lunedì 8 ottobre 2012

Il colore dei soldi.

Era un ragazzetto giovane e con l'aria apparentemente dimessa, Kostija. Biondastro e magrolino, cercava di dare l'impressione di essere molto diverso dalla media dei russi legati alla vecchia mentalità sovietica che evitava con cura le responsabilità, nascondendosi dietro una nervosa iperattività davanti al superiore di turno. Soprattutto tendeva a marcare la differenza rispetto ai suoi concittadini del nord Caucaso, come se lui, russo capitato lì per chissà quali vicende familiari, non volesse aver niente da spartire con quei "culi neri" di ceceni, ingusceti, ossetini, balcari o circassi che il diavolo se li portasse via. Ti voleva però far capire che dovevi passare attraverso uno come lui, se volevi penetrare in quel mondo, lui che ne conosceva le strade ed i modi, le abitudini per essere ricevuto, per avere credibilità, per accedere al bisnès che le nuove liberalizzazioni promettevano. Parlava a bassa voce e con un tono quasi melenso come per rivelarti segreti a cui solo lui aveva accesso, facendo intendere, senza dire troppo chiaramente la possibilità di incontri con personaggi emergenti con larga disponibilità finanziaria e potere, che dispiegavano lo scenario di poderosi investimenti. Ecco, la disponibilità finanziaria, era un po' questa la chiava di tutto. D'altra parte, noi stessi ponevamo sempre come prima domanda interlocutoria "dienghi iest?", i soldi ci sono? prima di cominciare a studiare se valeva la pena andare ad un incontro, impiegare del tempo prezioso, in lande così lontane e remote, ricevendo immancabilmente risposte positive e assicurazioni precipitose, salvo poi scoprire spesso solo sogni e idee strampalate e prive di sostanza. 

Già i dienghi, che poi non bastava fossero soldi, ma dovevano essere dollari, verdi e americani, gli unici ad avere valore in quello sfacelo di paese, che benché ricchissimo di risorse, aveva dichiarato default e non aveva pagato i debiti, precipitandolo in una spirale inflattiva che aveva distrutto tutti i risparmi della popolazione, le loro pensioni ed i loro accettabili stipendi, trasformando il paese in una massa di gente alla fame in perenne ricerca di piccoli affari arrangiaticci per scovare qualche dollaro con cui campare. Sognava i soldi, il nostro piccolo Kostija, quando gli occhi azzurri si appannavano un poco, almanaccando auto tedesche, viaggi in Italia, jeans di marca, pranzi al McDonald e mille altri piacevolezze che non riusciva neanche ad immaginare, ma sapeva bene che esistevano. Mi guardava con uno sguardo basso e assetato, quando controllavo i miei dollari, prima di andare dal cambiavalute, prima di partire per il nostro giro. Era continuamente assillato dalla famiglia che chiedeva beni di consumo con i ragazzi che volevano il computer nuovo, ma Pentium, non 483 mi raccomando; la moglie invece sognava profumi francesi e di vedere Venezia o magari la Sicilia, così bella e calda, conosciuta attraverso le innumerevoli repliche della Piovra e del bellissimo Commissario Catania (Cattani si era così trasfomato per rendere ai russi più comprensibile il nome), l'archetipo dell'italiano desiderabile, che ti prende e ti porta via con lui nel paradiso dell'occidente. Che dramma quando l'avevano fatto morire. Non era giusto! 

Guardava il soffitto con gli occhi neri ed infuocati della circassa, così diversa dalle russe tipo, mentre ci preparava qualche insalata italiana, così laggiù chiamano l'insalata russa, tristi e perduti nel sogno impossibile, perché lo sapeva di essere ormai una staraja kuritza, una vecchia gallina, come le faceva forse capire il biondino e che l'unica opportunità rimasta era che il marito facesse un po' di soldi con una ditta occidentale per darle l'agiatezza immaginata. Spalancava gli occhi di piacere quando, arrivando dall'aeroporto,  le portavamo dal Duty free qualche boccettino di Dolce &Gabbana o di Laura Biagiotti. Roma o Opium, usciva dalla scatola come una magia e lei se lo guardava quasi carezzando le coste del vetro che nascondeva il poco liquido ambrato, mentre la mente volava lontano. Non le andò bene. I figli, appena cresciuti se ne andarono in America a cercare le opportunità sognate; lei ovviamente fu mollata, non appena il biondino riuscì a mettere insieme un po' di dollari di provvigioni e si cercò, come si usa da quelle parti una segretaria giovane e disponibile. Un russo ricco che non lasci la vecchia moglie non è neanche concepibile nella nuova Russia moderna ed à la page. Noi lo mollammo a nostra volta non appena scopertolo con le mani nella marmellata, mentre passava ordini a nostri concorrenti che lo pagavano meglio. 


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