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lunedì 21 dicembre 2020

Il re è nudo

dal web

Ohilà, finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di alzare lamano e di dire basta, il re è nudo. Qualcuno lo avrà notato forse, ma un personaggio piuttosto titolato, il CEO di Toyota, il sig. Toyoda appunto, un paio di giorni fa, ha preso il coraggio a due mani e ha detto pubblicamente quello che tutti gli addetti al settore sapevano benissimo, e cioè che tutto il circo che si sta montando attorno all'auto elettrica è una colossale bufala. Tra le altre cose tutto arriva dal capo di una azienda che è stata la prima a fare uscire un'auto completamente elettrica e ha programmi di produrre una sequela di nuovi modelli elettrici entro il 2025, ma tant'è i fatti sono fatti e nessuno può ormai, dati alla mano, negare che l'auto elettrica è un danno per l'ambiente, in particolare per quanto riguarda le emissioni di CO2, che sono superiori  a quelli dell'auto con motore a scoppio. Questo fatto logico per chiunque si fosse soffermato per un attimo a ragionarci sopra, è stato di fatto nascosto e mistificato, presentando ai sostenitori modaioli del teobionaturalorganico, che ormai impazzano in ogni settore, che l'hanno evidentemente subito fatto propria, l'immagine vincente della silenziosa ancorché costosissima auto che non emette funi puzzolenti, liberando le nostre città da quel odore nauseabondo di gas combusti. Verissimo, la parte finale del progetto è assolutamente affascinante, ma come nel caso plastika versus carta/vetro/alluminio, nessuno si ferma un attimo a fare il corretto ragionamento dell'ecobalance totale del prodotto dalla sua creazione, all'uso che se ne fa ed al suo riciclaggio finale. Questo calcolo, come già per la plastika, non è assolutamente favorevole alla accattivante auto elettrica, se andiamo a computare l'inquinamento globale dovuto a produzione dell'energia stessa e alla produzione delle batterie e del loro finale smaltimento, ma questo poco importa evidentemente per gli entusiasti dell'ecofashion ed ai loro sacerdoti. 

Certo l'industria, mangiata la foglia, si è subito buttata sull'osso, che probabilmente permetterebbe la creazione di una bella fascia di mercato nuovo con sostituzione di una fetta consistente di parco macchine reso obsoleto dai fatti e dalla volontà popolare, che potrebbe far girare un po' l'esangue economia del mondo, naturalmente proprio nel senso contrario al concetto di risparmio energetico che ne sta alla base. Ovviamente i governi nella loro miopia, volta al contentamento immediato di un elettorato rancoroso ed idiota, ci hanno subito buttato risorse ingenti, incentivi e così via, tolte così ad altre migliori e molto più utili cause. Ma inutile piangere, è la storia che si ripete all'infinito. Ve la ricorderete, la cosiddetta benzina verde che ha sostituito la benzina al piombo tra il giubilo degli ecogonzi, pur essendo decisamente più nociva e cancerogena. Oppure la storia continua degli erbicidi di ottima efficacia e di minimo impatto ambientale, ma ahimè, di costo minimo, essendo scaduti i brevetti, demonizzati ed etichettati falsamente dalla diceria popolare, come cancerogeni per poterli sostituire con altri ben più pericolosi, ma in compenso assai più costosi. E' la fine che fece la famosa l'atrazina negli anni '80 e che farà presto l'innocuo glyphosate.  Per proseguire poi con la truffa planetaria del biologico, sul quale, mangiata la foglia, si sono buttate tutte le aborrite multinazionali e le grosse catene di distribuzione. E così via, ma è inutile affondare il coltello tanto questa è manna per la gente, che poi dubita magari dei vaccini, per carità, io non li farò mai per ingrassare Bigpharma, Soros e farmi impiantare un microchip col 5G. Onore dunque al signor Toyoda che ha avuto il fegato di dire la verità pubblicamente anche se nessuno ovviamente lo starà a sentire. Sarà stato un rigurgito dell'etica del samurai? Chi può dirlo.


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lunedì 8 maggio 2017

Europa.


Beh oggi, vedere certe facce mi dà un minimo di soddisfazione. Certo è ancora molto poco e le difficoltà maggiori sono ancora da venire, il serpe velenoso non è certo ancora ancora schiacciato, ma solo ricacciato per poco nelle fogne da cui ha messo fuori la testa e cercherà di rialzarsi quanto prima. Certo è stato molto fortunato, con una congiunzione di una serie incredibile di situazioni favorevoli, ma come diceva il suo conterraneo, meglio avere generali fortunati che capaci. Di strada però ce n'è ancora tanta da fare. La domanda è: possiamo noi inserirci nel flusso positivo e seguire? Non è così semplice, data la nostra debolezza strutturale. Se speriamo in una soluzione che spenga i populismi più beceri, che diminuisca finalmente i nazionalismi e la sovranità a favore di un'Europa nuova ed efficace, bisogna lavorare ancora molto e soprattutto crederci. Il nostro paese, con la sua cronica ed inevitabile debolezza, dati i numeri pregressi, non ha la possibilità di mettersi alla testa di una operazione simile. Può solo sperare che si formi una massa critica di cambiamento ragionato, che senza distruggere nulla, ponga nuovi paletti, creando una corrente positiva di crescita in cui inserirsi, sfruttandola. Non non abbiamo, stanti gli attuali asset, la forza di guidare un simile andamento, né di dominarlo. Possiamo solo augurarci, nel nostro interesse, che le forze sane dell'Europa lo facciano partire e poi sfruttarlo al meglio inserendoci nella corrente. Tuttavia non ci si può fare illusioni, senza un miglioramento generale mondiale dell'economia, che farebbe spegnere da solo questi bachi dannosi, le tentazioni protezionistiche, i nazionalismi populistici e questo neosovranismo malefico che mina ogni tentativo di rinascita, è molto difficile che questa spirale positiva si crei, trascinandoci verso l'uscita da un tunnel purtroppo ancora piuttosto oscuro. Per oggi godiamoci la giornata, le difficoltà cominceranno già domani mattina.

