarie e che farebbero perdere voti, infatti, non solo non vengono mai rieletti, ma sono vituperati e maledetti per i decenni a venire. 

Così è andato sempre più affermandosi il tipo di politico che pensa solamente al voto, il prossimo, il più vicino e quindi spinge sul populismo, sulle dichiarazioni clamorose, sulla espressione del proprio carisma che è quello che accalappia il votante, che in generale è sempre incline ad esercitare la propria credula stupidità. Al votante devi dire che abbassi le tasse, che espelli tutti i clandestini, anzi non li fai più arrivare o al più li mitragli sulla battigia o li fai crepare nel deserto che tanto nessuno vede e che risolverai con una certa facilità i problemi del paese che sono sempre frutto di un nemico altro, esterno (l'Europa,, anche se ti ha salvato il cxxo) o chi è venuto prima (con i quali magari eri pappa e ciccia), devi dire che non cederai a nessun compromesso, quando la democrazia è la quintessenza del compromesso. Così il votante se sai gridare forte, ti premierà con il voto, convinto che in un paese con il nostro debito pubblico, sarà facilmente possibile, diminuire le tasse e contemporaneamente, aumentare le pensioni, le spese sulla sanità e istruzione e pagare gli interessi sempre più alti sul debito. Poi, deluse queste aspettative, alle successive elezioni il popppolo si rivolge ad un altro pifferaio,magari anche lontano politicamente dal precedente. Chi li accomuna e rende il voto simile, non è l'idea politica di fondo, ma le sparate acchiappavoti. Questa è una delle spiegazioni del perché oggi l'estremismo più bislacco riesce a far convergere su di sé una così alta percentuale di consensi, nonostante dichiarazioni o fatti che farebbero accapponatìre la pelle a qualunque persona raziocinante. 

E chissene frega dice il votante standard, basta che tolga le tasse a me ed elimini il nero periglio che vien dallo mare. Mi direte ma dove sono spariti tutti quelli che arricchivano quella foresta di centristi con tutte le loro varie sfumature che dici esistere? Io credo che molti di questi, un numero abbastanza consistente se si potessero contare, di certo superiore al 20%, si sia ritirato nell'area del non voto, da un lato perché rifiuta il populismo più becero, del quale c'è per la verità un'offerta enorme da ogni versante, dall'altra perché al centro, non trova personaggi convincenti. Testimonianza di ciò la vedo ad esempio nel fatto che un medioman come Tajani riesce a mantenere un 8 e forse domani un 10% di voti su un partito che tutti consideravano defunto dopo la morte del leader e dicerto era pronosticato come vicino all'estinzione. E' evidente che c'è fame di centro, ma di un centro che non abbia leader bizzosi e presuntuosi. A conferma di ciò, il sostanziale fallimento di Renzi, che pure aveva affascinato questo quadrante, ma che è caduto quando si è voluto ergere a populista di centro, dicendo sostanzialmente fate quel che dico io che sono il più bravo e questo gli italiani non te lo perdinano. Stessa sorte per Calenda che ne segue al più al meno le orme. 

Sono convinto che se ci fosse qualcuno, carismatico ma meno personalista di questi due, si porterebbe pian piano a casa, le loro due fettine, quelle di Forza Italia e recupererebbe anche una bella fetta di non votanti, perché è certo che questa sia la mentalità dell'italiano medio. Intanto gli estremisti continueranno a fare il loro lavoro e non badate troppo alle loro dichiarazioni ufficiali. Spesso non rappresentano neppure il loro pensiero, ma solo quello dei votanti che dai sondaggi sperano di accalappiare, strappandoli nella maggior parte dei casi al loro più stretto alleato. In questo momento sono forti come percentuali di voti raccolti, ma in generalle hanno ormai fatto il pieno tra i votanti e gli spostamenti avvengono solamente all'interno degli schieramenti. Conte è disperatamente teso a succhiare voti alla Shlein e Salvini alla Meloni e viceversa, ma di voti agli avversari o tra i non votanti non ne portano a casa nessuno. Naturalmente tutto questo è molto dannoso al paese, ma la colpa non è di questi politici, che fanno il loro mestiere, ma di chi li vota. Nessuno voterebbe più un Monti o un Draghi, che hanno tentato di salvare, in parte riuscendoci, l'economia italiana, anzi li vedrebbero bene appesi da qualche parte. Non pensate tuttavia di essere in una nazione di pazzi, anche negli altri posti è così, in qualcuno anche peggio. Se poi fossimo in una cosiddetta democratura o in una dittatura peggio ancora sarebbe. Il problema è che la gente è così, bisogna farsene una ragione. Nel frattempo godiamoci la lunga notte, sperando che al triste risveglio, non ci troviamo circondati solamente di macerie, che poi a ricostruire si piange.


