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domenica 30 dicembre 2018

E' uscita la s-guida delle Maldive!

Visto che siamo alla fine dell'anno provvedo ad annunciarvi, come una minaccia che incomberà anche per il prossimo anno che è stata data alle stampe, con Lulu.com la tredicesima s-guida di viaggio che utilizza lo schema delle precedenti e cioè, con la scusa di dare informazioni utili a chi voglia programmare un viaggio sulla falsariga del mio itinerario, quindi indirizzi e giudizi su hotel, ristoranti, agenzie, escursioni varie, in realtà racconto sensazioni, emozioni, storie che mi sono portato a casa o almeno cerco di farlo. In questo caso naturalmente il racconto riguarda solo l'isola che mi ha ospitato e dintorni. 

Il paese di cui racconto questa volta è la repubblica delle Maldive, stato conosciuto solo come insieme di isole beate per vacanzieri, ma che nasconde una realtà più complessa, ad esempio dal punto di vista politico-religioso, basti pensare che ha la più alta percentuale per abitante di foreing fighters e che è uno dei paesi candidato a scomparire tra le onde a causa del cambiamento climatico, che ha già operato vistosi cambiamenti nella sua barriera corallina.

E' disponibile sia la versione cartacea per gli amanti del solido che quella e-book ad un prezzo di affezione, cliccando sui due appositi bottoni sotto la copertina.

Grazie a tutti coloro che vorranno aggiungere alla loro biblioteca anche questo mio lavoretto.


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sabato 3 marzo 2018

Maldive 12 - Considerazioni finali

Atolli dall'alto


Vegetazione da spiaggia
Dunque è venuto il momento di tirare le somme di questo breve "viaggio" o permanenza, come vorrete chiamarla. Come già detto si tratta di un viaggio anomalo per chi ha interessi soprattutto a conoscere i paesi su cui si dirige il suo focus generale; cosa più consueta invece per coloro che interpretano questo come una vacanza di cosiddetto riposo, per tirare il fiato dalla pena quotidiana. Una settimana di evasione insomma in un non-luogo di piacevole divertimento, divertimento che è per la verità assai comune ad una grande massa di gente. Tuttavia vorrei invece dire che anche per i sedicenti viaggiatori questo tipo di "settimana" può avere il suo interesse, soprattutto per chi gode appieno del fattore mare. Quindi, sgombrato il fatto che dichiaro ufficialmente e per l'ultima volta che vale la pena di visitare questo paese, passiamo ad esaminare le sensazioni che ho provato e che mi sono portato a casa trasformandole come sempre in mio patrimonio intangibile e personale. Ho già chiarito che ci sono diversi modi per visitare l'arcipelago. Quella già detta della permanenza in un villaggio, e ce ne sono di lusso estremo da 1000 o anche più euro al giorno, fino a quelli meno cari da 100 o anche meno al giorno per persona e in questo caso, al di là della qualità dei servizi offerti, la vacanza diventa accessibile a molti, il tipo di offerta è molto simile e consiste in una classica settimana o più davanti ad un bel mare, con attività a pagamento da spiaggia. 

Spiaggia
Questo tipologia di offerta, esclude grosso modo la possibilità di conoscere la realtà del paese, in quanto normalmente questi giorni vengono trascorsi in una sorta di limbo durante il quale non si viene mai a contatto con i maldiviani o con scorci di vita locale. Per questo suggerirei per chi (la maggioranza evidentemente) scelga questa soluzione, di dedicare una giornata a visitare la capitale Malé, cosa che è molto ben programmabile in quanto è obbligatorio il passaggio nell'isola dell'aeroporto di fronte ad essa, sulla quale di norma si può organizzare un tempo di attesa del volo di ritorno che consente molte ore di visita. Accanto a questa, ci sono anche altre soluzioni. Ad esempio vengono offerte "crociere" anche se piuttosto costose, su locali barconi che si spostano di atollo in atollo, consentendo uno sfruttamento intensivo del'aspetto marino, ma coniugandolo con fermate in isole abitate dell'arcipelago che permettono forse più di ogni altro modo di prendere atto della realtà del paese. Infine, per chi vuole una vacanza davvero low budget, c'è la possibilità di andare nei moltissimi piccoli hotel aperti nelle isole abitate, cosa che dà la possibilità di godere della vita di spiaggia, anche se certamente un po' meno idilliaca del resort, ma che permette allo stesso tempo di stare nella vita normale del paese e di conoscerlo. Dunque come vivono i maldiviani? 

Sul ferry di Malé
Abbiamo detto che i 300.000 abitanti circa, di cui un terzo vive nella capitale, hanno un governo piuttosto contestato frutto se non erro di un golpe e che periodicamente ha sussulti che cercano strade autoritarie, gli ultimi in questi giorni prontamente rintuzzati con energia dal potere, con moti di piazza anche piuttosto violenti e di cui sarà bene tenere conto nel periodo in cui organizzerete la vostra visita. Inoltre bisogna considerare la natura islamica sunnita, molto rigorosa del paese,che molti non conoscono o della quale vivendo il villaggio e basta, non si possono rendere conto. Ci sono leggi molto rigorose in cui la religione coranica ha assoluta rilevanza, con divieti rispettati e di cui bisogna tenere conto se si vive invece sulle isole abitate, come il divieto dell'alcool o le norme sulla nudità al mare o sulle effusioni in pubblico. E' noto che nel cuore stesso della popolazione è radicato un certo estremismo islamico che la fa parteggiare per i movimenti più bellicosi nati negli ultimi anni e che in giro vedrete una grande maggioranza di barbette salafite che indicano comunque una tendenza di fondo inquietante. Quindi è necessario in questo caso considerare che si affronterà uno stile di vita più vicino all'Iran o al Qatar che non alla Giordania o al Marocco, cosa trascurabile invece nel resort, isola nel vero senso della parola, di natura quasi extraterritoriale. 

