giovedì 29 ottobre 2026

Mol5 - Da Ferrazzano a Pietracava

Campobasso

Castello Carafa
Ma la giornata non è ancora finita, perché ad onta di come era iniziata, nel tardo pomeriggio il cielo si è schiarito e un pallido sole illumina comunque la vista che si dilata tra i colli. Dunque procediamo verso Campobasso, ma passando attraverso la sua periferia, approfittiamo per vedere un altro paesino a pochi chilometri dalla città, che si erge su un cocuzzolo occupandone completamente la cima ad oltre 800 metri di quota e che proprio per questo viene chiamato la Sentinella del Molise o anche con una strizzata d'occhio: lo Spione. In effetti dal punto sommitale la vista è notevole e si arriva ad apprezzare anche la Maiella. Si tratta di Ferrazzano, che si raggiunge con una strada tortuosa che risale appunto la collina attraverso un alto e basso tra vigne e piccoli campi che ricordano molto il nostro Monferrato. Questa è la terra di un vigneto autoctono, il Tintilia, riscoperto da qualche anno, secondo le ben note operazioni commerciali di rilancio di nomi trascurati o abbandonati per ragioni varie, che tuttavia presentando appunto un sapor di novità e di antico, hanno già solo per questo, un appeal che contribuisce all'operazione. Come conferma il nome, di probabile origine spagnola, non ha apparentamenti varietali con altre uve locali e quindi incuriosisce immediatamente proprio per queste sue caratteristiche di originalità che avremo modo di testare in questi giorni. Si tratta di un vitigno a bacca nera di bassa produttività e per questo abbandonato nel tempo, che produce tuttavia un vino di un certo interesse, dal colore intenso e dai profumi di bacche rosse che trova oggi, vinificato in purezza, un buon apprezzamento. 

Ha ottenuto la DOC nel 2011 e adesso la fa un po' da padrone nella ristorazione locale. Altro posto da tenere nel bagagliaio. Raggiungiamo la piazzetta del paese che è circondata sui lati da grandi belvederi dai quali si possono apprezzare le valli circostanti e la Città di Campobasso che si distende con le sue periferie per un vasto tratto davanti a noi. Il Castellotto del Carafa, su un angolo della piazza, è chiuso e presenta le due poderose torri che mostrano i segni delle conversioni tentate dagli architetti dell'epoca per riuscire a trasformare un austero maniero in una dimora signorile. Dall'altro lato i muraglioni si innalzano sul dirupo dove si estende la valle. A fianco, una curiosità per un paese così piccolo, il minuscolo Teatro del Loto ricavato da una antica casa canonica del centro storico, che si autodefinisce il più bel piccolo teatro d'Italia. Uno dei suoi vanti è quello di presentare, grazie alla sua posizione, una serie di terrazze a 360° che consentono un affaccio sulle catene della Maiella, delle Mainarde e del Matese, nonché la possibilità di vedere addirittura, se la visibilità lo consente, le quattro regioni che circondano il Molise: Abruzzo, Puglia, Campania e Lazio.. Ci sarebbe anche la chiesa di Santa Maria Assunta dell'XI secolo, ma data l'ora anche questa è chiusa, facendoci perdere così l'opportunità di vedere il pregevole pulpito marmoreo del XIII secolo, vanto dell'edificio, riuscendone così ad apprezzare solamente la piccola facciata romanica con le esili ma eleganti colonnine e la lunetta con i suoi bassorilievi medioevali. 

Noi diamo ancora un'occhiata al panorama e in giro, casomai ci capitasse di incontrare De Niro che è originario di qui e pare si faccia vedere ogni tanto e poi scendiamo verso la città alla ricerca del nostro ricovero per la notte. Lo abbiamo preso proprio in centro e questo se da un lato è un'ottima scelta in quanto ti consente di girellare a piedi anche dopocena, dall'altro presenta come ovvio, il problema del parcheggio che tuttavia risolviamo dopo un paio di giri di appostamento. Siamo in un bel palazzo d'epoca, con un piano rimesso a nuovo, con le finestre che danno proprio sulla piazza del teatro e dalla quale si vede un tratto della movida serale. La mattinata successiva, si apre con il solito tempo uggioso ed una antipatica pioggerellina che ci porta al Savoia, il bar antistante di fianco alle colonne del magniloquente teatro, anche lui Savoia naturalmente, visto che qui la nostra casa reale ha goduto di una certa fortuna, visto che è bene indicato anche il grande balcone dell'edificio dalla cui alta ringhiera il sovrano in questione, non famoso di certo per la sua statura, tentò di affacciarsi per tenere un discorso alla cittadinanza. Risolta la pratica ci dirigiamo subito verso Pietracupa, solo una ventina di minuti in un fondovalle selvatico e ricoperto di boschi fitti, segnato dall'erosione del torrente Vella. Quando si arriva sotto il paese, come sempre molto fotogenico dal basso, svetta subito la torre campanile sullo sperone roccioso dietro al quale si nasconde il paesino che ospita almeno sulla carta meno di 200 abitanti.

