giovedì 25 maggio 2017

Malaysia 27 - Verso il Borneo


Pronti a partire



I fiumi del Borneo
L'aereo rolla stancamente sulla pista. Sembra che anche lui senta la fatica di muoversi nell'aria densa e calda e non abbia tutta questa voglia di alzarsi fino a penetrare lo spesso strato di nuvoloni gonfi e grigi che riempiono il cielo. L'esperienza della low cost asiatica in fondo non toglie niente alla solita sensazione del lasciare un luogo che ormai ti era diventato familiare per andare incontro al mistero del nuovo, della terra incognita che muove la fantasia e genera aspettativa. Air Asia è un po' lo specchio del futuro che aspetta l'umanità, minimizzare i costi per poter allargare al massimo la platea di chi può usufruire di un servizio. Più cose ti fai da solo e meno spendi, anche se l'aeroporto dedicato completamente alla compagnia è più o meno come gli altri asiatici quanto a gigantismo, forse solo un po' meno per quanto riguarda l'opulenza ed il fasto. In pratica ti fai il checkin da solo, ti stampi le fascette delle valigie e te le applichi, però la cosa curiosa è che tutto funziona bene lo stesso. Le macchinette non sono guaste, se metti il tuo numero che hai sulla mail, miracolosamente compare sul display il tuo nome ed il posto che hai prenotato e gli addetti sorridono anche se saranno pagati meno degli schiavi. In questo modo uno stuolo infinito di persone si sposta e vola via al costo di un giro in autobus. Aerei zeppi e senza un posto libero che decollano uno dietro l'altro, il posto in mezzo non rimane mai libero, anzi di sicuro a me toccherà quella cicciona enorme che muoveva la sua carne tremula nella fila dietro, accidenti.

Fiori del Borneo
Le hostess corrono avanti e indietro cercando di vendere qualche cosa su cui avranno qualche sorta di provvigione ad incrementare il loro magro stipendio. A te tocca addirittura un panino di plastica che era incluso obbligatoriamente col sovrapprezzo incremento peso bagaglio. Insomma il mondo continua a girare e sotto di te scorre il tappeto verde di palma da olio che ricopre senza soluzione di continuità tutta la penisola. Sto lasciando un paese tutto sommato moderno ed efficiente, ragionevolmente "occidentale" insomma, secondo i nostri parametri, per arrivare in una terra nuova e sulla carta misteriosa, il Borneo, l'immensa isola, addirittura la terza del mondo come superficie, ma che su una superficie quasi tre volte quella italiana ospita soltanto una ventina di milioni di persone. Una terra completamente ricoperta di una vegetazione rigogliosa ed apparentemente impenetrabile che da sola la rende luogo selvatico e a lungo inesplorato, popolata da tribù adattate alla difficoltà di un clima e di un ambiente avverso all'uomo sulla carta e nell'immaginario di chi arriva da lontano alla scoperta di un mondo nuovo. Neppure Marco Polo ci è arrivato, almeno così pare, e ne parla solo per sentito dire, se pure era bene a conoscenza di queste isole ricche di spezie con le quali si svolgevano da sempre importanti commerci e dove da tempo era arrivato l'Islam. Il Borneo Malese occupa tutta la parte nord dell'isola, ma differisce assai poco dal punto di vista naturale dalla parte indonesiana a sud, sicuramente però più povera e dalla quale, guarda caso, la gente ha la tendenza di spostarsi in cerca di occasioni di vita migliore.