giovedì 16 marzo 2017

TARI da pagari, magari



L'altro giorno vi ho raccontato del mio tentativo di fare la patente internazionale e di come mi è apparso chiaro di come lo stato sia nemico del cittadino. Vedi qui. Ma quello che sta accadendo ad Alessandria è davvero interessante. Ve lo racconto. In questi giorni agli infelici abitanti della città delle nebbie, stanno arrivando migliaia di raccomandate di accertamenti per mancati pagamenti della Tari degli anni scorsi con relative ammende. All'ufficio apposito, assediato da richiedenti disperati che vogliono informazioni, un drappello di poveri impiegati dagli occhi spauriti e davvero in difficoltà morale e materiale, cerca di giustificare con un palese imbarazzo, l'ingiustificabile. Ufficiosamente, perché queste cose mica si possono dire in modo chiaro, sembra che a causa di un bug del software o per chissà quali altre cause, un numero imprecisato di pagamenti degli anni scorsi della Tari (tassa rifiuti) non sia stato registrato e quindi in automatico se ne richiede il pagamento all'utente sempre che lui non possa dimostrare di essere in regola con regolare ricevuta. 

Purtroppo io e chissà quanti altri, non riesco a trovare la ricevuta di quel pagamento di quattro anni fa e mi toccherà cacciar fuori un bel 450 Eurini, ammenda inclusa e la cosa mi fa girare parecchio i cabbasisi come direbbe Montalbano. Ora dal punto di vista formale l'Amministrazione ha tutte le ragioni; le ricevute devono essere conservate per dieci anni e loro possono andare a richiederti pagamenti fino a cinque anni addietro, ma quando la cosa è palesemente frutto di un errore, riguardando un numero di persone molto grande, delle quali la stragrande maggioranza, per soli motivi statistici, ha già certamente pagato, mi sembra una cosa criticabile, Lo stato è dunque davvero nemico del cittadino e fa di tutto per suicidarsi spingendo il popppolo verso i populismi? Che ne pensate?

Oh basta là, quasi quasi scappo all'estero!

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domenica 5 marzo 2017

Vitalizi e pensioni


Sono preso da un dilemma domenicale che mi perplime continuamente. La gente, intesa come folla bruta o come si dice adesso il popppolo, detto con le guance gonfie e l'aria feroce del sanculotto in calore, non capisce niente per semplici ragioni genetiche, insomma una tara ineliminabile della testa che non permette al ragionamento di farsi strada nelle ideologie, oppure la potenzialità di comprendere le cose è coperta e minata soltanto dall'odio feroce  che cova nell'animo, quando questo è sapientemente rinfocolato da chi è interessato a farlo, dallo squallido sciacallo di turno? Difficile capire. Tuttavia quando vedo sui social, masse di pensionati che soffiano sul fuoco blaterando di come sia sacrosanto eliminare i cosiddetti "vitalizi" di chi ci governa e a cui, timorosi di perdere consensi si adeguano tutti i partiti, fingendo di non sapere che i vitalizi veri sono stati aboliti dal 2012, mi si accresce il dubbio. Possibile che questa gente non abbia capito che questa manfrina è solo un piccolo miserabile grimaldello per poter scalzare il nodo costituzionale dei diritti acquisiti e poter dare autorità al meccanismo indecente della legge retroattiva? 

Eppure è così chiaro il meccanismo, ormai anche fin troppo chiaramente espresso dai vari propugnatori della campagna delle liste di proscrizione, che si richiama a quanto periodicamente esterna il buon Boeri per risolvere il problema delle casse semivuote dell'INPS. Non appena eliminati i vitalizi e aperta la porta alla perdita di intoccabilità dei diritti acquisiti, si potrà mettere finalmente le mani su milioni e milioni di pensioni ricalcolandole con sistema contributivo, dandogli un bel taglio del 30/40%. Altro che nuove tasse o aumento delle accise dello 0 virgola che fanno urlare i benpensanti! Qui gli si vuole dare una botta che li renderà gobbi per quei pochi anni che rimangono loro da campare e loro, tutti contenti, urlano sotto il palco: Tagliategli la testa! senza capire che la testa sul ceppo è la loro. Mah, forse l'odio e l'accidia è più forte del ragionamento e chi lo sa e in base a questo riesce a fare soldi con la sua azienda mascherata da movimento, rimesta la merda sapendo che più puzza sale, più lo sciocco la farà circolare su facebook.



