mercoledì 19 gennaio 2022

Economia politica 12: Se non è bianco è nero

dal web


Torniamo ad argomenti seri. Vedete che vi lascio un giorno di tregua tra l'una e l'altra elucubrazione economico politica, ma qui il destino incombe ed è bene che parliamo anche di casa nostra, oltre alle grane mondiali, anche se da noi non se ne parla quasi per nulla, tra presidenza e San Remo, ma, tanto per tenervi aggiornati, la Finlandia ha chiesto di entrare nella Nato e truppe antirussia e la Svezia ammassa armi e soldati nell'isola di Gotland a un passo da Kaliningrad, la Georgia chiede interventi e al confine ukraino-russo sta per saltare il banco. Poi la Germania chiede il blocco definitivo del gasdotto del Baltico come ritorsione (insomma vuole segare il ramo dell'albero sul quale è seduta l'Europa), quindi se pensavate in un calo del prezzo del gas state freschi. Ma, ripeto, occupiamoci oggi solo di casa nostra, cosa che in questo caso, deve interessarci assai, dato che le ripercussioni su ciascuno di noi sono più immediate. Nel nostro cielo si addensa la tempesta perfetta. Ricordiamoci intanto che siamo un paese economicamente in bilico con un debito cresciuto a dismisura causa pandemia, che ci condiziona, ma che non sembra preoccupare nessuno, anzi tutti chiedono di fare altro debito per risolvere le questioni che via via si presentano. In secondo luogo, con la cappa del Covid che continua ad aleggiare sulle nostre teste e che ovviamente condizionerà le decisioni ancora per un po', noi abbiamo avuto anche la sfortuna che tutto questo si assommasse anche all'elezione del nuovo Presidente della Repubblica, mentre il governo, che pur nelle difficoltà di una Grosse Koalizion, che per sua natura (l'unica possibile) deve mettere d'accordo tendenze opposte e quindi è meno efficace, è nelle mani dell'unica personalità con la necessaria credibilità interna ed internazionale di portarla avanti. 

Quindi da un lato abbiamo la necessità di portare alla massima carica una persona di peso che garantisca all'Europa serietà, dall'altra quella di mantenere un governo credibile e che porti a termine il PNRR, che ci serve oltre a fare cose utili per il paese anche e soprattutto ad avere il grano europeo che diversamente non saremmo in grado di reperire sul mercato. L'impasse rende prevedibile che se Draghi va al Quirinale, cade il governo e si va alle elezioni, se il nuovo presidente non è scelto col consenso di (quasi) tutti, cade il governo e si va alle elezioni, se Draghi, non eletto si rompe gli zebedei e se ne va, cade il governo e si va alle elezioni e in tutti i casi questo scenario sarebbe esiziale per il paese in un quadro di pandemia non ancora risolta e PNRR neanche al 25% della sola prima parte. Lo spread comincia già a risentirne e la borsa fa piccole frenate sospette. Sono segnali, ma siate certi che chi manovra il grano sente odore di bruciato e si muve di conseguenza. Inoltre i venti di guerra non si attenuano, quindi è inutile sperare in un calo dei prezzi delle materie prime e di conseguenza l'inflazione è tutt'altro che raffreddata, anzi si potrebbe rinfocolare pericolosamente ed il nostro paese (o meglio la maggioranza degli italiani) è quello che più di altri la deve temere. 

Questo è lo scenario peggiore, ma come sempre non è detto, potrebbe essere anche che il tempo girasse al sereno variabile e la cosa non è mica così impossibile. Ad esempio che, eliminata la divertente ipotesi del Cavaliere al Colle, si trovasse l'accordo generale su un presidente di mezzo, tipo Mattarella o Dio volesse, Mattarella stesso per un altro anno (se tutti i partiti assieme glielo chiedessero, non potrebbe esimersi), e a questo punto la legislatura rimarrebbe blindata per un altro anno. Allo stesso tempo potrebbe essere che il Covid, superato il picco di fine gennaio, scendesse rapidamente e tra vaccinazioni  a tappeto e calo di presenze negli ospedali, tutto tornasse rapidamente all'auspicata normalità, cosa, che molti amici medici, mi dicono se non probabile, assai possibile. Questo farebbe ripatire alla grande l'economia che non aspetta altro che queste buone notizie per scattare dai blocchi. Se contemporaneamente si calmassero gli animi nell'est Europa, si raffredderebbero anche i prezzi energetici e tutto contribuirebbe alla ripartenza anche, e forse troppo, tumultuosa, con beneficio e gioia di tutti. Insomma una lama di rasosio sulla quale specialmente il nostro paese rimane in bilico pronto a precipitare da una parte o dall'altra, inferno o paradiso, per un nonnulla, ma con tutte le sfumature intermedie. Come vedete è facilissimo per l'economista fare le previsioni, basta elencare tutte le possibilità, poi a cose avvenute, spiegare come mai sono avvenute e alla fine ci sarà sempre qualcuno che ci guadagna e qualcun altro che ci perde. E di nuovo, io speriamo che me la cavo.


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