domenica 11 dicembre 2011

Civet di coniglio.

Il problema è trovare una via d'uscita. Il problema è che magari tutti sanno qual è, ma è una strada difficile e impopolare di cui nessuno vuole assumersi la paternità. Allora si gira attorno al problema, con scuse e bizantinismi, tanto è facile trovarle e l'arte dialettica insegna a scovarne mille, tutte valide sulla carta e tutte utili a mettere sabbia nell'ingranaggio. Ma la via d'uscita va trovata comunque se non si vuole morire prigionieri di una gabbia costruita nel tempo. Ecco perché sono giorni che il coniglio nano di mia figlia gratta disperatamente un angolo del fondo della sua gabbietta di plastica.

Continuo a dargli carote, bucce di mela e anche croccantini che hanno un aspetto davvero invitante, eppure niente, lui, anzi lei, perché è una femmina, testa in basso e chiappette in alto (che non è comunque una bella posizione), gratta disperata il fondo di plastica spessa e praticamente indistruttibile, nel tentativo, credo e spero assolutamente vano, di aprire un varco, formare un tunnel che la porti alla salvezza e alla libertà. Non vorrei trovarmela una mattina in giro per la casa a mangiare fili elettrici, come peraltro ha già fatto. L'ho anche minacciata di mangiarla a Natale, mostrandole la teglia in cui entrerebbe di misura, ma lei sa di essere magrolina e niente affatto invitante sotto questo aspetto, anche se opportunamente marinata e cosparsa di olive taggiasche, e prosegue in questa opera indefessa, forse inutile e in cui profonde tutte le sue energie forse altrimenti utilizzabili. Oltretutto agitandosi nello sforzo, mi butta fuori della gabbia una quantità costante di segatura impregnata dei suoi micidiali residui corporei. Forse vuol farmi capire che se bisogna stare nella merda deve essere un mal comune. Quando si agitano gli schiavi, si alza sempre un po' di polvere, ma basta aspettare e poi tutto si posa, un colpo di scopa e torna tutto come prima.


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7 commenti:

il monticiano ha detto...

A parte il fatto che non ho mai mangiato il coniglio e neppure lo mangerei manco se mi coprono d'oro, non è che essendo femmina ha voglia
di sfornare figli a gogò?

upupa ha detto...

... è in "amore"????????????A parte gli scherzi,oggi anche noi "raschiamo" con le chiappe all'aria,non ti sembra?

tiziano ha detto...

Poverina lei se messa così per solidarietà nei nostri confronti.

enrico ha detto...

@Monty - Può darsi, ma non la lascio uscire di sicuro da sola la sera.

@Upu - Ho sottolineato che la posizione, purtroppo ci è comune, e non è foriera di buone cose.

@Tizi - Probabilmente è così, oggi però è accasciata, sarà buon segno?

Sandra M. ha detto...

Forse vuole solo essere coccolata...

Anonimo ha detto...

Come scegliere fra tre invitanti blog da commentare?Troppa carne al
fuoco,amico mio,risparmia per quando avrai meno ispirazioni.Comunque il
musetto della coniglia è il più invitante,non dal punto di vista
culinario s'intende ma per la tenerezza che ispira.Secondo me, il suo è
un implicito invito alla fuga"scapuma fioj...scapuma"forse dall'abbaglio
del Natale che, terminato, ci lascia stremati psicologicamente e con
qualche chilo di troppo; oppure dalla classe politica in toto, compreso
Monti, che tassa gli elicotteri privati,pensando di fare chissà cosa per
tassare i ricchi e non si accorge che il suo idraulico evade per
migliaia di euro il fisco facendosi pagare in nero;oppure da tutto un
complesso di cose che non vanno e che non riusciamo più a far quadrare (
ognuno interpreti l'ultima frase come meglio crede).Povera coniglia!
Anche lei è stata colta dal panico,dal male oscuro.Forse qualche carezza
e qualche coccola in più oppure il ritorno della sua padroncina la
riporteranno alla serenità e alla speranza.
E noi?:'(

PS troppo pessimismo?
Paola

enrico ha detto...

@Paola - Carissima,sindrome da coniglia? Parlando di idraulici non pensiamo che dalle altre parti le cose siano poi molto diverse. (vedi commento di Laura nel post della manovra.)

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