   

martedì 30 gennaio 2024

A casa nostra

Dal web

 

E veniamo al nostro paese, che ovviamente è e sarà fortemente condizionato da quanto avverrà nel resto del mondo. Non sono così appeso al pero da non capire che se le perturbazioni varie mondiali, aumenteranno o diminuiranno o se addirittura ne deflagreranno altre, per noi sia la stessa cosa, anzi, è evidente che con un Biden o un Trump al potere le cose cambiano e ovviamente di molto peggioreranno se l'Europa continuerà ad indebolirsi. Ma su tutto questo bisogna anche riflettere sul  fatto che, stante la nostra situazione interna, almeno per questo anno ed i prossimi a venire, noi, popolazione intendo, avremo pochissima voce in capitolo. Al momento il nostro paese è governato da una coalizione che ha in parlamento una maggioranza solidissima e inattaccabile, per cui potrà evidentemente decidere di fare tutto quello che vuole senza possibilità di interferenze esterne. Le uniche possibilità di disturbo sono date dagli attriti interni alla maggioranza stessa, ma è inutile che chi è contrario a questo governo si illuda, i contrasti sono sempre solo apparenti, in questo caso, provocati dal fatto che in riferimento al sistema di voto delle prossime europee, in cui ogni partito corre da solo, a causa del sistema proporzionale puro, ognuno deve distinguersi dagli altri per raspare più voti possibili e questi voti si prendono sempre ai vicini non agli avversari. Quindi i distinguo saranno messi da parte il giorno dopo le elezioni e il blocco di destra continuerà compatto per i prossimi quattro anni, su questo non ci sono dubbi. Fare previsioni per capire cosa accadrà non è così semplice, date appunto le troppe varianti in campo, ma certamente tutto sta congiurando perché le cose continuino a declinare. La curva dei prezzi non è destinata a scendere come si sperava, causa le crescenti tensioni internazionali e il blocco di Suez è solo uno dei problemi. le altre guerre rimarranno in standby senza risoluzioni e nel Mar Cinese Meridionale l'affare continua ad ingrossarsi. Per questo è molto probabile che neppure nell'estate scendano i tassi e questo, se aiuta a contenere in parte l'andamento inflattivo, non fa di certo bene all'economia in generale, mantenendole il freno tirato. Il nostro paese, afflitto da insanabili mali pregressi, in massima parte il macigno del debito pubblico, diminuirà sempre la possibilità di avere a disposizione somme per dare ossigeno ai nostri bisogni strutturali (sanità, istruzione, ricerca), così che ci si troverà affannati a continuare a mettere toppe elettorali provvisorie che non hanno possibilità di risolvere problemi veri. Oltre a questo spaventa la qualità in termini assoluti delle persone incaricate di risolvere questi problemi epocali e se quando al governo erano arrivati i grillini, pensavo che si fosse davvero toccato il peggio assoluto riguardo all'incompetenza, devo dire che al peggio non c'è mai fine davvero e qui forse non basterebbe neppure i fenomeni veri, quindi figuriamoci con gli amichetti e il parentado diffuso. Inoltre alcune strade che pare si vogliano intraprendere con determinazione, se non sono solamente ballon d'essai elettorali, che non porteranno da nessuna parte, sarebbero esiziali per la nostra già esangue economia. Certo bisogna sempre saper distinguere tra le dichiarazioni e anche dai movimenti scomposti che precedono le elezioni e i fatti reali che poi vengono davvero portati avanti, ma al momento non siamo messi molto bene. Oltretutto poi, in questo momento nel nostro paese non esiste neppure una opposizione reale, una alternativa vera, solo chiacchiere inconcludenti di gruppuscoli tesi solo a sopravvivere agli errori del loro passato, ma con una totale impossibilità ad incidere, anche per i loro numeri ovviamente. Dunque posto sempre che questo sia un anno di stallo generale in attesa del diluvio, noi non potremo sperare se non un una progressiva ma il più possibile lenta discesa, con un continuo peggioramento, si spera il più lieve possibile di tutti i parametri fondamentali. Un po' come quegli anziani circondati da flebo e tubi, mantenuti in vita con fatica, che vedono peggiorare ogni giorno la loro vita, ma adagio adagio, in modo da arrivare alla morte inevitabilmente, ma il più tardi possibile. Accanimento terapeutico insomma. Sarà pur triste, ma intanto stante la situazione in cui ci troviamo, è sempre meglio del baratro. 


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L'anno che verrà

domenica 1 ottobre 2023

Un'altra in meno

immagine da RaiNews


 Così un'altra nazione è scomparsa, negletta da tempo, dimenticata da tutti, semplicemente ignorata, dai media ovviamente e dai governi a cui fa comodo far finta di niente. Naturalmente assieme alla nazione perduta scompaiono anche i suoi abitanti, quei 120.000 armeni destinati a subire una sorte ormai consueta per questo popolo disgraziato, un po' come gli ebrei, che tutti i vicini hanno sempre cercato di eliminare fisicamente, come si chiama già? Ah sì, pulizia etnica, così ci sono un po' di migranti in più da stipaare in qualche campo profughi magari chiedendogli il pizzo, che mica ti possiamo mantenere a gratis o a marcire per decenni, fino a quando non scompariranno del tutto, comunque sempre utili al più a quei partiti politici che hanno bisogno, per coprire le proprie incapacità, di pompare qualche pericolo esterno e raspare qualche voto in più dalle menti più deboli di ogni territorio. Ce ne sono in giro per il mondo di questi popoli disgraziati, che portano con sé l'imprinting dell'essere odiati a prescindere e che alla fine la storia conduce sempre allo stesso epilogo. I più veloci o i più fortunati o quelli più disponibili a rinunciare alla loro identità culturale, riescono a sgusciare via in anticipo, altri appena un attimo prima che che si scateni il pogrom, altri infine, gli ultimi, chiamiamoli "fortunati" addirittura durante il momento del massacro finale, pescando gli ultimi biglietti della lotteria della via. E i momenti del macello di susseguono nel tempo, perché l'uomo pervicacemente resiste all'essere sterminato, non vuol cedere, non si rassegna a quello che sembra essre il suo inevitabile destino. 