La moschea di Kuching
I nomi che avevi letto sull'atlante prima di partire, sembrano fatti apposta per eccitare la fantasia del viaggiatore, Sarawak, Sabah, Labuan, Sandakan, Kota Kinabalu, toponimi esotici che ti fanno ritornare bambino davanti ai libri che raccontavano le gesta dei tigrotti di Mompracem, di pirati sanguinari, di pallidi inglesi che sulla carta dominavano il mondo e imponevano la loro way of life, cappellini con velette, fatta di prati rasati e thé delle cinque in luoghi assolutamente incongrui a queste abitudini. Questo rimane comunque uno degli ultimi luoghi dove è arrivato l'occidente, imponendosi al sultano del Brunei che le governava, ma limitandosi al controllo delle coste, strategicamente importanti per il commercio. Nessuno si interessava di certo di tentare di penetrare una terra difficile e tutto sommato ostile che così è riuscita a conservare al suo interno una importante diversità assieme alla sua alea di mistero. Questa nell'immaginario rimane la terra dei tagliatori di teste, delle tribù selvagge nascoste lungo i fiumi, uniche via di accesso alle foreste inestricabili dell'interno, in perenne guerra tra di loro, mai dome perché in fondo nessuno è mai andato a cercarli in quanto non nascondevano ricchezze di sorta.


Una via di Kuching
Gli affari si facevono solo sulla costa ed è qui che si svolgeva la storia, fatta di avventurieri che potevano diventare pirati o re a seconda dei punti di vista, come il leggendario James Brooke, autoproclamatosi sovrano del Sarawak e che ancora oggi è ricordato dalle popolazioni locali per avere istituito la legge. Insomma la costa si avvicina, una striscia verde dietro il blu scuro del Mar cinese meridionale e l'aspettativa è tanta. Kuching, la capitale aspetta sorniona col suo clima nemico e faticoso. Certo intorno alla città ci sono strade e case, ma cosa c'è appena al di là della prima cerchia di alberi? Tribù selvatiche, animali strani e mai visti, vegetazione aggressiva, piante carnivore, serpenti, ragni e coccodrilli? Magari la realtà sarà molto più "normale" dell'immaginifico sperato. L'aereo si abbassa ed estrae il carrello, baracche di lamiera all'orizzonte mentre varchi di verde chiaro si aprono nel verde più cupo. Le ruote sbattono l'asfalto della pista come in ogni altro posto del mondo e i motori ruggiscono nella frenata. La costruzione bassa del piccolo aeroporto si avvicina. Grazie di aver volato con Air Asia che si augura di avervi ancora presto a bordo dei suoi aeromobili. E l'ora di scendere.

Il fiume di Kuching

SURVIVAL KIT

Kuching
Air Asia - Ottima compagnia low cost (con le stesse caratteristiche di queste ultime) che copre tutti i paesi del sudest asiatico e paesi limitrofi. Più fate da soli e meno pagate. Io ci ho fatto sei spostamenti interni, da una a tre ore di volo, per cifre che vanno dai 15 ai 30 € a tratta. In alcuni casi ho constatato che il prezzo è inferiore alla analoga tratta fatta in bus. I voli sono frequentissimi e collegano tutte le varie città anche più volte al giorno. Se volete ad esempio la possibilità di caricare 20 kg di bagaglio c'è un piccolo sovrapprezzo di una quindicina di euro. Naturalmente dovete farvi tutto da soli, dalla prenotazione via internet al checkin e alla preparazione delle fascette dei bagagli, ma in alcuni casi c'è un varco anche per chi non ce la fa da solo. Comunque non ho avuto nessun disservizio, né ritardi con bagagli consegnati molto velocemente. Insomma un modo davvero conveniente per muoversi in questi paesi. Consigliatissima.

