Credo che sia un mio destino, il rapporto che ho ed ho avuto con il ghiaccio e con la neve. Non mi è mai piaciuta molto, ma negli anni ho imparato ad amarla, a non temere il morso del freddo sulle guance, il pizzicare del gelo tra i peli della barba, anzi col tempo mi sembra che non sia poi così fredda. Sarà il riscaldamento globale, saranno gli anni in cui percorrevo l'impero sovietico a farmi sembrare il freddo umido di Alessandria o il bianco reso abbagliante dai raggi del sole chiaro di Sestriere assolutamente sopportabili, anzi piacevoli. Così comincia un altro anno, un nuovo interrogativo, un nuovo desiderio di cose positive quasi che quelle passate non siano già state così generose, così ricche. Chissà perchè l'uomo si condanna ogni anno a sperare in un futuro migliore e a rimpiangere un passato sempre avvertito come "i bei tempi di una volta". Perchè non riesce a rendersi conto che la serenità la puoi trovare solo dentro se la vuoi trovare.
So già cosa mi direte, facile parlare con la pancia talmente piena da sentirla tirare da tutte le parti. (Ragazzi , sono stati giorni duri sotto questo punto di vista e non è ancora finita, ve lo assicuro). Lo so i soldi aiutano sempre a sopportare il fardello dell'esistenza e filosofare in un bel bar di Sestriere (prende anche qui la chiavetta famigerata!) sembra ridicolo, ma fermarsi a pensare un attimo, allontanare per un po' il desiderio, non fa male. Crogiolarsi nel calore buono di quello di buono che ti circonda, fa comunque sentire meglio e il colore esplosivo dei colori dei fuochi artificiali che hanno illuminato, qui come in ogni altra parte del mondo questo inizio di anni '10 e che, se riesco vi voglio qui offrire, vogliono rappresentare il senso di pienezza che per essere tale deve sempre essere venato da una sottile ma non sgradevole malinconia.
Ancora Buon Anno Nuovo a Tutti!