Così dopo l'opera di macelleria sistematica dell'inizio del '900, come mi raccontava a lungo con le lacrime agli occhi il mio caro amico Sarkis, nipote di una donna raccolta al largo di Cipro da una nave francese e di lì finita a Parigi e poi in Italia, dove lui poi era nato e cresciuto, altri eventi si sono susseguiti per un secolo. Pensate un po' allora erano i Francesi che giravano per il Mediterraneo a salvare vite e portarle a Marsiglia e il transito Italia-Francia quella volta era avvenuto al contrario. Eravamo ancora in clima belle époque e il clima generale non risentiva ancora del furore distruttivo che si stava addensando sul continente per esplodere solo pochissimi anni dopo e forse questi non erano ancora valutati come problemi. Però anche dopo quel macello che sembrava definitivo, la diaspora continuà per altri decenni prima della II guerra mondiale, quando il Sangiaccato di Alessandretta passò alla Turchia ad esempio, creando nel vicino Libano, da sempre terra di arrivo per i transfughi di tutto il Medioriente, importanti comunità, addirittura nuove città di profughi.. E' sempre così, quando il tuo storico persecutore si ingrandisce allargandosi oltre i suoi confini, la fuga deve riprendere, perché anche quel luogo che sembrava la salvezza, diverna terra bruciata per te e la tua disgraziata famiglia. Ma per questi popoli odiati da Dio, evidentemente, sorgono sempre nuovi nemici, vicini potenti a cui pesi e che a poco a poco, dal malsopportare la tua presenza diventano vogliosi di predazione e decidono prima o poi di utilizzare qualche vario tipo di soluzione finale. 

Così è morto anche il Nagorno Karabag, i suo poveri abitanti, fuggiti tutti attraverso il confine, destinati ancora a qualche scampolo di vita miserabile, ma almeno vivi, mentre gli artefici dell' "operazione militare speciale", questa volta avvenuta con successo secondo le modalità credute possibili per l'altra, più grande, festeggiano alla grande spalleggiati dal Grande Protettore che li ha benedetti, ma soprattutto ottenuta grazie alla totale indifferenza del mondo che questa volta non saprebbe davvero più dove andarsi a cercare il gas. Capirà, adesso arriva di nuovo l'inverno e un gasdotto dall'Angola è un po' un problema e poi gli italiani mica li voglioni i rigassificatori, sporcano, sono pericolosi e poi che li facciano a casa degli altri, noi dobbiamo già discutere dello spot della pesca. E poi questi sono talmente lontani  e chi lo ha capito, signora, dove e soprattutto cosa cacchio è questo Nagorno Karabag? Così va il mondo, facciamocene una ragione e poi Stepanakert, manco l'abbiamo mai sentita nominare. Inoltre diciamo pure la verità, 'sto stato non era stato riconosciuto proprio da nessuno e se lo zar dà il permesso ai vicini assatanati e carichi di odio di invaderlo, facciano pure a chi vuoi che freghi qualcosa. Una cacca di mosca (con la m minuscola naturalmente, absit iniuria verbis) sui libri di storia. Quindi addio a questa piccola enclave armena in territorio azero e pensare che l'avevo inserita come tappa nel viaggio del 2020, poi saltato a carsa del Covid. E comunque tranquilli il gas continuerà ad arrivare e quest'inverno staremo coi piedi al calduccio.


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domenica 27 agosto 2023

Il temporalone d'agosto

dal web


 E così è arrivato anche il temporalone di agosto che racconta la storia consueta. Anche per questo anno, l'estate è finita e come sempre scivoleremo lungo la inarrestabile china che ci porta all'autunno e poi all'inverno e ad un altro anno. Tempus fugit, quello che a poco a poco ci porta via con  lui. Nulla cambia alla fine, certo a volte le cose adesso sono un  poco più violente di un tempo, fa un po' più caldo e la pioggia quando arriva fa disastri, i chicchi di grandine sono diventati angurie, ma che ci volete fare, il giro è sempre quello, altro che non ci sono più le mezze stagioni. Siamo noi che vogliamo sempre metterci al centro dell'esagerato, dello staordinario, quando alla fine, invece, tutto scorre, panta rei. Oggi così, è piovuto quasi tutto il giorno, ma di quella pioggerella fina che non solo non fa danno, ma è quella che rende, che il contadino aspetta con sollievo, tutta roba buona per l'autunno e per la semina, certo se non pioveva per la vendemmia era meglio, ma per l'orto, madamin, una mano santa. E domani, stando a quanto si prevede, altra acqua tutto il giorno e già li sentivo oggi in giro: però che freddo che fa, se continua così presto in alto comincia a nevicare. Ed erano gli stessi che fino a ieri sbuffavano mostrando fronti sudaticce e ascelle marezzate. Siamo degli incontentabili, sempre al lamento continuo, come un rumore di fondo che borbotta in lontananza come il tuono che in questo momento sento rullare dietro le creste della montagna. 