I  miei spostamenti:

KL- Kuching  83 Ringit - 1h 45 min.
Kuching - Miri 82 R - 50 min
Miri - Kota Kinabalu 70 R - 50 min
KK - Sandakan  55 R - 50 min
Sandakan - Tawau   81 R. - 50 min.
Tawau - Kuala Lumpur 140 R -2h 50 min

A questi costi vanno aggiunti 50R se volete il panino e i 20 kg di bagaglio in stiva oltre
ai 7 kg di bagaglio a mano


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mercoledì 24 maggio 2017

Malaysia 26 - Tra batik e mercati

Al centro commerciale


Anche se è difficile staccarsene è arrivata l'ora di lasciare la Malesia, la penisola insomma, l'ultima propaggina dell'Asia che si allunga verso le mille isole del Mar Cinese Meridionale e non è un passo da poco. Forse anche Marco Polo si è fermato qui e delle isole della Sonda, quelle al di là del mare, parla come di un mondo lontano, selvaggio, ma vivo e ricco di suggestioni. Qui invece c'è ancora il sentore dell'oriente pieno, condito con la storia dell'arrivo dell'Islam, della spezia Mogul che arrivò da ovest per condire una realtà nuova che qui appare in realtà meno invasiva, anche se presente, almeno in linea ufficiale. Sui depliant turistici governativi appare, tra le motivazioni incentivanti, la dicitura che recita Malaysia is a muslim friendly country e bisogna sottolineare che qui i turisti provenienti dai paesi del Medio Oriente sono davvero moltissimi. Ho notato grandi cartelli che sensibilizzano ad esempio, a tenere viva l'attenzione sul problema del genocidio del popolo dei Ronghya nel Myanmar, situazione ad esempio negata da Aung San Suu Kyi nel suo paese. Quindi una testimonianza di compartizione della Umma, la comunità che unisce i mussulmani di tutto il mondo in un'unica nazione. Sarebbe interessante vedere se nella pratica, il paese sarebbe disposto ad accogliere questo milione circa di persone qualora si mettessero tutte in viaggio verso questi lidi, cosa che ad esempio non aveva di certo fatto in altri tempi quando i boat people partivano da paesi vicini. 

Come sempre è difficile affrontare i grandi problemi che contraddistinguono ogni epoca, molto più semplice farlo con le parole ed i proclami. La signora anziana seduta vicino a me ad aspettare l'autobus in Merdeka square, è coperta da un velo grigio impreziosito da fiori di un grigio più chiaro, ma attacca bottone per prima volentieri, forse per ingannare il tempo, forse perché anche lei è straniera qui. Viene da Jakarta a trovare un lontano cugino che ha offerto alla sua famiglia l'opportunità di aprire una attività commerciale. Anche lei è quindi una migrante economica in cerca di una opportunità in un paese vicino evidentemente più ricco, visto da lontano come un bengodi dove trovare la soluzione dei propri problemi, in fondo senza troppe difficoltà. Sarei curioso di capire come funziona qui questo tipo di immigrazione, se gira con canali clandestini, magari mascherati da visite turistiche o se viene invece trattata con un rigore funzionante nella pratica, ma arriva l'autobus e Fathma se ne va verso il suo destino. Sono problemi che non prendono di petto il turista medio che passeggia nel Central Market a perdersi nei colorati disegni delle sete e dei batik, tra i profumi dei legni di sandalo e di rosa ed in fondo è meglio così, questi pensieri teneteli per quando si torna a casa.

Qui il mondo, il business, il marketing vuole che non ci siano pensieri, tanto meno negativi, il turista deve svagarsi, cogliere l'aspetto più oleografico e soprattutto spendere, far girare l'economia, aumentare il PIL e questo sotto ogni governo od ideologia, comunista, islamica, occidentale o newage come in Bhutan, dove magari si pontifica la lontananza dal denaro e la ricerca della felicità come unico fine importante, ma a 250 dollari al giono, capirà, bisogna pur vivere. Dunque lasciatevi andare, in fondo si fa del bene a chi vive lì. Il laboratorio dove si producono i tessuti batik, una delle tradizioni di tutta questa area, è vastissimo. Grandi tavoli di legno sono coperti da pezze di tessuto, cotoni spessi al tatto e sete sottili come ali di farfalla. Schiere di donne dalle mani abili sono chine sui piani, tracciando una fitta rete di disegni sottili che creano fiori e animali in mille diverse fantasie, stendendo le superfici di cera che i successivi trattamenti scioglieranno colorando di sfumature diverse e contrastanti, fino a quando il tessuto sarà definitivamente consegnato nella sua magnificenza a chi dovrà decidere come tagliarlo e infine come utilizzarlo per dargli il massimo valore nel suo uso finale.

