venerdì 26 settembre 2014

Mozambico 4: Girando per la capitale

Maputo - Le costruzioni dell'epoca rivoluzionaria



Girare per la città, passando nei vari uffici dei ministeri, degli enti e le agenzie varie ti lascia anche il tempo di guardare la città che scorre attorno a te. Le parti più nuove dove la recente classe media si aggira in giacca lucida e cravatta ostentando borse in pelle e laptop e quello più popolari affollate da falansteri di tipo sovietico che stanno cadendo a pezzi, non dissimili da tanti loro omologhi di Minsk, Ekaterinburg, Kharkiv o Ashgabad. Solo che qui fa più caldo ed i calcinacci che si sfarinano al sole hanno assunto un tono più giallastro. Qui decisamente meno 24 ore nere e tacchi da vertigine e più cassoni da riempire di pattume, popolati dalla schiera dei selezionatori di immondizia che cercano da vivere, praticando in maniera autonoma una protoforma di raccolta differenziata. Riempiono ordinatamente dei sacchi di lattine di alluminio e altri di bottiglie di plastica, rovistando alla meglio, nel cercare in mezzo alla sozzura di che vivere. I palazzi nuovi appena eretti dalle aziende di telecomunicazione, sono lucidi specchi di vetro ed all'interno si aggirano i nuovi mozambicani, giovani, belli e interessati all'ultimo modello di iPhone. E' tutto un florilegio di modelle ammiccanti dai muri e dagli schermi che suggeriscono condizioni, tariffe agevolate e guardano il boy friend con occhi sognanti mentre diteggiano sulle tastiere. Negli uffici del potere invece respiri la sempiterna aria della vecchia URSS, occhi svogliati e sfuggenti di funzionari, stupiti e anche un po' scocciati che tu sia riuscito a stanarli, mentre invece sono così occupati. Anche qui, segretarie e portaborse sono bardati come ad una sfilata. Le capigliature delle donne, monumenti barocchi di treccine, anche in diversi colori, che paiono porcellane di un Della Robbia. 

In equilibrio precario su tacchi 15, si muovono sinuose, confermando attese con voce seriosa e bassissima, certo per non turbare l'aria ovattata degli uffici e l'alacre impegno dei capi. Non dovete pensare che la cooperazione sia cosa semplice, nel senso che non basta avere la disposizione dei soldi, pochi o tanti che siano, ma è importantissimo, conoscere i meccanismi legali, fiscali e organizzativi del paese, avere un appoggio positivo da parte delle istituzioni, quantomeno perché non frappongano ostacoli, accertarsi di non andare in conflitto con loro progetti o priorità, calcolare le eventuali ricadute politiche e relazionali. Insomma un paziente lavoro preparatorio per raccogliere permessi, nullaosta, "consigli" e quanto altro garantisca poi l'andata a buon fine dell'opera, da eseguire ancora prima di cominciare ad assegnare i compiti pratici e la gestione finale. Diversamente si rischia di trovare ostacoli imprevisti che comprometteranno il buon esito dell'operazione. Intanto ci si continua a muovere per la città, passando avanti e indietro lungo la avenida Mao Tze Tung, la Carlo Marx o la Kim Il Sung (perché c'è anche questa), mentre il mare grigio della baia davanti alla Marginal, spinge piccole onde tetre verso la riva piena di barconi ammonticchiati. La bassa marea lascia un altro largo spazio grigio e fanghiglioso, come a voler mantenere la distanza tra acque e terra. Nei ristoranti sul mare, la nuova Maputo mangia camarones e sopa de mariscos, con camicie bianchissime e capigliature improponibili. L'agenzia di viaggio stacca stanchi biglietti aerei a prezzi di affezione, tanto, prendere o lasciare, solo in quel modo ti puoi spostare e gli aerei sono sempre pieni, già ti fanno un favore a farti salire, capirà siamo in campagna elettorale e tutti i politici e i loro sottopancia corrono da una provincia all'altra a fare comizi, a promettere pane e progresso. 

