sabato 4 aprile 2009

Cronache di Surakhis- 12: Decisioni fatali.

L'evento era assolutamente eccezionale. Gli imperatori delle venti galassie più importanti dell'universo si riunivano questa settimana, proprio a Surakhis. I destini dell'universo e quelli delle mille razze pensanti e non, potevano dipendere in larga misura da questo incontro. Paularius, grazie alla sua posizione, poteva vedere il tutto da un punto di vista privilegiato, si era infatti autoappaltato il catering di tutto il meeting e in questo non aveva lesinato nelle spese, facendo arrivare persino dei rarissimi mobu vivi da Sirkis e ovuli appena fecondati di cui era ghiotto l'imperatore di Andromeda. L'aver dovuto sacrificare tremila femmine di Sol 3, gli era costato un occhio della testa, anche perchè la cosa non era molto legale e non tutti i mariti erano stati disposti a cedere le femmine per un contributo in crediti. Si erano dovuti quindi usare metodi un po' più coercitivi, ma questo non era affar suo, ma dei predatori di organi a cui aveva appaltato il lavoro. Pualarius pensava solo a tutti i crediti che aveva dovuto sborsare perchè il suo imperatore facesse buona figura. Il quale, tra l'altro era in splendida forma. Dopo l'ultima revisione fisica, era ormai il più alto ed imponente tra tutti i suoi colleghi ed i boccoli biondo platino che gli scendevano fin sulle spalle, incorniciavano il largo sorriso che era anche il suo logo ufficiale, anche se nessuno sapeva dei 4 denti soprannumerari che si era fatto impiantare per renderlo più smagliante. Negli ologrammi appariva sempre alle spalle degli altri, come a sovrastarli con la sua imponenza e la sua travolgente simpatia, come un buon padre severo ma giocoso, pronto a dimostrare di essere l'unico a cui si potevano affidare le sorti dell'universo intero. Il reggente di NCG351, timido e un po' burbero ne era quasi sopraffatto e tentava invano di scivolare via dall'abbraccio, approfittando della viscidezza dei suoi tentacoli, ma era bloccato dalla maschia stretta sorridente e in tutti gli ologrammi ufficiali appariva un po' triste e strizzato. Un malaugurato incidente al trasportatore psicotropico aveva fatto vaporizzare il principe di M42, così non ci sarebbero state opposizioni troppo forti, tipiche di quel piantagrane, e le decisioni sarebbero state prese collegialmente ed in completa armonia. I cortei di protesta dei fabulatori che, illegalmente, erano riusciti ad arrivare su Surakhis con i mezzi più vari , erano stati facilmente bloccati fuori della capitale, chiudendo subito dalla centrale i loro contatori di aria, con la scusa che non erano pervenuti i pagamenti delle ultime bollette. Da quando l'aria era stata privatizzata infatti, questo metodo, anche se paralegale, era usato con molta frequenza ed il loro capo, un certo Cricket, si sgolava a denunciarlo, ma da quando gli erano state resecate le corde vocali in un normale controllo di polizia, era meno ascoltato. Come dono di benvenuto il nostro, che conosceva i suoi polli, ben consigliato da Paularius, che ne traeva anche un piccolo profitto personale, aveva preparato ad ognuno un set di concubine specializzate nelle arti sessuali, in modo che tutte le razze dell' universo fossero rappresentate, dalle anfibie millebocche di Capella VI, alle fantasime di Horus che, con le loro estroflessioni dematerialzzate, agivano direttamente sui centri cerebrali del piacere. Così tra banchetti e piacevoli sedute di riposo, non rimase molto tempo per discutere i punti del programma di interventi per risolvere la terribile crisi che stava dilaniando il mondo intero ed il piano fu approvato rapidamente con tutti i punti fondanti che il nostro aveva inserito tra le righe. La sera stessa gli olografi di tutto l'universo mostravano il sorridente e glabro portavoce del governo che ufficializzava il risultato del vertice: il nuovo campionato di switchball avrebbe avuto nuove regole di ingaggio, senza moviola in campo e gli arbitri che avessero preso decisioni sbagliate, sarebbero stati sacrificati direttamente dopo ogni partita, prolungando così i palinsesti di almeno due ore con grande giubilo dei pubblicitari, la cui lobby aveva spinto molto su questo punto.

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