Visualizzazione post con etichetta tsunami. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tsunami. Mostra tutti i post

mercoledì 13 aprile 2011

Forza Giappone.

Tutti coloro che hanno degli amici giapponesi, avranno notato nei loro sguardi e nei loro atteggiamenti, dopo gli avvenimenti spaventosi che hanno percosso duramente quel paese e che nonostante tutto non accennano a risolversi, un cambiamento, anche se non immediatamente percettibile. Anche se non sono stati direttamente toccati dalla tragedia, c'è sembra un' ombra di tristezza nei loro occhi, mentre le loro labbra non riescono a sorridere come prima. Come ben racconta qui Acquaviva, i fatti hanno toccato questo popolo in maniera globale rendendoli come è a loro consueto, compleramente partecipi e personalmente colpiti da tutto quello che accade nel loro paese. Ci è ben presente, per chi guarda anche al di fuori dei problemini enfatizzati dalle beghe di cortile del nostro sfasciato paese, l'infinita tristezza, composta e consapevole, con cui in questi giorni i Giapponesi passano qualche ora nei parchi a compiere un rito di bellezza che di solito ha come fine un arricchimento spirituale e un nutrimento per la propria serenità interiore.

Hanami, significa guardare i fiori del ciliegio. Ogni anno, quando esplode la fioritura meravigliosa dei sakura, questi delicatissimi ciuffi di bianco pallido sfumato che ricoprono i rami allo sbocciare la primavera e vi rimangono per un periodo brevissimo, è tradizione per le famiglie, trascorrere un po' di tempo ad ammirarne la bellezza, quasi che fosse un vero nutrimento dell'anima, quasi un antidoto che sia sufficiente a combattere le brutture del mondo che ci circonda e possa dare pace a chi ne gode, considerando assieme alla brevità, anche la bellezza infinita dell'esistere. Perchè è proprio nella bellezza che si può trovare la forza di superare le prove che la vita ci propone. Quest'anno, questa tradizione è stata seguita con animo carico e pesante, ma come sempre per cercare nella bellezza la forza di andare avanti. Proprio per questo aderisco con affetto alla richiesta della mia amica Kinué di informare chi volesse contribuire alla tragedia giapponese, di condividere il sito ufficiale dedicato a questo scopo dal Consolato Giapponese in Italia.

Il Consolato Generale del Giappone ringrazia sentitamente tutti coloro i quali hanno espresso per iscritto, telefonicamente o di persona il loro sostegno al popolo giapponese in occasione della catastrofe naturale avvenuta lo scorso 11 marzo. Grazie per la solidarietà. Per quanto riguarda il sostegno economico, con cui la maggior parte delle persone ha espresso il desiderio di contribuire, Vi preghiamo di collegarvi al sito: Donazione per il Giappone, clikkando qui.

Se c'è un popolo che può riuscire a risollevarsi dopo una serie di disastri come quelli che si sono succeduti, sono convinto che sia quello Giapponese. Con questo augurio, oggi vi lascio con un famoso haiku di  Yosa Buson. Forza Giappone.

Tornando a vederli
i fiori di ciliegio, la sera,
sono diventati frutti.



Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:

La baia.

martedì 5 aprile 2011

Mezze maniche.

Abbiamo detto come alcune espressioni per noi innocenti siano davvero volgari se pronunciate nel Celeste Impero. Così non parlate mai di "Pioggia che sta cadendo e che disperde le nuvole" se non volete far arrossire fino alla vergogna completa una morigerata fanciulla di laggiù di fronte a una frase così spinta. Parimenti evitate di prendere in giro qualche zelante impiegato cinese chiamandolo mezze maniche. Questa espressione infatti deriva da un racconto riferito all'imperatore Ai Ti che aveva una irrefrenabile passione per il bellissimo favorito Tung. Un giorno il giovinetto, spossato dalle fatiche d'amore si addormentò col capo su una delle lunghe maniche della sontuosa veste del sovrano. Quando il ciambellano chiamò l'imperatore nella sala del trono dove era atteso per urgenti affari, il tenerone Ai Ti, per non turbare il sonno dell'amato, tagliò le maniche della veste e così ricevette gli ambasciatori stranieri. Da allora "mezze maniche" è uno dei tanti modi per indicare l'omosessualità, pratica che evidentemente ha percorso tutti i tempi e tutti i luoghi della storia dell'uomo, forse a mettere in discussione il concetto di "contro natura" comune in particolare a certe visioni religiose.

A questo proposito volevo richiamare alla vostra attenzione su un altro degli interventi del Prof. De Mattei a radio Maria, che potrete riascoltare qui. Lo suadente conversare di De Mattei, che vi ricordo è vicepresidente del CNR, il nostro massimo organismo scientifico, da noi compensato con circa 100.000 euro annui, già noto per l'organizzazione del convegno mondiale sul creazionismo, ci illustra una nuova teoria sulla caduta dell'impero romano. Come già Cartagine fu distrutta a motivo della sua omosessualità dilagante per l'opera divina che si era servita della mano dei Romani, così Roma stessa caduta secoli dopo nella medesima aberrazione, fu spazzata via dai barbari, altro strumento evidente della collera del cielo. Ragionamento dunque sempre valido e da tenere presente anche oggi. Ma per poter meglio apprezzare l'argomentare del Professore, che ritengo comunque uno dei migliori spot possibili sugli effetti prodotti dall'estremismo religioso, vorrei che vi gustaste anche questo intervento in cui si spiega la ragione dello tsunami giapponese, strumento logico della mano divina per punire i colpevoli e di cui anche i bimbi innocenti periti debbono rendere grazie. E' del tutto normale che ci siano queste persone nel consesso umano, inquieta molto di più invece, un paese che le scelga per occupare posizioni di potere e di scienza.



Refoli spiranti da:  C. Leed - Storia dell'amore in Cina - SEA -1966

Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:

La bellezza e la storia.
Mian.

sabato 19 marzo 2011

La baia di Matsushima.



Quando nella primavera del 1689 Matsuo Basho compì un suo lungo viaggio nel nord fino a Sendai e alla vicina baia di Matsushima, uno dei panorami più belli del Giappone, alla ricerca del concetto di sabi, l'identificazione dell'uomo con la natura, rimase folgorato dalla bellezza delle visioni delle piccole isole della baia, quinte lontane i cui contorni emergevano sul mare tra le nebbie e le foschie del mattino, mentre lontano alle sue spalle le sagome dei monti rimanevano muti testimoni dei drammi di questa terra di vulcani solo in apparenza spenti. Lui, forse il più grande poeta di haiku che il Giappone ricordi, portò dentro di sé per i cinque anni che gli rimasero da vivere, la bellezza selvaggia di quel luogo, riverberandone il sentimento fino alla sua ultima poesia.

Viaggiando, malato
la strada dei miei sogni
su una palude prosciugata.


Ma, come dipinti delicati, quei paesaggi del nord rimasero sempre nelle sue opere di quegli anni, in cui il ricordo rese la bellezza ancor più tenera e lontana.

La prima neve,
appena da piegare
le foglie dell'asfodelo.


Così a questa baia offesa e violata che purtroppo non ho mai avuto il privilegio di vedere, a Bashuo che tanto la amò e a quel popolo sfortunato voglio dedicare, indegnamente, un piccolo omaggio di rabbia e di dolore.

Sole nucleare.
Scende la neve calda
e brucia il viso.

Forza Giappone!



Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:



Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 125 (a seconda dei calcoli) su 250!