In questo momento la mostra più importante in città è quella di Orazio Gentileschi a Palazzo Reale che raccoglie un gran numero di opere prestate da importanti musei e che racconta con dovizia di particolari il tema del viaggio che accompagna tutta la sua vita di lavoro attraverso l'Europa. Pittore di grande fama al suo tempo, caduto poi in oblio e surclassato a favore della sua più famosa e forse anche più talentuosa figlia Artemisia, la cui notorietà è stata vieppiù aumentata dalle vicende personali che ne hanno condizionato la vita, in questa serie si possono bene apprezzare le ispirazioni caravaggesche e michelangiolesche, che così bene ne hanno ispirato la vena pittorica. In effetti io non sono molto appassionato da questi autori manieristici che puntano tutto sulla posa esagerata dei soggetti, ma in questo caso il gran numero delle opere esposte e la loro intelligente disposizione a spiegare il valore del suo lavoro, consente di apprezzare comunque l'artista, il suo colorismo e le sue caratteristiche peculiari. Dopo esservi gustati la mostra, approfittate dell'opportunità di vedere il meraviglioso Giudizio universale del Beato angelico, prestato eccezionalmente dalla Toscana (in cambio della Madonna dell'Umiltà, che si può ammirare a lato) e messo in paragone allo speculare lavoro del fiammingo Bartholomeus Sprangler della Galleria Sabauda. Interessantissime nella seconda sala, le ricerche sui pigmenti eseguiti sulle due opere. Insomma due piccioni con una fava. Magari finito il lavoro potrete fermarvi al bar del giardino per bervi un Bicerin in tono con la città (certo non all'altezza di quello servito nell'omonimo locale alla Consolata.
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martedì 21 aprile 2026
domenica 19 aprile 2026
Mostre a Torino 1 - Vermeer a Palazzo Madama
lunedì 5 maggio 2025
Altre mostre a Torino
Continuo col panorama mostre torinesi, visto che mi sono fermato in zona per qualche giorno. Cominciamo con quella che una mostra non è, alla Promotrice delle Belle Arti al Valentino, visto che non viene esposto neppure un quadro reale. Per correttezza almeno te lo dicono prima di staccare il biglietto, ma devo dire che non sono d'accordo su questa che sta diventando una moda, visto che io non ti pago con i soldi del Monopoli ma con svanziche reali, ancorché digitali, dunque a mio parere sarebbe opportuno che fossero presenti almeno due o tre opere vere, almeno una, se proprio non si può fare di più, però credo che sarebbe bello dopo aver goduto di tutta la meraviglia delle varie realtà virtuali e così via, trovarsi di fronte un'opera tangibile dell'artista in questione, tanto per averne una rappresentazione non solo formale e teorica. Detto questo non posso negare che l'organizzazione della vita e delle opere di Munch è stata presentata in maniera davvero spettacolare con l'uso di caschi con i quali penetri direttamente all'interno dei quadri e vieni avvolto completamente dall'atmosfera cupa ed ossessiva che ha accompagnato la vita di questo straordinario artista. Anche la sala finale dove vieni completamente avvolto dalle sue opere principali che si muovono sulle pareti è straordinariamente coinvolgente, per non parlare del pavimento che si sgretola sotto i tuoi piedi. Insomma un modo nuovo di vedere l'arte, assolutamente interessante, ma che suggerirei, come ho detto di accoppiare anche a qualche cosa di reale, anche per meglio giustificare il costo del biglietto.
