| Datteri e noccioline . Mauritania - gennaio 2026 |
Siamo finalmente arrivati al capitolo gastronomia, settore che ha i suoi amatori, visto che anche durante le mie chiacchierate, mi viene sempre richiesto di dedicare un piccolo spazio a questo argomento. Dunque voglio dedicare anche stavolta un piccolo spazio alla cucina mauritana o meglio a quanto avrete la possibilità di incontrare durante la vostra permanenza da turisti. La necessaria premessa è che questo territorio al confine tra due mondi ha tradizioni culinarie che provengono dalla sua storia recente, quindi le influenza fondamentali derivano inevitabilmente dal suo essere una terra di deserto, popolata da pastori nomadi, influenzata dalla cucina magrebina del nord, ma anche dalla vicinanza col Senegal a sud, senza ovviamente dimenticare i lasciti culturali lasciati dalla dominazione francese. Inoltre bisogna considerare che a causa della limitatezza delle risorse, siamo sempre come ho appunto rimarcato, nel deserto, la varietà non è l'aspetto che meglio contraddistingue i piatti mauritani. Quindi preparatevi al fatto che questo capitolo sarà più breve del solito. Consideriamo intanto gli ingredienti a disposizione. Uno di quelli più tradizionali e importanti anche per l'economia del paese è il dattero, considerato una risorsa alimentare imprescindibile e sempre disponibile su tutte le tavole ed in tutti i mercati, grazie ad un prezzo contenuto accessibile a tutte le tasche.
| Potage di carote |
Oltre a ciò, il prodotto è molto interessante dal punto di vista nutrizionale, in quanto oltre ad essere una fonte energetica ricchissima contiene molti altri elementi minerali e vitaminici eccellenti, tali che lo rendono anche in presenza di scarsità di altre derrate alimentari, una base sufficiente per garantire una accettabile sussistenza. Ecco perché troverete costantemente sottoforma di snack sulle tavole di tutti i locali o ristoranti un piattino di datteri, che parimenti vi verranno sempre offerti in occasione del tè o se verrete invitati in qualche casa o in qualche tenda, presenti anche come componenti di dolciumi di vario tipo. Ovviamente sono ancor più presenti nelle oasi. Le varietà più comuni sono tutti di origine locale. La più nota, specialmente nella zona di Atar è la Abel, caratterizzata da frutti piuttosto piccoli e schuri ma molto dolci. La colazione invece, come si può ben capire è fortemente influenzata dalla cultura francese, in particolare nelle città, anche quelle minori, nei locali moderni che sono sorti come i funghi e che offrono tranquillamente dolcini e brioche, con magari cappuccino e caffè accettabile, succo di frutta anche fresco, frutta fresca, confetture e yogurt, oltre alle omelettes a richiesta. Il pane che si trova comunemente nei ristoranti ed in famiglia e che fa grande mostra di sé nei mercati, è una baguette corta e grassoccia, molto fragrante se fresca, un po' gommosa dopo qualche ora, in linea con la sua progenitrice.
| pollo yassa |
Nei pasti principali all'interno del paese il menù sarà piuttosto simile ogni giorno e senza scelta possibile. Un piatto unico di carne in umido con contorno, seguito eventualmente da frutta fresca se disponibile. La carne più comune è quella di montone o agnello (Bonava), abbastanza tenera e trattata in qualche modo precedentemente e marinata a lungo, che rende meno forte il suo sapore ircino, che spesso a noi non è gradito. Poi abbiamo quella di cammello sempre principalmente a bocconcini stufati (Chubbagin), infine il pollo (Al aich) presentato più o meno allo stesso modo. Se l'agnello stufato viene servito su una base di focaccia di miglio o su una crepes, del tipo della anjera etiope, si chiama Leksour. Questa tipologia di stufato viene accompagnato generalmente da un abbondante contorno di riso e un misto di verdure in umido costituito da legumi, carote (l'ortaggio principale del paese), patate e pomodoro e melanzane, in una sorta di ratatouille dolce e piacevole. La presenza di spezie è assolutamente moderata quando non inavvertibile. Un altro piatto di pollo che potrete trovare soprattutto nel sud del paese è il pollo Yassa di origine senegalese, marinato a lungo e cotto con abbondantissime cipolle, succo di lime, senape e spezie, servito con riso bianco. L'altro piatto classico è il cous cous, principalmente di miglio cotto con la stessa tipologia di carni e verdure di cui sopra.