Considerando la sfilata di capi tutti diversi tra di loro, è così evidente l'apprezzamento che devi dare al lavoro manuale, alla capacità artistica dell'artigiano che andrà ad appagare chi finalmente ne godrà il possesso. E' il valore dell'unicità, sempre più apprezzata nel mondo dello standard, della infinita riproducibilità dell'arte, che in fondo ingiustamente condannata permette a tutti di avere l'esclusivo ad un prezzo accessibile. La prerogativa dedicata al sovrano, distribuita anche al servo della gleba insomma, è la fortunata combinazione del nostro tempo. E' una situazione di equilibrismo continuo, che ti fa pencolare sempre tra l'esclusività del pezzo unico del laboratorio boutique ed i banchetti della Petaling street dove ti affanni ad accaparrarti la maglietta taroccata o il portafoglio di Prada assolutamente autentico garantito dall'etichetta stampata a Shen Zhen. L'esclusivo della limited edition alla portata di tutti. Negozi affollati, cascate di merci, folla di clienti, è il terzo millennio mio caro, ed il bello è che sembra funzioni solo se tutti stanno meglio, il rallentamento del sistema al contrario, lo fa crollare, siamo condannati a crescere, ad avere sempre di più. Chissà se al di là del braccio di mare le cose saranno ancora uguali, se in fondo ormai il mondo è davvero unico dappertutto, con gli stessi problemi resi ancora più fondamentali dalle minime differenze. Vediamo stasera, l'aeroporto in fondo è distante solo un'oretta di macchina.



SURVIVAL KIT

Alamar Express Restaurant - Jalan Bukit Bintang - Ristorante nuovissimo nella via principale che occupa quasi per intero un marciapiede a piena vista. Cucina libanese e internazionale con piatti mediterranei. Prezzi medi, pulitissimo, cucina a vista, addetti gentilissimi. Evitate magaril a pizza se siete italiani, gli altri piatti buoni e ben presentati. Servizio rapido.

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Al mercato




martedì 23 maggio 2017

Grigliata di primavera?

Val Chisone

E' un appuntamento annuale, certo, ormai quasi un'abitudine, ma che abitudine. Ritrovarsi con gli amici a raccontare ricordi sempre uguali, ma ogni volta così diversi; ad aspettare quello che accadrà domani. Se le sai guardare, in fondo ci aspettano solo cose belle. Belle come lo sfrigolar di una griglia, belle come il profumo di primavera nell'aria, belle come questa valle dal verde vivo così intenso da fare male agli occhi e dal blu cobalto in un cielo che la pioggia caduta ha reso limpido come cristallo. Che meraviglia!

lunedì 22 maggio 2017

Malaysia 25 - Verde Kuala Lumpur









La moschea nazionale


Attività per i ragazzi
Questa città ha polmoni verdi davvero enormi, d'altra parte non potrebbe essere diversamente, visto il clima più o meno uguale tutto l'anno, un caldo umido infernale dove ogni tipo possibile di vegetazione cresce come se avesse dentro di sé una sorta di lievito naturale esplosivo. Se guardi erba e piante, ti sembra che crescano sotto i tuoi occhi e non trovi spazio di terra nuda, non ricoperta da cemento o asfalto che non sia ricoperto di una vegetazione ricca, grassa e vitale. Al di là dell'area di piazza Merdeka c'è dunque un'interna collina che ospita parchi, orti botanici e altre zone verdi fruibili a tutti. Se volete morire di caldo potete anche arrivarci a piedi, risalendo la strada dietro la piazza. Costeggi dapprima la nuova enorme moschea nazionale dalle linee modernissime con la sua elegante cupola dalle piastrelle azzurre ed il suo aguzzo minareto. La particolare conformazione della sala di preghiera e tutta l'impostazione dell'edificio, non corrisponde ai tradizionali canoni islamici e questo la rende forse ancora più interessante. Volendo si può anche farci una capatina. Lì vicino c'è anche il magnifico edificio antico della corte islamica ed il museo nazionale. Poi è tutta una serie di luoghi con attività di interesse colletivo come il planetarium, il museo delle arti islamiche più importante del paese e poi in sequenza: il giardino delle orchidee e quello delle specie di ibisco, fiore nazionale malay, il parco delle farfalle ed il punto più noto della collina, il KL Bird Park, forse la voliera più grande del mondo che ospita una serie dei più belli uccelli tropicali che vivono nel sudest asiatico. 