Come seconda indicazione vi voglio segnalare alle Gallerie di Italia, il polo museale del San Paolo in piazza San Carlo, che presenta una serie di foto della grande fotografa americana di colore Carrie Mae Weems, sui temi a lei cari delle discriminazioni razziali e al richiamo al periodo schiavista negli USA, argomento che sta ritornando in auge, visti i tempi. Passiamo poi alle due mostre temporanee organizzate al MAO, Museo di Arte Orientale, che presenta sempre argomenti di particolare interesse per chi vuole tenere un occhio a quella parte di mondo. La prima, Haori, espone tutta una serie di abiti maschili, oltre 50 Haori e Juban appunto, appartenenti ad una collezione privata, che raccontano il primo novecento in Giappone con le sue contaminazioni con la cultura occidentale. L'altra, esposta al secondo piano, che mostra una ricca iconografia riguardante gli Hanauri, i venditori di fiori e di composizioni floreale giapponesi , apprezzate figure del mercato tra il XIX ed il XX secolo, ritratte con le foto d'epoca della fotografa Nagel, davvero interessanti. Passiamo infine a Palazzo Madama, dove assieme alla mostra sulle lettere di Primo Levi indirizzate ai lettori tedeschi di Se questo è un uomo, e all'esposizione del famoso e preziosissimo cofano del Cardinal Guala Bicchieri, completamente restaurato, viene esposta una serie bellissima di oltre 200 manifesti "turistici" di inizio secolo, che pubblicizzano tutte le località italiane più famose con la forma dei più noti disegnatori dell'epoca, incluso Boccasile. Insomma a Torino non ci si annoia.
venerdì 25 aprile 2025
Recensioni - Mostre a Torino
Eccomi come sempre ad approfittare delle mie scorribande torinesi per dare un'occhiata alle tante opportunità di mostre in ogni caso interessanti che offre questa bellissima città. Parto dalla prima che ho visto: "da Botticelli a Mucha, bellezza, natura, seduzione". La mostra parte dall'esposizione del capolavoro botticelliano reduce da qualche anno di studi e di approfondimenti tecnologici eseguiti con ogni serie di moderne strumentazioni, che hanno permesso di poterne apprezzare i disegni sottostanti, i ripensamenti e le variazioni soprattutto dei capelli. Inoltre l'opera viene messa a confronto con analoghi come la celeberrima nascita di Venere e un'altra opera del grande artista che espone la sua celeberrima modella di profilo. Il dipinto viene poi appaiato alla Venere di Lorenzo di Credi che arriva dagli Uffizi. Tutto il resto una serie di disegni o di opere cinque-seicentesche messe insieme soprattutto per giustificare la mostra e tirate fuori dai sotterranei dei musei reali, sul tema della bellezza femminile, le Tre grazie, le Muse e così via. Quindi tranne qualche cosa del Bernini e di Bistolfi e la serie finale sempre molto gradevole di Mocha artista art nouveau, dalle linee sempre molto attrattive, poco altro da vedere. Per fortuna a coté, ospite d'onore, un magnifico disegno leonardesco, una testa di fanciulla, studio per l'angelo della Madonna delle rocce, che ti riconcilia con l'esborso subito.
Come sempre le mostre costruite attorno ad una sola opera, la cui spia è sempre il titolo: Da... a, nasconde una povertà di interesse generale, vista la costrizione di mettere insieme almeno un centinaio di opere cavate su dai sotterranei, ma così è la vita. Testimonianza ancora più sfacciata di questa affermazione è la mostra presentata al Mastio della Cittadella e pomposamente intitolata: Gauguin, il diario di Noa Noa ed altre avventure. In realtà il centinaio di pezzi presentati, comprendono un solo dipinto del maestro (tra l'altro pure attribuito e tra i suoi minori), un acquarello e qualche disegnino, suoi e di altri impressionisti minori. Foto, litografie, multipli e addirittura molti facsimili tra cui una serie di ritratti di Van Gogh, presentati come editati in poche copie, come se questo ne potesse accreditare maggior valore. Insomma una tornata questa decisamente deludente. A completare l'impressione (siamo nel campo appunto), il filmato che racconta la storia personale dell'artista, che è tutta uno scavare morboso sulle sue "perversioni sessuali" senza il minimo tentativo di contestualizzarle al periodo storico e la sua fine di malato di sifilide coperto di piaghe quasi come una punizione per le sue inclinazioni. Mi sa che stiamo sprofondando in un momento regressivo piuttosto preoccupante. Comunque direi non è il caso di venire a Torino apposta solo per questo.
