venerdì 24 gennaio 2014

Di coda in coda

Accidenti, avevo deciso di rimandare la banca a domani, essendo oggi l'ultimo giorno per la miniIMU e la coda sta ancora fuori dalla porta, ma anche da Equitalia ne avevo almeno dieci davanti e tutti con grane lunghe da sbrogliare, facce con ghigni amari e inferociti di chi ritiene di subire grosse ingiustizie, come la parrucchiera che sibilava contro quei bastardi che le tasse non le pagano e so io quanti e poi fa gli scontrino con segnato solo la metà dell'esborso e potendo anche un po' meno, tipo solo la piega. Alla posta uguale, in più, almeno un paio avevano un pacco di raccomandate che ci hanno messo da soli una mezz'oretta e un'altra ora se ne è andata. Anche qui tutti incarogniti, ma più aggressivi, mentre alle tasse erano decisamente più sottomessi, come quei cagnoni ben legati per il collo, che ringhiano a bassa voce, accucciati vicino alle gambe di un padrone severo. Qui la schiena era più diritta, come se, in questo caso fossero loro i padroni, pronti a sindacare come questi maledetti statali non sappiano fare il proprio lavoro, quanto siano menefreghisti ed indolenti e so ben io cosa farei se comandassi. Indignazione pura e sacrosanta di chi ha passato e passa vite intere a stare in coda a far commissioni, essendo usciti solo un attimo dal posto di lavoro, che tanto il capo è in malattia o chiude un occhio. Sta di fatto che questo rumoreggiare sordo si frange contro il vetro degli sportelli come una piccola onda inoffensiva e scivola giù come olio sulla pelle dei lottatori mongoli o come gli insulti all'amministratore di condomino. 

Ci devono essere talmente abituati, quei disgraziati di là dal vetro, presi più a badare ai moduli che sono finiti, al computer antidiluviano che si blocca ed alla stampante senza toner, che neanche più li sentono o forse fanno finta, avendo un po' più di sale in zucca. Per fortuna che dal dottore ce n'erano solo otto e come si sa il medico della mutua non visita e non perde tempo, così anche lì prevedevo al massimo un'oretta. Poi casualmente, tra le varie lamentele e dettagliata descrizione di malattie che formavano il brusio della sala d'attesa, è venuto fuori che il mio non c'era neanche, era lui stesso in malattia, così ho saltato la terza coda, sarà per un altro giorno, quasi come diceva Rossella O'Hara. La signorina mi ha segnato ugualmente i farmaci ripetibili e mi sono addirittura attardato alla chiacchiera con un vecchio collega che aspettava il suo turno, delirando un po' sui bei tempi andati e di come le cose andavano meglio e dei disastri che ci attendono inevitabilmente, adesso che tra poco ci sospenderanno le pensioni. Spero che la sua dottoressa gli abbia prescritto i farmaci giusti, soprattutto antidepressivi potenti. Non mi è rimasta che una codina in farmacia, dove per fortuna, hanno ormai il buon senso di separare il banco dove spacciano l'acqua fresca, gremito di donnine in attesa che lanciavano gridolini eccitati alla distribuzione di nuove boccettine miracolose a base di oscillococchi, pappe reali e principesche, pomate antiemorroidali alla carta vetrata e detergenti intimi all'acido muriatico. 

Lì facevano veramente a pugni per assicurarsi il privilegio di lasciare biglietti da 50 euro in cambio di deliziosi pacchetti regalo per i farmacisti medesimi, che pur essendo più di sei non riescono a far fronte alla ressa. Le clienti invece, guaiscono di piacere aprendo il portafoglio, certe dei risultati che darà loro l'effetto placebo. Una che aveva appena sborsato 120 euri di fiale per nutrire in maniera definitiva la sua pellaccia incartapecorita, si lamentava di aver dovuto pagare un ticket oneroso per un medicinale del marito cardiopatico, che vergogna dopo tutto quello che ci fanno pagare di tasse. Meno gente invece al bancone dei farmaci dove, dopo aver ritirato un bel pacco di scatolette naturalmente non griffate, ho lasciato sul tavolo un bel 50 centesimi. Per forza che il sistema sanitario nazionale va in malora. E' la vita, per fortuna dal benzinaio di coda non ce n'era e il GPL è pure diminuito. Quasi quasi vado in montagna un paio di giorni a cercare di far funzionare il mio nuovo minitablet, che non sono capace.


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3 commenti:

tentare, nuoce ha detto...

Un oggi cattivello cinquedita un erectus tra gli eretti, ogni tanto, mica guasta

Ciccola ha detto...

Ho pagato la mini-IMU on line, sul conto della banca. Già che c'ero ho pagato anche il canone Rai, anche se la cosa mi da molto fastidio. Oltretutto, dato che dovrebbe essere un "servizio pubblico", anziché ammorbarci con l'avviso ogni mezz'ora che il canone scade il 31, come mai non fanno altrettanto con scadenze tipo questa dell'IMU? Magari la gente anziché riempire gli impiegati delle Poste di domande si sarebbe informata per tempo!

PS come ti trovi col tablet?

Enrico Bo ha detto...

tent - ma no, gente buona, di buona fede e di buona volontà cerca pietà soltanto quanto menar vanto, osservare comprendere perdonare, sperare.

Cicco - questa è stata una disgraziato incidente indecente e quindi il casino è al massimo. Vedremo.
Per il tablet, noto che è un oggetto molto bello che piacerebbe saper usare, per ora siamo ancora molto lontani, mi sembra di essere la scimmia di 2001 davanti al monolite, speriamo di rimanere illuminato perché tra una decina di giorni parto e vorrei essere in grado di farne uso, anche se non buono.

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