Little India
Un modo ideale per passare un bel pomeriggio all'aperto. Ma la parte più bella è il vicino giardino botanico, il Taman Botanical Perdana che occupa tutto il resto della collina per oltre cento ettari, col suo laghetto centrale a cui si arriva anche con uno shuttle bus dalla KL City gallery. Insomma c'è di che passare una intera rilassante giornata, se la prendete con calma, spostandovi con i taxi o altri mezzi acconci. Se invece ne farete una sfida con voi stessi ed inizierete un trasferimento cammellato fidandovi della vostra forza fisica e della vostra resistenza agli agenti atmosferici alieni, rovesci d'acqua improvvisi inclusi che di norma vi coglieranno in mezzo al prato che collega due costruzioni lontanissime tra di loro, fate pure, la bella giornata si trasformerà in incubo punitivo che vi farà considerare la salvezza solo al raggiungimento della vostra cameretta d'albergo che vi auguro accogliente, dotata di violento getto di aria condizionata direttamente sulle vertebre lombari della vostra povera schiena, mentre i piedi fumano autonomamente al fondo del letto. Se la sera siete ancora vivi, potete farvi una passeggiata in centro alla ricerca di un ristorante che vi ispiri. I centri commerciali staranno ormai chiudendo ed è il momento migliore per fare l'affare della sera. I commercianti cinesi sono molto superstiziosi e amano trattare bene l'ultimo cliente della sera (così come il primo del mattino) speranzosi che questo sia di buon auspicio per l'apertura del giorno successivo. 

Nel parco
Il vecchio cinese (avrà almeno venti anni meno di me) che vende bigiotteria varia, non ha invece nessuna intenzione di chiudere, anzi sembra vivere direttamete dentro il suo negozio, una lunga sala letteralmente ricoperta di banchi con minuscoli spazi ripieni di ogni genere di ninnoli, giade, perle e altre cineserie di cui io, per stolida inclinazione naturale, sono sempre ghiotto. E' anche una sorta di prix unique dove tutto costa lo stesso prezzo, così il vecchietto che parla solo cinese mandarin, non fa fatica nella trattativa. Tuttavia appena commetto l'errore di sciorinare il poco cinese che conosco, mi si accozza senza mollarmi più e comincia lunghi discorsi, convinto che io lo capisca. Afferrato il mio interesse per alcuni pezzi pregiati, vuole assolutamente convincermi dell'assoluta convenienza della sua offerta e corre a tirar fuori da un cassetto le fatture originali in lingua birmana per mostrarmi il prezzo pagato e che insomma, cedere alla mia offerta significherenbbe per lui la rovina economica. Continuiamo così un lungo dialogo tra sordi in cui entrambi sappiamo benissimo dove vogliamo arrivare, cifra che però nessuno dei due vuole pronunciare per primo pena il subitaneo rilancio dell'avversario. Insomma se è disposto a cedere fino a lì, vuol dire che può pagare o scontare anche di più. Tutto procede quindi secondo i canoni tradizionali della trattativa del regno di mezzo, incluse le classiche false rinunce all'acquisto con conseguente uscita dal negozio e relativo disperato richiamo. Alla fine esci col tuo sacchettino in mano, felice più per il raggiungimento della cifra che avevi in mente, col risparmio di almeno uno o due Euro, che non per l'oggetto finalmente tuo. All'interno l'omino si frega le mani contando le banconote bisunte. Domani ce ne andremo di qui verso terre più lontane e selvatiche, meno attaccate alla volgarità del denaro, insomma è ora di cambiare aria. 