La brevissima storia dell'umanità non consente di misurare cambiamenti esagerati. Tutto è nella nostra testa, i titoloni, quelli che piacciono ai giornalacci e che sono nella penna dei giornalai, senza offesa per quelli veri, sono solo grancasse per poter parlare e scandalizzarci, vendere un po' di carta in più e da parte di quei poveracci che hanno scelto di fare i politici non essendo capaci di fare altro, men che meno di lavorare e non pigliatemi per qualunquista, ma è sempre stato così, per raccattare un po' di voti in più. Certo se aumenti la sensazione di insicurezza, anche se reati e fatti di violenza continuano statisticamente a diminuire, puoi spingere la gente terrorizzata ad aspettarsi il nero chedietro l'angolo ti aspetta per finirti a colpi di machete o lo zingaro che ti sta vuotando l'appartamento, mentre con l'altra mano ti frega il portafoglio e pertanto a votarti. Certo anche un solo reato è troppo, ma l'altra sera guardavo la Carmen, accidenti un'esaltazione del femminicidio classico più di così si muore o l'Otello poi, e nel nostro recente passato le donne le menavano come tamburi con metodica continuità e tutto sembrava normale. Allora perché non scandalizzarci un po' di meno e cercare di istruire un po' meglio i nostri figli, quei pochi che facciamo almeno, per farli diminuire un altro po' questi reati odiosi. Oppure magari fare un po' meno proclami su come sia facile risolvere certi problemi epocali, su come appena toccherà a noi, fuoco e fiamme invece di questi mollaccioni collussi anzi complici e faremo qui e bloccheremo là e li riportiamo tutti su e giù, poi appena li hai convinti a darti il voto, non solo non hai la minima idea di come risolvere il problema irresolubile che fino a ieri era facilissimo da risolvere bastava averne voglia, ma anzi fai accordi di qua e di là e in tutta risposta te ne mandano il doppio. 

Dirai, ma allora chi li ha votati li vorrà prendere già domani mattina a pedate nel di dietro, macchè, al contrario, già vengono scavalcati su posizioni ancor più oltranziste che se dipendesse da noi, mitragliarli sulla battigia e rimandarli tutti su un aereo, magari buttandoli giù in mezzo al mare come facevano in sudamerica, quelli sì che erano bravi, adesso tanto si può dire tutto e avanti votate noi che vi toglieremo le tasse anche quelle che non avete mai pagato e che non avete nessuna intenzione di pagare, salvo lamentaarsi perché non ci sono servizi adeguati. Cosa credete è sempre stato così, lo prometteva anche Catilina e le elezioni le avrebbe vinte sicuramente, il popolo era con lui, se non lo avessero fatto fuori prima. Il mondo non cambia mai, perché è l'uomo a essere fatto così, è il suo animo lurido ed al contempo la sua forza, quello che ne ha fatto la specie vincente ed incredibilmente resisliente (guai a non usare questa parola) e state tranquilli che se il clima tornerà a essere quello che è già stato nelle ere passate (di chiunque sia la responsabilità) resisterà comunque visto che riesce ad adattarsi benissimo a vivere nel ghiaccio della Siberia a -50°C o nel deserto della Dancalia a spaccare lastre di sale a +50°C. E' il segreto della nostra specie, il resto, tutte chiacchiere da bar.



lunedì 26 giugno 2023

Soffia il Buran, il vento del nord

dal web
 

Visto che il mio soggiorno napoletano è ormai concluso e magari comincerò a parlarvene domani e dato che sono stato sollecitato da qualcuno a dire la mia, sui fatti che stanno capitando in Sarmazia, visto che ho avuto trascorsi da quelle parti, vi racconterò la versione del Bo, anche se tutto è da prendere con le molle, visto che da quelle parti le cose sono sempre da interpretare e quello che sembra chiaro ed evidente, nella maggior parte dei casi si rivela poi essere ingannevole. Dunque i fatti sarebbero questi: Il proprietario della Wagner, un capitano di ventura, prodotto delle carceri locali, dove ha già trascorso una decina di anni, manovra la sua milizia privata (la più importante di tante che ci sono da quelle parti) utilizzata dal regime per compiere porcherie varie in giro per il mondo (Medio Oriente e Africa) dove fanno saltare governi ed esercitano in pratica diritto di razzia, grazie alle quali ha accumulato discreti fondi. Questo tizio detto anche il Macellaio per le buone prove date in Siria, è stato molto utile al governo anche per le ingerenze nelle elezioni americane e al momento svolgeva un compito determinante sui confini ukraini, visto che l'esercito regolare russo è da considerarsi piuttosto inefficace a prescindere dalle bombe atomiche. In questo momento in Russia, dove al contrario di quanto hanno pensato esimi commentatori, i problemi economici sono molti e le cose non vanno per niente bene, cosicchè ci sono molte voci discordanti rispetto all'andamento della guerra, si potrebbe quasi dire che ci sono delle correnti decisamente in contrasto tra di loro e pronte a farsi la festa se capita. 

Infatti se da una parte queste milizie sono state utilissime al governo, sono in realtà mal tollerate dal potere centrale ed i responsabili militari del regime, Shoibu e Gerasimov, stanno tentando di assimilarle all'esercito normale per riportarle sotto il loro controllo, senza considerare che sono composte in massima parte o da tagliagole ceceni o da avanzi di galera criminali e assassini, tirati fuori dalle carceri con amnistia delle pene pur che vadano a farsi ammazzare nelle guerre varie in giro per il mondo. Ovviamente il capo della Wagner non è molto contento di farsi soffiare la sua creatura e sua personale macchina da soldi per tornare a nutrirsi di tangenti sui pasti dell'esercito e da un po' tuona contro i capi dell'esercito additandoli come nemici del popolo e corrotti. Ora si sa che i capitani di ventura o finiscono attaccati a un palo o diventano imperatori, così, detto fatto l'altro giorno dichiara, dopo averlo minacciato, più volte di mollare le trincee dove si sente abbandonato dalla ghenga moscovita e di dirigersi a Mosca per "mettere a posto le cose", salvo poi dire che ha cambiato idea e dichiarare che ripara in Bielorussia. Putin prima gli dà del traditore, poi dice che la cosa si può perdonare e oggi del problema a Mosca neppure si parla più, come quando lo zio di un mio amico che raccontava le barzellette su Stalin una sera non si presentò a cena e davanti alla sua sedia vuota, nessuno fece cenno alla cosa, come se non fosse mai esistito. 