Pietracava
Questa era una zona di grotte e rifugi scavati nella roccia e popolati fin dall'antichità, in questa imponente rupe di roccia calcarea, tale da conferire al luogo l'appellativo di Betlemme del Molise. Un piccolo castello medioevale occupava la rocca nella quale si nota ancora qualche traccia e alla base di questa si trova una grande grotta dove trovò rifugio la popolazione in seguito al violento terremoto del 1456 e dove per ringraziamento, fu eretta una chiesa in onore di San Gregorio Magno. In teoria ci sarebbe da visitare la chiesa rupestre con la cripta di S. Antonio Abate con annesso museo, dove si conserva un Crocifisso del '500 privo di braccia e l'altare ricavato da una macina da mulino, all'interno di una caverna si dice dalla apprezzata acustica, ma per la verità tutto appare chiuso e circondato da transenne piuttosto annerite della esposizione alle intemperie. Interpellato l'unico passante che si vede in giro, ottengo una risposta imbarazzata. Sembra che il tutto, dopo un crollo di una parte del soffitto della grotta stessa, sia stato dichiarato pericolante e sia sia in attesa da almeno sette anni di un intervento risolutore e a nulla pare siano stati interessati i fondi del PNRR. Va beh, peccato, ma capirà, succede, ci dice allargando le braccia. Di certo quei fondi saranno stati utilizzati per riparare i tetti di qualche scuola, ne sono certo. Certo qui intorno erano paesi di Santi importanti e le leggende si sprecano come quella della statua di S. Gregorio Magno appunto che, rubata più volte da quei farabutti degli abitanti della vicina Agnone, è tornata ogni volta miracolosamente al suo posto quasi volesse fare un dispetto. Alla fine, visto che non riusciamo a vedere altro ci arrampichiamo fino al punto estremo della rocca da cui si vede tutto all'intorno, cioè si vedrebbe, ma oggi agli irti colli è salita piovigginando anche la nebbia, per cui la vista benché altamente suggestiva e misterica, non è delle più aperte. Va beh, scendiamo verso valle che, magari il tempo col passare delle ore, migliora.



SURVIVAL KIT

B&B Ferrari Suite Luxury - Via Ferrari 7 - Campobasso. Ottimo per posizione, gentilissimo il gestore che si presta a tutte le informazioni e consigli. Di qui potete vedere a piedi il centro e la parte vecchia della città.  Camere standard piccolina, ma completa di tutto, Bagno nuovo. Pulito. Letto grande, TV, Wifi, AC, frigo. Colazione in uno dei due bar sottostanti convenzionati. La doppia € 60 + 4 di tassa. Unici punti negativi, terzo piano senza ascensore, se avete problemi e difficoltà di parcheggio che comunque si trova con un po' di pazienza, 0,50 /h. Comunque consigliato.

Ferrazzano - Piccolo borgo di 3000 abitanti in bellissima posizione sul colle antistante Campobasso a 4 km. Vale la pena per la posizione spettacolare. Da vedere, il Castello dei Baroni Carafa, la Cattedrale e il teatro oltre ai vicoli del centro storico. Informatevi sulle eventuali aperture. Potete dedicargli un'oretta.

Pietracupa - A 25 km da Campobasso a nord ovest sulla SS 751, a circa 700 m. di altezza, svetta questo paese rupestre in bella posizione su uno sperone roccioso, nel parco delle Morge Cenozoiche del Molise. Il pezzo forte, la chiesa rupestre sembra chiusa, ma provate a meglio informarvi sul sito, facendo qualche telefonata. 



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