Una fontana


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Giardino delle orchidee




giovedì 18 maggio 2017

Tip per il Madagascar

Morondava - da My Madagascar

Oggi voglio proprio fare una marchetta a favore di una amica che mi ha aiutato ad organizzare il mio recente viaggio in Madagascar e che ha iniziato una nuova attività nel campo del turismo. Quindi se volete fare un viaggio da quelle parti, provate a chiedere un preventivo a:

Verohanta Niriko

VISION NORD
NIF  : 4002644901
STAT : 49295 71 2017 0 00520
N°CIF : 009618/DGI-E
Ambalavola lot 55 kf Ambalavola
Antsiranana 201
Tel : 032 02 198 60

Numéro d'urgence : 032 65 951 21


mercoledì 17 maggio 2017

Cronache di Surakhis 78: Insinua, qualche cosa rimarrà

dal web
Paularius era su tutte le furie. Misurava il salone dei piaceri deserto, avanti e indietro a larghi passi. Aveva cacciato via con male parole le quattro multivulvate con cui aveva passato la notte, senza curarsi neppure di mettere le mutande. Le ultime notizie correvano sullo schermo olografico che occupava una parete del salone. Adesso basta, non ne poteva proprio più. Erano mesi che spendeva soldi ed energie per tentare con ogni mezzo di screditare e mettere in cattiva luce il partito che aveva in mano il potere su Surakhis ed i risultati erano comunque risibili. Aveva investito milioni di crediti per convincere tutto il sistema giudiziario a scavare nel passato, nel presente e nelle intenzioni future di ogni componente governativo e non si era riusciti a cavarne niente di interessante. Aveva addirittura convinto i Sardar investigatori a falsificare prove e intercettazioni. Niente, la bufala era subito venuta fuori e lui aveva dovuto muovere mari a monti per salvare il suo fido dalla tortura delle mille morti che spettava a chi era preso con le mani nella merda. Non era stato necessario neppure pagare per convincere qualche alfiere dell'infomazione a inserire nei loro libri che nessuno leggeva, qualche frase sibillina da cui i Mestatori dei 5 Sterchi, il partito dell'opposizione che andava per la maggiore, che faceva del falso il suo credo, che mettesse dubbi di ogni tipo nell'elettorato. 

I vari giornalai, pur di poter vendere qualche copia in pù avevano aderito ben volentieri, tanto la tecnica era ben conosciuta, bastava far scivolare qualche mezza verità di nullo valore per poter dare adito alla chiacchiera che rivoltava il senso finale, facendo apparire come moralmente disdicevole quello che magari era solo un atto consueto fatto per doveroso interesse a quel territorio ed ai suoi abitanti. Ma niente serviva. Più merda spargevi a pioggia, più quei maledetti conservavano il consenso. Ma davvero il popolo di Surakhis manteneva una funzione cerebrale attiva? Eppure anni di controllo della distribuzione dell'ossigeno ai lobi cerebrali, qualche cosa avrebbero pur dovuto fare. Evidentemente non era stato sufficiente. Ma Paularius non voleva desistere, era troppo importante mandare al potere qualcuno dei movimenti più sordidi. Di una parte o dell'altra non aveva molta importanza. La cosa fondamentale era poter fare andare così male le cose da poter uscire dall'unione intergalattica, in modo che l'economia di Surakhis collassasse completamente, che l'indecente sistema pensionistico e di welfare istallatosi sul pianeta, potesse essere finalmente spazzato via e lui riuscisse ad impadronirsi di nuovo di tutte le attività produttive. 

