sabato 20 febbraio 2010

Cronache di Surakhis 26: La morale prima di tutto.

Man mano che passavano i giorni, la temperatura si alzava e una pioggerellina fine e neppure troppo corrosiva prendeva il posto dei fiocchi di metano che erano caduti lievi per tutto il mese precedente. Quando il vento leggero non spirava da est portando con sé gli inevitabili effluvi delle centrali a merda, cominciavano a sentirsi i profumi della primavera che cercava di annunciarsi e farsi largo tra le nebbie. Surakhis era un pianeta prevedibile e anche la vita dei suoi abitanti in fondo scorreva secondo canali preordinati, soltanto un poco controllati da chi, proprio questo aveva il dovere/diritto di fare. Paularius si svegliò tardi quella mattina, la grande festa della sera precedente lo aveva spossato, soprattutto le quattro vibromassaggiatrici convocate apposta per rilassarlo e che si erano date da fare con vigore, gli avevano veramente esaurito ogni forza residua. Che professioniste, certo costavano un sacco di soldi, ma a regolare i conti avrebbe pensato l'organizzatore della bisboccia, un piccolo imprenditore arrivato da una luna di Mizar IV, che voleva farsi strada nel ramo energia e costruzioni. D'altra parte, se vuoi entrare in affari, qualcosa devi pur investire. Anche lui agli inizi aveva dovuto mostrarsi generoso con quasi tutti gli esponenti della Pantocrazia dell'epoca per avere l'appalto della miniera, ma in seguito ne aveva avuto i giusti benefici, l'assenza di controlli, l'esenzione perpetua dalle tasse per evitare quei noiosi sotterfugi per evaderle e tutte ciò che era giusto e normale nel funzionamento della società civile. Certo chi sceglieva la carriera del Pantocratore non lo faceva per desiderio di santità, era un mestiere come un altro per arrivare in fretta alla ricchezza ed al potere per sé e per la propria famiglia e Dio sa se ne servono di soldi soprattutto per garantirsi l'elezione, che essendo ancora stupidamente soggetta al voto, necessitava di ingenti investimenti per il controllo della volontà soggettiva tramite i media, che per fortuna costava un po' meno da quando per mezzo della TV cerebrale, si poteva penetrare direttamente nel cervello degli spettatori. Era un mondo difficile, eppure c'era sempre qualche fastidioso Oppositore che cercava di mettersi di mezzo per creare problemi, per inceppare la macchina bel oleata della politica. Bisognava dare una bella sterzata moralizzatrice a tutto quel bailamme. Si alzò cercando di controllare il mal di testa con un paio di piste e arrivò al Consiglio appena in tempo per l'inizio dei lavori. Oggi si sarebbero prese delle decisioni importanti, che fossero di monito severo alla popolazione. Era necessario che la gente capisse che non si poteva esagerare, che la morale aveva ancora un suo peso su Surakhis, che a tutto c'era un limite, perché se si andava oltre, anche la società civile si sarebbe naturalmente sfaldata. Senza ordine e corretti freni morali sarebbe stato il caos. Furono esaminati tutti i fatti gravi di cui oramai era impossibile tenere all'oscuro l'opinione pubblica e fu facile arrivare ad una decisione rapida e condivisa. Ormai tutti avevano sentito e sapevano. All'unanimità si decretò la messa a morte ad bestias (e non sarebbe stata una passaggiata con le licatigri della foresta grigia di Surakhis, ridacchiò Paularius dando di gomito ad un giudice molto vicino all' imperatore) dell'anziano Bigatius che aveva osato dichiarare di essersi cibato di diversi gatti, gli animali sacri a Bastet, una cinquantina di anni prima. Ben gli stava allo sciocco, non poteva mangiarseli tranquillo senza dirlo, come faceva la gente seria e rispettosa? Paularius lasciò l'assemblea frettolosamente come tutti, ognuno aveva i suoi impegni, chi doveva distribuire tangenti, sui lavori fatti, chi le doveva ritirare, chi doveva favorire i Clientes, chi concordare compensi per studiare le nuove leggi morali da promulgare al più presto. Per fortuna la parte sana della società andava avanti e le cose da fare, le faceva, in barba ai lacci e lacciuoli.


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