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martedì 30 giugno 2026

Recensione: M. Simoni - La taverna degli assassini

 

Gialletto che dire da spiaggia è già un grosso complimento. Francamente non capisco come possa avere vinto un premio Bancarella, vorrei vedere i concorrenti perdenti, tanto per avere un metro. Comunque pare che l'autore sia piuttosto reputato e gran venditore di copie. Comunque ambientazione storica, ispirata chiaramente al Nome della rosa e condito con altri topoi classici e decisamente scontati, a partire dall'investigatore di fama con allievo al seguito, chiamato a dipanare un delitto misterioso. Corre molto rapidamente verso la fine per cui ve la toglierete in meno di un paio di orette e poi potrete tranquillamente passare ad altro, lasciando l'ombrellone per andare a fare il bagno che in questo periodo fa molto caldo. 

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giovedì 14 settembre 2017

Recensione: A. Nair - La ferocia del cuore



Modesto giallo di maniera della famosa autrice del sud dell'India, nota soprattutto per il best seller Cuccette per signora, a mio parere di ben altro spessore, con la sua fine introspezione psicologica e le intriganti atmosfere da gineceo esotico. In sostanza, un ben articolato racconto in cui si svolge la ricerca di un serial killer truculento che l'investigatore di grande intuito, ma vinto dalla vita e in perenne contrasto coi superiori, scoprirà alla fine, tra mille vicende e avventure. Di interesse soltanto per chi come me ama la letteratura indiana, scritta da indiani, dalle cui pagine traspaiono soprattutto affreschi e scene che raccontano del paese che tanto mi affascina. Qui si parla e si descrive di Bangalore e dintorni, la capitale dello stato del Karnataka, nota soprattutto per essere la culla della cibernetica indiana. Poco altro da dire, insomma una classica lettura estiva da ombrellone, condita di sesso, truculenza e bassifondi in salsa masala. Da questa autrice mi aspettavo di più.


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venerdì 18 giugno 2010

Recensioni: Fred Vargas - La trilogia di Adamsberg.

Partiamo dal punto che questo è anche un blog di servizio. Quindi qualche consiglio, qualche indicazione, qualche parere bisogna pur darlo per questa estate in controtendenza al surriscaldamento globale. Dunque partiamo da Vargas, nota cantatrice di una giallistica un po' diversa e forse per questo di grande successo. D'accordo, se il consenso è grande un motivo ci deve essere e comunque merita di essere esaminato, almeno per poterne parlare, anche se non è assolutamente valida l'equazione: successo uguale validità, ne sia esempio il caso Dan Brown.
Comunque le prime pagine dell'ispettore Adamsberg di questi tre scritti raggruppati in un volume, mi avevano lasciato un po' interdetto. Uno stile scostante e un po' lontano dalle mie corde, tanto che a Natale lo avevo lasciato da parte dopo un paio di capitoli. Ora, complici le ore di gradevole ozio estivo (come se avessi da lavorare d'inverno) e la mancanza della tastiera, spiaggiato come un balenottero, me lo hanno fatto riprendere in mano deciso ad andare avanti.
Bene, dopo un po', devo ammettere che ti entra addosso e come in tutta la letteratura del genere vuoi vedere come va a finire, anzi il secondo libro, che ti sconta il modo di raccontare a cui ormai ti sei abituato, interessa più del primo e così via il terzo. Trame intricate con sorpresa finale obbligatoria. Insomma arrivi alla fine senza infamia e sanza lodo. Ma dai, se non avete di meglio da fare ve lo potete leggere anche voi, sempre che non vi aspettiate troppo, come lettura da ombrellone va benissimo, anche se a me attizza solo Montalbano.


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