Poi ci avrebbe pensato lui, finalmente a ripristinare il sistema della sana schiavitù di una volta. Intanto conveniva spingere ancora la folla a pretendere l'eliminazione dei vitalizi dei vecchi Senatores. Ma lì era facile, il popolo era così idiota da non rendersi conto che questo era il grimaldello per poter poi pretendere l'eliminazione di tutte le pensioni, unico motivo utile dell'intera questione. Che sottile piacere vedere il popolo bue che gridava a morte a morte sotto il palco che avrebbe eliminato i vitalizi ingiusti (assieme alle teste naturalmente) di quei quattro gatti, senza capire che poi il posto sotto la mannaia lo avrebbero preso proprio i coglioni che gridavano più forte. Al pensiero gli si appiattirono le folte soppraciglia inarcate dalla rabbia. Qausi quasi era meglio richiamare un paio di sacerdotesse succhiatici per rilassarsi un po' mentre meditava qualche nuova porcata da attribuire alla ministra Woods e ai suoi parenti, tanto per coprire le schifezze che i Mestatori facevano ogni giorno nel sud del pianeta.


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Inchieste

martedì 16 maggio 2017

Malaysia 24 - Bukit Bintang


Kuala Lumpur (Foto Sofi)


La nostra Proton Saga (Foto Sofi)
E così eccoci qua, dopo due settimane al ritorno nella capitale, avendo completato il circuito peninsulare con circa 2000 km percorsi e con in testa una prima sensazione complessiva di cosa sia questo paese. Come sempre devo dire che tutte le difficoltà che presumevo nel muovermi con un mio mezzo si sono rivelate infondate. La mano la prendi subito ed il mezzo, sebbene basico, anzi forse proprio per questo, non ha dato problemi. Anzi devo dire che quasi mi spiace dovere abbandonare questa macchinetta sulla quale ormai avevo fatto il comodo nido. Tuttavia questa fase è meno semplice del previsto. Intanto, a conferma dell'inefficienza del Wisma Pardise rent a car, il tizio non si trova e tocca andare su e giù dal 10 piano per trovare un'anima buona che gli telefoni per sapere cosa fare. Comincia dunque una difficile e sgradevole discussione sul fatto che io dichiaro che manca una tacca di benzina (tra i 5 e i 10 R) e lui pretende, contratto alla mano che la rabbocchi o paghi una penale di 50 R. Comincia quindi la complicata ricerca di un distributore in centro, cosa che mi porta via oltre mezz'ora, tra traffico, sensi unici, indicazioni sommarie e molte maledizioni che peggioreranno diccerto il mio karma futuro. Comunque, risolta la pratica, stavolta sparisce il portiere incaricato di ritirare le chiavi; nuovi contatti telefonici col tizio e, recuperato l'omino che sembra fosse andato al cesso, finalmente riesco a liberarmi dell'auto. 

Una via (Foto Sofi)
La parte positiva rimane nel fatto che non ho dovuto sottostare ad un formale controllo dello stato del mezzo alla riconsegna. Infatti, non avendo stupidamente ben controllato alla partenza, causa piovasco improvviso, cosa che vi consiglio di fare sempre con molta attenzione, non mi ero accorto di una scheggiatura del parabrezza che con un tizio così pronto ad applicare alla lettera il contratto, avrebbe dato di certo luogo ad altre discussioni, non essendo stato preventivamente segnato sui documenti di consegna. Quindi attenzione sempre. Comunque, visto che abbiamo deciso di tenerci una giornata di decompressione domani, nella parte verde della città, ci rimane il pomeriggio e la serata per passeggiare per il centro. Contrariamente a quanto mi hanno detto alcuni amici, questa città mi sembra assolutamente gradevole da guardare, muovendosi a piedi nella parte più vivace ed internazionale. Il quartiere di Bukit Bintang è il vero centro vivo della capitale, pieno di palazzi nuovi, centri commerciali sgargianti, turisti ed altra folla in movimento tra luci e colori che illuminano facciate e negozi. I larghi marciapiedi sono pieni di gente di ogni paese che si muove col naso per aria tra locali e ristoranti. Nella centralissima Jalan Bukit Bintang è pieno di ristoranti libanesi, una delle cucine più famose del mondo. Nei dehors è difficile trovare posto a sedere, tra una clientela internazionale dove vedi passare narghilé colorati per tutti coloro che ne vogliono provare l'ebbrezza. 

