lunedì 23 aprile 2018

Etiopia 3 - Il come

Foto Lalo


Scelta la meta, bisogna decidere come vederla, in che modo muoversi per sfruttarne al massimo le potenzialità, minimizzare costi e perdite di tempo, massimizzando al contempo le cose da vedere, soprattutto valutando di non perderne di essenziali, considerato anche il fatto che data la mia età, è piuttosto difficile che io abbia l'opportunità di ritornare di nuovo nello stesso paese; per voi magari sarà diverso. Quindi rimane il fatto che la logistica e la scelta delle metodologie di viaggio gioca un ruolo molto importante nell'organizzazione dello stesso. E qui si ritorna al punto di come sia diverso l'atteggiamento che invece dovrebbe avere il viaggiatore vero. In ogni caso questa è pura chiacchiera, invece se vi ponete il problema di pianificare un viaggio in Etiopia dovrete fare alcune considerazioni preventive che saranno di certo diverse per ognuno, ma che tengano conto delle vostre specifiche esigenze. Considerate quindi che siamo in Africa, terra in cui è molto più difficile e costoso muoversi al confronto dell'Asia e che si tratta di un paese complesso e povero di infrastrutture, in cui converrà portare con sé una buona dose di adattabilità. Inoltre la condizione della viabilità, pur in continuo miglioramento e la situazione sanitaria, con i tanti problemi legati all'alimentazione, all'acqua, al clima severo e non ultima all'altitudine media, lo rendono un paese in cui bisogna muoversi con una certa preparazione e precauzione. 

Quindi è in questo caso particolarmente importante la scelta del modo in cui vorrete pianificare il vostro itinerario. Come sempre tutto è possibile e durante il mio percorso, ho incontrato tanta gente zaino in spalla che si avviavano alle stazioni periferiche degli autobus con il sudore che gli colava sugli occhi, altri disperati che arrancavano in bicicletta su salite erte e polverose, autostoppisti imploranti che da due mesi percorrevano il paese in couchsurfing senza un soldo in tasca, ma dicevano i latini, est modus in rebus e per me si adatta meglio uno stile più comodo e programmato, che comunque si rivelerà comunque assai impegnativo e faticoso. Dunque, a mio parere il modo che, a costi accettabili, consenta di vedere il massimo delle cose possibili nella maniera più efficiente, è rappresentato dal trovare qualcuno sul posto che vi fornisca l'appoggio totale di una macchina (4x4 se l'itinerario lo impone) e che vi accompagni per tutto il giro, minimizzando i tempi morti grazie alla sua esperienza e che consenta di vedere luoghi e situazioni che soltanto grazie all'appoggio di uno del luogo, possano essere pianificate. Questo fa risparmiare un sacco di tempo che alla fine, a parità di sistemazioni si traduce anche in una riduzione di costi notevole, riferito alle cose viste. 

La mia soluzione è arrivata, come spesso ormai capita, dal web. Un po' di ricerca a vasto raggio e poi tramite contatti con altri viaggiatori (in particolare Kia Fiore di www.dueingiro.it) ho avuto le coordinate di una piccola agenzia di viaggio, che pur essendo specializzata in itinerari della Omo Valley, è in grado di preparare tour completi in ogni parte del paese e che si è rivelata, come già segnalavano diversi viaggiatori che l'avevano utilizzata, la scelta più indovinata possibile. Lalo, il proprietario della Lalo Tour appunto, che sarà anche la nostra guida per tutto il giro, ha diversi punti di forza. Intanto proviene proprio da una delle tribù della valle e quindi è molto conosciuto nella zona ed in ogni villaggio dove arrivi, viene accolto come un vecchio amico in visita, cosa che ovviamente coinvolge le persone che accompagna; inoltre è un grande appassionato del suo lavoro, un gran conoscitore del suo paese, che racconta con passione e riesce a capire subito quali sono i tuoi interessi per proporre le diverse scelte da fare a seconda delle tue esigenze. Ha una buona capacità di risolvere i problemi e gli eventuali cambiamenti di programma che gli eventi impongono, non dobbiamo dimenticarci sempre che siamo in Africa e non ultimo, ha una grande dose di empatia umana che alla fine del giro lo fa diventare un amico che lascerai con una vena di malinconia. 

