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mercoledì 6 luglio 2016

Altro che cattivo umore!

Risultati immagini per populismo
da Fondazione Feltrinelli

Mamma mia che tristezza a leggere i giornali o ad ascoltare le notizie di ogni giorno, ma soprattutto che dolore a considerare la cosiddetta aria che tira. Certo forse sono rivolgimenti logici o addirittura automatici nello sviluppo delle società, eppure il fatto che producano disastri epocali che per decenni annichiliscono intere generazioni sembra non insegnare nulla e appena la storia li relega a fatti accaduti tempo fa, in maniera asettica da cui viene escluso il precedente orrore, tutto sembra subito dimenticato e tutto è pronto per ricominciare. Sono passati meno di cento anni da quando la crisi economica (crisi vera, mica questa robetta qua) ha generato i mostri che hanno prodotto decine di milioni di morti. Io sono nato nel 46 esattamente quando tutto questo era finito e la gente era talmente disgustata dall'eccesso di sangue e di morte che sembrava che queste cose fossere destinate a non poter mai più accadere, la gente aveva capito finalmente che nessuna crisi, per grave che fosse ne poteva giustificare la rinascita. Quella parte grande o piccola di schifoso egoismo, razzistica individualità, populismo d'accatto che vive in ognuno di noi, rimaneva definitivamente sepolta in fondo all'animo di ognuno e se per caso tentava di affiorare, veniva respinta con vergogna. 

Un politico che si fregiasse di questi labari veniva guardato con schifo ovunque e i pochissimi che ancora covavano questi veleni, si acquattavano nelle fogne della vita quotidiana, nascondendosi alla luce del giorno come bestie infette. Siamo riusciti a far diventare reale un sogno utopico, un'Europa Unita, uno dei modi più belli per evitare in futuro un rinascere di tutto questo. Tutte cose che hanno portato anche un enorme beneficio alla vita di tutti i giorni per tutti. Tutte cose così evidenti che solo l'ignoranza interessata non consente di vedere ed apprezzare. Qualcuno, i più bravi e i meglio guidati hanno saputo far rendere al meglio questi enormi vantaggi, altri più condiscendenti o meno capaci aiutati dalle pretensioni approfittatrici dei loro amministrati, li hanno sfruttati meno, ma sono stati pur sempre un enorme passo avanti. Sono passati 70 anni anni e io e tutti quelli nati dopo di me, grazie a tutto questo, non abbiamo più visto l'orrore della guerra, le abbiamo sentite e viste anche solo in televisione, dove però tutto diventa spettacolo e la morte stessa appare come una cosa lontana di cui discutere. Sembrava impossibile che si potesse tornare indietro. Eppure sono bastati pochi anni di difficoltà, minime rispetto a quelle del passato, per fare uscire da ognuno di noi, quel veleno che sembrava morto e non più esistente, per fare emergere dalle fogne quei figuri che sembravanon dovessere più esistere. 

Gli arruffa popoli son tornati, ogni giorno più potenti e devastanti, a spargere il loro miele avvelenato, a infettare l'aria della malevolenza che è la loro unica ragione di vita, per dividere, fomentare odio. I risultati si vedono crescere ogni giorno. In tutte le nazioni ci sono movimenti e personaggi che campano di questo fiele e si gonfiano sempre di più come una massa purulenta e cancerosa che vuole avvolgere tutto fino a diventare maggioranza, spacciata per democrazia. Certo, questo ha voluto il popolo, o perlomeno quelli che gridano in piazza. Fascismo, nazismo, bolscevismo, rivoluzioni culturali, orrori balcanici e polpottisti, sono stati suscitati, accettati e voluti dal popolo, questo popolo sovrano a cui si richiamano questi burattinai, per distruggere quanto è stato costruito con tanta fatica, una lunga e tortuosa strada in salita lastricata di errori e successi. Adesso tutto sta per saltare e lo farà inevitabilmente con tanti piccoli Shiva distruttori che danzeranno ebbri sulle macerie e sui cadaveri per ora virtuali di chi li ha seguiti e rafforzati. Sembra ormai inevitabile. Chi è in grado di arginare le maree lepeniste o i vari neonazismi che popolano Ungherie, Austrie, Olande e così via che fan da sponde e rafforzano i nostri felpati ruspanti, fratelli e insetti salterini. Io probabilmente sono abbastanza vecchio e riuscirò a non vederlo, ma sono ugualmente molto triste perché ho paura che mia figlia e la sua generazione sia arrivata a tempo, anche se sembrava impossibile, per vedere di nuovo gli orrori di una guerra.