Al supermarket (Foto Sofi)
La sensazione è quella di una confusione ragionevole che non infastidisce, anzi rende piacevole, guardare negozi, sostare nei locali, buttare l'occhio intorno e godersi la città. Qui la gente rimane anche fino a tarda sera e mentre la temperatura si modera, rendendo più gradevole camminare è anche facile sfuggire ai probabili scrosci d'acqua inevitabili nel tardo pomeriggio, a cui nessuno fa caso, tanto ci si può rifugiare tranquillamente e con profitto in una dei tanti centri commerciali presenti in ogni isolato, fino al termine del rovescio, di solito sempre breve. Insomma sarà pure la brutta copia di Singapore, ma anche qui si può passare una serata tranquilla senza avvertire alcun senso di pericolo, anzi ci si muove piacevolmente anche a tarda sera. Sii soltanto cauto con i rapaci tassisti che sparano cifre salate da contrattare. Informandoti prima, devi già sapere la cifra indicativa per lo spostamento che ti serve e di norma, se il tassista vede che tu sei al corrente del giusto prezzo, crolla subito dalle prime pretese esagerate. Se non hai voglia di trattare o questo ti estenua insopportabilmente, usa l'app di Grab, il succedaneo locale di Uber o utilizza uno dei moltissimi taxi che portano scritto ben evidente sulla portiera: Vietato contrattare, questa auto usa il tassametro, così siete tranquilli. La notte, tra il rutilare delle luci sparate dalle insegne e dalle sagome dei bei grattacieli, sembra non scendere mai. Appena hai uno scampolo di cielo libero da costrizioni, le frecce d'argento delle Petronas o l'ago rosso della Menara Tower, riprendono il loro spazio, per ricordarti l'anima di questa città e marchiarne il simbolo ormai riconosciuto in tutto il mondo. Domani cercheremo di goderci i giardini ed il verde, proprio per avere anche l'evidenza dell'altra faccia di Kuala Lunpur.

Dal parco Teman Negara a Malacca attraverso Batu caves


SURVIVAL KIT
Le Apple Boutique Hotel -  Jalan Sultan Ismail - Bukit Bintang 42. Da non confondere con l'omonimo in KLCC, più bello ma a costo quasi doppio. Nuovo e modernissimo, molto tecnologico e pulito. Gioca molto su un design di pregio, bianco e nero, stile zen. Posizione ottima in pieno centro. Camere molto ben dotate. AC, TV, frigo e free wifi in camera. Bagno bello moderno e tutto ben funzionante. Personale gentilissimo. Prenotando con Agoda ci sono spesso sconti. Mentre al banco il prezzo ufficiale è 200 R trattabili fino a 160, di solito si trova in offerta tra i 120 e 140 R. che per il centro di KL mi sembra molto buono.  La posizione defilata rispetto al corso principale, rende le camere molto silenziose e tranquille. Non dà colazione, ma davanti ci sono diversi locali appositi, stile cinese per breakfest a 10/15 R. Unico neo, camere microscopiche nelle quali è un problema aprire la valigia ma, dato il prezzo, è accettabile. Molto consigliato.
Un grattacielo (Foto Sofi)

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Se avete mal di gola (Foto Sofi)
23 - Malacca

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