Isole
La qualità di vita, tolta la parte di popolazione che vive nei villaggi più poveri dell'arcipelago, è più agiata se paragonata alla massa indiana a cui possiamo paragonarla, per non dire del vicino Bangla Desh, da cui anzi assistiamo ad una corrente di immigrazione di forza lavoro, grazie appunto alla richiesta turistica, mentre i locali si dedicano a business più fruttuosi come il commercio e la parte più redditizia del turismo. Questo settore arriva ormai a quasi un terzo delle attività del paese e fa affluire una parte consistente della ricchezza che fa campare un po' tutti, anche perché ormai molte organizzazioni sono nelle mani di locali oltre naturalmente a tutti i piccoli esercizi che sono sorti negli ultimi dieci anni. Il resto del PIL arriva soprattutto dalla pesca che era l'unica attività isolana nel passato, oltre al commercio che arrivava dalla posizione strategica sulla rotta delle spezie, tradizionalmente in mano alle etnie arabe. I mercati del pesce dovunque sono molto interessanti per vedere la varietà del pescato che in genere viene lavorato sul posto. Per quanto riguarda tutto il resto è importato dal continente e contribuisce a generare le altre opportunità lavorative. Insomma un paese in cui il turismo rappresenta l'opportunità base che condiziona tutto il resto, per cui tutto congiura a che rimanga un settore dorato, protetto ed isolato dal contesto affinché non sia contaminato dalla vicinanza di problematiche di ogni tipo. 

Spiaggia
Anzi, la sensazione è proprio che il turista venga incanalato in vie preferenziali prive di contatto con il resto del paese, cosa del resto gradita anche dalla maggioranza dei vacanzieri che vuole stare in un luogo privo di problematiche, senza assolutamente interessarsi se sia in Africa o nei Caraibi. Rimane quindi il piacere delle bellezze naturalistiche. Il mare superiore ad ogni descrizione e il microsistema dell'atollo, isola sui generis, anzi protoisola in formazione, molto diversa da quelle che noi conosciamo, rappresenta un unicum da godere ed esplorare in ogni suo aspetto. Sono proprio queste lingue di sabbia e la sabbia stessa che viene non dall'erosione della roccia, ma dallo sfarinamento del corallo morto, a costituire un microambiente che sta a mezzo tra mare e terra, non più uno e non ancora l'altra, davvero interessante da esplorare e conoscere. Il tentativo di trasformazione di questi spazi emersi dalle onde che cercano di mutarsi in terraferma stabile, che tentano di ricoprirsi di humus fertile per poter divenire spazio atto ad ospitare vegetazione, che a poco a poco le ricopra, le conquisti, le trasformi in spazi ormai stabilizzati popolabili dalla vita animale e dagli uccelli che vi affluiscono per primi non appena è possibile, arricchendola con quello che in altri casi si definirebbe materiale inquinante e che invece diventa materiale vitale e nutritivo. 

Pipistrello gigante
Questo è l'atollo e proprio date le sue dimensioni, può essere esplorato, goduto e capito interamente in ogni suo aspetto. Guardate attentamente le piante che lo popolano, gli arbusti alofili che non temono la salsedine e che si istallano per primi sulle lingue di sabbia da poco emerse, poi quando la terra emersa che diventa più importante e arrivano portate dal mare le prime noci di cocco o i semiportati dagli uccelli, ecco comparire le prime palme che diventano via via più rigogliose e fitte eppoi lasciano spazio specie all'interno alle altre latifoglie che formano boschi fitti e che sembrano inalberare la bandiera dell'avvenuta conquista. Il mare col suo basso fondale è divenuto terra, quasi stabile, perché certo basterà poco, onde consistenti, cambiamenti di situazioni climatiche a riportarlo nel ventre che lo ha generato. Intanto qualcuno vi approda, vi stabilisce qualche capanna di frasche e poi di legno e la fame di terra della nostra specie la fa sua definitivamente. C'è poi il mare da esplorare e per molti questa è la ragione dirimente che li porta fin quaggiù. La laguna con le sue acqua basse e tranquille dai colori pastello e senza uguali, la barriera coi suoi colori e la sua vita strepitosa, il numero e la varietà di pesci e di molluschi è davvero incalcolabile e poi subito appena più in là quello che i suoi abituali visitatori chiamano il blu, quella oscurità che si palesa ad appena poche decine di metri dalla barriera popolata da esseri grandi e apparentemente spaventosi.