Mi sembra che le cose non siano molto lineari. Intanto è strano che una milizia che in quasi un anno è riuscita ad avanzare in Ukraina di una decina di chilometri, in una decina di ore sia arrivata a duecento chilometri da Mosca senza quasi sparare un colpo. Poi improvvisamente il tipo dice che aveva scherzato e che va ad addestrare i bielorussi. Insomma mi sembra una vicenda non troppo sensata. Una cosa interessante da notare è che quando laggiù succedono questi scossoni, non bisogna badare troppo alle dichiarazione e a chi le fa, ma a quelli che stanno zitti e non si pronunciano e qui sono stati parecchi, soprattutto i vertici putiniani, in particolare Lavrov non ha pronunciato una parola anzi non si è proprio visto in giro. Per quanto ho visto in passato (ed ero a Mosca quando c'è stato il finto golpe con cui è stato fatto fuori Gorbachov e quando è stata assediata la Duma con dentro Kasbulatov e soci, aprendo la strada a Eltsin) la tecnica del finto golpe è molto utilizzata soprattutto per capire chi nel momento del casino fa dichiarazioni e si schiera, per capire chi sta con chi e quindi far fuori i nemici che stavano nascosti, cosa che ha magistralmente imparato anche il buon Erdogan. 

E questa è tutta gente che viene o dall'ex KGB o dal GRU, che al momento sembrano uno pro e l'altro contro la guerra, quindi Putin ha bisogno di contare chi è con lui e chi è contro di lui, visto che la truppa degli oligarchi sembra che se la stia dando a gambe, anche se il peculio all'estero è un po' ridimensionato, ma prima di rimetterci la ghirba, pazienza se qualche yacht se ne va a puttane. Comunque vediamo nei prossimi giorni come si mette, soprattutto se i vertici dell'esercito ricompaiono oppure se prendono il raffreddore (come capitava ai tempi bresneviani) oppure al contrario se Prigozhin cade accidentalmente da qualche finestra che si sa che a giugno a Minsk le balaustre sono scivolose, oppure al contrario prende il posto di Lukaschenko, che anche lui di salute non sta troppo bene e ha bisogno di riposo. Comunque sia, state accorti che se cade Putin, come molte menti illuminate hanno auspicato, con i candidati al suo posto c'è da stare freschi. soprattutto considerando anche le atomiche che appunto sono state mandate in Bielorussia per pura combinazione. Adesso l'unica cosa importante è che Biden e soci, stiano calmini per un po' senza prendere iniziative. A corollario, divertente notare che mentre le cancellerie di tutto il mondo si consultavano compulsivamente, in Italia non è neanche suonato un telefono, peggio che in Burundi. Dai tranquilli che da quelle parti il più bravo ha mangiato la mamma.


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sabato 11 marzo 2023

Le inutili e ridicole gride

da wired italia

 

...Che qualsivoglia persona, così di questa Città, come forestiera, che per due testimonj consterà esser tenuto, e comunemente riputato per bravo, et aver tal nome, ancorché non si verifichi aver fatto delitto alcuno... per questa sola riputazione di bravo, senza altri indizj, possa dai detti giudici e da ognuno di loro esser posto alla corda et al tormento, per processo informativo... et ancorché non confessi delitto alcuno, tuttavia sia mandato alla galea, per detto triennio, per la sola opinione e nome di bravo, come di sopra. Tutto ciò, perché Sua Eccellenza è risoluta di voler essere obbedita da ognuno.

All’udir parole d’un tanto signore, così gagliarde e sicure, e accompagnate da tali ordini, viene una gran voglia di credere che, al solo rimbombo di esse, tutti i bravi siano scomparsi per sempre. Ma la testimonianza d’un signore non meno autorevole, né meno dotato di nomi, ci obbliga a credere tutto il contrario. È questi l’Illustrissimo ed Eccellentissimo Signor Juan Fernandez de Velasco, che prescrive di nuovo gli stessi rimedi, accrescendo la dose, come s’usa nelle malattie ostinate. Ognuno dunque, conchiude poi, onninamente si guardi di contravvenire in parte alcuna alla grida presente, perchè, in luogo di provare la clemenza di Sua Eccellenza, proverà il rigore, e l’ira sua... essendo risoluta e determinata che questa sia l’ultima e perentoria monizione.

Non fu però di questo parere l’Illustrissimo ed Eccellentissimo Signore, il Signor Don Pietro Enriquez de Acevedo, Conte di Fuentes, Capitano, e Governatore dello Stato di Milano. Pienamente informato della miseria in che vive questa Città e Stato per cagione del gran numero di bravi che in esso abbonda... e risoluto di totalmente estirpare seme tanto pernizioso, dà fuori, il 5 decembre 1600, una nuova grida piena anch’essa di severissime comminazioni, con fermo proponimento che, con ogni rigore, e senza speranza di remissione, siano onninamente eseguite.

