mercoledì 23 marzo 2016

Quatrième niveau

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Mi sento per così dire obbligato, a dire la mia banalità sui fatti di questi giorni.

Se abbiamo paura, vuol dire che stanno vincendo. Se decidiamo di cambiare le nostre abitudini, non andare più in metro o cancelliamo una vacanza programmata, vuol dire che stanno vincendo. Se diamo modo a qualche infame di creare nuovi ed inutili muri invece di abbattere quelli che ancora ci sono, vuol dire che stanno vincendo. Se politici di poco valore fanno dichiarazioni e prendono decisioni sbagliate perché hanno in tasca i risultati dell'ultimo sondaggio in vista delle mille prossime elezioni, vuol dire che stanno vincendo. Se i peggiori oclocrati che il nostro continente abbia mai avuto, dai Farange, ai neonazi tedeschi, alle LePen, ai Salvini, ai Grilli e Fratelli vari; dagli Orbàn, ai Wilders, alle Kjaersgaard, agli Strache e a tutti i loro compari seminatori di odio a prescindere, potranno prendere sempre maggiore potere spezzando il sogno europeo assieme al nostro futuro, vuol dire che stanno vincendo. Se il nostro odio personale contro gli assassini crescerà fino a metterci al loro livello, vuol dire che stanno vincendo. Se la paura ci costringerà a creare nuovi vincoli e barriere che danneggeranno inesorabilmente le nostre già deboli economie, vuol dire che stanno vincendo. Se non riusciamo più a riconoscere gli amici dai nemici e da quelli che li aiutano dicendo che sono nostri amici, vuol dire che stanno vincendo. Se non decidiamo di lavorare tutti assieme per andare a risolvere il problema alla fonte, vuol dire che stanno vincendo. Se non vogliamo accettare di cedere parte della nostra sovranità per fare le cose che servono in maniera efficace a causa di un becero e miope nazionalismo, vuol dire che stanno vincendo. Se il terrore ci impedisce di distinguere tra i carnefici e le loro vittime, accomunando tutto in un'unica massa informe da distruggere, perché è troppo complicato o faticoso cercare di capire la realtà, vuol dire che stanno vincendo.

Invece io vorrei che fossimo noi a vincere. 


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5 commenti:

Juhan van Juhan ha detto...

Sì, uh! ti condivido su Twitter.

Enrico Bo ha detto...

Grazie caro, cinguetta, cinguetta!

tentare, nuoce ha detto...

Risolvere il problema alla fonte, tu scrivi con tenacia
Ma che dolore, quand'è che tu la trovi—nascosta in un salotto—la sorgente

Laura ha detto...

Molto bello! Da sottoscrivere in pieno

Anonimo ha detto...

Al tuo elenco di disgraziati che vogliono il nostro male, aggiungi ,per cortesia, tutta la nostra classe politica ,cieca ai problemi (nostri) perchè molto impegnata a rubare e a non lasciare la sedia occupata più o meno democraticamente.Purtoppo non c'è nessuno che rema a nostro favore , siamo soli. Gianna

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