sabato 12 settembre 2026

Otium aestivum

 

Ritrovato in una soffitta di Fenestrelle il quadro di Van Gogh che si credeva perduto, 

il famosissimo Ritratto di coppia e cane

E così è proprio finita davvero, bagagli quasi pronti, dopodomani sarò nella assolata Alessandria, gioiello della pianura padana, pronto per altre avventure. Quantomeno possiamo dire, dai, su, siamo ancora vivi, alla faccia di chi ci vuol male, e soprattutto alla faccia dell'INPS che aspetta solo di risolvere il problema pensionistico, mentre noi cerchiamo di resistere il più a lungo possibile per poterle succhiare ancora il massimo, almeno fino a quando ce la faremo. Che parassiti, direte voi! Siamo fatti così è la nostra natura direbbe lo scorpione di Esopo, o era Fedro, chissà? Intanto è settembre, dunque andiamo è tempo di migrare come diceva invece D'annunzio e noi migreremo, spero presto, come i suoi pastori verso il mare e sarà proprio l'Adriatico selvaggio che verde è come i pascoli dei monti. E quest'anno non abbiamo neppur potuto bere profondamente ai fonti alpestri, intanto perché non si trattava di acqua natia, e poi neppure ce n'era poi un gran ché di acqua, visto che non è piovuto per mesi. Va bene non stiamo lì a fare troppo i sofisticati, intanto scendiamo a valle e cerchiamo di metterci a posto, perché sono piuttosto indietro col lavoro che devo fare. Anche se lavorando duramente in questi mesi di calma, ho portato a termine il libro sul Pamir, anche in inglese, grazie anche all'aiuto dell'AI che mi stupisce ed appassiona sempre di più. Pensate che ho scoperto che un amico che mi sta aiutando nella revisione della traduzione (fatta grazie all'AI), la sta correggendo con l'aiuto dell'AI! Ormai siamo al paradosso, comunque bisogna adeguarsi. Io se di lavoro facessi il traduttore non starei tanto tranquillo insomma. Adesso intanto, approfittando degli ultimi giorni a disposizione che mi rimarranno da trascorrere sotto un ombrellone, mi metterò di buzzo buono a preparare le conferenze dell'autunno prossimo venturo, tranquilli di lavoro da fare ce n'è ancora parecchio. Poi speriamo che si parta, finalmente, perché sono un po' stufo di questi otia perpetua che mi imbolsiscono più di quanto già non mi imponga il tempo. Adesso intanto mi preparo per l'ennesima apericena, con i residuati bellici, che ancora popolano il borgo, tanto per finire in bellezza. Ci sentiamo con calma.

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