sabato 14 dicembre 2024
Berthe Morisot alla GAM di Torino
Se passate da Torino vi suggerisco un passaggio alla GAM, che ha sempre offerte di grande interesse. Questa volta fino a febbraio si tratta di una balle panoramica sul percorso artistico, la vita e sulle opere di Berthe Morisot, una grande pittrice impressionista, unica donna che partecipò a questo movimento, cognata di Manet, di cui fu spesso modella, che ebbe grandi maestri e che fu del movimento una fondatrice, tuttavia piuttosto misconosciuta e poco nota, probabilmente a causa del maschilismo notevole che regnava in quel periodo ed in quella corrente artistica. Pur avendo prodotto moltissimo infatti si vede assai poco in giro; io stesso pur avendone scorso la storia, non avevo mai visto una sua opera dal vivo, tranne le poche esposte al Museo D'Orsay a Parigi. La mostra espone un buon numero di lavori, ma non mi sembra i più importanti, molti disegni che mostrano appieno la sua splendida tecnica accademica e soprattutto opere di piccole dimensioni, non mi sembra tra le più importanti e conclamate. La cosa strana è che, quasi si fossero passati la parola, anche a Genova al palazzo Ducale, in questi stessi giorni c'è un'altra mostra dedicata alla pittrice, riguardante solamente un periodo della sua vita. Sarebbe interessante andare a dare un'occhiata anche lì, per avere un bel quadro completo. Tuttavia questa di Torino è uno degli eventi dell'anno direi imperdibile, in cui poter apprezzare lo splendido tocco dei colori sfumati e l'allusivo senso di non finito che accompagna tutti i suoi quadri, lasciando spazio all'immaginazione dello spettatore. Una rara occasione per apprezzare questa artista ingiustamente poco valutata.
martedì 23 aprile 2024
Mostre a Torino
Un suggerimento per chi passa da Torino. Non perdetevi la bellissima mostra al Mastio della cittadella di Torino che presenta oltre 120 opere del grandissimo Toulouse Lautrec, in occasione del 160 anni della nascita. Una serie di lavori molto completa che racconta con grande ricchezza di particolari, la vita e l'opera di questo postimpressionista, inventore della grafica pubblicitaria e del manifesto, oltre che avere la capacità di raccontare i personaggi e la vita di quella Belle epoque che segnò la fine del XIX secolo. Un paio d'ore ben spese. A qualche centinaio di metri di distanza se avete ancora un po' di tempo, a Palazzo Lascaris, universalmente riconosciuto come uno dei più bei palazzi di Torino, potrete vedere, con accesso gratuito, una bella mostra che racconta la storia dei proprietari che si sono succeduti nei 400 anni di vita del palazzo, oggi sede del Consiglio regionale. Se poi rimanete a Torino due giorni, consiglierei di non perdere la straordinaria esposizione alla Promotrice delle Belle Arti al Valentino, di Antonio Ligabue. Quasi 100 opere esposte, tra l'altro con una ottima illuminazione che permette di gustarle nel modo migliore, per raccontare la storia di questo artista straordinario, che forse non ha avuto la fortuna che si meritava. Molti dei suoi quadri più noti ed anche parecchie straordinarie piccole sculture, forse ancora più coinvolgenti per la forza plastica che mostrano. Una vita perennemente in bilico tra manicomi e selvaticità, che tanto lo avvicinano a Van Gogh, a cui quantomeno, lo accomuna la straordinaria matericità coloristica. Davvero una visione piacevole e soddisfacente.
martedì 27 febbraio 2024
I macchiaioli a Torino
Oggi voglio relazionarvi di una interessante mostra che potrete vedere a Torino al Mastio della Cittadella dedicata al movimento dei Macchiaioli, un aspetto della pittura italiana e toscana in particolare, stranamente poco conosciuto e apprezzato all'estero, se lo si vuole confrontare con l'impressionismo francese, da decenni sull'altare assoluto delle preferenze contemporanee ed al quale si avvicina per idee, forma e svolgimento e con il quale ha avuto innumerevoli contatti. Anche questo infatti nasce dal rifiuto proprio di quel periodo, delle indicazioni accademiche della metà dell'ottocento, momento di grandi mutamenti rivoluzionari. La mostra è interessante proprio per il racconto che viene portato avanti e che illustra bene il movimento dai suoi iniziali contatti con la Francia che in quel momento era il faro della cultura europea e la scuola di Barbison, e con l'importanza del plain air di cui in quel momento si scopriva l'attrazione e l'interesse. Segue quindi lo sviluppo del movimento attraverso molti dei suoi rappresentanti, mostrando anche l'interessante rapporto avuto con l'uso della fotografia, mezzo tecnico che con il suo concetto implicito di riproducibilità tecnica, fu alla base di questi cambiamenti epocali nel mondo dell'arte, fino agli epigoni ed agli allievi dei maestri iniziali. Molto rappresentati anche gli autori francesi e i paesaggisti italiani a partire da Piranesi, da cui il movimeto prese le mosse.