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lunedì 16 maggio 2016

Oclocrazia

dal web


Ieri mi hanno raccontato una bellissima barzelletta. Un uomo delle caverne sta scheggiando selci davanti alla sua capanna, seduto su una pelle di tigre dai denti a sciabola, quando il figlio rientra da scuola e mostra una lastrina di pietra con gli occhi bassi. Si tratta della pagella del primo quadrimestre. Il papà butta un'occhiata e poi si dispera: - Ma accidenti, passi il 2 in matematica e il 3 in chimica che sono concetti difficili, ma prendere 3 di preistoria che son quattro cazzate, non si può vedere! - Beh diciamo che anche in storia sarebbe un'offesa, in fondo, a parte nomi e date i fatti storici sono di una ripetitività sconcertante. Ogni piccolo periodo di tempo, quando inevitabilmente e per colpevole triviale connivenza della popolazione tutta che trova comodissimo approfittare delle decisioni sbagliate perché ci guadagna, la sinusoide dell'economia conduce un paese o un gruppo di paesi nella fase di crisi, scoppia l'oclocrazia più indecente che aprirà di norma la strada alla tirannide. La folla bruta gode di correre dietro ai vari Masanielli che la solleticano e la vellicano nei punti più sensibili; li approva, li sostiene e li porta in alto affinché possano compiere la loro opera distruttiva al più presto possibile. E' questo nella natura della specie umana? Probabilmente sì, altrimenti non si potrebbe spiegare razionalmente  come sia possibile che quasi tre votanti italiani su dieci voterebbero per un movimento dai comportamenti talmente indecenti, contradditori e perniciosi che addirittura in ballottaggio vincerebbe contro chiunque, avendo come alleati maggiori proprio altri populisti d'accatto che blandiscono le altre paure residue della massa. 

Alla gente non importa nulla che tutto vada in malora. importa solo il divertimento di vedere cadere le teste, seduti sotto il palco della ghigliottina a fare la maglia, alzando la testa solo quando sentono il colpo della lama che cade. Perché la gente, del potente, invidia solo la possibilità di rubare in quantità maggiore e più liberamente di quanto non possano fare i normali Cittadini nella vita di ogni giorno, costretto dalle regole del vivere civile. Mentre invece questi indegni dalle faccette fintamente pulite che ululano dai palchi brandendo gli scontrini dei caffé non pagati, a parte il fatto non secondario che via via si eliminano tra di loro rapidamente, sono davvero il pericolo maggiore, quello che porta i paesi alla rovina. Il poppppolo non aspetta altro, per potersi crogiolare nel brago e lamentarsi poi ancor di più, fino a quando arriva quello che li zittisce a manganellate sulla zucca vuota. Mi dicono che in Gran Bretagna fior di personaggi, anche istruiti e acculturati economicamente sono fortemente favorevoli alla Brexit e una massa di Tafazzi  ripieni di birra e fish and chips correrà tra poco alle urne battendosi energicamente il manganello sugli zebedei, con il proposito di far dispetto agli altri senza rendersi conto del danno che faranno a se stessi. Da un lato verresti preso dall'onda rabbiosa di vedere la loro reazione del dopo e di come si lamenteranno coi vari ma noi non credevamo, non immaginavamo, sempre che invece non trovino qualche altro capro espiatorio per la loro ignoranza. Purtroppo il danno si ripercuoterà anche sul resto dell'Europa, l'ennesimo cigno nero che permetterà ai nostri Robespierre di dare ulteriore fiato alle trombe, certi che orecchie attente li staranno ad ascoltare.


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