...ma, per ciò che riguarda quel seme tanto pernizioso de’ bravi, certo è che esso continuava a germogliare, il 22 settembre dell’anno 1612. In quel giorno l’Illustrissimo ed Eccellentissimo Signore, il Signor Don Giovanni de Mendozza, Marchese de la Hynojosa, Gentiluomo etc., Governatore etc., pensò seriamente ad estirparlo. A quest’effetto, spedì a Pandolfo e Marco Tullio Malatesti, stampatori regii camerali, la solita grida, corretta ed accresciuta, perchè la stampassero ad esterminio de’ bravi. Ma questi vissero ancora per ricevere, il 24 decembre dell’anno 1618, gli stessi e più forti colpi dall’Illustrissimo ed Eccellentissimo Signore, il Signor Don Gomez Suarez de Figueroa, Duca di Feria, etc., Governatore etc. Però, non essendo essi morti neppur di quelli, l’Illustrissimo ed Eccellentissimo Signore, il Signor Gonzalo Fernandez di Cordova, sotto il cui governo accadde la passeggiata di don Abbondio, s’era trovato costretto a ricorreggere e ripubblicare la solita grida contro i bravi, il giorno 5 ottobre del 1627, cioè un anno, un mese e due giorni prima di quel memorabile avvenimento.

E pensare che c'era un illustrissimo magistrato della Repubblica che aveva proclamato ai quattro venti che l'accrescimento delle pene è la cosa più inutile nella prevenzione dei reati!


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martedì 21 febbraio 2023

Il re è nudo. Auto elettrica e dintorni

dal web


Qualcuno dovrebbe cominciare a tirar fuori il coraggio e dirlo a voce alta. Il re è nudo e l'auto elettrica è una truffa. A tutti gli effetti. Se nessuno lo vuol dire allora lo dico io, tanto non devo vendere niente e non ho bisogno di voti. E non mi riferisco solamente al lato economico, per cui basta dare un'occhiata ai numeri e chiunque capisce subito che se non ti regala soldi lo stato, non è economicamente sostenibile e il successivo costo al chilometro, altrettanto. Pensate solamente che se già adesso, fare un chilometro a carburanti tradizionali costa molto meno che farlo a elettricità (e questo è ovvio visto che l'elettricità va prodotta e non si trova della miniera dei Watt), pensate se tutto fosse elettrico e lo stato perdesse il gettito delle accise, dovrebbe come minimo aggiungerle sul Watt, oppure prenderli da qualche altra parte perché il bilancio è il bilancio e se vuoi pagare le pensioni, la scuola e la sanità che avrebbero bisogno di ancora di più, i soldi li devi incassare comunque. L'imbecille dirà come al solito, prendeteli dove ci sono e non sprecateli, chiacchere da bar al vento. Ma ripeto, questo sarebbe il meno e se questo effettivamente salvasse il pianeta chi se ne frega. Ma purtroppo la realtà è ben diversa. E' il momento di dirlo forte, chi vuole l'elettrico odia il pianeta e lo vuole meno green e per ottenere questo risultato inganna tutti, la gente, i ragazzi che vanno dietro ai cartelli e che sono così facili da ingannare. 

Marchionne, il  più grande genio delle politiche industriali, ovviamente lo aveva ben capito e non credeva assolutamente nell'auto elettrica, che ha osteggiato fino alla fine, rendendosi ben conto prima di tutto della sua insostenibilità economica, e poi anche, cosa più importante, di quella ecologica. Il punto sta nel fatto che quando si vuole sostenere una tesi sbagliata, si esamina sempre solo una piccola parte, parziale e quindi fuorviante, per poter arrivare a far accettare il falso. Basta fare dei magnifici spot sulle meraviglie di auto silenziose e che profumano l'aria invece di ammorbarla nelle città e il gioco è fatto, l'elettrico è la soluzione green della movimentazione. E no, cara la mia gente, non è così. Se vuoi fare un paragone di sostenibilità lo devi fare nella completezza dell'oggetto considerato, dal momento della sua creazione a quello del suo smaltimento definitivo. Oggi più che mai. Dunque considerate il problema della costruzione delle batterie e dei materiali necessari a produrle e quali siano le emissioni prodotte. Pensate che se qualcuno ha denominato alcuni elementi chimici: terre rare, ci sarà un motivo oppure è un nome di fantasia. Forse bisogna pensare che per averne un pugnetto bisogna tritare una intera montagna, dunque aggiungete al conto la quantità di CO2 prodotta e quella di poveri sottili a coté. Ma quelle le fanno in Cina e qui così abbiamo l'aria pulita in città. Bravo coglione, è così che salvi il pianeta? Senza neanche considerare in che mani vai a metterti, visto che stiamo appena toccando con mano, cosa significhino le dipendenze. 

E poi andate ad aggiungere nel conto quanto costerà, sempre in termini di sostenibilità green, lo smaltimento delle stesse, dopo all'incirca ad una ventina di anni. Inoltre poi l'enorme aumento della richiesta di elettricità richiederà, un aumento di produzione e il passaggio doppio, da fonti tradizionali, con produzione di CO2 assolutamente maggiore. Dice, eh ma noi l'elettricità la faremo con fonti alternative. Bravo e i pannelli solari si trovano da soli nella miniera dei pannelli solari, o li devi produrre, e poi smaltirli. Ricordatevi che i conti si devono sempre fare completi, dalla nascita allo smaltimento finale di tutti i componenti necessari. Non ci sono pasti gratis e tutto ha un costo in termini di inquinamento. Allora perché tutto questo battage attorno all'auto elettrica? Ma lo aveva già appunto ben capito Marchionne. La capacità produttiva del comparto auto nel mondo, è molto superiore alla richiesta, almeno doppia, quindi o questa industria dimagrisce attraverso accorpamenti e conseguente riduzione di impianti produttivi o si salta. Ecco perché l'industria automobilistica mondiale spinge la politica a virare sull'elettrico, perché in questo modo, si dovrà eliminare il parco macchine globale e questo porterà lavoro (inutile e dannoso per il pianeta, ma utilissimo per la salute di queste aziende, a spese dei contribuenti in quanto per farlo digerire alla gente bisognerà continuare con forti incentivi) per qualche altro decennio. 

