lunedì 16 marzo 2009

Ghost

Come forse qualcuno di voi è già al corrente, non sono più qui tra di voi. Ho lasciato questa terra di crisi per un luogo migliore ed ora mi trovo, dall’alto del cielo, a contemplare le reali dimensioni dei problemi del mondo, a constatare quanto sono minute le problematiche che mi assillavano ogni giorno. Non è escluso che invece, mentre mi state leggendo, sia già atterrato. Ma certo, cosa avevate capito, incrociando le dita, la mia tollerante famiglia mi ha concesso una settimana di ferie e le delicate mani di un ghost writer provvedono a postare in mia vece. Così ho colto l’occasione di incistarmi, come un cucùlo nell’altrui nido, in un gruppo di pii pellegrini che dispiegano le vele, novelli crociati, verso i lidi della Terrasanta, lido ormai perduto alla cristianità e conteso tra Abacucco e il Saladino. Come sa, chi mi conosce, io sono affascinato ed incuriosito morbosamente dai luoghi dove si concentrano le folle cariche di attesa verso la spiritualità (o la credulità, dipende da che lato la si osserva), dall’atmosfera che si respira in questi ambienti carichi di tensione mentale. Pochi me ne sono sfuggiti, dai classici cristiani, Medjugorje, dove una mia vicina vedeva la Madonna, Loudes, Fatima, Compostela, ai monasteri del buddismo tibeto-himalayano, alle concentrazioni inquietanti dei santuari indu dell’India del sud, alle moschee turche e maghrebine, alla pace zen di certi monasteri giapponesi alle Santerie brasiliane e così cantando, convinto che tutto quanto fa spettacolo e cercando di capire almeno qualcosa di quanto sta sotto tutto questo. Mi mancava Gerusalemme, così come per sempre mi mancherà La Mecca, luogo che mi è interdetto, e là, cercherò umilmente di ascoltare il suono dell’aria, di vedere con i miei occhi, finalmente depurati dalle fette di prosciutto dello schermo televisivo. Mi hanno detto che andarci coi preti è la cosa migliore, ti portano anche in posti dove è difficile penetrare normalmente. Inoltre mi hanno dotato di un cosiddetto kit del Pellegrino, composto da un foulard di riconoscimento dai colori papalini, un libro di Ore per le attese e di un Vangelo da viaggio per rasserenare lo spirito. Il momento clou del viaggio potrebbe essere un ribattessimo di massa nel Giordano, se le condizioni lo permetteranno. Rimango vigile in attesa, vi saprò dire e al mio ritorno cercherò di portare con me qualche impressione; intanto non turbatevi, non vi lascerò soli nell’attesa spasmodica. Qualcosa da leggere e commentare, troverete comunque, anche nei prossimi giorni.

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