Incontri gente strana da queste parti, interessantissima. Gente che ha fatto rivoluzioni e guerre e magari si è trovata a trenta anni a guidare ministeri creati dal nulla, ridondanti di socialismo scientifico ed a sessanta sono diventati capi d'azienda. Altri che sono finiti qui per caso e ci sono rimasti quaranta anni, tra ricchezze improvvise e perdite totali, per poi ricominciare l'avventura per trovare l'affare della vita. Chi è venuto ad allevare conigli e adesso ha ristoranti. Chi assediato da una giostra di mogli e di figli si rifugia nella foresta per trovare un po' di tranquillità, ripopolando di animali qualche landa sperduta. Qualcuno che tenta una lottizzazione sulle spiagge di paradiso e costruisce villette che nessuno per adesso compra, anche perché è quasi impossibile raggiungerle; qualcun altro non vuol sentire più parlare di politica ma solo di golf. A qualcuno invece è girata male e continua a fare il cercaffari per aziende che arrivano in cerca di occasioni. Gente scafata, impigliata in una trama di società di tutti i tipi, che incontri solo nelle trame dei film, quelle dove si finisce nella black list dei sudafricani perché un presunto amico ti fa un dispetto o a vendere frigoriferi importati perché il socio ti ha fregato sulle quote di una società che avrebbe fatto i milioni. Intanto scende la notte, in un attimo. Il sole non fa a tempo a godersi un po' la discesa dietro le  colline ed è già buio pesto. Lungo le strade solo ombre scure, nere, che la scarsa illuminazione confonde lungo i muri. Bisogna cercare di filarsela alla svelta a nanna, evitando di incappare in gruppi di malintenzionati o peggio in qualche pattuglia di poliziotti in cerca di sprovveduti a cui estorcere, se va bene,  i soldi per un paio di birre.

SURVIVAL KIT
Maputo - Al ristorante

Molti ristoranti slungo la Marginal sul mare. Tutti carissimi in proporzione agli stipendi del paese. Calcolate da un minimo di 15 € in su.

Campo di Mare (assieme al suo gemello Campo de Fiori) - Av Marginal 5714 - C/O Clube Maritimo. Ristorante italiano, dove si spende ma si mangia molto bene, piatti di pesce, pasta e un sorbetto di limone fresco (chiedete direttamente al padrone perché se chiedete sorbetto al cameriere vi porta il gelato).

Se volete fare un figurone con qualche ospite, Ristorante del Girassol Indi Congress - Rua Macombe , in un complesso dove incapperete sicuramente in qualche matrimonio elegante magari da 1000 ospiti (potrete vedere mises esagerate. Carne e pesce di qualità. Rischiate anche di incontrarci politici di spicco. Preparatevi ad aprire il portafogli.

Maputo - Avenida Marginal


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4 commenti:

Paolo nullo Pedone ha detto...

Pare un Gogol'

Siano 25°58'S 32°35'E oppure 41°49'N 12°34'E, negri o bianchi a pallini, sembra d'essere sempre e micidialmente a casa

Enrico Bo ha detto...

@Pedo - Il mondo s'uniforma che vuoi fare, sperare di cambiare? inutile pregare, uguale globalismo e attapirati crudele fine ambiguamente ambita , ricercata condivisa-

Paolo nullo Pedone ha detto...

Cambiare mai, l'entropia va cannibale allo zero: l'ultimo e ricco che azzanna un penultimo anche lui ricco e grasso

Altrimenti gli dèi, perfezione da schizo fatta d'uomo salvifico, bene e male divisi di coltello; oppure fesso, alla eccomi qua, ci penso io

Enrico Bo ha detto...

@Pedo - Nudo il denaro rivela solo se stesso, malmesso dimesso rimesso da emigrante al volo da gommone o grasso trucido emiro petrolifero. Tutto si mescola, aumenta l'entropia.

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 104 (a seconda dei calcoli) su 250!