| Riso |
Un altro modo imperdibile di provare la carne di montone o meglio di agnello, in forma di spiedini grigliati, si chiama Mechouì, di tradizione maghrebina, davvero squisito e che vi consiglio di non perdere assolutamente. Raramente nelle oasi lo potrete anche trovare cotto nella buca sotto terra, tenerissimo e fragrante e tipico delle feste. Negli alberghi, a cena, in genere viene anche proposta una zuppa. La più comune è una vellutata di carote, dolce e piacevolissima; l'altra servita più raramente ma assolutamente tradizionale è l'Harira a base di ceci, lenticchie, legumi vari e pomodoro, anche con carne e riso per arricchirla, questa con più abbondanza di spezie africane e coriandolo, decisamente più araba. Rimane infine l'altro alimento base che si trova soprattutto nella fascia del mare e nella capitale, il pesce. Sia pesci e parliamo di specie oceaniche pregiate, che crostacei, come gamberoni e aragostine, vengono serviti principalmente grigliati e oltre a essere ottimi e gustosissimi, sono anche estremamente accessibili come prezzo, praticamente gli stessi dei piatti di carne. Consideriamo inoltre che in Mauritania, una grande quantità di pesce viene essiccato al sole e ridotto in farina. Uno dei piatti classici che utilizza questo prodotto oltre al pesce fresco è la Thiecoudienne, in cui il riso viene cotto a lungo con il pesce fresco o essiccato e le verdure, pomodoro e spezie e rappresenta anch'esso un piatto unico assolutamente valido.
| Pesce alla griglia |
Ovviamente con il cous cous si trova anche la versione col pesce. Per il dolce, oltre alla pasticceria francese con abbondanza dell'uso di dattero e frutta secca, ci sono i soliti dolci di tipo mediorientale con abbondanza di miele, un po' stucchevoli per il nostro gusto. Si dice bene del Pudim di Avocado, di provenienza franco-portoghese, frullato con uova e zucchero e poi cotto a bagnomaria e servito freddo, ma si trova soprattutto al sud e io non ho avuto occasione di provarlo. La frutta è costituita principalmente dalle banane e dai datteri, oltre a cocomeri e meloni e viene servita a richiesta. Per le bevande sarete continuamente riforniti di acqua purificata piatta in bottiglia, che si trova davvero ovunque, nei posti più sperduti del paese. Abbiamo poi succhi di frutta in cartone e a volte carcadè fresco. Assenti come prevedibile alcoolici e birre. Un capitolo a parte, come ho già ricordato più volte va dedicato al tè, una tradizione che sconfina in una vera e propria cerimonia, che vi verrà offerto ogni volta che verrete invitati ad entrare da qualche parte. La preparazione è piuttosto lunga e la bollitura con la menta e lo zucchero e avviene in chicchere metalliche dal lungo becco dalle quali l'infuso viene versato in piccoli bicchierini e travasati infinite volte da uno all'altro, fino a che forma un spessa schiumetta. Il prodotto ha un sapore forte e tannico, in cui prevale il profumo di menta e la zuccherosità. Ne devono essere serviti sempre i quattro tradizionali bicchierini per ciascun ospite. Direi che ho detto tutto e buon appetito.
| Il tè nel deserto |
| pollo |
Mau 27 - Considerazioni finali
Mau 26 - Ultimo giorno
Mau 25 - Mercato dei cammelli
M18 - La forza del destino
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