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giovedì 7 maggio 2026

Tranquillità instabile

dal web

 

Non è facile fare previsioni sull'andamento delle cose nel mondo. Di norma tutti ci facciamo prendere dallo scoramento e facciamo valutazioni di pancia che si discostano però dalla realtà. Questo è insito nella mentalità umana, ti giri intorno e vedi cose orribili che ti fanno accapponare la pelle, non sai come difendertene e quindi prevedi il peggio, ma spesso per valutare le cose a breve termine occorrerebbe prendere in esame razionalmente indici diversi e più condizionati da fattori differenti, magari meno emozionali. E' ovvio che il mondo ed i centri del potere decisionale in questo momento stanno scivolando sempre di più in mano alla feccia condizionata dai peggiori istinti che albergano negli animi umani. Non illudiamoci, nel fondo di ognuno di noi, in maggiore o minore parte albergano sentimenti neri, orrendi ed indicibili, solo che di norma il pensiero umano e razionale, riesce a dominare questi istinti e li relega dormienti nella parte più oscura delle menti, senza lasciarli riaffiorare in superficie, salvo, in particolari momenti storici come questo, in cui tutto questo a poco a poco riaffiora, si potrebbe dire emerge dalle fogne e comincia a dilagare ingrossandosi come un fiume che esondi dagli argini. Ecco che si spiega come anche in stati apparentemente democratici, vengano poi scelti capi autocrati e criminali, che però non sono altro che lo specchio di chi c'è sotto e che li sostiene, inutile nasconderselo e pensare che nascono da soli senza motivo. 

Nessuno di costoro sarebbe al potere con la sua malefica predisposizione al male se non fosse stato sostenuto in qualche modo da una forte base interna sottostante. Certo ci sono anche stati dove l'autocrazia, o tirannide come vogliamo chiamarla, esiste da sempre per popoli che addirittura non hanno mai conosciuto la cosiddetta democrazia e qui è più facile, anche se non proprio automatico che prevalgano questa forze e certo non ci possiamo fare niente, ma anche in questi casi, se il resto del mondo attraversa un periodo di calma razionale, stanno quieti e non fanno troppi danni salvo quelli inferti direttamente ai propri cittadini. Tuttavia tornando alla nostra congiuntura non possiamo non chiederci come potrà andare a finire a breve, viste le condizioni che si stanno verificando e che potrebbero con facilità scivolare verso esiti particolarmente devastanti anche direttamente per noi. Una spia interessante che a mio parere va osservata per trarne dettagli e previsioni è, a mio parere, la borsa e più in generale, la finanza mondiale. E' inutile girarci intorno. Chi muove queste masse di denaro, può avere ed essere depositario di tutti i sentimenti peggiori e più malevoli che ci siano, dall'egoismo puro, fino alla totale mancanza di empatia verso il resto dell'umanità, essendo solo, disumanamente teso a fare aumentare la propria massa di denaro e di potere, ma è tutto fuorché stupido. 

Inoltre è di solito maggiormente al corrente di come stanno realmente andando le cose, al di là delle migliaia di voci fasulle o dei rumors che si intrecciano o vengono lasciate fuoriuscire dalle stanze del potere con scopi ben precisi. Nessuno maneggia a caso queste masse di denaro, così imponenti da provocare esse stesse con il loro movimento inconsulto, problematiche e direzioni delle cose. Dunque se in questi giorni, tutte le borse del mondo, uniformemente ed in totale accordo, si stanno felicemente muovendo al rialzo, potrebbe anche, con buona ragione, voler significare che le previsioni a breve (che solo di questo si può ragionare), non sono poi così negative. I titoli finanziari sono in rialzo, segno che si prevede una certa stabilità priva di gravi crolli. I titoli dell'energia si sono fermati, anzi quelli più legati ai combustibili fossili, si sono decisamente calmati o discendono addirittura, significando che la situazione legata agli stretti si potrebbe risolvere forse in tempi ravvicinati. Anche gli industriali crescono in controtendenza a quanto si teme riguardo ai blocchi che gravano sul commercio mondiale. 