Interessante e molto godibile la parte riferita al caffè Michelangelo, la base intellettuale nella quale si formò il gruppo, con una serie di godibilissime caricature che rappresentano gli artisti che lo frequentavano assieme ai clienti senza nome. Un richiamo evidentemente a quel Toulouse Lautrec che a Parigi percorreva analoghe strade se pure su altri livelli. Insomma una visione di una ottantina di opere assolutamente interessante. Se dobbiamo vedere anche la parte del bicchiere mezzo vuoto, bisogna dire che le opere degli artisti più importante presentate, Fattori, Lega, Signorini, sono state scelte tra le minori e non è presente nessun capolavoro assoluto, cosa che in questo casi farebbe piacere vedere, ma certo sarà come sempre un problema di costi e questo bisogna capirlo. Inoltre un altro problema tecnico è dato da una illuminazione decisamente penalizzante che rende difficile godersi le opere, in particolare quelle con il vetro, che riflettono le luci in maniera tale da rendere faticoso il guardarle. Non solo, le discascalie, fatte tra l'altro con molta cura e decisamente interessanti ed esplicative, sono poste a mezza altezza di fianco ai quadri, obbligando a leggerle in posizione chinata e faticosa. Ma non si può avere tutto dalla vita.
Mastio delle Cittadella - Torino - Ingresso 14 € - Ridotto 8 € - Audioguida gratuita disponibile - fino al 1° aprile - Aperto tutti i giorni 8:30 - 18:39 (19 festivi)
sabato 20 gennaio 2024
Mostre Torinesi
| Hayez alla GAM |
Un paio di suggerimenti per i nullafacenti come me, per impiegare bene il proprio tempo. Ho visto ieri e l'altro ieri a Torino alcune cose che vi incito ad andare a vedere a vostra volta. Alla Gam fino al 1 aprile è aperta una spettacolare mostra su Hayez con 100 opere di questo straordinario pittore, famoso soprattutto per il suo Bacio, che tuttavia qui non è presente, purtroppo, ma che potrete anche andare a vedere di persona, se non lo avete già fatto, a Brera dove è conservato. L'esposizione ben commentatta, è decisamente completa e presenta opere di tutto il suo percorso artistico, nel quale potrete considerare lo spettacolare mutamento dai suoi inizi accademici fino alle meraviglie espressive del romanticismo che pervade le sue opere seguenti, diventando irresistibile nella sua produzione matura. Dipinti top, L'accusa segreta e La meditazione, oltre ad una magistrale serie di ritratti. Presenti anche molti interessantissimi disegni preparatori. Mostra imperdibile. Già che siete lì non perdetevi una rinfrescata alla memoria (visto che è sullo stesso piano) della galleria del '900, una vera e propria antologia di tutti i movimenti del secolo scorso, non manca quasi nessun nome importante. Nel sotterraneo, mentre siete lì potrete dare un'occhiata, anche se non sarà nelle vostre corde (specialmente se apprezzate Hayez), una antologica di Carlo Caravaggio, un contemporaneo che ha tuttavia un certo nome. Ora per coloro che non seguono l'arte contemporanea, queste istallazioni poste sul pavimento possono suscitare perplessità, se non ironia, specialmente nel leggere le spiegazioni che le accompagnano, sulla brochure, ma credo che sarebbe un errore.
