venerdì 19 settembre 2008

Il principe

Da un manoscritto tardo-medioevale.

O mio principe, se il vostro scopo è aumentare il vostro potere, governare a lungo e ingrossare le ricchezze della vostra famiglia il più possibile, ascoltate ancora i miei consigli. Non curatevi oltremodo dei bisogni dei vostri sudditi, essi sono lamentosi per natura e tutto da voi vorrebbero. In ogni caso sapranno arrangiare per lo meglio a sè e ai loro congiunti. Il popolo è per natura ignorante e il suo unico pensiere sta nel riempire la panza e criticare il prossimo. Qualunque sforzo facciate per loro sarà poca cosa ed inutile, quindi astenetevi dal farlo. Ma di una cosa dovrete preoccuparvi massimamente. Che paia a loro che le cose facciate e quelle che a loro aggradano. La parvenza è lo unico importante e tale aspetto dovrete curare. Anche il vostro sembiante conterà assai; curate di apparire bello assai e alto e giovin il più possibile, con bei capelli a boccoli, che così essi vorrebber essere. E ancora circondatevi di femmine belle e giovini, che si intenda che con esse giacete a vostro bell'agio e che le compiacenti compenserete con favori larghi e gli uomini vi invidieranno e le donne vorranno anch'esse godere di voi e del vostro potere. Fate ch'ogni vostra azione appaia un successo anche se non lo è. Ingannate, mentite sempre, ma per farlo non appoggiatevi a chiare menzogne ma a mezze verità ch'abbian comunque base buona; approfittate d'ogni buona cosa fatta da chi v'è nemico dichiarandola come vostra e d' ogni vostro insuccesso sia data ad egli la colpa e la responsabilità. Ponetevi alleato di chi ha in odio e in spregio il debole, il vicino, il forestiere; il popolo esso stesso debole e timoroso vi apprezzerà di più. Saggiate la reazione del popolo e quando v'è favorevole enfiatela e rendetela pubblica per aumentarla ancora, rendendo ridicolo chi v'è contrario conoscendo le vostre pecche, imperocchè il popolo ama ridere di chi pensa troppo.
Se non potrete dominare gli organi di controllo dello stato e se costoro con arroganza pretendon mitigare li vostri affari, non concedete mercede, accusateli pubblicamente di mendacio e di persecuzione, sostituiteli se potete, se no screditateli. E li vostri avversari indicate come barbari, eresiarchi, subornatori di fanciulle e predicatori del mettere i beni in comune, che massimamente il popolo li avrà in odio; se mai avranno potere, comprate i loro sodali e portateli alla vostra parte che col danaro e la promessa di guarentige li tradiran volontieri. Indicateli al popolo come gabellieri infami e vessatori d' imposte sul macinato, ma prendendo voi il potere, guardatevi dal toglier detta gabella che ben potrà mantenere i cocchi e le carrozze vostre e dei vostri vassalli. Mettete gabelle alli produttori di biade e allorquand'essi aumenteranno lo prezzo di dette biade, li cavallari non capiranno ch'essi stessi pagan la gabella e saran contenti. E se alcun grave problema affligge lo stato come lo attuale del trasporto delli uomini e delle cose con la compagnia degli asini, ch'avevate mantenuto a pappa e ciccia invece di legarli alle compagnie delli stati vicini, profittate dell'accidente. Cercate amici vostri compensandoli adeguatamente e consentite loro di prender tutti li asini boni e li vecchi e li asinari che vengan dati a mantenere al popolo. Se la cosa si farà sarà gran successo per voi e se li asinari si rivolteranno e la faran fallire a loro potrete dar la colpa ed alli vostri nemici e li capi asinari, il popolo stesso metterà alla berlina. E quando il popolo tutto sarà alla fame, sempre potrete dar la colpa a loro stessi chè gli schiavi non lavoran mai abbastanza ed essi stessi ne son convinti e se ne dolgono. Inventate nemici ovunque, per incolparli e per far che il popolo, per sua natura timoroso e insicuro, abbia a chiedervi protezione e così potrete meglio controllarlo. Essi temono i Saraceni che pur non conoscono, fatene quindi il problema fondamentale per poter dare il via alla costruzione lungo le coste delle torri di avvistamento che potranno esser fatte dai vostri mastri costruttori o da quelli dei vostri valvassori, con vostro grande guadagno e impinguare i vostri forzieri. Fatevi amico lo Stato Pontificio che gran presa ha sul popolo e anche se voi e la maggiore parte de' vostri maggiorenti avete ripudiato la consorte, ponete come gran valore la famiglia per esser comunque amato ed ammirato.
E questo che vi dico è legge universale per saecula saeculorum.

3 commenti:

doriano ha detto...

Bellissima, se ricordo bene però (l'ho letta un sacco di tempo fa), mi sembra ci fosse anche una parte che riferiva "in prossimità della carfagnana, delli tre monti dell'economia, con un fitto bosco di rotondi tronchi, con sacconi di maroni per far ottime calderoste, distese coltivate a nausea bondi bassi meloni rossi della russa qualità... e dei prestigi a como dove una boscaiola, fra tini colmi d'acqua, sognava l'arrivo tra mari e stelle di un re nato nel cazàiastan"... o forse quello era il paese dei balocchi...

enrico ha detto...

Ma Doriano, mi meraviglio di te! Come avrai notato dallo stile questa non era un incunabolo tardo medioevale, ma un manoscritto apocrifo del '600 ritrovato in una biblioteca del Marchesato del Monferrato. ahahaha
Enrico

Antonio ha detto...

Caro Enrico,
sono d'accordo con te! non é un incunabolo.

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