Mante giganti
Ecco comparire esseri fantastici di altre ere, squali, barracuda, mante e razze di ogni tipo, tartarughe e squali balena, esseri per noi mostruosi che rappresentano un altro punto imprescindibile di questo mondo. Vi ho già detto che il niño di venti anni fa ha devastato questo ambiente delicatissimo, sono bastati pochi gradi per pochi giorni e tutti i coralli sono morti allo stesso tempo ingrigendo irrimediabilmente questo colorato mondo sommerso. La temperatura dell'acqua era aumentata di circa 5 gradi e rimase oltre i 30°C fino a 15 metri di profondità provocandola morte di oltre il 90% dei coralli. Ma non dubitate, non calcolate questi fenomeni con il metro umano, il pianeta ha suoi meccanismi tampone che provvedono a mutamenti ciclici e mai definitivi, certo con i tempi consoni e non con i nostri desiderata. Forse ci vorrà un'altra trentina di anni e la barriera rinascerà coi suoi colori meravigliosi, se non sopravverrà qualche altra situazione inaspettata naturalmente. Già si intravedono i tentativi di ritorno alla normalità. In molti punti la barriera è tornata a punteggiarsi di colori vivaci, bisogna solo sperare che il riscaldamento globale non provochi nuovi fenomeni distruttivi. Insomma i punti di interesse come vedete sono molti per fare di questa vacanza, un viaggio a tutti gli effetti e poi alla fine chi se ne frega, ognuno si goda quello che gli piace non vi pare?

Razze




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mercoledì 28 febbraio 2018

Maldive 11 - 50 motivi per andare alle Maldive + 1



Ma allora vale la pena di andarci in queste Maldive, dove in fondo si vedranno solo due o tre chilometri quadrati di territorio, si faranno un sacco di ore di aereo per arrivarci e per stare a pancia all'aria una settimana come una balena spiaggiata e oltretutto spendendo una cifra pro die abbastanza considerevole? Vediamo se ci sono motivi sufficienti, almeno secondo quanto ho visto e sentito direttamente. Cominciamo a lista.


  • Vedere gli atolli dall'alto come anelli di topazio in un pavé di smeraldo
  • Atterrare su una portaerei di sabbia in mezzo all'oceano
  • Trovare il banchetto del proprio referente in mezzo a cento e aspettare di essere trasportati nel paradiso
  • Rivedere a bassa quota gli anelli di sabbia che si perdono all'orizzonte
  • Sentire l'aria da vacanzieri che fluttua nell'aria mentre solchi le onde su una barca
  • Ammirare l'isola dove approdi
  • Godersi il bungalow immerso tra le palme
  • Andare a scoprire la spiaggia più vicina
  • Calpestare la sabbia bianca e farinosa che scrocchia sotto le dita
  • Fare un giro dell'isola e scoprire che ci vuole soltanto una mezz'oretta
  • Attraversare il bosco che la ricopre guardando gli alberi e i fiori di ibisco
  • Perdersi nel giardino delle orchidee
  • Andare a vere le razze che accorrono al pasto della sera
  • Guardare l'isola buia dal fondodelpontile
  • Sentire frusciare i pistrelli giganti che volano da un albero all'altro
  • Sorbire un pina colada sopra una terrazza sul mare
  • Ronfare sul lettino da spiaggia sotto le palme
  • Sguazzare nell'acqua di cristallo
  • Contare il numerodi verdi e di azzurri sull'acqua e perderne il conto
  • Godersi dall'alto i pescecani che sguazzano litigando per il cibo
  • Strafogarsi di dolci e sushi al buffet
  • Guardare una sinuosa thailandese che danza sorbendo una brra
  • Tifare per il proprio paguro che perde nella corsa dei molluschi
  • Stare a mollo nell'acqua finché non ti si corrodono le dita
  • Arrivare sulla lingua di sabbia estrema per scorgere l'isola di fronte
  • Cercare conchiglie sulla riva anche se sai che non le potrai portare via
  • Farsi convincere da un cameriere che il BanglaDesh è il paese più bello del mondo
  • Sperare di vedere lo squalo balena e non riuscirci
  • Prendere il sole cercando di non scottarsi
  • Poltrire a bordo piscina malignando sulla bruttezza dei propri vicini
  • Scambiare impressioni con libiche e un kazakho  che parla solo la sua lingua
  • Rimanere incantato a guardare i volteggi delle mante giganti
  • Stare fermo nell'acqua mentre i pesci d'argento ti girano intorno
  • Fare davvero snorkelling perla prima volta e restare estasiato a guardare il colore dei pesci
  • Rammaricarsi dei coralli morti dei fondali che rivivranno quando anche tu sarai morto
  • Toccare con le mani una tartaruga che nuota davanti alla barriera
  • Stare coricati sulla spiaggia per vedere un cielo stellato senza uguali cercando la Croce del Sud
  • Pinneggiare fino allo sfinimento per raggiungere la barca e tentare di risalirvi a bordo
  • Strafogarsi di succo di mango
  • Farsi prendere dal ritmo delle percussioni di un gruppo di suonatori
  • Chiacchierare dei vecchi tempi con due ragazzi di Puna
  • Non distinguere l'orizzonte tra cielo e mare
  • Correre a folle velocità mentre gli atolli scorrono davanti a te
  • Perdersi nel mercato del pesce di Malé tra tonni e cefali
  • Scoprire frutti strani sulle bancarelle
  • Schivare la pioggia nelle viuzze della capitale
  • Prendere il ferry tra barbe salafite e ragazze velate
  • Buttare un occhio dentro l'antica moschea
  • Prendere un caffè in un bar pieno zeppo mentre fuori diluvia

e infine
  • Cercare di capire come mai non ci si è riusciti ad annoiare
Insomma a me pare che ne sia valsa la pana e vi invito pertanto a cercare una settimana libere magari in un momento un po'morto della stagione per approfittare delle occasioni e se per caso lo trovate caro, sfruttare le opportunità di un alberghetto sulla spiaggia per fare una bella settimana con meno di un millino a testa. Che aspettate!