Chiunque si mettesse di buona voglia a fare i conti globali della operazione della mobilità elettrica anche solo in termini di salute del pianeta, manderebbe tutto in soffitta all'istante. Senza naturalmente considerare che al momento, l'utilizzo di un'auto elettrica, e chiunque lo abbia provato praticamente non può che concordare, in termini di comodità, di tempi di carica, autonomia e costo a chilometro percorso, è talmente negativo che il confronto col tradizionale è impietoso. Tanto è vero che, nonostante il battage pubblicitari e gli enormi incentivi economici pompati a drogare il mercato, di auto elettriche in pratica, non se ne vendono. La gente non è scema, se la tocchi nel portafoglio. Datemi retta, pensate a carburanti alternativi (idrogeno, biogas, ecc), a efficientamento dei motori e dato che non ci sono alternative, alla limitazione dell'uso, potenziando i trasporti pubblici, se no si faranno solo danni. Ai politici non ci pensate, non appena l'opinione pubblica capirà che l'elettrico è una truffa e lo conclamerà nei sondaggi, i politici cambieranno immediatamente idea e butteranno tutta l'operazione nel cesso della storia. Ah, naturalmente l'automotive, anche considerato come ho detto nella sua interezza, è solo una piccolissima parte del problema della sostenibilità del genere umano sul pianeta, come sempre il discorso sarebbe molto più vasto e complicato, ma alla gente i problemi complessi danno fastidio, è sempre più comodo stare a sentire risposte semplici, meglio, semplificate così si fa meno fatica a capirle e c'è meno da pensare. 


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martedì 14 febbraio 2023

Viva la democrazia!

dal web


 Evvai che la settimana si è completata, dopo la messa cantata ormai finita, anche le elezioni (qualcuno se ne era accorto?) si sono concluse. A questo punto effettivamente potrebbero anche fare a meno di farle, tanto i risultati sono ampiamente scontati e quei tre o quattro che ancora vanno a votare potrebbero andarsene in montagna e far girare il PIL, invece delle pal. I giornalai cercano disperatamente qualche cosa su cui discutere, ma è tutto così scontato che la gente gira subito su Netflix e lo share va giù. Cosa vuoi dire. Le polemiche idiote su Sanremo, che i partecipanti disperatamente cercano di mantenere vive per camparci almeno ancora una settimana. I politici che studiano le dichiarazioni da fare per accalappiare quei voti disperati in libertà, chi dice di qua e di là che ha ragione Putin per incassare tutti quelli che non si aspettavano di ricevere le bollette di gennaio (ma dove stava questa gente?); poi quelli che fanno la ola a quanti insultano la Enogu o inneggiano a collaborare attivamente per far annegare la gente nel Mediterraneo, perché intanto questo è quello che pensa la grande maggioranza più o meno silenziosa che ci circonda; quelli che brigano per mettere la mani sulla RAI, che non gli basta ancora che ormai tutti i giornalai dei TG si siano ormai già riposizionati, terrorizzati dal timore di perdere il posto e ogni giorno leccano le chiappe al potere in maniera sempre più smaccata. Neppure le pensano magari, le cose che dicono, oppure le pensano ma non le direbbero, comunque dicono e devono dire, così almeno li consigliano i loro spin doctor, quello che pensano che pensino i loro possibili elettori. Adesso, almeno fino a stasera, massimo domani c'è ancora spazio per scandalizzarsi che la gente non vada più a votare. 

Bisogna farci una lunga riflessione, dichiarano tutti. Colossale belinata, Bisogna dirlo certo, ma domattina, non fregherà assolutamente nulla a nessuno. Al politico interessa soltanto che i tre che votano, votino per lui. Anzi, molto meglio se votano in pochi, in questo modo, costa meno convincerli, se il voto glielo compri, materialmente o indirettamente proteggendo i suoi privilegi. Quelli che ancora votano, per lo meno e che ormai, tolti amici, parenti, beneficati e clientes, li conti sulle dita di una mano, forse non varrebbe neppure la pena di tanto sforzo. Oltretutto ti trovi in una situazione in pratica mai vista, in un paese fortemente orientato a destra e privo di qualunque opposizione reale. Ti piace vincere facile diceva quello slogan. Il campo avverso è un Ade popolata di ombre di Cimmeri che vagano qua e là, senza una meta precisa, intento solo, se incontrano qualcuno, a mordersi selvaggiamente tra di loro, come quei randagi in cerca di qualche osso putrefatto con cui tirare avanti, visto che altro mestiere nella vita non sanno fare. Basti sentire le dichiarazioni dei vari attori, nelle ore appena seguenti gli scontati risultati; solo insulti brutti anche da sentire, non già agli avversari, ma ai loro compari di merende. Se pensi che in Lombardia, dopo tutto quello che aveva fatto nella precedente gestione, è stato riconfermata la stessa persona; capisci allora che tutto è possibile e che ormai andare a votare è una attività assolutamente inutile. Un vezzo d'altri tempi. Intanto l'orrore della vita di tutti i giorni continua, se vuoi fare una TAC, ti prenoti tra due anni, se hai un cancro, puoi usare l'acqua di Lourdes, se ti serve un passaporto, compra un biglietto falso di Ryanair per saltare la fila, se hai bisogno di un asilo, ti conviene comprarti una nonna. Ogni popolo ha sempre e soltanto quello che si merita. Se ti scandalizzi perché strappano una foto di un ministro invece del fatto che un ministro si vesta da SS, te lo meriti davvero e va bene così. E' la democrazia bellezza. 