sabato 11 febbraio 2017

Ryder Cup e dintorni

Ryder Cup
Essendo sabato avrei pensato ad un post distensivo. Di meditazione insomma, soprattutto essendo bombardato da giorni, su facebook, su whatsapp e varie, da una serie di messaggi deliranti che invitano a boicottare e non guardare il Festival di Sanremo non perché sia una effettiva schifezza, ma a causa dei compensi indecenti dati ad ospiti e conduttori invece che ai terremotati. Ora, benedetta gente, capisco bene che se queste cose le dice uno dei tanti polici infami, che ogni giorno sono in cerca della scemenza di turno per far presa sulle menti deboli e carpire loro il voto, è una cosa accettabile. Questi furfanti, non avendo nulla di valido da proporre, devono pur cercare qualche cosa nella fogna delle loro teste, anche se sanno bene che sono scemenze. Il dramma è che il popppolo li sta a sentire e ne moltiplica le grida all'infinito in catene di S. Antonio insensate. Eppure mi sembra così facile capire alcuni fondamentali economici che anche un bambino non avrebbe bisogno di spiegazioni. E' noto che il festival di Sanremo è la trasmissione della RAI che genera il massimo attivo nel bilancio disastrato del nostro ente pubblico. 

A fronte di una spesa di 10/11 milioni (appunto in cachet che paiono apparentemente buttati o esagerati) si genera un incasso pubblicitario di 17/18 milioni a seconda degli ascolti. Quindi si può ben dire che questo sia uno dei pochi investimenti intelligenti e produttivi fatti nell'anno, esattamente il contrario di uno spreco senza senso. Alcuni più complottisti degli altri si spingono a dire che i dati degli ascolti dell'auditel sono fasulli e che la realtà (composta di italiani intelligentissimi) sarebbe infinitamente minore. Ma chi se ne frega caro il mio bel complottista, i pagamenti delle pubblicità sono contrattualmente legati a questi dati, reali o fasulli che siano. Vien da pensare che gli anatemi del popppolo contro i compensi apparentemente esagerati, siano invece di pura esemplice invidia, ma non basta. L'ignoranza, perché di questo si tratta e sia detto in modo niente affatto offensivo, perché uno non se ne deve avere a male perché gli si fa notare che ignora le cose, anche se sarebbe così facile informarsi, ha toccato il culmine nella vicenda della Ryder Cup di golf di questi giorni. 

Sarebbe facile informarsi sul fatto che questo è il terzo evento sportivo mondiale dopo le Olimpiadi (altro evento perduto a causa della infamia pentanariciuta che così ha anche buttato l'occasione di dimostrare di essere capace a ben gestire eventuali appetiti corruttivi) ed i campionati del mondo di calcio. Questi eventi, bramati da ogni stato intelligente, sono automaticamente forieri, se ben gestiti, di soldi, lavoro e conseguente miglioramento del PIL. Ora è sfuggito evidentemente al popppolo ululante la differenza che c'è tra Spesa di 98 milioni di Euro e Fidejussione di 98 milioni di Euro, cosa chiarissima anche ad uno studentello del primo anno di istituto tecnico. Spesa vuol dire che i soldi si spendono e poi si spera di incassarne una parte o tutti o di più, Fidejussione, come si trattava in questo caso, vuol dire che si sa già che i soldi saranno messi a disposizione da privati, sponsor e investitori vari, ma che l'Ente che affida l'evento ad una nazione, pretende giustamente che qualcuno garantisca la cifra in toto a priori, se alla fine gli impegni per qualunque motivo non verranno rispettati. 

Un po' come quando una coppia giovane chiede un mutuo, la banca richiede una fidejussione dai genitori per essere tranquilla che se per qualunque motivo quelli non pagassero, qualcuno risponderà oppure quando c'è una emissione di azioni, una grande banca deve garantire di comprarle tutte nel caso che una parte di queste rimangano invendute sul mercato, cosa che in pratica non accade mai. Ma anche qui bisognava dare fiato alle trombe sulle scemenze e la fidejussione richiesta è diventata soldi che dovevano invece essere destinati aii terremotati. Si può essere più bestie di così? Quindi il povero Grasso, per non essere crocifisso da opposizioni che dire becere è un complimento, ha dovuto cancellare l'emendamento per pura piaggeria populista e così probabilmente perderemo anche quest'altra occasione. Poi gli stessi infami si presenteranno in televisione a tromboneggiare che i disoccupati non diminuiscono e che il PIL cresce di miseri decimali. Però sembra che vada bene così, il popppolo è contento, questa è l'aria che tira e spinge sempre di più verso il burrone.


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Bene bravo bis
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giovedì 5 gennaio 2017

Cronache di Surakhis 73: Predizioni

da Europinione.it

Paularius misurava a grandi passi il pavimento ricoperto da una moquette di pelo vulvare di ipertricotiche di Antares IV, rara e preziosa, senza preoccuparsi di rovinarla con i suoi stivaletti muniti di lame antimmigrato. Era davvero incavolatissimo. A nulla erano valse, da quando era arrivato al vertice della Gildaverde, le sue campagne antigovernative, lo scatenamento dei suoi ben foraggiati socialhaters, che organizzavano le loro cacce settimanali contro i clandestini Andromediani o i bandi per l'uscita dall'Unità di Credito Intergalattica. Dopo che aveva mollato al suo destino l'imperatore lungocrinito dai boccoli d'oro, che ormai passava il suo tempo nelle varie clichine di ringiovanimento degli organi consumati dall'uso, pensava di avere in pugno il pianeta, anche perché la caduta del governo per mano dei suoi stessia derenti, cosa sempre accaduta in passato e su cui nessuno aveva dubbi accadesse di nuovo, appena era partita la congiura dei Baffini, aveva lasciato ampi spazi di manovra. Lui come gli altri, continuavano a maramaldeggiare sul vinto, ma più per un divertimento personale che per reale necessità. Non erano che energie sprecate certo, ma dove lo metti il divertimento personale. E invece il popolo bue, come pensava di ben conoscerlo lui, ignorante, cattivo, ladro e infingardo come tutti i popoli della storia, invece di abbracciare in toto la sua causa, continuava ad appoggiare in massa quel lurido guitto di quart'ordine. Certo furbo  lo era davvero e gran conoscitore dei comportamenti usuali della folla, a cui non interessano mai i comportamenti reali, ma le parole  ed i proclami dai palchi. 