A mio parere sarebbe necessario l'accompagnamento di qualcuno che, conoscitore dei movimenti e delle espressioni artistiche degli ultimi due secoli, ne parlasse. Il tempo, poi giudicherà come sempre il valore intrinseco di questi artisti. Approfittanto poi della vostra permanenza nella città del gianduiotto, vi spingerei ad arrivare fino al fondo di Via Po per vedere a Palazzo Accorsi, la mostra dedicata a Casorati e ai futuristi fino a Sironi, che espone una settantina di opere di cui almeno una ventina del maestro, seguita da una buona scelta di lavori nelle successive tre sezioni, indicate come I sei di Torino, I nuovi futuristi, Il novecento milanese. Se non lo avete mai visto proseguite poi nella visita del museo del palazzo stesso, che raccoglie pezzi pregiatissimi in una serie di sale meravigliosamente agghindate, in particolare la Sala Piffetti con quello che viene chiamato il più bel mobile del mondo, che magari non sarà del vostro gusto essendo davvero molto pesante, ma indubbiamente è un capolavoro incredibile di artigianato. Tornando verso la stazione passate davanti a Palazzo Madama, approfittate per dare un'occhiata alla bella mostra Il Liberty a Torino, non troppo grande dato che comprende solamente opere esposte nel salone centrale del primo piano, ma dove potrete vedere molte cose riguardanti questo affascinante periodo storico artistico, con molto materiale del nostro Bistolfi e soprattutto con una mappa scaricabile dove sono reperibili circa 500 opere di architettura Liberty presenti a Torino, in particolare i famosi Bow window. Direi tempo ben speso. Ricordatevi che solo per fare queste tre visite se ne andranno circa 45 Euro, che ormai la cultura costa e che con la stessa cifra potrete farvi la tessera musei Piemonte e valle d'Aosta che vi consente di visitare tutti i musei di queste due regioni (a 80 Euro anche tutti quelli della Lombardia se siete dei frequentatori di MIlanoe dintorni). Direi che vale assolutamente la pena.
domenica 12 dicembre 2021
Pourún e bagna caôda
| Torino - Cimitero monumentale - foto T.Sofi |
Due giorni di sole, splendidi, rasserenanti, con un'aria tersa e cristallina che ti lascia guardare lontano. Raramente avevo visto subito dopo Asti, sull'autostrada, l'intero arco delle Alpi dalle Marittime fino alle Lombarde splendidamente bianche con la base scura leggermente tremula che non ne lasciava indovinare anche i paesini delle ultime colline. Che spettacolo, la pennellata bianca distesa con cura sulle ondulazioni dolci, i rami ormai spogli a segnalare che la vita è ancor lì dormiente ad aspettare. Non una asperità, non un disturbo a sporcarne la purezza ghiacciata che riflette la luce mentre fa la gibigianna come un monello giocoso. E il freddo che ti pizzica il viso non è neppure fastidioso se ti coglie vicino al Po, la sagoma della Mole di fronte e Superga lontana sulla collina, a chiacchierare con vecchi amici del tempo passato, il grande piacere dei vecchi, se hanno la fortuna di arrivare a questo momento. A rivangarlo, questo passato, avvoltolandone le zolle con amore perché rappresenta il nostro essere, quello che siamo stati, quello che avremmo voluto essere, nella consapevolezza di quello che saremo, inevitabilmente secondo un ciclo che non sarebbe neppure giusto voler cambiare. Ed il velo bianco sopra quelle lastre di marmo, sulle statue pensose, sui simulacri ormai secchi di fiori avvizziti ma ancora presenti, racconta la pace di una scelta che comunque non si sceglie; si accetta, si aspetta. Buoni i peperoni con la bagna caôda leggera.
