domenica 27 ottobre 2019

Caffè?

L'immagine può contenere: Enrico Bo, in piedi



Tra le tante curiosità, che offre la splendida Torino, appuntatevi, per una volta che da quelle parti, abbiate una mezza giornata a disposizione da ritagliarvi, magari dopo aver visto una bella mostra, è Torino ne offre davvero tante, una scappata al Museo della Lavazza, aperto credo da poco più di un anno. Naturalmente è il classico museo di taglio aziendale teso a celebrare la storia ed i fasti della ditta, tuttavia questo, essendo tra l'altro di apertura piuttosto recente segue tutte le caratteristiche espositive più accattivanti e moderne, che lo rendono di piacevolissima visita. Intanto è situato in spazi espositivi abbondanti e modernissimi, essendo ricavato nel centro logistico della casa madre, con tratti architettonici moderni e di per se stessi importanti, poi aggiunge tra i plus il fatto di offrire, nel suo sottosuolo (aperto solo a gruppi di almeno 15 persone) la visita ad una necropoli di epoca romana del IV/V secolo, ch  è stata scoperta appunto durante l'erezione della monumentale sede, in un'area dove c'era una vecchia centrale elettrica (che la necropoli aveva già evidentemente trovato all'epoca della sua costruzione, ma a bella posta l'aveva ignorata, forse ritenendola di poco conto o più facilmente per non aver troppe grane, ma che fortunatamente ha conservato parecchie cose interessanti, come la serie di tombe ed i resti delle due piccole basiliche che erano state innalzate in questa zona a dimostrazione che l'insediamento dell'epoca andava ben al di là delle porte Palatine.

Ciò detto, riemersi in superficie, il museo del caffè è davvero divertente e si snoda attraverso le molte sale, col racconto puntuale della storia della famiglia e quindi dell'azienda e dei suoi successi, quindi con tutte le informazioni sulla pianta del caffè, la sua coltivazione, la tipologia delle piantagioni e le zone del mondo da cui proviene, le sue tipologie ed il racconto della tecnologia per produrre la bevanda, che per noi italiani è così importante. C'è poi la parte delle spiegazioni sull'aspetto organolettico ed infine tutta la tipologia delle preparazioni dei caffè in Italia, della serie di macchine per produrre l'espresso e anche delle novità sperimentali e delle nuove tendenze incluse quelle della cucina molecolare, alla macchina che ha portato il caffè della Lavazza (e di conseguenza il nome italiano nel mondo) anche nello spazio. L'ultima parte, che è anche una delle più interessanti, racconta attraverso foto, filmati ed istallazioni, tutta la sequenza delle famosissime campagne pubblicitarie dell'azienda, dal Caballero e Carmencita, con la caffettiera a lei ispirata, ai calendari in b&n, alla serie con Manfredi del "se non è 'bbono che piacere è" e il "più lo mandi giù e più ti tira sù", fino alla serie del Paradiso con le esibizioni di Crozza. E chi non si ricorda di: "el miguel son mì"?

Tutti i contenuti multimediali extra sono fruibili attraverso una tazzina, consegnata all'entrata da appoggiare nei vari punti dove si snoda il racconto. Gran finale con degustazione di alcune miscele con fragranti e deliziosi minicroissant alla cioccolata, cosa che non offende. Insomma una piacevolissima mattinata che ho assai gustato, intanto per la compagnia di cari amici ed anche successivamente, per l'appendice di un pranzetto di "lavoro" al Ristorante Arcadia in un elegante e classico ambiente in Galleria S. Federico, imperdibile per chi ama la vecchia Torino delle madamin ed i suoi locali storici. Che dire: risotto ai mirtilli con sugo di lepre, filetto di maiale incrosta di nocciole con gelato alle nocciole e meringa al forno davvero buone, che consiglio vivamente.





Chi lo ricorda?


Aperto dal martedì alla domenica - 10 -18
Intero 10 € - Over 65 8 €
Area Archeologica (min. 15 persone) 5 € con accompagnamento

1 commento:

Juhan ha detto...

Bello (come sempre) manca solo una citazione a A. Testa.

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 111 (a seconda dei calcoli) su 250!