E quel crickettino infame, sentendo dove soffiava il vento, appena la congiura aveva pugnalato  quel poveraccio che  aveva fatto qualche tentativo di risalire la china, certo se qualche problema si fosse risolto, sarebbe stata la fine per tutti gli arruffapopolo da strapazzo, che poi quando la gente realizza di stare appena appena meglio li abbandona al loro destino giustiziandoli in piazza, aveva subito fatto partire una campagna contro le astronavi carretta che attraversavano lo spazio per venire ad arenarsi sul pianeta. Alla domenica, tutti con i mitragliatori interstellati a respingerli nello spazio profondo da dove erano venuti, aveva proclamato, scegliendo la nuova linea del movimento, tra gli osanna della folla che era subito corsa in massa sulla battigia a sparare verso il cielo. Quel malefico bifronte, predicando una santa povertà, una decrescita felice per tutti, dalla sua astronave con i portelli d'oro,  cambiava versione ogni giorno e la gente continuava non solo a seguirlo, ma anzi lo osannava. Ad ogni sondaggio se fosse meglio seguire le sue bufale o meno, il 102% in media rispondeva: Come decide lui. Dopo il disastro previsto della podestà, totalmente incapace, che aveva imposto alla capitale di Surakhis, aveva subito fatto partire la campagna "Jeanne d'Arc", trasformandola in una eroina perseguitata, con processioni seguite da tutti gli abitanti della città che recitavano giaculatorie per la sua santificazione e chiedevano a gran voce di salvarla dal rogo su cui i crickettini di norma immolavano i propri dirigenti appena minacciavano accendere il loro cervello vero. Ebbene la folla giubilante non solo continuava a sostenerlo, ma aumentava sempre di più. Paularius non ci capiva più niente. 

La lettrice del pene Rigeliana che aveva convocato compulsava intanto con attenzione le pieghe del suo prepuzio tentando di formulare una predizione valida, almeno per il futuro immediato. "Caro Paularius, qui ci sono pochi dubbi, come sai glande non mente. Il popolo è fatto così, gli piace riempirsi la bocca non solo di escreti maschili tanto per buttar giù qualcosa di caldo, ma soprattutto di parole come democrazia, libertà e tutte queste scemenze che voi politicanti gli spargete a pioggia, ma nella realtà, ha sempre preferito una sana e forte dittatura. Vuole essere governato senza pensieri da qualcuno che stermini quelli che lui non sopporta e tutte le peggiori dittature della storia sono state sempre approvate, anzi richieste dalla folla stessa. Guarda oggi, piacciono a tutti il Re del pianeta dei Sarmati, proprio perché fa ammazzare o imprigiona i propri oppositori o il nuovo Signore dei Pianeti uniti delle Pleiadi, Vagabondo I, che pure sono stati regolarmenti eletti, tra la meraviglia del resto dell'universo, come lo saranno presto la Regina Pina tra i Coq o i Nuovi seguaci della Sacra Svastica nei pianeti del settore Nord della galassia. Questo vuole la gente, dunque interpretanto le linee venose del tuo arnese rigonfio, ti consiglio di allearti quanto prima a questo pericoloso personaggio, stando attento però a liberartene appena possibile, consegnandolo al boia delle mille morti, tanto di accuse da addossargli ne troverai a bizzeffe, poi potrai scatenare le tue Zilioni rubacky e riportare le orde di schiavi nelle miniere, che la ricreazione è finita". Paularius, meditando convinto sulla predizione, socchiuse gli occhi accomodandosi sul divano di pelle di cuccioli arturiani e lasciò che la sacerdotessa terminasse la pratica divinatoria con la consueta suzione finale.


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mercoledì 6 luglio 2016

Altro che cattivo umore!

Risultati immagini per populismo
da Fondazione Feltrinelli

Mamma mia che tristezza a leggere i giornali o ad ascoltare le notizie di ogni giorno, ma soprattutto che dolore a considerare la cosiddetta aria che tira. Certo forse sono rivolgimenti logici o addirittura automatici nello sviluppo delle società, eppure il fatto che producano disastri epocali che per decenni annichiliscono intere generazioni sembra non insegnare nulla e appena la storia li relega a fatti accaduti tempo fa, in maniera asettica da cui viene escluso il precedente orrore, tutto sembra subito dimenticato e tutto è pronto per ricominciare. Sono passati meno di cento anni da quando la crisi economica (crisi vera, mica questa robetta qua) ha generato i mostri che hanno prodotto decine di milioni di morti. Io sono nato nel 46 esattamente quando tutto questo era finito e la gente era talmente disgustata dall'eccesso di sangue e di morte che sembrava che queste cose fossere destinate a non poter mai più accadere, la gente aveva capito finalmente che nessuna crisi, per grave che fosse ne poteva giustificare la rinascita. Quella parte grande o piccola di schifoso egoismo, razzistica individualità, populismo d'accatto che vive in ognuno di noi, rimaneva definitivamente sepolta in fondo all'animo di ognuno e se per caso tentava di affiorare, veniva respinta con vergogna. 