Gli stessi titoli legati al mondo delle armi non crescono più vorticosamente come prima, se pur è ovvio pensare che il riarmo che è legato forzatamente a questa situazione, si protrarrà a lungo nel tempo e che molti stati che non pensavano certo a queste cose, pensino di destinare risorse in questa malaugurata direzione, reputata necessaria ed in un certo senso obbligatoria. Insomma una situazione che indubbiamente il grano che gira, vede con una certa disposizione ad un ritorno alla calma, almeno per un certo periodo. Certo alla lunga è diverso, prima che si calmi questa ondata di violenta ferocia e che l'umanità sia abbastanza sazia di sangue versato, evidentemente non ancora sufficiente per generare quella nausea alla violenza ed al razzismo verso  l'altro che emerge da solo dopo i lavacri epocali, quelli attuali non sono stati abbastanza potenti per generare nell'umanità in generale questo sentimento, ci vorranno anni se non decenni, ma forse l'apocalisse per il mondo nel suo complesso, è ancora lontana. Certo ci aspettano anni schifosi, circondati da gente che spurga veleno e odo da tutti  pori, basta scorrere le pagine dei social per rendersene bene conto, ma forse nel brevissimo non siamo ancora arrivati al momento dell'esplosione finale. Guardate dunque i listini degli indici di borsa e se continuano a salire nelle medie settimanali, siate contenti anche se non avete risparmi da proteggere. Vi lascio con questa nota di positiva speranza, tanto per non farvi troppo abbattere il morale, quando accendete il televisore. 



giovedì 5 dicembre 2024

Anche in Corea

dal web (il post)


Guarda un po' leggi la notizia, senti i TG e quasi non ci credi, anche in Corea. Che ci fosse casino a Tbilisi, in un paese da sempre marca di frontiera, problematico di per sé con la sua miriade di gruppi etnici in perenne lotta tra di loro e per di più con un vicino così ingombrante ed ingordo, con la decisa volontà di ricostruire l'impero perduto per lassismo, incapacità e obsolescenza, è perfettamente comprensibile, anzi te lo aspetti da un momento all'altro, ma che cose analoghe capitino in quello che non puoi altrimenti definire che come il paese del sorriso, della gentilezza, della pacata mansuetudine, almeno apparente, non si riesce ad accettare. A me che da poco ci ho trascorso quasi un mese, non appare credibile che gente che non fa altro che prestarti attenzione, darti aiuto non appena ne sospetta la necessità, che parla sempre con voce sommessa, che non fa altro che sorridere in ogni circostanza e sembra davvero felice e serena, sempre circondata da fiori e dal gusto del bello e di cui non puoi non rilevare i modi sempre gentili e misurati, si metta a urlare in piazza slogan barricaderi e si mostri disposta ad un atteggiamento violento verso il potere costituito. E' pur vero che i trascorsi di questo paese hanno mostrato tendenze volte a lasciare spazi a regimi dispotici e corrotti, ovviamente sostenuti dagli onnipresenti Stati Uniti in chiave anticomunista, che d'altra parte non cessa di rappresentare una  minaccia concretissima a pochi chilometri di distanza, ma erano cose che si pensavano superate e che non appena il cicciolone, fosse stato messo da parte dalla vita o dalla circostanze, avrebbe potuto evolvere verso una transizione pacata finalmente indirizzata ad una tranquilla riunione. 

Invece niente di tutto questo, anche lì toni di battaglie e clangor di scudi; folle urlanti e idranti polizieschi, camere barricate e opposte richieste dii arresti. Speriamo finisca bene come uno dei tanti golpe falliti, inclusi quelli da operetta, degli ultimi decenni. Vedremo, certo che bisogna constatare che sarà una combinazione, ma praticamente tutti i paesi in cui metto piede, passato poco tempo, diventano campo di battaglia e non solo in senso politico e di parole. Per nominare solo gli ultimi che mi vengono in mente, a partire da Sao Tomé dove pochi giorni dopo la mia partenza avvenne un tentativo di golpe subito soffocato fortunatamente che ha lasciato sul campo però tre morti, all'Etiopia, al Libano, al Caucaso e adesso alla Corea. Speriamo bene, ma mi aspetterei a questo punto lettere dalle ambasciate dei paesi di cui ancora non ho ancora varcato i confini (e sono ancora molti purtroppo) che mi invitano caldamente a non programmare alcun tipo di viaggio attraverso i loro territori. Che sia proprio io che porto male? Spero proprio di no. Certo che Argentina e Brasile che ho appena lasciato, mi sembrano terreni assai fertili per queste situazioni e non vorrei davvero tirargliela, in particolare guardando alla loro storia recente ed alla attuale precaria loro situazione economica, non che noi stiamo tanto meglio per carità. Ma di questo avremo modo di parlare non appena mi metterò all'opera per raccontarvi di questa mia ultima esperienza. Ma lasciatemi turare il fiato ancora un po', Per adesso incrociamo le dita e facciamo voti che le cose almeno parzialmente, se non è chiedere troppo, si risolvano, che andremmo tutti meglio, salvo i venditori di armi naturalmente.


