sabato 23 giugno 2018

Tuscia 4 - DaTarquinia a Tuscania


Tarquinia - La tomba dei leopardi



Tombe
Oggi altre due gemme dello scrigno prezioso di questa terra. La prima tappa è uno sprofondare nella storia più antica, quella che ci riporta al misterioso mondo degli Etruschi, un popolo che ha contribuito molto allo sviluppo della civiltà del nostro paese e senza il quale forse la civiltà romana non avrebbe potuto diventare quello che è stata. A Tarquinia, tra olivi e campi ubertosi, si trova la cosiddetta necropoli dei Montarozzi, una delle più ricche, che raccoglie in uno spazio tutto sommato abbastanza limitato un gran numero di tombe a tumulo, tutte riccamente decorate. Oggi la maggioranza di queste sono state rese agibili alla visita e benché svuotate di tutti gli arredi che vi si trovavano (per lo meno quelli non ancora razziati dai tombaroli di tutte le epoche), conservano una ricchissima serie di affreschi, che benché, come si può immaginare, siano di grandissima e facile deperibilità, hanno trovato una soluzione accettabile che ne garantisce la conservazione consentendone comunque la vista. Bisogna dire che una buona parte delle pittura è ancora ben leggibile e ci racconta molto di questa civiltà vecchia di quasi due millenni e mezzo, mostrandoci nelle sue policrome raffigurazioni, il livello di raffinatezza a cui erano arrivati e soprattutto, essendo poi queste delle tombe, il rapporto sereno che gli Etruschi avevano con la morte e con il mondo ultraterreno.

Sarcofagi
Sulle pareti della camera che fungeva da sepolcro si alternano scene di banchetto, di giocolieri, di sportivi, animali e spettacoli, quasi a voler rappresentare i momenti più belli della vita del defunto o forse per rallegrarlo dopo la morte. Ogni tomba è identificata con un riferimento a qualche caratteristica preminente dei suoi affreschi, così puoi passare, scendendo attraverso ripide scalette di legno, in questo mondo dell'al di là, per vedere attraverso vetrate protettive, la tomba del guerriero, quella dei leopardi, quella delle leonesse, quella degli àuguri, dell'orco, del barone e tante altre tra cui davvero puoi perderti senza riuscire a deciderti quale sia la più bella o la più suggestiva. Se riesci a capitarci quando non c'è molta gente, proverai a rimanere per un poco, solo al chiuso di quello spazio ridotto e un poco claustrofobico e guardare la volta bassa ricoperta di disegno geometrico mentre sulle pareti scorrono le scene di caccia e di pesca o di atleti che si sfidano nelle gare, cercando di sentirti almeno in parte in quel mondo così lontano nel tempo, dal quale, comunque e almeno in piccola parte provieni. Cosa pensava quella gente quando si allontanava da questi tumuli, vergate di quella scrittura bustrofelica e ondivaga, quando molta parte del mondo viveva ancora tra piane e foreste, tornando alle proprie case in vesti preziose che avevano solcato i mari per arrivare fin quaggiù, che conoscevano i quattro bordi del Mediterraneo, che scolpivano la bellezza dei sorrisi sereni nelle loro statue e capigliature complesse di boccoli nelle loro terracotte? 