Un politico che si fregiasse di questi labari veniva guardato con schifo ovunque e i pochissimi che ancora covavano questi veleni, si acquattavano nelle fogne della vita quotidiana, nascondendosi alla luce del giorno come bestie infette. Siamo riusciti a far diventare reale un sogno utopico, un'Europa Unita, uno dei modi più belli per evitare in futuro un rinascere di tutto questo. Tutte cose che hanno portato anche un enorme beneficio alla vita di tutti i giorni per tutti. Tutte cose così evidenti che solo l'ignoranza interessata non consente di vedere ed apprezzare. Qualcuno, i più bravi e i meglio guidati hanno saputo far rendere al meglio questi enormi vantaggi, altri più condiscendenti o meno capaci aiutati dalle pretensioni approfittatrici dei loro amministrati, li hanno sfruttati meno, ma sono stati pur sempre un enorme passo avanti. Sono passati 70 anni anni e io e tutti quelli nati dopo di me, grazie a tutto questo, non abbiamo più visto l'orrore della guerra, le abbiamo sentite e viste anche solo in televisione, dove però tutto diventa spettacolo e la morte stessa appare come una cosa lontana di cui discutere. Sembrava impossibile che si potesse tornare indietro. Eppure sono bastati pochi anni di difficoltà, minime rispetto a quelle del passato, per fare uscire da ognuno di noi, quel veleno che sembrava morto e non più esistente, per fare emergere dalle fogne quei figuri che sembravanon dovessere più esistere. 

Gli arruffa popoli son tornati, ogni giorno più potenti e devastanti, a spargere il loro miele avvelenato, a infettare l'aria della malevolenza che è la loro unica ragione di vita, per dividere, fomentare odio. I risultati si vedono crescere ogni giorno. In tutte le nazioni ci sono movimenti e personaggi che campano di questo fiele e si gonfiano sempre di più come una massa purulenta e cancerosa che vuole avvolgere tutto fino a diventare maggioranza, spacciata per democrazia. Certo, questo ha voluto il popolo, o perlomeno quelli che gridano in piazza. Fascismo, nazismo, bolscevismo, rivoluzioni culturali, orrori balcanici e polpottisti, sono stati suscitati, accettati e voluti dal popolo, questo popolo sovrano a cui si richiamano questi burattinai, per distruggere quanto è stato costruito con tanta fatica, una lunga e tortuosa strada in salita lastricata di errori e successi. Adesso tutto sta per saltare e lo farà inevitabilmente con tanti piccoli Shiva distruttori che danzeranno ebbri sulle macerie e sui cadaveri per ora virtuali di chi li ha seguiti e rafforzati. Sembra ormai inevitabile. Chi è in grado di arginare le maree lepeniste o i vari neonazismi che popolano Ungherie, Austrie, Olande e così via che fan da sponde e rafforzano i nostri felpati ruspanti, fratelli e insetti salterini. Io probabilmente sono abbastanza vecchio e riuscirò a non vederlo, ma sono ugualmente molto triste perché ho paura che mia figlia e la sua generazione sia arrivata a tempo, anche se sembrava impossibile, per vedere di nuovo gli orrori di una guerra.


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mercoledì 18 maggio 2016

Una notte a Istambul

Istambul - Agosto 1980

Come forse vi ho già accennato sto cercando con una fatica improba ed un lavoro da certosino, di digitalizzare tutto il mio passato di diapositive, per cui per alleviarmi la sofferenza del fatto che per vari motivi, sono bloccato senza potermi muovere e cercare di veder quella enorme parte di mondo che ancora manca al mio appello, vorrei sfruttare di volta in volta qualche immagine che riemerge dalla notte dei tempi, sia per dare un senso all'operazione, che per poter rimanere nell'argomento di questo che dovrebbe continuare ad essere un travel blog. Diversamente mi farei trascinare in argomenti economici politici che comunque non riesco a rendere abbastanza interessanti o convincenti per stimolare le coscienze dei miei lettori. Per questo basterà Facebook. Dunque ecco qua questa immagine un po' oscura, ma come in un film di James Bond di quegli anni ci troviamo in un locale notturno di Istambul, città misteriosa dove arrivava la tappa finale dell'Orient Express, Ci ero arrivato con una 127 vecchia di dieci anni nel 1980, dunque esattamente 36 anni fa, in un agosto torrido. 

Allora l'antica Costantinopoli, divenuta la ricca e sofisticata Bisanzio, centro dei commerci veneziani verso l'Oriente, rasa al suolo dai barbari cristiani crociati e poi risorta con la raffinatezza del Sultano Turcomanno, era ormai una Istambul che Ataturk aveva lanciato verso una strada di laicità occidentale, che appariva come un'onda inarrestabile. La capitale di un paese povero, popolato da grandi lavoratori che emigravano in massa verso il nordeuropa, contribuendo a costruirne la ricchezza e lo sviluppo e contemporaneamente a ricostruire economicamente il proprio paese con le sudate rimesse e per mettere le basi, un giorno, per un ritorno a casa, dove trascorrere una vecchiaia serena. In ogni paese vedevi le costruzioni di case che venivano su un piano alla volta man mano che i soldi arrivavano dai parenti che si spaccavano la schiena in Germania e che proprio in agosto tornavano a casa con vecchie Mercedes scassate a godere di quanto stavano mettendo insieme e a mostrare al paese il loro successo. I locali notturni ad Istambul erano pieni di gente, ballerine e cantanti che proponevano numeri ispirati alla libertà di costumi europea. Come potevi pensare che passati un paio di decenni tutto sarebbe sterzato in una direzione così diversa e contrastante con quella che sembrava una via ormai inarrestabile e segnata. 