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martedì 27 febbraio 2018

Maldive 10 - Ma cosa si mangia?

La tavola preparata

In pescheria

Visto che questo è un tipo di vacanza adatta a stanchi meditatori da lettino, mi sembra sia utile (non che negli altri casi abbia trascurato questo aspetto) dedicare qualche riga all'aspetto diciamo così nutritivo, di quello che sarà il vostro soggiorno. Ovviamente se volete mangiare o conoscere la cucina maldiviana dovrete considerare di trovarla solo nella capitale o nelle piccole strutture che si trovano nelle isole abitate dai nativi e di certo, tranne qualche piatto offerto più come curiosità che altro, nei vari resort. Comunque considerate che a parte il pesce, che comunque nella cucina locale non viene mai fatto alla griglia come sarebbe semplice e gradito, tutto il resto è importato dall'estero, quindi la cucina locale ha molti tratti in comune con quella della vicina India del sud e rimane principalmente una cucina di mare con ingredienti di base come il riso, la manioca, il cocco, le cipolle, il peperoncino e le tante spezie indiane, al massimo potrete aggiunger pollo e uova. A titolo di curiosità vi segnalo il Mashuni, riso con pesce sminuzzato, cipolla, cocco, peperoni, pomodori e aromi locali, spesso usata a colazione; il Geri riha, manzo in salsa di curry e cocco piuttosto speziata; il Kandumahu Mussanmaa, fagottini di tonno in foglie di banana al curry e cocco; il Theluli mas, frittura a base di tonno e l' Hunu Hakhuru Folhi, dolce di pancake con zucchero, cocco e latte. 

L'omelette
Segnalo come curiosità un piatto particolare che non so se avrete l'occasione di trovare facilmente, si tratta del Chichindaa Satani, a base di pelle di serpente, latte di cocco, cipolla e peperoncino. Considerate che il pesce comunque più gustoso che potrete trovare di solito è il tonno che viene pescato con la lenza ed è particolarmente tenero. Tuttavia nei villaggi turistici, considerata la clientela internazionale e anche spesso l'assenza di cuochi locali, l'offerta, pur essendo molto varia ed abbondante, sarà piuttosto simile, se non avete la possibilità di scegliere il lusso estremo. In generale i resort, pur avendo dei ristorantini tematici a pagamento sparsi sul loro territorio, anche piuttosto cari, offrono agli ospiti una zona buffet inclusa nei vari pacchetti che deve rispondere a determinate caratteristiche. Essere in grado di sfamare (e il turista di villaggio mangia sempre come se non ci fosse un domani) contemporaneamente a torme di ospiti che si precipitano quasi tutti insieme timorosi di rimanere senza, anche se il rabbocco è continuo. Inoltre data la presenza di molte diverse nazionalità impone una certa varietà di offerta di differenti cucine nazionali. Poi l'offerta deve avere una certa variabilità durante tutta la settimana classica. 

Parte del buffet
A Sun Island lo spazio dedicato al buffet è piuttosto grande considerato che possono essere presenti più di mille ospiti e lo spazio dove vengono esposti i piatti è anch'esso di dimensioni acconce. Il tutto è disposto ad isole. Una per gli antipasti dove trovate diversi appetizer di varia provenienza; una per le insalate, con molte verdure crude (attenzione) o con diversi tipi di mescolanze e mayonesi varie, molto gradite agli ospiti slavi, a parte la scelta di almeno una decina di condimenti vari, dagli oli, agli aceti, salsa di soya o altri orientali. C'è poi una zona dove vengono preparati piatti del giorno, come pesci grigliati o specialità dai sentori italiani. Un'area è dedicata alle varie tipologie di pani, focacce, grissini e tutte le varietà indiane, qui generalmente vengono anche offerte zuppe che sono o classiche vellutate di verdure internazionali, francesi o di tipo cinese. In una apposita sezione viene offerta una serie di piatti principali, che generalmente comprendono un paio di paste all'italiana, e poi una varietà di piatti fritti e con salse comprendenti, pollo, agnello, pesce, spiedini all'indonesiana e anche manzo, variamente cucinati, cinese, indiano, internazionale e anche qualche piatto alla maldiviana. Qui trovate anche salse di cocco e altre tipicamente orientali. 

Banane
Poi c'è un apposito settore di cucina cinese e indiana. di tanto in tanto viene proposto sushi e tonno crudo. Non mancano formaggi per gli europei con degli standard generici di similmozzarelle, cheddar o formaggi anonimi non meglio identificati a cui noi ed i francesi adusi ad oltre 400 tipologie per nazione, non riusciamo a classificare come tali. Infine un apposito settore è dedicato ai dolci, molto internazionali, offerti in mini porzioni per consentire di assaggiarne diversi, che pur presentando una grandissima varietà di colori hanno gusti piuttosto simili. Infine il banco della frutta consente di assaggiare tutta la splendida varietà tropicale che non vorrete sicuramente perdervi. Oltre alle classiche banane, ananas, kiwi, manghi, papaye, litchi, e altri meno usuali. Possiamo assicurare che la scelta è molto grande anche se la qualità è diciamo pure medio bassa, considerato il palato italiano. Alla fine, passata l'euforia iniziale data dal dispiegamento della serie di piatti, finisci sempre per ricadere nei soliti cinque o sei,alla fine mangi sempre di meno, riducendo varietà e quantità e comunque una cosa è certa, lo stile buffet che invoglia comunque a provare la novità, finisce per farti mangiare troppo e hai sempre una sensazione finale di troppo pieno e di aver esagerato con roba che non valeva la pena ingurgitare. 

