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Mentre l'addome si estende e si riempie di aria, le braccia sembrano sollevarsi autonomamente come un omino di stoffa che prende vita insufflandogli aria, come per un filo sottile guidato da un burattinaio legato ai polsi, una forza esterna le tende, i palmi rivolti verso il basso, si alzano, poi si abbassano alternativamente come l'onda del mare. Le spalle si liberano della tensione, il movimento si libera della costrizione della mente e fluisce leggero. La mano scende davanti come a scavare leggera nella sabbia fine, poi si alza in un cerchio lento lasciandola cadere. Il Tantien guida il movimento, fluido, lento, costante, attivo facendo perno sulla colonna. Ancora un braccio, alternato all'altro, le mani ruotano come senza peso, disegnando il bozzolo di seta. Lo sguardo è vigile, attento, ma non si concentra su nessun punto in particolare, comprende tutto, abbraccia il circostante, lo comprende e lo assimila a sé. Apertura, tenere il pallone, parare, tirare, premere, spingere via e poi ancora nella quattro direzioni fino alla chiusura, ancora una respirazione. Sentire il fluire dell'aria tra le dita della mano che si muove nello spazio, avvertire la forza della spinta del ventre che guida tutta l'azione, essere parte di tutto quello che ti circonda. Avvertire l'equilibrio, del corpo, della mente. Che bello, stare con gli amici e fare tai ji tra gli alberi, la mattina. Tranquilli, respirate a fondo, poi andiamo a farci un spritz alla Rosa.
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