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sabato 12 marzo 2022
Vita o libertà
sabato 18 dicembre 2021
Meditando attorno alla stanza
| immagine dal web |
Quando stai acquattato come un puciu (espressione mandrogna che non significa nulla se non che ti stai crogiuolando nella tua tana al calduccio) in attesa che arrivi, implacabile come la morte, qualcuna delle temute ed attese reazioni al vaccino, tanto auspicata dai novax per poter giustificare la loro follia e che invece fortunatamente per ora tardano ad arrivare, senti giunto il tempo delle consisderazioni filosofiche sul senso della vita e lo stato dell'arte del mondo che ti circonda, visto che quelle sul tuo degrado fisico e le lamentazioni sul tempo che sen fugge tuttavia senza lasciarti più lo spazio di fare quello che avresti voluto e dovuto fare, le hai gia fatte. Così pensavo, ma, visto che siamo tanto impauriti dall'eternità delle tracce che lasciamo sul web, così da vedere come una iattura incommensurabile, il fatto di essere beccato col pisello al vento o altro di peggio, magari di avere scritto e divulgato scemenze e di essere consegnato così alla vergogna perpetua, rimanendone il ricordo sulle pagine internettiane a futura eterna memoria e oltretutto in ogni parte dell'universo, siamo davvero sicuri che questo avverrà davvero? Davo un'occhiata in giro per casa e guarda un po' ho trovato decine di dispositivi, oggetti, tracce della mia vita vissuta che o si distruggeranno fisicamente in pochi anni se non conservati con ogni cura oppure già oggi non dispongono piú di dispositivi trovabili con facilità sul mercato per essere visti o fruiti in alcun modo. Registrazioni su nastri e supporti vari, cassette, metodi di archiviazione di cui si sta perdendo anche la memoria e che invece al momento in cui sostate eseguiti, apparivano eterni.
Oggi l'utilizzo universale del web presuppone supporti che ci sembrano indistruttibili e destinati all'eternità, ma siamo sicuri che, come quel file registrato su un floppy che oggi non è più possibile far funzionare, quel filmato su un VHS di cui non trovi più un lettore funzionante, quella pellicola super8 (ve la ricordate?), quella foto prodotta in un linguaggio di cui si è persa traccia, sia mai più fruibile e non temi dunque che quello che oggi vedi con tanta facilità, nel giro di pochi anni non subisca la stessa sorte? D'altra parte come nessuno scrittore di fantascianenza aveva previsto la nascita del web, così tutto potrebbe sparire in un tempo altrettanto veloce, magari soppiantato da altri più gustosi sistemi e marchingegni che l'intelletto umano o l'AI incombente, inventerà. Sacripante, magari tra cento anni, i miliardi di miliardi di terabyte immagazzinati in cataste di dischi o vaganti nei più sofisticati cloud odierni, saranno solo montagne di ingombranti residui di indifferenziato che daranno solo problemi di smaltimento e tutte quelle immagini, quella musica, quelle idee che ci apparivano fissate nel marmo (quelle sì che dureranno) e destinate all'eternità, saranno solo il nulla assoluto dimenticate per sempre e destinate chissà ad una difficilissima, forse impossibile, operazione di recupero da parte degli archeologi del futuro che tenteranno di interpretare questo proto cuneiforme insensato o queste stringhe di numeri o di impulsi, forse un nuovo Lineare B destinato a rimanere indecifrato per sempre in qualche sistema museale del futuro. Dunque tranquilli, le tracce che oggi sembrano indelebili, che lasciate su internet, probabilmente non danneggeranno la vostra credibilità e dignità futura, tra mille o più anni, certo sempre che ve ne importi ancora, a voi e ai vostri discendenti. Quindi oggi, al tempo del colera, potete svaccare tranquilli. Questo vi sia di consolazione perpetua in questa ora difficile e perigliosa , quella sì che non cede mai.
mercoledì 1 settembre 2021
La sostenibile leggerezza dell'agnolotto
| dal web |
Va beh, avrete notato che da un po' di tempo parlo, parlo, ma vado menando il can per l'aia, perché non ho molto da dire. La mia permanenza montana che si va prolungando oltre ogni previsione, complici i maledetti lavori del mio personale infinito tunnel TAV, che non ne vogliono sapere di concludersi, dovrà estendersi ancora per qualche giorno e forse dipende un po' anche da questa forzatura, l'essiccazione della mia vena poetica. In fondo siamo in un periodo siccitoso e il mio ubertoso e sdilinquevole gusto per la chiacchiera si è decisamente inaridito, quindi porto avanti il discorso più col mestiere dello scribacchino aduso a mettere insieme parole senza costrutto alcuno che con la densità di chi ha idee da discutere e da proporre. Insomma, l'arte del retore di allungare il brodo anche se non ha niente da dire, un po' come se mi pagassero a riga e a cartelle e non a concetti espressi. Va bene vediamo cosa ci riserba il domani, al mattino infatti ho una importante riunione per definire l'orario di partenza per andare a mangiare un fritto misto alla piemontese di ragguardevole fattura, e lo dico con cognizione di causa dato che ne ho già fatto congrua esperienza, che ci aspetterebbe, crin grass alla mano permettendo, sulla cima ventosa di una collina. Eventualmente vi farò sapere qualche dettaglio interessante.