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giovedì 2 dicembre 2021
XIX giornata: I giardini della Venaria
| Reggia di Venaria |
I giardini d'inverno, quando le aiuole sono rinsecchite, il terreno nero e le siepi si ergono come lapidi a separare campi spogli, sono davvero tristi e sconsolanti? Forse lo è solo a dirlo. Nella realtà il giro di ieri alla Reggia della Venaria Reale mi ha decisamente dato un'altra sensazione. Benché non fosse certo il momento più favorevole per una visita, con un cielo plumbeo ed un'aria di neve incombente, l'essere accompagnati dalla curatrice dei restauri e dello sviluppo dei giardini stessi, l'arch. Bellone, che ce ne ha illustrato la storia, la genesi e tutto l'iter che in questi ultimi decenni ha condotto alla situazione attuale e soprattutto il suo genuino entusiasmo, mi ha fatto apprezzare veramente la bellezza intrinseca, lo studio e l'attenzione filologica che sottendono a questa operazione. Questo vastissimo spazio, che va dal roseto, al Potager Royal, alla Peschiera ed ai grandi spazi del giardino all'italiana, recuperato ormai quasi del tutto secondo le intenzioni paesaggistiche per cui era stato progettato dagli architetti dai nomi altisonanti che si sono succeduti nel compito, dallo Juvarra all'Alfieri, non disgiunti dall'evoluzione storica avuta dalla reggia stessa, è davvero un punto focale per l'interesse storico-artistico di chi visita Torino e soprattutto ti invoglia come non mai a ripetere l'esperienza in altri mesi squisitamente vocati, come marzo per la fioritura dei ciliegi, maggio per l'ormai famosissimo roseto e settembre per il foliage degli aceri rossi. Insomma una visita degna e completa in se stessa, specie se già si conosce la Reggia, monumento di valore assoluto in ogni caso, aggiungendovi anche i suoi molteplici eventi che ormai vengono organizzati in continuo. Grazie alla solita perfetta organizzazione del Museo dell'agricoltura del Piemonte ed alla infaticabile opera organizzativa della Dott. Giacomina Calligaris, che non finiremo mai di ringraziare per l'impegno profuso, abbiamo così anche potuto godere dell'interessante conferenza sull'Evoluzione del paesaggio in funzione dei cambiamenti climatici e delle malattie delle piante. Bisogna dire tuttavia che anche soltanto passare passeggiando nella galleria di Diana, con i raggi dell'ultimo sole, regalati da una giornata fredda ma comunque piacevolissima, che indoravano gli stucchi spettacolari, valeva la pena disobbarcarsi la successiva tangenziale affollata.
| Galleria di Diana |
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venerdì 31 gennaio 2020
Riscampagnata torinese
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| Hokusai -La grande onda |
mercoledì 22 gennaio 2020
Scampagnata a Torino
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| La Consolata |
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| Al Bicerin |
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| La mole |
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| Una sala della mostra di Corcos |
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| Una samurai |
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| Corcos - Lo sguardo |
domenica 27 ottobre 2019
Caffè?

Tra le tante curiosità, che offre la splendida Torino, appuntatevi, per una volta che da quelle parti, abbiate una mezza giornata a disposizione da ritagliarvi, magari dopo aver visto una bella mostra, è Torino ne offre davvero tante, una scappata al Museo della Lavazza, aperto credo da poco più di un anno. Naturalmente è il classico museo di taglio aziendale teso a celebrare la storia ed i fasti della ditta, tuttavia questo, essendo tra l'altro di apertura piuttosto recente segue tutte le caratteristiche espositive più accattivanti e moderne, che lo rendono di piacevolissima visita. Intanto è situato in spazi espositivi abbondanti e modernissimi, essendo ricavato nel centro logistico della casa madre, con tratti architettonici moderni e di per se stessi importanti, poi aggiunge tra i plus il fatto di offrire, nel suo sottosuolo (aperto solo a gruppi di almeno 15 persone) la visita ad una necropoli di epoca romana del IV/V secolo, ch è stata scoperta appunto durante l'erezione della monumentale sede, in un'area dove c'era una vecchia centrale elettrica (che la necropoli aveva già evidentemente trovato all'epoca della sua costruzione, ma a bella posta l'aveva ignorata, forse ritenendola di poco conto o più facilmente per non aver troppe grane, ma che fortunatamente ha conservato parecchie cose interessanti, come la serie di tombe ed i resti delle due piccole basiliche che erano state innalzate in questa zona a dimostrazione che l'insediamento dell'epoca andava ben al di là delle porte Palatine.
Tutti i contenuti multimediali extra sono fruibili attraverso una tazzina, consegnata all'entrata da appoggiare nei vari punti dove si snoda il racconto. Gran finale con degustazione di alcune miscele con fragranti e deliziosi minicroissant alla cioccolata, cosa che non offende. Insomma una piacevolissima mattinata che ho assai gustato, intanto per la compagnia di cari amici ed anche successivamente, per l'appendice di un pranzetto di "lavoro" al Ristorante Arcadia in un elegante e classico ambiente in Galleria S. Federico, imperdibile per chi ama la vecchia Torino delle madamin ed i suoi locali storici. Che dire: risotto ai mirtilli con sugo di lepre, filetto di maiale incrosta di nocciole con gelato alle nocciole e meringa al forno davvero buone, che consiglio vivamente.
domenica 20 marzo 2016
Festival dell'Oriente - Torino
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| Con Bao Ncoc Nguyen Thi (Perla) |
giovedì 16 gennaio 2014
Renoir alla GAM di Torino
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| L'altalena |
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| Ballo a Parigi |
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| Donna con veletta |
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| Passeggiata tra i campi |
domenica 29 dicembre 2013
L'anvisa bôlon
L'anvisa bolon (L'avvita bulloni)
mi i durmìa così bin
quand son vnume a dësvijé,
bòja fauss, im deuvo aussé.
