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domenica 17 maggio 2026

L'era dell'odio


 Mi pesa ogni giorno di più questo carico di odio che monta come la panna sbattuta nella zangola, ogni giorno più soda, ogni giorno più densa e corposa. Odio che alimenta altro odio e che chiama odio, che esime da ogni tipo di ragionamento, logica di discernimento. Odio che viene spinto dall'esterno da tutti coloro che su questo clima prosperano e ne traggono vantaggio e motivi di prosperità. Posso capire le motivazioni che stanno alla base di questo atteggiamento da parte dei politici che sull'odio prosperano e ritengono con giuste motivazioni di riuscire a gonfiare la loro base di voto, per poter mantenere od arrivare a quell'agognato potere che consente loro ed ai loro parenti e sodali, la prosperità e che in ogni modo tenteranno di stravolgere la competizione elettorale onesta per farla volgere artatamente a loro favore. Diciamo che sta nella natura delle cose. L'odio è concime importante per il loro disegno e quindi lo sfruttamento di questa variabile fa parte di una strategia che si può definire ragionevolmente applicata, se siete di quelli a cui non viene spontaneamente la nausea per farlo. Ma non riesco a capire come questo sentimento di barbarie assoluta riesca a conquistare la gente comune, che evidentemente invece sente un piacere quasi fisico ad alimentarsi di questo veleno fino ad averne la mente, l'anima ne è già, ottenebrata. E' come una sorta di euforia, una ubriacatura che purtroppo non porta al coma etilico o peggio come le droghe più potenti, pur essendo più potente di tutte le altre, colpevole alla fine di portare danni a tutta la società e non solamente a chi la assume. Forse è una malattia, un virus che non si sa come, colpisce a caso nella popolazione e poi si trasmette con grande indice di contagiosità, fino ad interessare larghissimi strati di popolazione e ahimè, non ci sono medicine per curarlo, né vaccini per prevenirlo. 

Certo l'ignoranza aiuta tanto a formare quel substrato di marcia acquiescenza dentro la quale il germe primario dell'odio alligna e cresce, se ne alimenta in maniera ghiotta e inconsapevole, anzi nella maggior parte dei casi se ne gloria, l'ignoranza e più grassa è, meglio è, e si bea di mostrarsi come un vanto, una medaglia di distinzione. Nessuna comunità, nessun paese ne è esente e purtroppo spesso vive e prospera anche in tutti gli schieramenti sentendosi giustificato dai fatti e dagli eventi che di volta in volta vanno a compiersi, indotti, provocati o magari spinti appositamente dai pupari che in questi casi manovrano alle spalle perseguendo i loro disegni, proprio a volte agendo sul campo avversario dove si trova terreno fertile e stupido da maneggiare. Certo gli egoismi nazionalistici sono quelli che maggiormente facilitano lo sviluppo scientificamente codificato della piaga dell'odio, ma poi tutto aiuta per far cadere in questa tragica ed autolesionistica tabe anche tutti gli altri. Purtroppo la storia dimostra che quando nascono e si ingrossano a dismisura, queste situazioni proseguono senza possibilità di attenuazione per intere generazioni ed oltre. Magari rimangono lì latenti per anni, sembrano magari scomparse ed invece sono soltanto sopite e sospese, come quei germi che rimangono ibernati per anni o decenni nelle opportune metodologie di conservazione, poi basta poco per riattivarli riportandoli di nuovo alla loro perniciosa e devastante velenosità. Adesso siamo proprio in questo tragico momento, non so se siamo al massimo dell'infezione o se questa possa ancora crescere, quello che è certo è che sempre il finale a cui conduce, è sempre tragicamente lo stesso, il bagno di sangue collettivo, che oggi non può che interessare l'umanità intera. Un epilogo terrificante e così completamente devastante da far ragionare finalmente tutti, presi finalmente da una nausea collettiva e globalizzante verso l'odio e la violenza, che per un periodo più o meno lungo, assicurerà una tregua, un respiro di ragione e di ragionamento ad un'altra fortunata generazione.



martedì 2 agosto 2016

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dl web

Se stai un attimo in silenzio ad ascoltare le chiacchiere dei tavoli vicini al bar o se invece ti va di passare qualche minuto a dare un'occhiata a facebook, così tanto per fare passare il tempo in questa estate costellata di notizie maleodoranti, non riesci a farti una ragione di quanto odio spiri libero intorno. L'odio dei nostri giorni è come un gas nervino venefico che ammorba ogni ambiente, ogni luogo in modo talmente intenso da rendere quasi l'aria irrespirabile. Non appena compare qualche notizia fasulla o semi vera, ma presentata e storpiata in modo che appaia come velenosa o indigesta ed ecco che i seminatori di odio subito si affrettano a condividerla per moltiplicane i più possibile gli effetti, una catena di Sant'Antonio malevola e disgustosa. Gli stessi propalatori di feccia riconoscono che la maggior parte di queste notizie sono fasulle e utili ai siti che le diffondono per far soldi alle spalle dei gonzi, ma che importa, intanto l'odio scatenato contro i presunti nemici, sia il governo o la Boldrini o i mussulmani un tanto al chilo, aumenta e chi sa che non si possa passare ad una fase che vada al di là delle semplici parole. 

Gente che invece della bambola gonfiabile, non ha neanche il cervello gonfiabile, offre soluzioni immaginifiche per risolvere i problemi migratori. Ho sentito chi diceva che certo, sarebbe un'ottima soluzione mitragliare direttamente i barconi dei profughi, solo che l'opinione pubblica non è ancora pronta, ci vuole ancora un po' di tempo, bisogna solo prepararla in modo acconcio. Non parliamo dei mussulmani nelle chiese, date un'occhiata a quello che gira sul web oggi e soprattutto da gente che si dicon cristiani. E sono gli stessi infami che il giorno prima tromboneggiavano che toccava all'Islam dare un segnale di rifiuto del terrorismo. Sono alla fine i medesimi che senza dirlo godono assai ad ogni nuovo attentato, legna da ardere per rinfocolare l'incendio, gli amici più appassionati dei terroristi in fondo, che non fanno altro che il loro gioco. Eppure così funziona il mondo e così ha sempre funzionato, Germania nazista docet. Poi non puoi nemmeno lamentarti se la gente vota i grilloidi, che tanto bene stanno facendo a Roma e a Torino. Accidenti ci son cascato anch'io, ma che volete farci, è la natura umana!

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