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venerdì 28 maggio 2021
Erba sfalciata
Ieri di nuovo odore di erba appena sfalciata. E' difficile da definire questo profumo erbaceo, fresco, di natura viva. Riempie le narici di elementi positivi, senso di di vita e al tempo stesso di purezza che non ha voglia di discutere, semplicemente di lasciarsi andare a godere del momento, di respirare a pieni polmoni, di ascoltare quella atarassia priva di pulsioni a cui tende il saggio quando riesce a liberarsi delle passioni, così almeno sostenevano scettici ed epicurei. Chissà se lo scrivevano solamente sostenendolo in linea teorica e poi si sfondavano nei simposi in compagnia di giovani etere ed efebi dai riccioli dorati. Che poi tra il dire e il fare come sempre c'è di mezzo il mare e si sa la carne è debole. Mica roba solo di oggi, è sempre stato così, la teoria da una parte, la realtà dall'altra, predicare bene e razzolare male. Vale per l'aborrito politico e per lo specchiato religioso, per l'uomo integerrimo nel giudicare gli altri e che poi rubacchia sugli scontrini delle diarie. Che volete, sarà una delle altre caratteristiche di questa specie che è insita nei geni maturati nei millenni evolutivi, magari proprio una delle tante che hanno contribuito all'affermazione della specie stessa.
Più sono contorti ed infidi, meglio si adattano all'ambiente e meglio sopravvivono e soprattutto si riproducono trasmettendo gli stessi malvagi geni. E' che dopo un po' non se ne può più di ascoltare le contorsioni della politica, che tuttavia rimane pur sempre la più alta delle attività, quella che consente il governo delle genti, la possibilità di sopravvivenza della specie. E' un lavoro sporco ma altissimo e qualcuno lo dovrà pur fare, no? Andartene fuori a respirare aria pura. Già, e sentire quel profumo di erba appena tagliata e lasciata lì sul campo, sotto i raggi del sole che la asciugano a poco a poco dando spazio a quel profumo di fieno secco, così dolce e mielato che aspetta solamente di essere masticato, triturato ed inghiottito da mandrie di vacche pezzate. E poi con calma ruminato a lungo. Chissà a cosa pensano le vacche mentre rigurgitano il loro bolo di fieno semi digerito, rimasticandolo per ore prima di reinghiottirlo e trasformarlo finalmente in morbido letame semiliquido che ritorna a quello stesso ambiente per rigenerarlo, sapido nutrimento per altra vita e base per reiniziarla. Ho cominciato questa sbrodolata e sinceramente non so dove andare a parare per finirla lì. Diciamo che bisogna meditarci su, penserebbe un monaco tibetano.
mercoledì 5 ottobre 2016
Xiǎng
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| da writtenchinese.com |
mercoledì 28 ottobre 2015
Divagando a letto.
| Il galletto è in cima sopra l'orologio |
giovedì 5 dicembre 2013
Perdere la faccia.
mercoledì 13 novembre 2013
Gōng, Si
mercoledì 16 ottobre 2013
Xiù wài huì zhōng.
Pochi gli spazi destinati ai brutti, ai malfatti, ai grassi, tutti visti come comunque portatori anche di qualche tara interiore che aggrava la loro diversità. Il fatto poi di voler attribuire alle portatrici femmine di bellezza anche una accessoria patente di stupidità non è altro che una rivalsa maschilista particolarmente forte in tutte le culture, specialmente quelle occidentali, vedi le barzellette sulle bionde che trionfano negli Stati Uniti, come da noi quelle sui carabinieri o in Russia quelle sugli abitanti della Chukotka. Così i cinesi hanno voluto con questa espressione, rivolta tipicamente al genere femminile, rimarcare l'eccezione della cosa. Tu non sei come le altre ma, sei contemporaneamente un unicum, un capriccio della natura, una perla rara bella e intelligente al tempo stesso. Se avete qualche amica cinese, non mancate di dirglielo, mi raccomando, ne rimarrà estasiata e mi ringrazierete.
martedì 24 settembre 2013
Recensioni: Lin Yu Tang - L'importanza di vivere.
Con questo si conclude la carrellata sulle letture estive. Come vi avevo preannunciato, dato che l'ho ritrovato, ho voluto mettere alla prova del tempo questo saggio epocale che in Italia tra i '50 e i '60 ebbe un successo straordinario. In realtà, L'importanza di vivere (seguito poco dopo da L'importanza di capire) è uscito in America nel 1937, quando non si sapeva ancora chi era Mao e si sentivano soltanto i prodromi della guerra che stava per arrivare ed è quindi di per sé interessante leggere questo saggio, in cui si hanno soltanto i sentori della tempesta che sta per cambiare il mondo. Il libro ebbe, come ho detto un enorme successo. Ai miei tempi lo leggevamo tutti e ne eravamo molto toccati. Ti apriva uno squarcio su un mondo nuovo, lontano e davvero diverso da quello che eravamo abituati a leggere e sicuramente mi deve avere influenzato parecchio. Un vero e proprio trattato di filosofia che attinge a piene mani dai testi classici cinesi dai quali trae molti brani e citazioni. Un libro sull'ottimismo, che, sulla traccia epicurea della nostra filosofia classica, pone come traguardo la ricerca della felicità, visto tra l'altro, che come impone la costituzione americana, ognuno ne ha insindacabilmente diritto e l'autore è sì cinese, ma decisamente anche americano come mentalità, avendo lì vissuto tutta la seconda parte della sua vita. Felicità che va ricercata in ogni aspetto della vita. Dal piacere che può dare l'arte, lo studio, l'amore, il viaggiare, il godere della natura, della casa, della capacità di pensare come di quella di poter fumare la pipa. O semplicemente di essere vestiti comodi. sabato 24 novembre 2012
Meglio un uovo oggi...
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| Il poeta Omar Khayyam - dal web |
Oggi vi offro solamente la quartina 14 di Omar Khayyam il grande poeta persiano dell'XI secolo, aedo di una grande cultura che ben sapeva tenere le distanze tra laicità e religione.