Che vita grama, 'm gavo 'l pigiama,
im faso fòrsa, 'l dovere mi chiama,
'm lavo la facia, 'm gavo la cracia,
m'anfilo 'l tòni ch'a l'é tut 'na macia,
'nt ël barachin ël minestron da mangé
ciapo la bici e 'm na vado a rusché.
"La becana a l'é na mana,
compra la bici, poi me lo dici.
Becana, vita sana".
Tut ël dì a 'nvisé bolon
a l'han gnun-e cognission,
dì për dì i divento fòl
'm ven la gheuba e 'l torcicòl.
"Prendi 'l bulone, fai atenssione,
mantieni il ritmo di lavorassione".
Ma chi 's na frega, fas nen na piega,
'ntant chi fa ij sòld l'é 'l padron dla botega,
e 'nvece mi con la paga ch'am dan
ant le profonde i l'hai mai un gran.
a dà da mangé ai mòrt, sotra ij malavi,
vìsita ij patanù ..."
Un bel dì për reclamé
l'hai provà a sioperé,
ma sai nen dì come mai
son restà sensa travaj.
"Sei un fannullone, sei un lasarone,
sei un ribelle anvisa bulone".
A-i na j'é mila ch'a fan la fila,
son grand e gròss ch'a smijo 'd gorila.
L'han piane n'àutr al mè pòst e chiel-lì
lo pago 'd meno e a rusca anche 'd pì.
"Chi s'accontenta fa godere il padrone.
Chi fa gòde 'l padron a pija la decorassion.
Anvece mi adess ..."
Con la testa sul cussin
deurmo tuta la matin,
quand l'é ora dë mangé:
"Brigata Cirio", al Cotolengo i lo vad pijé
Eh già, avete sentito? :
Come te ce ne sono mille
che fanno la fila,
sono grandi e grossi che sembrano gorilla.
Ne hanno preso un altro al mio posto e quello lì
lo pagano meno e fatica anche di più.
Niente di nuovo sotto il sole, non vi sembra? Formidabile la strofa che cita le buone azioni del padrone (ma al contrario):
Il mio padrone è un uomo di buon cuore,
dà da mangiare ai morti, sotterra i malati, visita gli ignudi!!!
Geniale.
Purtroppo non riesco a trovare la canzone su Youtube. Se qualcuno ha un link, me lo segnali per favore.
mercoledì 6 novembre 2013
Contestazioni e rivoluzioni.
![]() |
| da wikipedia |
sabato 7 settembre 2013
Recensione: L. Roccia - Ci ho messo una vita ad avere vent’anni.
Un libro tutto sommato
divertente soprattutto per i torinesi che conoscono molti dei nomi citati in
questo racconto autobiografico in cui, uno dei più noti medici piemontesi,
Luciano Roccia, percorre la storia della sua vita. Roccia, famosissimo in
Italia ed all’estero per aver portato tra i primissimi, l’agopuntura nella
pratica medica, soprattutto per la cura del dolore e le sue peculiarità
anestetiche, si racconta senza veli. Senza dubbio una vita di avventure
incredibili che lo ha portato in giro per il mondo in una girandola di
situazioni e di donne bellissime, al cui fascino è evidentemente sempre stato
molto soggetto. Certo la letteratura è un'altra cosa, ma il volumetto si legge velocemente e il divertimento del racconto vi indurrà
ad una certa benevolenza nel giudizio letterario. Come a tutti gli scrittori
della domenica, molto si può perdonare facilmente in cambio di una storia ricca di
aneddoti e facezie.lunedì 20 maggio 2013
Salone del libro 2013.
| Foto benignamente concessa da Juhan |
