Dentici
In ogni caso tranquilli che non si patisce la fame, anzi porterete sicuramente a casa qualche chilo in più, da smaltire poi con calma nella solitudine della vostra casetta maledicendo lo stile buffet e ripromettendovi di darvi una regolata la prossima volta. L'acqua è inclusa nel pasto a parte dovrete pagare bibite o birra, vino e naturalmente champagne, che i solerti camerieri cercano sempre inutilmente di proporre per incrementare e consistentemente il conto finale degli extra, anche proponendo concorsi a premi per i consumatori di almeno una bottiglia con possibilità di vincita di soggiorni e settimane gratuite. Nella colazione anche qui scelta sterminata per contentare gli orientali usi ad un vero e proprio pasto con noodles e fritti e nordamericani a cui fornire uova, pankake e pancetta. Potente scelta di dolci, frutta e per i soliti salutisti, yogurth, fiocchi, frutta secca e piacevolezze consuete. Caffé, thé e altri infusi in molte differenti variazioni per contentare tutti. Alla fine direi che non c'è da lamentarsi troppo, anche perché queste soluzioni incluse nei pacchetti hanno costi molto contenuti, al contrario di quelle dei ristoranti a pagamento che hanno livelli decisamente europei . Considerate che qui, essendo una zona praticamente extraterritoriale è possibile consumare alcool (le birre sui 5$). Con questo direi che non c'è molto altro da dire se non che la sensazione finale è quella di una mensa aziendale anche se molto varia e ricca di soluzioni.

Tavolo dei condimenti




Teste di pesce
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lunedì 26 febbraio 2018

Maldive 9 - Malé


Frutti strani


L'isola aeroporto

Bene, bisogna seppure con rincrescimento partire. Tornare a casa. Di prima mattina, valigino settimanale pronto alla mano, proseguire nella macchina organizzativa che prevede molo, barca con stuolo di serventi che esibiscono cartelli di ringraziamento e di Tornate presto, vi aspettiamo il prossimo anno e cose di questo genere. Poi la mesta via del ritorno, barchino, voletto interno e sbarco all'isolotto davanti a Malé ad attendere il volo finale. Però con astuzia mi ero organizzato una scaletta che prevedeva il balzo finale a tarda sera, per cui, invece di usufruire queste molte ore per un ulteriore ammollamento nella laguna blu, ho preferito avere l'opportunità di dare un'occhiata da vicino alla capitale. Magari per cercare di capire cosa sia davvero questa Repubblica delle Maldive, visto che gli atolli dei resort sono tutt'altro che frammenti che rappresentano il paese. La vita dei turisti non ha niente a che vedere con la vita reale del paese, si tratta di un luogo tutto sommato virtuale che il paese stesso vuole tenere ben separato dal resto, sia per motivazioni etico religiose, che economico politiche, sia per non mischiare due stili di vita così diversi che potrebbero in generare problematiche imitative sul fronte della libera espressione e altre piacevolezze di questo genere. 

Per le strade di Malé
Non dobbiamo dimenticare infatti che le Maldive sono uno stato confessionale mussulmano, anche piuttosto estremizzato secondo i nostri canoni e che hanno avuto il maggior numero in percentuale di foreing fighters tra i combattenti dell'Isis, circa 200, anche se siamo d'accordo che gli abitanti totali registrati sono soltanto 350.000, quelli di una nostra media città o una piccolissima città della vicina India. Tanto per informazione, nel paese non esiste la libertà di culto e l'unica religione professabile è l'Islam sunnita (anche se esiste una piccolissima minoranza di indiani sciiti trasferitisi nella capitale  all'inizio del 900. I non islamici non possono ottenere la cittadinanza maldiviana. Neall'arcipelago infatti non sono presenti templi di nessuna altra religione. Pertanto al di fuori dei resort, zona praticamente extra territoriale, sono vietati l'uso di alcool birra inclusa, i costumi da bagno e il sesso extramatrimoniale, sapevatelo. Quindi l'occasione per vedere da vicino la realtà è assai ghiotta visto che l'isolotto di Ulhule, simile ad una portaerei in mezzo al mare, occupato interamente dall'aeroporto è a soli duecento metri dall'isola di Malé dove sorge la capitale. Qui fervono i lavori per la costruzione di un tunnel che colleghi le due isole, naturalmente a cura dei cinesi che hanno forti interessi a mettere basi in questo punto geopoliticamente importante dell'oceano indiano. 