Insomma diciamo pure che lo consiglio a scatola chiusa. Io l'ho contattato quattro mesi prima del giro e ho discusso a lungo con lui l'itinerario da farsi, in modo che includesse la maggior parte delle cose che mi interessavano nei giorni a disposizione, il livello ed i costi delle sistemazioni e le opportunità di capitare nei diversi luoghi in concomitanza con eventi particolari, manifestazioni, cerimonie, usufruendo così oltre che della sua esperienza, dei suoi consigli nella pianificazione e nelle modifiche da apportare all'itinerario. Naturalmente alla fine ogni cosa risulta perfettibile ed al termine di questo racconto vi segnalerò le migliorie da fare, a mio parere, per rendere ancora più interessante il vostro viaggio. Tuttavia consentitemi qui di ringraziare l'amico Lalo per aver reso questo viaggio quello che è stato e di consigliarlo senz'altro a chi sceglierà questo modo per visitare il suo paese, di certo il sistema per vedere di più in meno tempo e quindi con un costo totale accettabile.  Intanto vi certifico che dal finestrino dell'aereo comincia già a vedersi il chiarore rosato dell'alba; tanto per cambiare siamo in anticipo e la pista dell'aeroporto di Addis Abeba si avvicina. Atterriamo pure e prendiamocela con calma. Da domani allora si parte.


SURVIVAL KIT


Lo trovate su Facebook come Lalo Dessa e poi cercate di contattarlo soprattutto con whatsapp che per lui è più semplice. Vive a Jinka (capitale dell'Omo Valley) e ha l'ufficio ad Addis.

Spiegategli le vostre esigenze in termini di livello di alberghi, eventuali pernottamenti in tenda, trekking, luoghi che non volete perdere e le cose che volete vedere, la vostra disponibilità di giorni e periodo di viaggio e poi discutete le proposte che vi farà, proponendo magari voi un itinerario di massima. Discutete il prezzo e ricordate che lui potrà fornirvi anche tutta l'attrezzatura necessaria al viaggio, tende, materassini, acqua ecc. Di norma, stabilito il tutto chiede un acconto del 5% circa, con pagamento del giro completo all'arrivo ad Addis o a Ginka. 

Noi abbiamo avuto una Toyota Land cruiser in ottimo stato per tutto il giro dall'arrivo in aeroporto alla partenza finale, con cui abbiamo percorso circa 6.500 km in 28 gg.

Le uniche spese extra che abbiamo avuto sono state le mance (soprattutto quelle per le foto a tariffa fissa e concordata, 5 birr a scatto) e qualche birra. Il resto era tutto compreso nel pacchetto.



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3 commenti:

Enzo Chiara ha detto...

Ciao Enrico, grazie per la citazione !
Mi fa piacere che con Lalo vi siete trovati bene.
Sono un po' stupita nel leggere che in Etiopia ci sono viaggiatori zaino in spalla ed anche autostoppisti, quando siamo stati noi non c'era nulla di tutto cio'... ed in effetti hai ragione tu, non è detto che con un'agenzia (soprattutto) locale si vada a spendere di piu', anzi, la maggior parte delle volte si risparmia, l'Etiopia è molto cara per noi bianchi!
continuo a leggere i tuoi racconti con piacere ... ciao Chiara

Simona [Ciccola] ha detto...

Ottimo consiglio. Non è sempre facile trovare buone agenzie locali a cui affidarsi.

Enrico Bo ha detto...

@Kia - In giro vedi di tutto. Incluso un polacco che girava dichiaratamente senza soldi, chiedendo passaggi e facendosi ospitare. Oppure una coppia di ciclisti stralunati sotto il sole cocente, in rotta verso Lalibela. Comunque Lalo è la persona giusta.

@Cicco - Sono i passaparola più utili, anzi adesso sto cercando un suggerimento per l'Oman, se senti in giro!

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 108 (a seconda dei calcoli) su 250!