Davvero difficile interpretare il futuro e prevederne quantomeno le linee. In tutta la città non vedevi ormai una barbetta salafita o una donna velata se non in qualche angolo più buio dei bazar, quasi figure di un passato che stava per scomparire definitivamente. Il cantante decisamente ammicante e che evidentemente non faceva mistero della sua omosessualità, provocava il pubblico con la satira di un velo che era diventato oggetto di scherno e occasione di spettacolo di comicità. Sui tavoli anguria fresca. Sui bordi delle strade ragazzini che vendevano fichi maturi grossi come un pugno da cui usciva una goccia densa dolce come il miele. Il sole forte illuminava a tal punto l'aria che dovevi tenere gli occhi semichiusi. Seduti ad un bar ci giunse la notizia, attraverso clienti dei tavoli vicini, dell'attentato di Bologna. Tutti erano inorriditi di come potesse accadere una simile barbarie in un paese civile. Ci vuole davvero poco a far trionfare il lato scuro della forza; basta, nei momenti difficili, dare spazio al populismo d'accatto, all'oscurantismo che sempre cova sotto la cenere, mai domo, pronto a rialzare la testa non appena se ne presenta l'occasione, per riportare le lancette dell'orologio indietro di anni, di decenni, di secoli.


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lunedì 16 maggio 2016

Oclocrazia

dal web


Ieri mi hanno raccontato una bellissima barzelletta. Un uomo delle caverne sta scheggiando selci davanti alla sua capanna, seduto su una pelle di tigre dai denti a sciabola, quando il figlio rientra da scuola e mostra una lastrina di pietra con gli occhi bassi. Si tratta della pagella del primo quadrimestre. Il papà butta un'occhiata e poi si dispera: - Ma accidenti, passi il 2 in matematica e il 3 in chimica che sono concetti difficili, ma prendere 3 di preistoria che son quattro cazzate, non si può vedere! - Beh diciamo che anche in storia sarebbe un'offesa, in fondo, a parte nomi e date i fatti storici sono di una ripetitività sconcertante. Ogni piccolo periodo di tempo, quando inevitabilmente e per colpevole triviale connivenza della popolazione tutta che trova comodissimo approfittare delle decisioni sbagliate perché ci guadagna, la sinusoide dell'economia conduce un paese o un gruppo di paesi nella fase di crisi, scoppia l'oclocrazia più indecente che aprirà di norma la strada alla tirannide. La folla bruta gode di correre dietro ai vari Masanielli che la solleticano e la vellicano nei punti più sensibili; li approva, li sostiene e li porta in alto affinché possano compiere la loro opera distruttiva al più presto possibile. E' questo nella natura della specie umana? Probabilmente sì, altrimenti non si potrebbe spiegare razionalmente  come sia possibile che quasi tre votanti italiani su dieci voterebbero per un movimento dai comportamenti talmente indecenti, contradditori e perniciosi che addirittura in ballottaggio vincerebbe contro chiunque, avendo come alleati maggiori proprio altri populisti d'accatto che blandiscono le altre paure residue della massa. 

Alla gente non importa nulla che tutto vada in malora. importa solo il divertimento di vedere cadere le teste, seduti sotto il palco della ghigliottina a fare la maglia, alzando la testa solo quando sentono il colpo della lama che cade. Perché la gente, del potente, invidia solo la possibilità di rubare in quantità maggiore e più liberamente di quanto non possano fare i normali Cittadini nella vita di ogni giorno, costretto dalle regole del vivere civile. Mentre invece questi indegni dalle faccette fintamente pulite che ululano dai palchi brandendo gli scontrini dei caffé non pagati, a parte il fatto non secondario che via via si eliminano tra di loro rapidamente, sono davvero il pericolo maggiore, quello che porta i paesi alla rovina. Il poppppolo non aspetta altro, per potersi crogiolare nel brago e lamentarsi poi ancor di più, fino a quando arriva quello che li zittisce a manganellate sulla zucca vuota. Mi dicono che in Gran Bretagna fior di personaggi, anche istruiti e acculturati economicamente sono fortemente favorevoli alla Brexit e una massa di Tafazzi  ripieni di birra e fish and chips correrà tra poco alle urne battendosi energicamente il manganello sugli zebedei, con il proposito di far dispetto agli altri senza rendersi conto del danno che faranno a se stessi. Da un lato verresti preso dall'onda rabbiosa di vedere la loro reazione del dopo e di come si lamenteranno coi vari ma noi non credevamo, non immaginavamo, sempre che invece non trovino qualche altro capro espiatorio per la loro ignoranza. Purtroppo il danno si ripercuoterà anche sul resto dell'Europa, l'ennesimo cigno nero che permetterà ai nostri Robespierre di dare ulteriore fiato alle trombe, certi che orecchie attente li staranno ad ascoltare.