Maldiviano tipo
Nel frattempo si può fare il breve tragitto in una decina di minuti tramite la fitta rete di ferry che vanno avanti ed indietro nella laguna. La città che ti sta di fronte con i suoi circa 100.000 abitanti, occupa per intero fino all'estremo della riva, il chilometro quadrato che costituisce l'isola rendendola uno degli spazi più densamente abitati del mondo e appare subito vivace e piena di fervore e attivismo. Purtroppo non siamo accompagnati dalla fortuna e la classica nuvola nera fantozziana ci segue con fervore vomitandoci in testa una pioggerellina insistente e fastidiosa. Il ferry è sempre pieno e qui noti subito la differenza della vita reale da quella finta dei resort. La gente stessa è molto diversa, un poco più ingrugnita, più tracagnotta e assai grassoccia, con capelli crespi e folti, che molti uomini portano lunghi e riccioluti. La presenza di barbacce salafite incolte è statisticamente importante negli uomini mentre l'hijab pare essere la regola per le donne. Nelle strette stradine c'è un traffico continuamente ingorgato di motocicli e di qualche macchina che blocca i passaggi, avverti una densità abitativa davvero pesante. Sul lungomare si assiepano le costruzioni più moderne quasi tutte legate all'attività preminente delle isole, quella del turismo e quella della pesca, assieme agli edifici dell'amministrazione. Sul mare vicino al porto, anch'esso molto ingorgato di natanti di tutte le specie, ci sono due edifici interessanti in cui buttare l'occhio, il mercato del pesce e quello della frutta, che rappresentano le altre attività dell'arcipelago. 

Tonni
Nel primo arrivi subito attirato dall'odore, come sempre molto forte e penetrante, dato soprattutto dalla forte presenza di banchi di pesce secco di ogni genere offerto sia al pubblico minuto che all'ingrosso. La parte più interessante è data dall'attività del trancio dei tonni, la cui lavorazione è a vista tra i vari banchi che ne offrono tagli di ogni tipo. Poi in giro trovi tutto il pescabile attorno alle isole, barracuda, marlin, squaletti, inclusa la vasta gamma di ghiotti crostacei. Nel vicino capannone dedicato a frutta e verdura c'è la solita ghiotta esposizione di frutta tropicale in cui banane di ogni tipo e ananas la fanno da padrone, ma come ovvio, c'è anche una larga fetta, oltre ai consueti manghi, papaye, pomeli, durian puzzolenti e litchi, di frutti strani e mai visti come una curiosa e colossale pigna che ho visto in giro essere prodotta da una specie di palma, i cui frutti alquanto legnosi esternamente, si staccano ad uno ad uno da un rachide centrale e che probabilmente contengono un anima gelatinosa e dolce. Insomma la solita ricchezza tropicale che ingolosisce l'occidentale. Scarse invece le verdure. Cercando riparo dalla pioggia facciamo un poco di strada nelle viuzze interne a partire da dietro il palazzo del sultano e del nuovo grande centro islamico antistante ad una delle pochissime piazzette presenti in città. 

Lamoschea
Lo spazio utile è pochissimo e si evita di sprecarlo evidentemente. Ci sono anche un paio di antiche moschee, dove anche da fuori puoi apprezzare il via vai e le attività connesse. Insomma direi che vale la pena respirare la vita reale e direi orientalmente caotica di questo paese, almeno per qualche ora, proprio per constatare quanto sia diverso dall'atmosfera di facciata esterna dei villaggi turistici. Ritengo che la stessa cosa, anche se un po' meno affannata si viva negli isolotti, circa 200, abitati dai locali, dove ora sono stati dati i permessi di aprire locali e alberghetti rivolti ad un turismo più ruspante, ovviamente molto meno costosi e forse più realistici per chi vuole avere un contatto diretto, anche se meno dorato, del paese. Tuttavia bisogna ricordare che il paese ha già visto plurimi colpi di stato e disordini vari e che da qualche settimana si sono nuovamente verificati movimenti di protesta piuttosto importanti con cortei nelle vie della capitale stroncati dalla polizia, che hanno fatto parlare di tentativo di rovesciare il governo in carica. La situazione insomma, anche se i turisti nelle isole non lo avvertono, non è tranquillissima per la vita politica del paese, ovviamente minata dalle controversie religiose che attraversano il medioriente. Vi ricordo che pur essendo una repubblica parlamentare, il capo di stato è anche capo dell'esercito e massima autorità religiosa del paese. Insomma nelle isole felici, molte grane bollono in pentola, tanto per cambiare. Alla fine però, le chiacchiere vanno a zero e viene l'ora di riprendere il ferry per attraversare il braccio di mare e tornare all'aeroporto. Il grande uccello volante aspetta che la sua pancia sia riempita di gitanti che tornano a casa. Anche questa è fatta.

Il parcheggio dei motorini


SURVIVAL KIT

Lavorazione del tonno
Malé - E' la capitale dell'arcipelago e merita una visita di almeno mezza giornata. Conviene approfittare del fatto che i voli di ritorno sono in genere alla sera, mentre le camere vanno lasciate al mattino. All'aeroporto internazionale c'è un comodo servizio per lasciare i bagagli (6$ a valigia), Poi appena usciti dall'aeroporto c'è l'imbarcadero dei ferry per attraversare il braccio di mare per l'isola di Malè (1 $ a tratta). Non vi serviranno soldi maldiviani perché tutti accettano i dollari, anche nei bar e ristoranti o nei negozietti di souvenir. Subito vicino all'arrivo del ferry, da vedere i due mercati del pesce e della frutta, sono due capannoni sul mare. Poi fate un giro passeggiando nelle vie interne. Portatevi dietro la mappa della città che si trova facilmente su internet. Da vedere, il palazzo del sultano, le due moschee antiche, eventualmente il museo, poi è interessante girolare per le vie interne a vedere la vita che scorre. 