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lunedì 12 febbraio 2024

Economia politica 14

dal web

 

I cigni neri si addensano in questo difficile anno di transizione. Non ci sono dubbi che sarà un anno di passaggio in cui continueranno a contare più le previsioni di quel che accadrà nel 2024, piuttosto che i fatti reali. Le guerre rimarranno, come si dice, a sobbollire nella carbonella in attesa di vedere quel che succede, di conseguenza l'economia, che è poi quello che conta, continuerà ad ansimare in attesa di avere situazioni più certe per prendere una o l'altra direzione. Alla fine tutto dipende dal fatto se Trump vincerà o no le elezioni ed il dato della altissima probabilità che questo avvenga, contribuisce a far sì che tutto, anche le posizioni più deboli cerchino di resistere fino ad arrivare a quel momento a loro certamente più favorevole. E viste le dichiarazioni folli che si susseguono continuamente, financo ieri, non si può che ragionare in termini catastrofici, anche se per carità si tratta di promesse elettorali, e tra il dire e il fare...ma quando si parla di spingere la Russia ad attaccare l'Europa, certo fossi nei Baltici e nella Polonia, un brivido lungo la schiena mi verrebbe, mentre lo zar sta gongolando e continua a rilasciare interviste gigionesche a giornalisti ombatazzanti e di certo fornirà il massimo aiuto affinché questo avvenga. 

Sul fronte delle armi certamente la Russia, viene spinta a resistere per un altro anno tenendo la linea lungo le trincee e lanciando un altro po' di bombe di tanto in tanto che riesce a costruirle e a comprarle da chi la sostiene, mentre il guitto, ormai debolissimo e presto mollato da tutti, abbassa la testa e li vede passare, aspettando che succeda qualcosa di quasi impossibile che lo salvi. Netanyau poi non aspetta altro, se mollasse un attimo la mattanza verrebbe spazzato via dal suo stesso parlamento, quindi è certamente l'ultimo che voglia decidere tregue impossibili e il suo contraltare pure, più bambini gli ammazzano e più aumenta il suo appeal nel mondo arabo e anche nel resto del mondo che si dimenticherà così velocemente del 7 ottobre. Intanto il nazismo si rafforza sempre di più in Europa e nel mondo tra il gongolare di chi lo ha sempre apprezzato in fondo anche se non ha il coraggio di ammetterlo, ma presto lo farà apertamente come dimostreranno i prossimi agoni elettorali. Quindi la situazione è di per sé pesantissima, con la sola speranza che non si attivino nel frattempo altri punti di frizione e tanti ce ne sono specialmente nel mar cinese meridionale, tanto per capirci. Questo di per sé non ha un impatto solo negativo per l'economia, che per certi versi potrebbe marciare ugualmente, ma per altri invece, sarebbe un peso insostenibile che potrebbe far girare al rosso parecchi fronti. 

Sicuramente molti fattori insisterebbero negativamente sulle previsioni, ad esempio la spirale inflattiva potrebbe rallentare la discesa o addirittura invertire la tendenza e questo impedirebbe l'auspicata discesa dei tassi, grana potente per i paesi deboli come il nostro sul fronte del debito e impedito per ancora diversi anni da un governo pochissimo efficace sul fronte economico, obbligato più a seguire il consenso che il rientro dal debito. Anche se si deve considerare che in fondo ai governi non spiacerebbe affatto perché invece di aumentare le entrate con invise tasse, si ottrebbe molto di più con una bela inflazione che toglie soldi impoverendo la gente, che manco se ne accorge, ma fa calare in percentuale il debito automaticamente. Di certo la promessa elettorale del tycoon bancarottiere americano di mettere dazi del 10% sulle merci europee, per la nostra economia sarebbe davvero esiziale, inoltre anche il risultato delle elezioni europee potrebbe dare un bel colpo alle già debolissime forze del continente. Insomma un anno sulle montagne russe in attesa che nel prossimo, l'ottovolante economico si butti giù in un baratro molto ripido, sperando in una risalita di chissà quando, forse così lontana che io non avrò più occasione di vederla. Mala tempora currunt si potrebbe dire. L'unico aspetto positivo è che l'anziano ha sempre la tendenza a vedere nero nel futuro, mentre invece la realtà tende naturalmente al riequilibrio, questo tanto per essere vagamente consolatorio, ma non mi fiderei più di tanto.


