venerdì 7 maggio 2021

Brevetti ed espropri

immagine dal web avvenire.it

Beh la notizia di ieri accolta con gran fragore di grancassa e di "finalmente era ora" dai vari giornalai, nonché da tutti i politici che non hanno perso occasione di proclamare, ecco io l'avevo detto, è stata quella della richiesta di abolizione dei brevetti sui vaccini da parte di Biden. Tutti hanno fatto eco, tranne mi sembra madama Merkel, che si dimostra come sempre una delle migliori leader della storia recente. Ora, a parte il fatto che la strada è ancora molto lunga, in quanto si procederebbe sulla strada scivolosa della distruzione del diritto, aprendo la porta alla più becera e populistica liberazione dell'impunità del furto su ogni proprietà intellettuale in barba a tutti quelli che insultavano i cinesi, rei di copiare tutto senza pagare, bisognerebbe che tutti questi rivoluzionari da salotto, comprendessero quale sarebbero i disastrosi risvolti di un simile provvedimento. Lasciamo pur stare che è assolutamente giusto e corretto che se tu vuoi usare il mio nome, se questo ha un valore, o una mia idea mi devi pagare qualche cosa perché sfrutti, lucrandoci sopra, qualche cosa di mio e quindi il farlo rappresenta un furto e basta, nel concetto di brevetto c'è ancora qualche cosa di più. Non puoi entrare in casa mia, rubarmi qualcosa e poi andare in giro, magare a regalarla come se fosse tua. Questo è il modo migliore anche se imperfetto per far funzionare il mondo e la società. 

Infatti il cosiddetto brevetto, va a compensare oltre alla capacità inventiva, soprattutto l'investimento, che oggi è rappresentato da enormi cifre, necessario a condurre la ricerca per arrivare al prodotto che deve essere coperto dal brevetto stesso. Insomma se io ho un'azienda e investo in ricerca un miliardo di dollari o anche molto di più, come accade oggi, e arrivo ad un prodotto valido da vendere, è giusto o no, che io pretenda un compenso se tu vuoi copiarmelo e farlo a tua volta, per recuperare l'investimento fatto da me, incluso il rischio che ho avuto di spendere senza arrivare ad un risultato? A me sembra una cosa sacrosanta, sotto l'aspetto di giustizia assoluta, ma al di là dell'aspetto morale c'è anche la convenienza generale per la società ad agire in questo sense, perché se non fosse sancito questo diritto, chi getterebbe i suoi soldi (tanti) a ricercare qualche cosa? Basterebbe starsene seduti ad aspettare che lo facesse qualcun altro e poi copiare tranquillamente l'idea. In questo modo tutto si fermerebbe e non ci sarebbe più alcun progresso scientifico. E' inutile che si venga a ricordare quegli scienziati che hanno regalato al mondo le loro scoperte senza volere nulla in cambio. Un conto se tu vuoi donare un'idea in cambio della fama imperitura, un altro che tu o qualcun altro ci ha investito 10 miliardi di dollari e vorrebbe farli in qualche modo rientrare, per poi investirli ancora in altre ricerche e così via. 

Inoltre la cosa è anche correttamente regolata, in quanto i brevetti hanno sempre una durata temporale, infatti scadono dopo 10 o 20 anni e la conoscenza diventa patrimonio di tutti. Uno stato, che facesse ricerca pubblica, anche se a mio parere sarebbe un errore, può decidere di regalare le sue scoperte al mondo, perché in fondo non ha investito soldi "suoi" ma dei cittadini, e questo per ragioni ad esempio geopolitiche o di immagine (ad es. Putin si è subito detto d'accordo, anche se lo Sputnik non è neppure in grado di produrlo nelle quantità necessarie al mercato interno), ma che si costringa un privato a farlo, è un esproprio dannoso allo stato stato di diritto per l'esempio che ne deriva innanzitutto. Ora si vorrebbe giustificare la cosa con l'eccezionalità della fattispecie in presenza di una pandemia che interessa tutta l'umanità. Concetto comprensibile e che ha del vero, ma ci sono altri modi. Ad esempio se lo stato o gli stati hanno contribuito in solido a queste ricerche, si devono convincere anche in modo coercitivo, ma con dati di fatto alla mano, le aziende interessate a ridurre quantomeno proporzionalmente i brevetti in questione. 

Inoltre, queste ultime devono essere costrette, se non in grado di coprire l'intero fabbisogno,  a cedere ad altri la licenza (a pagamento naturalmente) di produrre le quantità necessarie. Lo stato avrebbe comunque i mezzi, fiscalità, moral suasion, legislazione punitiva e altro, per convincere le aziende a farlo riducendo in maniera accettabile le loro pretese. Tutte queste aziende sono le prime a voler cedere licenze di produzione in tal senso, in quanto non riescono, come si è visto a coprirein termini ragionevoli le richieste e le necessità concrete. Ancora debbono essere fatti degli accordi internazionali, con i quali gli stati che hanno le disponibilità economiche coprano le spese, affinché vengano prodotti (magari a prezzi ridotti e concordati) i materiali necessari a tutto il resto del mondo che non se lo può permettere. Certo molto si può fare, ma il semplice furto o esproprio proletario come lo volete chiamare, perché di questo si tratta, non è mai la strada corretta di procedere. Anzi in generale è sempre la più dannosa. Anche perché in questi casi non stiamo parlando di magliette su cui applicare un logo contraffatto, ma di un know how non così elementare da copiare e io credo che senza un consenso convinto delle aziende che lo detengono non si possa fare molto, se non andare in piazza a gridare. La goduria ed il desiderio di rivalsa verso Big Pharma non aiutano a ragionare correttamente. Ma forse questo è quello che conta al giorno d'oggi per farsi votare.


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3 commenti:

OLga ha detto...

E' la bellissima notizia che tuti aspettavano!

Anonimo ha detto...

eh beh, magari i brevetti li si vuol dare grais,
l'impianto di produzione , quello lo pagheranno lo stesso, e si trova sempre nel solito posto del brevetto

Enrico Bo ha detto...

Il problema è che è assolutamente necessario fare arrivare a tutti e al più presto possibile i vaccini. Purtroppo la maggior parte della gente crede che l'impedimento per raggiungere questo risultato siano i brevetti. In assoluto un non problema (se si pensa che Astra Zeneca è venduto a 2/3 euro...)

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