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sabato 24 febbraio 2018

Maldive 8 - Ultimo giorno sulla sabbia

On the beach


 
Corso da bagnino di salvataggio
Ecco qua, gira gira è arrivato anche l'ultimo giorno sulla spiaggia. Butto l'occhio intorno disperatamente per cercare qualche appiglio, una scusa per prolungare il soggiorno, ci sarebbero ancora un sacco di cose da fare, da vedere, alla faccia di tutti quelli che pronosticavano che mi sarei annoiato a morte. C'è poco da dire, a far niente non si sta poi così male, specie se sotto i piedi hai questa farina bianchissima che ti entra tra il pollicione, il trillice e il minnolo e davanti vedi solo questa superficie cristallina e verde azzurra che, tanto per usare una frase mai sentita, ti vien voglia di berla. Così fai ancora due passi nel bosco di palme alle spalle della spiaggia, dai un'occhiata al giardino di orchidee, saluti le olandesine che passano in bici coi parei svolazzanti e fai finta di non conoscere i quattro tamarri dalla parlata laziale tatuati dalla testa ai piedi, anche sui robusti addominali i maschi, sulle chiappe procaci le femmine, che si sono spiaggiati davanti a te. Quanto a tatuaggi bisogna dire che anche i tedeschi e la gente dell'est europeo non scherza, vedi cose che ti fanno pensare subito all'utilizzo futuro per paralumi di classe, ma ognuno faccia un po' quello che gli pare, non credete? Intanto arriva un gruppo di cinesi ancor più caciaroni, ma questa è una loro caratteristica, tutti vestiti uguali, si direbbe in divisa di qualche azienda che ha pagato il viaggio premio. 

Sul set 
Sono scatenati soprattutto nelle foto di gruppo, le fanciulle specialmente tutte intente a saltare nello stesso tempo, unisono di difficile effettuazione essendo le zuzzurellone almeno una quindicina e tutte dotate di prolunga telescopica da selfie, senza la quale è ormai assolutamente impossibile viaggiare. Sono romanticamente coperte di veli trasparenti che tendono a mostrare più che a nascondere le loro forme tozze che illustrano bene come, esercitandosi, potrebbero fare le uova da in piedi senza romperle. Srotolano striscioni, sicuramente inneggianti alla ditta che ha pagato e mostrano chiose di denti da far invidia ad un tirannosauro. Poi tutti in acqua a bearsi degli spruzzi. Passano le libiche con cui ho socializzato ieri, traslando con mollezza i loro maestosi culoni da ipernutrite, lanciandoci saluti. Poi viene a rintracciarmi l'ormai amico khazako, bramoso di inviarmi via whatsapp, i filmati che ha fatto in acqua ieri, in cui è stato immortalato il mio incontro con la tartaruga. Lo abbraccerei non fosse che è alto oltre due metri, largo come un armadio e non vorrei che mi baciasse in bocca per ultimo saluto come faceva tempo fa il suo conterraneo Kural. Poi bisogna lasciarsi andare a mollo in questo mare, sono le ultime botte e ci staresti dentro delle ore anche se ti vengono i polpastrelli rappucciti. Mi muovo un po' più lontano da riva, tanto sono dotato della mia collaudatissima maschera da sub (e non è una roba da carnevale), con cui posso agevolmente tenere la testa sotto l'acqua indefinitamente, guarda un po' e godere fino in fondo bevendo il dolce calice. 

Gita sociale
Ad un tratto mi trovo circondato da un centinaio di grossi pesci argentei che cominciano a girarmi intorno. Mi trovo nel cilindro immobile, mentre tutti ruotano all'unisono. Che spettacolo! Raccolgo conchiglie giganti anche se so che poi non si possono portare a casa, sarà poi vero, in teoria, non sarebbe permessa neppure la sabbia! Se ci pensi in fondo non è così sbagliato, visto che tra qualche decennio tutto l'arcipelago sprofonderà definitivamente sotto il mare. Si respira profondamente, anche se in fondo fa caldo, ma vuoi l'arietta marina che un pochino tira sempre, vuoi la sensazione di libertà che ti dà l'assenza di vestiti, tutto congiura per farti stare bene, anche se in effetti ti è venuto il raffreddore, un po' di tosse, strani punti rossi sulle gambe dovuti a qualche misterioso ma sicuramente malefico insetto e anche se da qualche parte sei comunque scottato nonostante le tonnellate di creme sparse a doccia con convinta ed inesorabile continuità. Sì il sentiment continua ad essere positivo. Meglio andare a farsi una pina colada al ristorante sulla punta dell'imbarcadero, tanto c'è l'offerta speciale dell'happy hour e vivere costa la metà. Sul mancorrente della terrazza si posa un grande airone grigio. Sembra venuto apposta per mettersi in mostra in un set fotografico. Sposta il lungo becco a destra ed a sinistra come un attore consumato per farsi notare certamente oppure per contratto stabilito a favore di ripresa. Non vola via neppure se ti avvicini spudoratamente, tanto è evidentemente abituato. 

