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domenica 28 febbraio 2021

Recensione: A. Nair - Sapore amaro


Siamo ovviamente lontani da Cuccette per signora, il fortunato libro che ha fatto conoscere in ambito internazionale questa pur brava scrittrice, molto interessante per chi vuole conoscere altri cieli e altre voci, tuttavia questo Sapore amaro (titolo molto fiacco se paragonato all'originale Eating wasps) è sufficientemente intrigante e intriso nel profondo di profumi di spezie indiane da renderne impellente la voglia di arrivare alla fine. Come sempre la nota dominante di questa autrice, lo scavare nel profondo dell'anima della donna indiana, pervade il raccontare, che prende in esame via via diverse figure femminili che casualmente vengono a contatto con una reliquia piuttosto macabra, una falange di un dito di una sfortunata ragazza suicida guarda caso per pene d'amore, rimasta nascosta per decenni in un vecchio armadio, condizionandone e raccontandone le storie che si intrecciano attorno. Insomma con una scusa o con l'altra è pur vero che quasi ogni autore scrive un solo romanzo e poi ne riprende le fila e lo ripete in tutti quelli successivi. Comunque sia per gli amanti dell'India (come me) che per chi è anche soltanto interessato a conoscere questo mondo dal di dentro, con la voce delle sue protagoniste e non per sentito dire, rimarrà una lettura piacevole e interessante. Per me lo è stato sicuramente.


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giovedì 14 settembre 2017

Recensione: A. Nair - La ferocia del cuore



Modesto giallo di maniera della famosa autrice del sud dell'India, nota soprattutto per il best seller Cuccette per signora, a mio parere di ben altro spessore, con la sua fine introspezione psicologica e le intriganti atmosfere da gineceo esotico. In sostanza, un ben articolato racconto in cui si svolge la ricerca di un serial killer truculento che l'investigatore di grande intuito, ma vinto dalla vita e in perenne contrasto coi superiori, scoprirà alla fine, tra mille vicende e avventure. Di interesse soltanto per chi come me ama la letteratura indiana, scritta da indiani, dalle cui pagine traspaiono soprattutto affreschi e scene che raccontano del paese che tanto mi affascina. Qui si parla e si descrive di Bangalore e dintorni, la capitale dello stato del Karnataka, nota soprattutto per essere la culla della cibernetica indiana. Poco altro da dire, insomma una classica lettura estiva da ombrellone, condita di sesso, truculenza e bassifondi in salsa masala. Da questa autrice mi aspettavo di più.


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