giovedì 6 gennaio 2011

Recensione : Eco - Il cimitero di Praga.

Dopo Torino e Lione, stamattina con le ultime 50 pagine del Cimitero di Praga, si è concluso il mio personale triangolo magico. Come sempre Eco, il mio buon conterraneo, non mi ha deluso, anzi, questo lavoro mi sembra uno dei meglio riusciti, così preciso nell'utilizzazione puntigliosa di documenti reali a cui la sua passione di bibliofilo avrà di certo contribuito a far sfogliare e mescolare con il godimento del collezionista che contempla i suoi pezzi più rari. Un aspetto minore, ma non per questo meno piacevole è l'attenzione dedicata all'aspetto culinario di una cucina francese che metteva le basi della sua fama futura, descritta con una convinzione ed un apprezzamento che non gli conoscevo e che me lo rende ancor più vicino, se possibile.

Piacere che non si può non provare poi, nell'osservazione dell'abbondante iconografia, anch'essa proveniente dalle sue collezioni, che completa un opera, che sebbene possa apparire ponderosa, scorre tuttavia veloce nella lettura come un ottocentesco macabro romanzo d'appendice. Maestro nella ricostruzione delle atmosfere, la creazione del formidabile personaggio del capitano Simonini, orrenda sintesi di tutti gli orrori possibili, coacervo di nequizie tali da farlo apparire esagerato, si dipana nel racconto in maniera talmente azzeccata e realistica da porla naturalmente a paragone di ogni evento successivo, mostrando come ogni cosa apparentemente troppo mostruosa per poter accadere, accade poi con naturalezza nella realtà, nei tempi successivi. Questo protagonista, l'unico inventato del romanzo è in realtà un collage di personaggi reali e i crimini che commette sono stati eseguiti davvero, così può accadere che l'unico personaggio falso sia il più vero di tutti, un archetipo in teoria incredibile, ma che se confrontato, assomiglia in maniera imbarazzante a tanti che agiscono oggi tra di noi, nella generale accondiscendenza.

Gli eventi della storia così come sono avvenuti, conducono ad esiti obbligati, per quanto mostruosi e a quanti poi, stupiti si chiedano come sia possibile arrivare a tanto, come abbia potuto la gente non accorgersi di quanto stava accadendo, basta rivolgere lo sguardo poco addietro per capire come il mostro gradualmente si genera e cresce. Un libro che dipinge un affresco demoniaco sul tema del razzismo, germe satanico così geneticamente pervasivo nell'uomo, così spaventosamente odierno, un opera in cui basta saper leggere tra le righe, oltre che per godere dei dotti e fini riferimenti storici e letterari, per poter riconoscere facilmente i sentori che ci circondano nei fatti preoccupanti di questo nostro quotidiano troppo spesso accantonati con sufficienza. E' incredibile riconoscere nelle parole e negli atteggiamenti reali di oltre un secolo fa toni, intendimenti e addirittura sfumature assolutamente attuali. Leggetelo con attenzione, sono certo che non ne rimarrete delusi.


Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:

Italian Elections.
Il simbolo perduto.
La trilogia di Adamsberg.



11 commenti:

Tizyana ha detto...

Ciao, avevo già visto questo libro in libreria, nel gruppo dei 10 più letti, mi aveva incuriosito, anche per questa ragione ho trovato il tuo post molto interesante.

Enrico Bo ha detto...

@Tizy - Il fatto che sia in classifica, non è una buona medaglia, anzi, ma se ti piace Eco, questa volta mi sembra che abbia fatto centro. Molti invece lo trovano insopportabile.

upupa ha detto...

..hai ragione ha fatto centro...mi piace.

Unknown ha detto...

Ciao ! hai anche apprezzato l 'ultima performance di Eco al nostro Teatro Comunale ? Io l'ho trovata sgradevolissima! Comunque di te mi fido e proverò a leggere il libro.

Enrico Bo ha detto...

@Upupa - Condivido.

@Silvana - Non c'ero e mi hanno detto che è stato particolarmente sgradevole, forse in lidea con la rudezza alessandrina.Mah?

Ambra ha detto...

Devo dire che di Eco ho letto solo "Il nome della rosa", un romanzo colto, misterioso, appassionante.
Da quello che tu scrivi nella tua recensione, mi pare che anche "Il cimitero di Praga" possegga le stesse suggestioni.
Domani vado alla Feltrinelli e lo compero anche se avevo giurato di non comperare più libri perché ho le librerie stracolme e di andare solo in biblioteca, dove sicuramente non lo trovo.

Sandra M. ha detto...

A me lo ahanno regalato da poco..che dici?, allora lo apro?...

Lara ha detto...

Ciao Enrico, in effetti gli ultimi libri di Eco non mi sono piaciuti molto, poi, scusa lo snobismo, ma il fatto di trovarlo sempre primo in classifica, mi aveva fatto decidere a non prenderlo in considerazione.
Dopo il tuo post, però, devo riconsiderarlo :)
Ciao,
Lara

Enrico Bo ha detto...

@Ambra - per essere colto lo è , forse è per questo che molti non lo sopportano-

@Sandra - se è già in casa, non ne puoi fare a meno

@Lara - Ragazze cos'è tutta sta fiducia a scatola chiusa, okkio , siate più critiche, per esempioun mio amico è arrivato alle ultime 100 pagine e lo ha buttato via.

giovanna ha detto...

Enrico,
io sono a pag 403 e...a questo punto mi sta pesando un po'!
E già ho leggiucchiato a ritroso... dall'ultima pag. :-)
Ma non posso dire che non mi sia piaciuto. L'ho letto fino a "qui" con grande interesse. Eco è un grande incantatore nello stile e nei ritratti di epoche... è Storia poi!
sì direi un libro da leggere.
ciao Enri,
g

Enrico Bo ha detto...

@Gio - o lo ami o lo odi, come tutti gli alessandrini, saccenti e poco simpatici. Il finale non è male comunque.

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 116 (a seconda dei calcoli) su 250!