martedì 6 marzo 2018

Le ricompense della Patria



Giuseppino, mio suocero di cui vi ho già parlato a suo tempo, avrebbe oggi 101 anni e avrebbe anche potuto farcela a resistere fino ad oggi per vedere i risultati di queste elezioni, visto che a 97 andava ancora discretamente. Ce ne sono tanti di questi anziani, gente che ha visto la guerra e si rende o rendeva conto se ci hanno lasciato, dell'orrore che comporta questa parola, mentre chi è nato dopo probabilmente non riesce a misurarlo questo orrore smisurato e insopportabile per chi abbia una parvenza di umanità. Quello che accade oggi anche non troppo lontano da noi, è un film che si vede in televisione, ma non si tocca con le mani il sangue, le lacrime, la merda e rimane una specie di spettacolo da guardare con disattenzione mentre si gratta il formaggio sugli spaghetti. Pochi si rendono conto che questa sola ragione sarebbe più che sufficiente per fare un monumento all'Europa come concetto ed a giurare sulla pietra di non intaccarla mai, questa idea, questo sogno. La guerra rimane ancora come ferita mai rimarginata in questi grandi vecchi che sono tra di noi e che, come Giuseppino, amano raccontarla soprattutto per rimarcarne l'orribile categoria, il malefico influsso che produce nell'essere umano e che ne condiziona spesso anche il resto della vita, per chi riesce a conservarla naturalmente. I fatti subiti da queste persone rilasciano sentimenti di sofferenza e di rivalsa perché chi ha vissuto una guerra, soprattutto se attivamente, ha subito un insulto sulla sua pelle che genera comunque risentimento e senso di ingiustizia subita. Per darvi un piccolo esempio di quanto detto, voglio riportarvi un breve scritto che mi ha mandato un quasi coetaneo di Giuseppino, padre di una mia cara amica, che giunto anche lui ai 97, ha ancora una gran voglia di dire la sua e cercare di fare ricordare a chi lo ascolta queste cose. Ecco quanto mi ha scritto il Signor Leopoldo che considero ormai un po' un amico:

E' il 3 giugno 1940 e la 10° Compagnia Genio di cui facevo parte, è schierata nel piazzale interno della caserma Cavour a Torino, in partenza per il fronte occidentale, per ricevere il saluto del Colonnello Comandante Giuseppe Perotti che, con un bellissimo discorso ci disse: - Un giorno la Patria vi sarà riconoscente per i sacrifici che voi farete al fronte - 

E Leopoldo, ragazzo che come tanti altri di sacrifici dovette farne tanti in quelle disgraziate stagioni da cui molti neppure riuscirono a tornare o lo fecero segnati per sempre, continua:

- La riconoscenza  fu che al sottoscritto furono riconosciute dalla Patria, come ex combattente, quando arrivai alla pensione, le norme della legge 336, corrispondenti ad un aumento lordo di 7.500 Lire al mese. Ma al Colonnello Perotti nel frattempo promosso generale, andò molto peggio, perché finì i suoi giorni davanti al plotone di esecuzione al poligono Martinetto di Torino per aver cospirato contro la Repubblica Fascista di Salò.-

Ricordo che negli anni'80 a cui si riferisce la cifra, io guadagnavo 5 o 600.000 lire al mese e con 7.500 si comprava un chilo di carne. Un ricordo lontano lontano di cui ringrazio Leopoldo augurandogli di mantenere vivo il ricordo di un passato di orrori che molti, inconsapevolmente spero, vorrebbero far ritornare.



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2 commenti:

Pierangelo ha detto...

Pensare che alcune persone (boccaloni-forse) contenti che avranno un reddito di € 1.000,00 diconsi MILLE EURO mensili anche se non lavorano o non hanno mai lavorato e a questo punto mi sorgono alcune considerazioni:
A- quei poveracci che lavorano in miniera ad alcune centinaia di metri sottoterra con i rischi che comporta (oppure tante altre categorie forse in condizioni peggiori) e percepiscono € 1.000,00 di stipendio cosa meritano?
B- dove prenderanno quei denari?
C- se il governo elargirà con tanta facilità euro a tutti, quanto varrà l'euro, riusciremo ad acquistare un chilo di pane per € 30,00?
D- il debito pubblico (già altissimo e in questo momento sotto accusa in europa) a che cifra arriverà, neanche a Surakis riescono ad immaginarlo.
Mi limito solamente a queste poche considerazioni e adesso scusatemi se Vi ho tediato ma pensando al prossimo futuro inizio a piangere per portarmi avanti col lavoro.

Enrico Bo ha detto...

Il voto di scambio è una brutta cosa , eppure milioni di persone si sono venduti il voto e adesso faranno la fila ai CAF per ritirare i moduli di richiesta

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