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lunedì 25 aprile 2016

Nazismo?

dal web


Beh, finiti i festeggiamenti del vecchio e della ragazza, durante i quali tutti gli amici si sono stretti, materialmente o virtualmente attorno a noi, bisogna tornare alla realtà coi piedi per terra e guardarsi intorno per misurarsi con la dura realtà. In Europa tornerà il nazismo o comunque qualche cosa di simile, ma uguale nella sua barbarie e nei suoi principi? Ahimé io credo di sì e si è già visto ieri coi risultati elettorali nella vicina Austria. I prodromi ci sono da tempo e lo vedi in Olanda, in Ungheria, in Polonia, Ukraina, ed anche la civilissima Inghilterra con la sua probabile Brexit dà fiato agli stessi sentimenti che, usciti dalle fogne prendono forma, vigore e dignità ufficiale. In Francia si aspetta solo di andare a votare per scaravoltare la frittata e da noi l'amante delle ruspe ed i suoi fratelli ne brandiscono il vessillo già da tempo. Ma attenzione, non siamo moralisti, queste cose ci sono periodicamente sempre state, perché probabilmente questa è una tara del genoma della nostra specie, che sta lì sopita fino a che qualche accidente esterno non la risveglia e fa scoppiare questo bubbone marcio che sparge pus all'intorno infettando tutto quello con cui riesce a venire a contatto. 

Generalmente i fattori scatenanti sono le crisi economiche ed il passo successivo è la creazione di un nemico comune che susciti la paura nella folla dei votanti, non di mali fisici ma solo di essere ulteriormente deprivati di qualche cosa. Questo egoismo cieco colpisce particolarmente quelli che stanno meglio e hanno di più, ma si propaga poi rapidamente anche alla massa meno abbiente scatenando le classiche guerre tra poveri, humus perfetto per i mestatori del fango e della merda. La paura è cieca e sorda ai ragionamenti e anche i politici lontani dalle fasce estremistiche più abiette non possono non tenerne conto perché il timore della sconfitta elettorale li condiziona, ma sono destinati ad essere eliminati, perché la furia cieca non si accontenta mai delle mezze misure, se vuoi scendere nell'abisso, già che ci sei tanto vale prendere il peggio, non vi pare? Si è visto in Austria. I politici classici moderati, si sono inventati tutte quelle belinate fasulle al Brennero per mostrare al popolo bue che avevano preso in mano il problema, ma la massa bruta li ha puniti lo stesso perché quando poarte la giostra, le mezze misure non servono più si sceglie sempre il peggio, il male estremo. 

Tutto questo sembra essere un destino ciclico inevitabile. Qualunque sia la forma di governo del momento: monarchia (governo di uno), aristocrazia (governo dei migliori), democrazia (governo del popolo), tutte ugualmente ottime con i loro vantaggi e svantaggi, a poco a poco si scivola nel lato oscuro e tutte e tre subiscono la perfida trasformazione in tirannide, oligarchia e oclocrazia, in cui il potere è appannaggio via via di un perfido tiranno, o di un gruppetto di carogne o peggio della massa bruta che mette ignoranza ed egoismo al di sopra di tutto. E poi? Basta guardare indietro. Tutto finisce sempre nello stesso modo in qualunque dei tre casi ci si trovi, un inevitabile bagno di sangue, morte, dolore e crudeltà senza senso, per un periodo fortunatamente breve. Poi quando il mondo è ebbro di morte e di ferocia, quando l'orrore della disumanità riprende il sopravvento sulla furia cieca ed insensata, tutto si placa per un po' e, lentamente, ricomincia la risalita, fino alla fine del ciclo successivo. E' la ruota che gira. Gli indiani e gli orientali in generale ci avevano visto giusto già da millenni. Poi finita la mattanza tutti si chiederanno ma come sia potuto succedere, come è possibile che la maggioranza delle persone, in fondo appoggiasse questi criminali dell'umanità, come mai tutti sapessero e contemporaneamente facessero finta di non vedere. 

E storia antica, la gente si autoassolve con una certa facilità, il popolaccio che ha rubato, che ha sempre cercato scorciatoie, che ha evaso le tasse, che ha cercato di speculare facendosi alla fine fregare i risparmi o che ha cercato solo raccomandazioni, trova con naturalezza chi ha le colpe, basta accusare i politici ladri, i perfidi banchieri, le multinazionali, i lobbisti, gli gnomi della finanza. La mite vecchietta e l'onesto benpensante che ce l'hanno con gli sciocchi buonisti senza valutare di mettersi nell'unico altro gruppo contraltare, quello dei facciadimerdisti, maledicono l'immigrato che scappa dalle bombe o che sfugge alla miseria e alla fame e lo vorrebbero affogato in mare o al più mitragliato sulla battigia. Loro si sono belli che rasserenati e di certo non avranno la minima contezza di essere i veri colpevoli di tutto questo. Qui adesso siamo pronti. La crisi economica è ormai strutturale e uscirne sarebbe un difficilissimo anche se possibile ma troppo lungo lavoro di fino, con sacrifici per tutti e per anni, che nessuno è disponibile ad accettare; il nemico è già lì bello e pronto ed individuato, il perfido immigrato terrorista e le SS del mattatoio insieme con tutti i Kapò necessari sono già preparati per fare il lavoro sporco. Tutta la folla felice ed ululante li sta portando sulle spalle verso il trionfo. Sicuramente non durerà molto, ma intanto mi dispiace di beccarmeli proprio negli ultimi anni della vita, senza la possibilità di vedere la nuova alba.


