Una elegante quartina di Li Po dice:
Anche quel vecchio muro,
anche quel cane magro,
anche il gelo nel secchio
gode del sole, stamane.
Il tempo passa e mi pare che ogni giorno diminuisca il mio attaccamento verso gli oggetti. Il desiderio di possedere, per mettere lì, per avere in disponibilità; la voglia che ti prende quando vedi cose e le vuoi morbosamente, ti sembra di non poterne fare a meno, con l'appagamento di un'istante nel momento dell'entrata in possesso, che subito svanisce come il flash dello stupefacente. Molti indiani, giunti ad un crinale della vità davano le sostanze ai figli e si dedicavano alla cura dello spirito. L' auspicata vittoria dell'essere sull'avere. L'auspicato ed auspicabile predominio del pensiero sulla contabilità. Sempre meno mi interessa l'esaminare una cosa, coccolarmi nell'assunto che è finalmente mia, disporla o riporla nel mio territorio, difenderla psicologicamente da chi vuole privarmene; sempre più mi rincuora l'avvertire sensazioni, godere di profumi, sapori, sentimenti, osservare il bello e sentirmene appagato e quindi lasciarlo all'appagamento di altri che in questo modo nulla mi tolgono, magari mi arricchiscono nella condivisione. Questo è un grande dono che portano gli anni che passano.
Ciò detto, scusate ma devo lasciarvi, devo assolutamente andare daMediaword a vedere dei plasma da 52 pollici, dopo Natale certo ci saranno sconti epocali e me ne arraffo uno; ho già fatto posto nel tinello!
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venerdì 5 dicembre 2008
martedì 14 ottobre 2008
La falce
Durante il viaggio di studio nel Jura di cui vi ho parlato, un punto di forte interesse è stata la visita della Taillanderie, un' antica fabbrica che ha prodotto falci per 140 anni dal 1828 al 1969, utilizzando un ingegnoso sistema idraulico ancora perfettamente funzionante che metteva in movimento tutte le macchine dell'azienda, dalle forge ai magli. Una quindicina di persone vi lavoravano e posto che si ritrovassero le capacità manuali, la fabbrica potrebbe ricominciare a produrre falci e falcetti ed inviarle ai mietitori di tutto il mondo in qualunque momento. Un mestiere antico e faticoso che tuttavia non può prescindere da una capacità artigianale assoluta, che si apprende solo attraverso anni di osservazione e di attenzione ad un "maestro" che ti sappia guidare lungo la "via". Come è orientale tutto questo. Come si sovrappone esattamente alla capacità sacrale dei maestri forgiatori di spada in Giappone. La katana era per loro dotata di un'anima ed il samurai per cui era stata forgiata la rispettava come tale perchè doveva difendere una vita togliendone un'altra. Nella falce c'è la stessa sacralità, lo stesso rispetto che chi l'avrebbe utilizzata le portava, anch'essa strumento per dare cibo e quindi per consentire la vita. Il nostro modello di sviluppo ha svilito gli oggetti in sè, proprio a causa della diminuzione del loro valore, per la loro facile sostituibilità, perchè costa meno cambiarli che aggiustarli; li ha resi più accessibili, più disponibili a tutti. Questo è bene e non sarebbe corretto rinunciare a questo (inoltre nessuno sarebbe disponibile a farlo), ma bisogna essere disposti anche ad accettare il lato negativo: il consumo delle risorse e la perdita di alcuni valori interiori. Abbiamo chiesto al nostro cicerone cosa accadeva quando quegli strumenti costruiti così accuratamente e quindi così costosi (una falce era venduta al prezzo di 3 giornate di lavoro di un operaio, circa 250 euro attuali) si rompevano o erano difettosi e lui ci ha risposto con stupore: "Messieurs, l'atelier donnait une garantie à vie". La garanzia a vita è un concetto che si accompagna a modelli di sviluppo differenti.
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sabato 4 ottobre 2008
Holothuria
L'oloturia è un curioso animale, in pratica è un cilindro molle con due aperture, una davanti e una dietro, somigliante ad un grosso cetriolo; non ha quasi nessun organo, non vede, non parla, non sente, si muove poco, non è curioso e si posiziona su un fondale sabbioso in una zona dove la corrente gli porta il cibo che entra anteriormente e dopo essere stato privato dei nutrienti fuoriesce dietro. In pratica, un tubo digerente che ingrossa a poco a poco consumando sempe più sostanze e nient'altro. Pensa l'oloturia? Si preoccupa di quanto succede al suo pur ristretto mondo marino? Non ci è dato di saperlo con certezza, però è preoccupante che assomigli, per lo meno dal punto di vista ontologico, al consumatore tipo o quantomeno a quello che si vorrebbe che fosse. Il mio sogno sarebbe di fare un piccolo passo avanti nella scala evolutiva, essere quel pesce che con fatica con le pinne simili a protozampe cercava di uscire dall'oceano protettivo per esplorare per la prima volta la terraferma. Troppo pretenzioso? Forse sì, ma sognare con mente sgombra è piacevole, intanto anche sulla terraferma ci attendono pescatori ammiccanti con le reti aperte.
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