lunedì 26 aprile 2021

Passata la festa...

Zabaione, chantilly e nocciola (Racca - To)

75 anni sono tanti, tantissimi, forse troppi e pesanti da portare sulle spalle, un fardello che ti fa piegare un poco le gambe e te le fa sembrare deboli e molli. Un tempo festeggiavo in modo piuttosto allegro e solenne le decine, i 40, i 50, non parliamo dei 60 annuncio del periodo più bello della vita, la libertà relativa del pensionato, adesso mi rendo conto, che bisognerebbe sottolineare con una certa enfasi anche stadi intermedi un poco più ristretti come per la scadenza della patente, dai dieci scendi ai cinque e poi tre e così via, come se la vita ti stesse rapidamente sfuggendo e bisognasse segnare step più ravvicinati per non perderli in corso d'opera. Una sorta di epifania rassicurativa insomma. Intanto tutto è già passato come un volo radente di gabbiano che ti ha appena sfiorato una guancia avvizzita come una melanzana lasciata troppo in frigo ed è già lontano a guadagnare l'orizzonte del mare forse a raggiungere quell'altrove al di là del margine delle colline lontane che forse non avrai più il piacere di vedere, che forse potrai soltanto più sognare. Ti ha lasciato qui a lottare per rimanere attaccato a quegli ultimi miseri scampoli che ti rimangono e che riconti ogni giorni meravigliandoti che siano sempre di meno.

Certo non sai quanti, ma di certo ogni volta uno di meno. Eppure quante curiosità ancora da scoprire, quante meraviglie ancora da apprezzare! Rimarranno lì, non colte da me e a disposizione di altri che le ammireranno al posto mio, alla mia salute, come si dice. Ieri ho terminato quanto rimaneva della torta di compleanno. Ne ho gustato e rigustato ogni cucchiaino facendomelo durare a lungo, rigirandomelo nel palato per meglio apprezzarne ogni sfumatura. Già c'era il plus di fare festa con la mia bambina, condito dal privilegio di compiere gli anni quasi nello stesso giorno, col solito crogiuolo di emozioni dolci ed appaganti, in una sorta di terzo giubileo della vita. Certamente tre quarti di secolo fa nascevo in un altro mondo, in una piccola camera da letto, con la vicina di casa e la levatrice, in una mattina di sole primaverile con l'aria fresca e ancora frizzante, così mi ha detto la mia mamma per lo meno, affacciandomi ad un mondo che diventava ogni giorno più facile e con più opportunità. Già, non tutti possono avere questa fortuna, ma non mi va ancora di fare dei sunti finali. Spero di avere ancora un po' di tempo per questo. Al momento mi basta, come diceva il Buddha, di respirare.


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3 commenti:

Anonimo ha detto...

Bon anniversaire Enrico !
Tous nos meilleurs voeux
Jac. et Jean

OLga ha detto...

Tanti auguri Enrico!

Enrico Bo ha detto...

Merci J-J

Grazie Olga

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