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martedì 12 aprile 2016

Kali Yuga

dal web - Masaniello


Mi dà un certo senso di fastidio chi si indigna, chi ce l'ha a morte con la classe politica in generale e soprattutto chi critica a prescindere qualsiasi cosa faccia il governo di un paese o di una città, mai nel merito reale delle cose, ma sempre cercando qualche pagliuzza che possa giustificare una violenza verbale volta ad istigare gli animi e mai a fini utili per la comunità, ma solo interessata ad abbattere e sostituirsi nella greppia. Di norma questa gente è quasi sempre peggiore di quella che sta criticando e quando non ci sono evidenze che lo sia è perché non c'è stata ancora occasione di dimostrarlo. Quando poi uno arriva a dare dell'ubriaco al capo dello stato prendendo fischi per fiaschi, in senso proprio e un elettore su sei è disposto a votarlo invece di cacciarlo dai patri confini e inibirgli l'ingresso a tempo indeterminato, vuol dire che il paese sta andando davvero male. Questo governo, che non sta facendo male affatto, anche se certo, come sempre si potrebbe far meglio, assalito da ogni parte da cani rabbiosi e dilaniato ai fianchi anche dai suoi stessi compagni di branco, pare ormai, a meno di prodigiosi rivolgimenti nel buon senso della gente, purtroppo alle battute finali. Me ne dolgo perché quello che c'è dopo fa davvero paura. Basta che gli Unni alle porte riescano a mettere in atto anche solo in parte i loro programmi e le loro promesse elettorali e sarà la rovina definitiva per il mio paese e ovviamente per tutti quelli che si trovano nelle mie condizioni, tra l'altro la parte maggioritaria degli italiani. 

Pazienza, checché se ne dica, l'uomo comune, non l'eroe, naturalmente, singolarmente non può nulla in questi rivolgimenti storici. Nessuno singolarmente avrebbe potuto opporsi a Pol Pot, a Hitler, a Stalin o a Mussolini. Soltanto dopo si dirà, ma come poteva la gente lasciar avvenire tutto questo? Eppure è sempre successo e si ripeterà ancora. La storia umana è un susseguirsi di periodi di crescita, decadenza, distruzione e successiva rinascita. E' solo questione di fortuna nascere o finire la propria vita in un punto o nell'altro della ruota. Dunque l'uomo è intrinsecamente incapace di distinguere quello che lo danneggerà in maniera così evidente? E' così facile da manipolare? Basta uno o più capipopolo che da destra o da sinistra gridino indignazione fasulla per conquistare la folla con così grande facilità? Evidentemente sì. Forse questo accade più facilmente quando le cose per un certo periodo vanno discretamente, magari sono andate così grazie anche a decisioni e provvedimenti, che come è costume per i cattivi amministratori, hanno badato di più all'immediato, non curandosi di quali danni avrebbero potuto dare in futuro certe decisioni. Tuttavia quando poi i conti si devono pagare, quegli stessi che hanno beneficiato di più di quelle regalie dannose per la comunità del domani, diventano i più accaniti e virulenti critici di chi cerca, faticosamente di rappezzare i danni pregressi.

Qui i mestatori di odio vanno a nozze. In questi casi subito si devono creare dei nuovi nemici su cui canalizzare l'odio ed a cui dare ogni colpa, bersagli ben riconoscibili e da tirare fuori ad ogni piè sospinto. Sappiamo bene chi erano quelli di ieri. Oggi sono stati più sofisticati, in epoca di politically correct era difficile trovare qualche classe colpevole come in passato. La congrega giudaicopluto massonica ha avuto bisogno di restyling, ma non è poi così diversa. Certo adesso puoi aggiungere l'ondata migratoria, che molti vorrebbero mitragliare alla frontiera (e lo faranno state tranquilli) dopo aver naturalmente osannato chi va a bombardarli aiutando ad aumentarne il numero. Allora, sfruttando l'ondata delle nuove religioni naturalistiche newage, sono saltate fuori le banche, le multinazionali, i perfidi gnomi della finanza, quando pensate, l'80% del risparmio italiano in mano alle famiglie, in varia misura è frutto degli interessi degli interessi sugli interessi, accumulati da metà degli anni 70 in poi. La casalinga di Voghera che prestava i soldi ad usura allo stato al 13, al 15 al 18%, insomma e adesso che il debito è insostenibile, la colpa è delle banche. Si è proprio rivoltato il mondo. 

Le belle anime che brucerebbero i fetidi petrolieri, continuano ad andare in macchina, a riscaldarsi d'inverno e tenere la luce accesa fino a tardi, ma cosa sono queste piccole incongruenza di fronte alla possibilità di poter accarezzare con occhio umido un povero cormorano unto di nero. Comunque tanto è inutile parlare. La massa dei Tafazzi preferisce sempre andare dietro ai pifferai. Intanto puoi fare l'indignato che è sempre una cosa molto dignitosa. Intanto le frontiere odiose si ricreano, unicamente per dare retta al popolo bue, mica perché chi lo fa sia convinto dell'utilità di tutto questo, anzi si rende ben conto dei danni economici che provocherà, ma come dar contro all'elettorato che segue i Masanielli di turno? L'Inghilterra intanto uscirà dall'Europa, la sterlina crolla, vorrà dire o no che economicamente è una cazzata, ma che gliene importa al popolo bue, e poi presumibilmente la frana proseguirà. Da noi uno su tre osannerà ragazzotti che si occupano di scie chimiche e di chip sottopelle e uno su sei correrà dietro ad un villano che di certo nessuna persona civile vorrebbe in casa sua. E chissenefrega.

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