venerdì 29 marzo 2013

Cronache di Surakhis 54: Il potere al Popolo.

Paularius se ne stava seduto nella penombra buia dell'ufficietto antistante le sale di tortura del campo di gioia e rieducazione, che ormai occupava tutta l'area di quella che prima era stata la capitale. Da quando il Popolo era diventato il vero sovrano di Surakhis, lui, che era riuscito, grazie al suo colpo di genio di aver consegnato tutti i capi dei Morigeratores nelle mani della falange dei Servitori, aveva ottenuto la carica di Servo dei servi di Cricket, il Servo assoluto, il Santo che aveva dato al Popolo tutto il potere del pianeta. Si era rivelato subito utilissimo ala Congrega imponendo, grazie alle sue aziende di hardsoftware un sistema globale che aveva streamizzato ogni abitante di Surakhis, con l'impianto di un chip di registrazione audiovideo e pensiero, direttamente dentro ai crani, con una piccola anche se un po' dolorosa operazione. In questo modo tutto poteva essere conosciuto da tutti pubblicamente e non potevano essere fatti inciuci vecchia maniera, come ad esempio, pensare con la propria testa e non secondo il decalogo santo di Cricket, ormai base unica del pensiero del Popolo sovrano. Non appena il segnalatore di dissenso rivelava in automatico un'insorgenza di pensiero autonomo in qualche Zucca (così erano denominati e numerati ii cittadini), le Locuste Guardiane della Fede del Movimento, prelevavano il cittadino stesso per condurlo al Centro Benessere del Campo, dove, previa applicazione di elettrodi genitali, si provvedeva a far rinsavire il deviato. Anche il vecchissimo Imperatore dei boccoli d'oro, era stato confinato in un tempio di Fellatrices Macrotettute che, dopo un impianto artificiale di cinque peni accessori, lo tenevano occupato per tutto il giorno, in attività diverse dalla politica attiva ed era felice, anche se le sue fans più accanite lo avevano dimenticato. 

Tutti i suoi Capitani Mirmillones e Retiari, erano subito passati alla Guardia delle Locuste, dopo ampia professione di fede e il controllo accurato che davvero, come garantivano sull'onore, nelle loro teste non ci fosse davvero traccia di pensiero autonomo ed erano velocemente riusciti a conquistare posti di preminenza tra i Servi del Popolo. Tuttavia Paularius, che si era fatto crescere i capelli grigi fin sulle spalle ed aveva adottato un paio di occhialetti rotondi per avere un'aria maggiormente carismatica, rimaneva sempre vigile e preoccupato. Vero era che molte vecchie leggi, avendone anche Cricket riconosciuto la saggezza, erano state mantenute, ma il sistema mostrava sinistri scricchiolii. Ad esempio la Lex Libertatis, imposta a forza ai Morigeratores dal vecchio Imperatore, che aveva concesso a tutti gli schiavi la libertà assoluta di lavorare a tempio pieno senza riposi e senza dormire (ognuno aveva impiantato uno stimolatore di attenzione che lo teneva sveglio con piccole ma fastidiose scosse elettriche appena si abbassavano le palpebre, fino al decesso, un altro brevetto di Paularius) e come ulteriore benefit forniva ad ogni schiavo l'opportunità di dare liberamente un'offerta, in denaro o in organi del proprio corpo, che erano esportati in tutta la galassia, al proprietario della miniera in cui lavorava, era stata mantenuta e rafforzata, essendo stato riconosciuto il suo contenuto di libertà vera. Il cittadino infatti poteva decidere da solo quale organo donare, suo o della sua progenie naturalmente. 

Il pianeta ormai osservava in pieno l'andamento della decrescita felice che i Sacerdoti, scelti con cura dopo una decerebrazione parziale, che mantenesse però in piena efficienza i centri dell'arroganza spocchiosa e della volgarità, propagandavano nelle conferenze Verdi, che venivano inviate attraverso la Grande Rete Globale che avvolgeva il pianeta, in modo che nessuno potesse sfuggire. Era una decrescita soprattutto fisica.  
Il Popolo Sovrano aveva ormai raggiunto una altezza media di 50 centimetri, riducendo in proporzione i consumi di cibo ed energia. Vivevano ormai tutti nelle caverne delle montagne di immondizia che ricoprivano Surakhis di uno strato di molti metri, da quando erano stati fermati  tutti gli inquinantissimi inceneritori e anche le centrali a merda funzionavano in maniera discontinua a causa della mancanza cronica di materia prima. Però l'aria era molto più pulita, al massimo un leggero odore di carne grigliata che si spandeva nelle caverne quando settimanalmente venivano messi al rogo quanti venivano proposti per la carica onorifica di presidenti di Surakhis. Come ovvio appena se ne pronunciava il nome, il candidato era "bruciato" su una graticola rituale, tra il tripudio della folla assembrata e questo tipo di divertimento era molto apprezzato da tutti i Cittadini. Anche l'economia, in generale, fortunatamente languiva seguendo il piano quinquennale di decrescita, in particolare da quando Surakhis era stato bandito da tutti i consessi  ed espulso dal sistema monetario dei Crediti Galattici, ma questo non era poi così grave ed ogni ambasciatore che si presentava veniva vaffanculato agli ingressi doganali dello spazioporto dai Macropenici Rigeliani che si occupavano a pieno titolo, avendone i messi fisici più idonei, di questa funzione sacra ed utile. 

Il Vaffanculamento era stato istituzionalizzato come pratica indispensabile e al tempo stesso consolatoria dal Movimento e vi venivano sottoposti preventivamente tutti coloro che volevano arrivare ad un'udienza diretta con Cricket in persona, che spesso provvedeva all'operazione personalmente e con una certa soddisfazione, altre volte la faceva svolgere dai Rigeliani che la rendevano più gustosa e convincente, grazie alla loro migliore attitudine fisica. All'aspirante al colloquio, non riuscendo neanche più a sedersi, rimaneva quindi poco tempo e voglia di procedere in lamentele o suppliche varie e veniva congedato rapidamente con una serie di onorificenze e titoli vari come Stronzus Benedictus, Caput Mentulae o l'ambitissima Medaglia Merdea, che veniva mostrata come un trofeo a tutto il Popolo osannante. Sì, il pianeta aveva trovato un suo equilibrio sociale, il Popolo padrone imperava, i Servi del Popolo muniti di storditori elettrici giravano per le strade mantenendo la felicità viva e attenta, Cricket, Servitore dei Servitori, si occupava del benessere universale in prima persona e lui, Paularius, dalla sua stanzetta dietro le camere della gioiosa tortura, pensava al futuro. Un futuro roseo di un Nuovo Reich destinato a durare mille anni. La vera democrazia del Popolo Sovrano aveva trionfato. Poteva addormentarsi tranquillo, cullato dalle urla dei rieducandi, che si alternavano allo sfrigolare delle scosse elettriche sui testicoli tumefatti



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2 commenti:

tentare, nuoce ha detto...

Cricket Paularius, distopia a tandem che si gode e ben sta messa assieme alle altre foto digià fatte della famiglia cinquedita

Grazie

Enrico Bo ha detto...

@tantare - e mo' so' cazzi!

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 104 (a seconda dei calcoli) su 250!