sabato 15 novembre 2014

Luce d'oro

Kalaw - La grande pagoda


Pagoda dorata, una punta di lancia sottile, ago di acceso fervore piantato nella seta nera della notte. Splendore lucido che pervade di sé ogni cosa intorno. Solitario gioiello illuminato, mentre le sue compagne, più piccole e ignorate, riflettono soltanto bagliori resi opachi dalla distanza, mostrando linee grige e quasi spente, come se all'interno non giacesse ormai più alcuna reliquia. La brezza della prima notte smuove le foglie di metallo delle campanelle. Piccoli suoni dolci, ma già non c'è più nessuno ad ascoltarli, a raccoglierne la sottile benedizione augurale. I giovani monaci che nei raggi accecanti del tramonto giocavano, ridendo e sollevando le tonache colore del mattone rosso del monastero, si sono già ritirati, terminata l'ora del gioco, già inoltrata quella della preghiera. Rimane soltanto l'oro della guglia, presenza unica, fato imprescindibile, luce senza tempo ed io qui a goderla indegnamente.

2 commenti:

sciucran ha detto...

MERAVIGLIOSA POESIA....IL MIO REFOLO
DOMENICA

Enrico Bo ha detto...

Grazie carissima, goditi questa terra splendida!

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 104 (a seconda dei calcoli) su 250!