sabato 26 maggio 2012

Zhōu.



Vi ho più volte sottolineato come la maggior parte degli ideogrammi cinesi di base, i cosiddetti 207 (o 213 secondo altri) radicali, siano dei perfetti pittogrammi derivati dal desiderio descrittivo di illustrare cose reali. Non fa eccezione quello di oggi, Zhōu - 舟,  che significa Barca, di cui, nell'illustrazione, vi propongo l'evoluzione che ha avuto negli ultimi 4000 anni. Il carattere mostra bene, guardandola dall'alto la più classica delle giunche cinesi (in particolare quello primitivo, mentre in quello moderno, la stilizzazione rende più difficile il riconoscimento iconografico), che già allora solcavano numerose le acque dell'Oriente. Si nota bene la prua arrotondata in alto (a cui oggi è stato aggiunto il remo anteriore), gli alberi al centro con le vele da un lato già dispiegate, la poppa in basso con le due alte caratteristiche ali che trattenevano il timone fuoribordo. Un carattere molto usato per comporre tutte le parole che riguardano questo settore, come Capitano -  chuán cháng - 船长 - (imbarcazione + maggiore , grandissimo, il più valoroso dell'imbarcazione, Schettino docet). Interessante il vocabolo Equipaggio che a Imbarcazione, come ovvio, lega il carattere di Personale -  chuán yuán-  船员, che è rappresentato dall'unione dei due pittogrammi semplici Bocca (sopra) e Conchiglia, moneta (sotto). In Cina, infatti i dipendenti venivano identificati solo come inutili bocche che costano, solo dipendenti da sfamare. Quanti insegnamenti e quanta ispirazione stiamo prendendo da quella antica cultura, non vi pare? 

Anche le storie legate alle imbarcazioni, comune mezzo di spostamento, sono molte. Ve ne riporto una delle più divertenti e proverbiali. Un giorno un importante funzionario imperiale dello stato di Chu (un regno della Cina meridionale durante il periodo degli Autunni e delle Primavere e degli Stati Combattenti, 700 - 200 a.C), con la classica giunca blu del tempo che aveva in dotazione, si recava nella capitale per una decisiva riunione politica. Aveva ricevuto in dono da un commerciante che desiderava entrare nel giro degli appalti imperiali, una preziosissima spada, ma mentre se la rimirava contento e fuori dagli sguardi indiscreti della corte, gli cadde nel fiume. Disperato per la perdita, ma astuto come tutti i politici, decise di fare una tacca sul bordo della barca, ritenendo di segnare in quel modo il punto esatto in cui la spada era caduta nel fiume, in modo da poterla ritrovare al suo ritorno. Questo aneddoto viene spesso usato oggi in Cina per descrivere l'acume dei politici che non riescono a rendersi conto del mutare continuo delle situazioni. Così mentre il mondo crolla, eccone uno che si pensava ormai dedito solo più alle giurie di burlesque, che si candida a presidente dello stato, altri quasi cancellati dal voto che propongono ricette per salvare i cittadini dalle tasse, dopo aver collaborato a distruggere il paese per due decenni, altri ancora che sordi al pericoloso vento qualunquista che spira nell'aria, non riescono a cancellarsi prebende impopolari, balbettando di dimezzamenti e inventando diatribe bizantine per non cambiare indegni porcelli o impedendo a chi vorrebbe governare, di riformare in maniera decente i mercati del lavoro e così via. Che paese barbaro, quello, per fortuna così lontano da noi.


Refoli spiranti da: E. Fazzioli - Caratteri cinesi - Ed. Mondadori

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