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domenica 5 febbraio 2023

41 bis

dal web


 Se non ci fosse da piangere ci sarebbe da ridere, ma certo che con tutto quello che sta succedendo, davvero avremmo bisogno di politici seri, che si occupassero del bene della nazione. Incredibilmente pare invece, a mio parere naturalmente, che qui si stia facendo peggio, del momento più basso della storia del nostro paese, quando erano andati a governare bibitai, dj riciclati e nullafacenti vari di professione. Questi, e sembra davvero incredibile, non ne hanno ancora indovinata una che è una, occupandosi in generale solo di cose di nessuna rilevanza e procurando solo danni, anche se per fortuna non ancora davvero gravi, quelli verranno in seguito. L'unico momento di pausa, lo hanno avuto rifacendo (e per fortuna dico io) pedissequamente quello che aveva preparato il governo precedente, di cui dicevano peste e corna. Addirittura l'ultimo risultato è stato quello di aver resuscitato l'esangue e operettistico movimento anarchico, quattro scalzacani la cui unica occupazione era stata quella di fare campeggi davanti al tunnel della TAV.  Dunque a fronte degli enormi problemi che stiamo attraversando, il paese è fermo sul caso Cospito. Come sempre tanto per fare confusione e poter dare del cretino agli avversari, si confondono le pere con le mele, così da mescolare le carte e fare perdere di vista la reale consistenza del problema. Il primo caso da affrontare sarebbe il 41 bis, però senza confonderlo e tenendolo ben separato dal resto. Dunque il problema è, il nostro 41 bis è un provvedimento costituzionale o no, rispondendo in questo modo all'interrogazione che ci pone giustamente l'Europa? 

Basta dunque che si esamini se all'interno del provvedimento ci sono punti esclusivamente di natura preventiva, come il fatto sacrosanto di impedire che terroristi e mafiosi si mettano in contatto con le loro organizzazioni all'esterno del carcere o anche altri di natura afflittiva, come vietare di cucinare in cella o altre cose del genere, tese a far diventare il carcere "più duro" in maniera punitiva, cosa espressamente vietata dalla nostra costituzione. In questo caso basterebbe emendare l'articolo e tutto va a posto da solo. Se a qualcuno non va bene, peggio per lui. Un altro problema, ma separato, è, se di fronte a dimostrazioni pubbliche di qualunque natura lo stato debba cedere a richieste di qualunque tipo e anche qui a mio parere ci dovrebbe essere solo una fermezza assoluta, addirittura senza neppure far cominciare la discussione. Diversamente bisognerebbe dare retta a qualunque tizio che scioglie nell'acido i bambini, che facesse proteste di qualunque genere per opporsi a provvedimenti giustamente inflitti. Infine c'è il caso personale e particolare del Cospito da esaminarsi singolarmente e da non confondere con il problema generale. Il tizio, un balordo che ha passato tutta la vita entrando ed uscendo dalle patrie galere, ricordo tre volte condannato per renitenza alla leva, poi per una gambizzazione con condanna a definitiva a 10 anni e 8 mesi, quasi interamente scontata ed infine per due bombe carta in un cassonetto davanti ad una caserma di carabinieri con conseguente rottura di qualche vetro e un davanzale, con condanna dapprima a 20 anni e attualmente in discussione all'ergastolo, a cui è stato aggiunto il 41 bis perché scriveva articoli deliranti su fogli anarchici. 

Ora la domanda può sorgere spontanea, ma deve essere indipendente dalla sua protesta di sciopero della fame, in questo caso irrilevante. Ma se vengono comminati 16 anni a gente che ha ucciso con 90 coltellate, madre e fratellino, se ne vengono affibbiati più o meno altrettanti a gente che ha ammazzato tre vigili del fuoco per riscuotere una assicurazione, è sensata o quantomeno ragionevole una pena che preveda l'ergastolo + 41 bis, per aver rotto un davanzale? Di primo acchito verrebbe da rispondere che questa è una pena decisamente sproporzionata al delitto, proposta appositamente per creare problemi o per voler dare il cosiddetto esempio di spietatezza, mentre magari si briga per depenalizzare reati legati alla corruzione dei politici, guarda un po' e che una magistratura (unica a cui spetta dirimere l'argomento) saggia, si comporti di conseguenza, comminando pene congrue ai fatti ed ai delitti commessi, ma forse è chiedere troppo. Così si lascia deflagrare il caso, attizzando un fuoco che poteva tranquillamente essere lasciato a sonnecchiare nel cesso della storia, cosa che forse fa comodo per mostrare quanto abbiamo le palle dure e stornando l'attenzione dai problemi del paese. Va bene, continuiamo pure così. Basta che adesso non lo facciano morire in carcere creando un bel martire da issare sulle bandiere, altra cosa forse utile a qualcuno, chissà, e si proceda senza se e senza ma, con l'alimentazione forzata e il trattamento sanitario obbligatorio. Io la vedo così e scusate un momento, che mi suonano alla porta e non vorrei che fossero quelli col bottiglione di olio di ricino.



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