martedì 8 ottobre 2019

La casa si ribella

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dal web

La mia casa si sta ribellando. Non so cosa sia, se 'o monaciello o the others, fatto sta che tutto si rompe o quanto meno ha dei malfunzionamenti e maledizione, pretende di essere curato e rimesso in ordine. Tanto per non farvi un elenco esagerato, ho almeno quattro problemi elettrici di difficile soluzione, lampadari che non si accendono, punti luce che scoppiettano, prese divelte che non funzionano; un pensile della cucina è precipitato fragorosamente al suolo trascinando con sé decine e decine di bicchieri risalenti addirittura al pacchetto doni di nozze e fracassandoli quasi tutti, tranne quelli di misero valore; antine di legno che si sono malamente divelte e non vogliono più saperne di chiudersi; tapparelle che rimangono a metà e ringhiere arrugginite che reclamano disperatamente una mano di colore; lo sciacquone che va a modo suo; carta da pararti che si stacca a larghe falde come la neve e queste sono solo la punta degli iceberg che col riscaldamento globale si stanno sciogliendo. La realtà è che tutto questo lavoro manutentivo, gioia dei bricoleur casalinghi, mi ripugna profondamente. Sono uomo di lettere, si sa e solo avvicinarmi al parcheggio di Brico o similari magazzini, mi dà un senso di nausea unito ad eruzioni cutanee di allergia prodromo di certo shock anafilattico. Senza contare che qualunque tentativo di soluzione a grane anche minime, mi provoca accessi di ira che lasciano interdetta la mia consorte oltre a procurarmi quasi di default danni fisici irreparabili, come ferite, spelature e contusioni varie oltre all'innalzamento della pressione. 

Certo mi sento un leggerissimo senso di colpa , ma molto leggero, eh, nel vedere la mia gentile signora che guarda con invidia a quelle il cui marito discute con competenza di brugole e chiavi a stella, dichiarando, come i miei amico Loris e Pierangelo: - Non ci sono problemi irrisolvibili se si ha l'attrezzo adatto - , poi tirano fuori la chiave del 13 e zac tutto va a posto in un attimo. No a casa mia tutto rimane pendente per giorni e settimane, nella beata speranza che la cosa si risolva per intervento divino, ignorando, con l'uso del famoso udito selettivo dei mariti, le battute del tipo: - eh, certo che prima o poi bisogna metterla a posto 'sta cosa! - . Il solo tentativo di cercare di acquistare un pensile dell'Ikea succedaneo a quello sbriciolato, mi ha provocato un inizio di esaurimento; la visione delle istruzioni di montaggio dello stesso, 14 pagine,  mi ha chiaramente fatto capire come solo la Svezia abbia potuto produrre il fenomeno Greta. La casa lo sa e siccome probabilmente ce l'ha con me perché pensa che io non la ami e le voglia stare lontano, confondendo il mio affannato desiderio di vedere quello che c'è dietro la collina, almeno fino a che ce la faccio, con la sensazione che non le voglia bene e che soffra a stare tra le sue calde coccole, si vendica rompendosi. Non venitemi a dire che dopo quasi quaranta anni, le cose si rompono e bisogna sistemarle, no no qui ci leggi proprio la volontà, la malevolenza vendicativa di farmi un dispetto, di darmi ulteriori problemi e costringermi a dannarmi, oltretutto istigato dalla mia povera consorte che, anche se cerca di risolvere tutto lei, dal chiodo del quadro in su, a fare certe cose non ce la può fare. Basta, bisogna andare via al più presto, allontanarsi dal maleficio, con la larvata, ma purtroppo inutile speranza che al mio ritorno le cose si siano miracolosamente aggiustate da sole.


2 commenti:

Anonimo ha detto...

Un nostro compagno di liceo (molto saggio ) diceva : dopo 20 anni si devono cambiare " casa , macchina e moglie/marito " ............

Enrico Bo ha detto...

allora io dovrei essere già al secondo cambio....

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