L'airone
Tre russe abbondanti lo spingono alla fine via con malagrazia, devono farselo loro il selfie, non c'è posto per gli aironi. Poi scendono le ombre della sera e un gruppo di subacquei bardati di mute, torce notturne e bombole scendono dalla scaletta laterale per godersi lo spettacolo notturno. Sotto le sue palafitte il fondale è di 4/5 metri, piuttosto roccioso. Sugli scogli molti granchi sembrano aspettare lo sciabordio dell'onda. Ma appena va via la luce comincia un altro spettacolo nell'acqua illuminata da robusti fari. Tre mante oceaniche dal dorso nero e dall'apertura alare maestosa, non meno di 4/5 metri arrivano planando veloci dal largo e iniziano a volteggiare elegantemente in formazione. Sembra una esibizione di pattinatrici; curve perfette, loop continui per rimettersi in rotta, capovolte accoppiate, è una esibizione in piena regola in cui le protagoniste paiono aspettarsi un punteggio di merito da una esigente giuria. Le grandi bocche rimangono spalancate coni labbri laterali posti obliquamente per convogliare evidentemente ogni residuo commestibile, visto che siamo sempre in prossimità di un ristorante, italiano per giunta, per cui anche loro presumeranno che qui si mangia bene. Quando l'ala si alza scopre completamente nella cabrata il grande ventre bianco in cui indovini i tagli paralleli delle branchie. Sopra, gli occhi globosi guardano sornioni al passaggio e sembrano chiedere un applauso per tanta bravura o almeno un ringraziamento per una gratuita esibizione di bellezza. 

Manta di pancia
Dopo una mezz'ora, silenziose come erano arrivate, se ne vanno, sempre in formazione, la più grande davanti, le altre due appaiate dietro. Lo spettacolo è finito. Rimane il tempo per andarsi a vedere l'esibizione di danze tradizionali e le altre attrazioni che questo tipo di luoghi propone per la bramosia degli ospiti che comunque sembrano divertirsi moltissimo. Intanto sembra che tutti siano al corrente che questa è la nostra ultima notte al villaggio. I camerieri si profondono in saluti e gentilezze ai tavoli, i ragazzi della spiaggia continuano a portarti asciugamani. Fervono insomma, i tentativi di ingrassare le intenzioni di mancia di fine soggiorno, una tradizione conclamata su cui il personale conta moltissimo dato che, come scoprirete se date un po' di corda, i maldiviani purosangue sono rarissimi, mentre abbondano lavoratori indiani, pakistani e bengalesi. Chissà se sono in regola o irregolari, biechi traversatori del mare, più o meno clandestini rubalavoro, guardati di storto dai locali, messi su dal Salvini locale.Tra l'altro in questi giorni ci sono delle grane in città, sembra che si svolgano molti cortei di protesta contro il governo e compagnia bella. Non è che tutto il mondo è paese? Un cameriere viene dal Tamil Nadu e sembra molto soddisfatto di come si campa da queste parti e rimane stupito della mia conoscenza del suo paese, cosa che crea subitanea complicità, quindi mi suggerisce di approfittare del banco del tonno fresco che è appena arrivato stasera, una prelibatezza. 

Prepara la mancia
L'omino che ci spolvera i materassini da spiaggia vicino alla maestosa piscina circondata di palmizi, invece è del Bangla Desh e lavora qui da un paio d'anni. Pare piuttosto soddisfatto anche se non pouò vedere la sua famiglia, qui si guadagna abbastanza bene e le mance sono alte, sottolinea con intenzione, quasi dandomi di gomito. Gli sparo la mia intenzione di vedere prima o poi il suo paese; questo lo conquista immediatamente, estrae lo smartphone e mi mostra immediatamente filmati della famosa spiaggia di Cox's Bazar e delle altre meraviglie del suo paese. Pensare che qualcuno possa desiderare di vederle anche essendo qui, nel conclamato paradiso per la mentalità occidentale, lo eccita e inorgoglisce. In pratica non mi molla più continuando a propormi mete suggestive, compreso il paesino dove vive la sua famiglia. Quasi quasi rinuncia alla mancia, va beh, non esageriamo. Ma alla fine anche questa giornata è finita, devi rifare il sentiero che torna al tuo bungalow e cerchi di rallentare il passo più che puoi per mantenere fino all'ultimo la tua presenza in questo luogo, fingi di aspirarne gli ultimi profumi, gli afrori nascosti come fosse una meravigliosa donna che devi lasciare e con cui invece vorresti trattenerti all'infinito. Gli uccelli notturni lanciano gli ultimi canti, i gechi esibiscono gli ultimi singhiozzi. Quando apri la porta del tuo bungalow tutto il letto è coperto da una corona di fiori di ibisco a forma di cuore. Non fare il tirchio e metti mano al portafoglio che Marvin aspetta nell'oscurità.

Manta
SURVIVAL KIT



I ristoranti extra del Sun Island resort sono due oltre il coffee shop sulla spiaggia e l'oyster bar con grigliata di pesce davanti alla spa. Uno alla fine del pontile dei waterbungalow con cucina thai e l'altro dal lato opposto sul pontile di attracco principale con cucina italiana. Se proprio volete togliervi uno sfizio, diversamente il buffet compreso nel vostro ticket rimane decisamente abbondante e variato. Ovviamente piuttosto cari. I cocktail alcoolici e long drink vengono serviti sui 9 $, le birre 5$.






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