Chiesa di S.Maria Maggiore
Forse il loro mistero viene dal fatto che i Romani, conquistandone le città, li hanno assimilati, facendoli diventare parte di se stessi, confondendosi a loro e impadronendosi anche della loro cultura? Difficile rispondere, ma forse proprio per questa conoscenza confusa, rimane più avvincente il percorrere questi luoghi e vedere il loro mondo perduto. Percorso che continua nel magnifico Museo Nazionale Tarquinese, che raccoglie appunto oltre ad alcune tra le pitture più belle, una ricca serie di sarcofagi tra cui la meravigliosa serie proveniente dalla tomba dei Partunu e le spettacolari sculture rimaste del frontone dell'Ara della Regina, oltre ad una ricchissima collezione di vasi ed altri oggetti, monete e monili che raccontano l'abilità di quegli artigiani e la loro capacità di trattare i materiali, dalla terracotta all'oro. Davvero una visita imperdibile, anche per il contenitore stesso, il palazzo Vitelleschi, anch'esso mirabile e perfetta opera d'arte dell'architettura gotico-rinascimentale. Sarebbe bello dedicare almeno una settimana a girare per queste campagne soltanto per andare a scovare i siti di questo mondo lontano: davvero ci sono tante cose da vedere. Nel pomeriggio balzo avanti nel tempo con l'abitato medioevale di Tuscania e le sue chiese assolutamente uniche sia per il loro aspetto intrinseco che per la posizione paesaggistica. 

Chiesa di S.Pietro
A partire dall'insieme degli edifici della Chiesa di S. Pietro che circondano un prato smeraldino che ha eguali solo nella piazza dei Miracoli di Pisa, già set del Romeo e Giulietta di Zeffirelli, qui raccolto con le due torri e la facciata intorno allo stretto spazio, davanti all'arco misterioso, dove si rincorrevano Davoli e Totò, nella sua ultima apparizione sullo schermo in Uccellacci ed uccellini. L'interno severo della chiesa ti lascia senza fiato con il suo spettacolare pavimento cosmatesco e quel che rimane dei suoi ieratici affreschi e più ancora quando ti addentri nel sotterrano mirabile della vastissima cripta che a sua volta ha affascinato registi di ogni epoca. Ancora più straordinaria la vicina chiesa di Santa Maria Maggiore con la sua facciata che è una trina preziosa di marmo a partire dal bellissimo rosone e soprattutto con il suo interno ricchissimo di preziosi affreschi tra i quali spicca un famoso Giudizio universale, oltre al particolare altare, al pluteo dell'VIII secolo e al fonte battesimale del XIII. Insomma una serie di capolavori a getto continuo, la maggior parte dei quali devi lasciare al lato della strada, mancandoti il tempo per poterli vedere ed apprezzare. Solo un'ultima occhiata ad uno dei panorami più gettonati di Tuscania, quello attraverso l'arco dell'ingresso al Belvedere, dalla quale l'abside della chiesa di S. Pietro si staglia sulle colline circostante; un panorama severo che di certo incantava i pellegrini che seguivano questo ramo della via Francigena per raggiungere la capitale. 

Il pavimento cosmatesco

SURVIVAL KIT

Dal belvedere
Necropoli di Tarquinia - Ingresso 6 € - A 3 km dalla città, loc. Montarozzi. Oltre duecento tombe su 750 ettari, di cui visitabili una quindicina, che conservano bellissimi affreschi. 

Museo Archeologico - Palazzo Vitelleschi - Ingresso 6€ (con la necropoli 8) - Tre piani di reperti, affreschi e sarcofagi etruschi provenienti dalle necropoli circostanti,tra i più belli in assoluto, esposti in modo molto interessante ed avvincente, in un palazzo esso stesso opera d'arte. Da non perdere.

Tuscania - Tutta la città da vedere col suo centro storico, se si hanno soltanto un paio d'ore non mancare le due chiese di S. Pietro e di S. Maria Maggiore, coni loro interni ricchi di opere d'arte e il colpo d'occhio dal belvedere. 

Agriturismo Bagaglia Loc. Vaccareccia. Sul litorale, classico agriturismo che sfama torme di turisti e vacanzieri. Servizio rapido e cortese. Piatti classici, bruschette e fujot coi fegatini di pollo, risotto e tagliatelle al cinghiale, arrosto morbidissimo e zuppa inglese. 


Interno del palazzo Vitelleschi

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1 commento:

Unknown ha detto...

Grazie Enrico per questa quarta puntata riepilogativa,con belle immagini,del nostro interessante e piacevole viaggio-soggiorno in Tuscia. Un caro saluto, Mario.

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