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L'anno che verrà

Politici ed elettori

venerdì 2 febbraio 2024

Politici ed elettori

dal web

 La politica è nobile arte, ma materiale di estrema complessità e da maneggiare con cura. Difficile capire le situazioni a questo riguardo, nel proprio paese, figuriamoci quelle degli altri, anche se vicini. E' tutta una serie di sfumature che solo seguendo con molta attenzione e, se ci si riesce naturalmente cercando di non essere influenzati dalle proprie inclinazioni, ad avere un quadro per così dire generale. Credo tuttavia che i meccanosmi portanti di questa branca della filosofia, che ha appassionato gli uomini fin dall'antichità e che ritengo comunque di capitale importanza nella vita sociale degli uomini, abbiano caratteristiche abbastanza comuni sotto tutti i cieli. Ciò premesso, come giudicare la situazione italiana? A mio parere bisogna partire dal tentativo di classificare gli elettori, prima di esaminare i singoli partiti ed i candidati. Ad un primo sguardo potrebbe sembrare che l'elettorato italiano sia molto mobile e con le idee non ben chiare, ma pronto a cambiare bandiera o sponda con una certa facilità. A questo giudizio porterebbe la considerazione dei repentini spostamenti di fronte di varie forze politiche avvenuti negli ultimi decenni. Chi può dimenticare il successo di Berlusconi, seguito da quello del centro sinistra, alternativamente e poi Renzi ed ancora i Grillini, la Lega ed oggi l'estrema destra, tutta gente arrivate ai vertici del potere d'improvviso, inaspettatamente e anche con una certa facilità e poi piombate di colpo nel limbo. Tuttischizzati di colpo a quote attorno al 40% dei votanti, facendo sembrare gli elettori italiani delle banderuole in cerca di un capo da seguire, affascinati via via da un pifferaio diverso. Io non credo che sia proprio così, anche se così sembra, ad una osservazione superficiale. 

A mio parere invece, l'elettorato italiano in generale è molto più statico di quanto appaia dal voto ed è formato, naturalmente numeri un po' all'ingrosso, da un 30% di estrema destra, che magari ufficialmente per decenni cova sotto la cenere, ma ha ben fissa questa idea, pronta a dispiegarsi quando arriva vento favorevole, da altrettanti o anche qualcosa meno tra sinistra ed estrema sinistra, magari più pronti a dichiararsi, mentre una bella fetta del 40% o anche un po' di più che gravita con varie sfumature attorno al centro, che potremmo anche definire democristiano, tanto per capirci. Dal 92 in poi tuttavia questa grossa fetta si è sgretolata, mancando un centro di attrazione forte, in  molti rivoli, i quali sempre di più hanno cominciato a disperdersi verso le figure che hanno manifestato maggiore carismaticità. Ora il politico vero, definiamolo lo statista, ha in mente il benessere del paese in generale, intendiamoci, magari rubacchia anche, perché l'uomo è fatto così, anche se poi non è così importante se è capace veramente, ma pensa e progetta con un orizzonte almeno a medio termine, non curandosi troppo del parere della gente, che ragiona sempre irrazionalmente e pensando solo alla propria pancia, e infatti generalmente viene sconfitto alle elezioni successive. I governi tecnici che cercano di fare le cose nell'interesse vero del paese e che vengono chiamati quando nessuno ha il coraggio di fare le cose necessarie e che farebbero perdere voti, infatti, non solo non vengono mai rieletti, ma sono vituperati e maledetti per i decenni a venire. 

Così è andato sempre più affermandosi il tipo di politico che pensa solamente al voto, il prossimo, il più vicino e quindi spinge sul populismo, sulle dichiarazioni clamorose, sulla espressione del proprio carisma che è quello che accalappia il votante, che in generale è sempre incline ad esercitare la propria credula stupidità. Al votante devi dire che abbassi le tasse, che espelli tutti i clandestini, anzi non li fai più arrivare o al più li mitragli sulla battigia o li fai crepare nel deserto che tanto nessuno vede e che risolverai con una certa facilità i problemi del paese che sono sempre frutto di un nemico altro, esterno (l'Europa,, anche se ti ha salvato il cxxo) o chi è venuto prima (con i quali magari eri pappa e ciccia), devi dire che non cederai a nessun compromesso, quando la democrazia è la quintessenza del compromesso. Così il votante se sai gridare forte, ti premierà con il voto, convinto che in un paese con il nostro debito pubblico, sarà facilmente possibile, diminuire le tasse e contemporaneamente, aumentare le pensioni, le spese sulla sanità e istruzione e pagare gli interessi sempre più alti sul debito. Poi, deluse queste aspettative, alle successive elezioni il popppolo si rivolge ad un altro pifferaio,magari anche lontano politicamente dal precedente. Chi li accomuna e rende il voto simile, non è l'idea politica di fondo, ma le sparate acchiappavoti. Questa è una delle spiegazioni del perché oggi l'estremismo più bislacco riesce a far convergere su di sé una così alta percentuale di consensi, nonostante dichiarazioni o fatti che farebbero accapponatìre la pelle a qualunque persona raziocinante. 

E chissene frega dice il votante standard, basta che tolga le tasse a me ed elimini il nero periglio che vien dallo mare. Mi direte ma dove sono spariti tutti quelli che arricchivano quella foresta di centristi con tutte le loro varie sfumature che dici esistere? Io credo che molti di questi, un numero abbastanza consistente se si potessero contare, di certo superiore al 20%, si sia ritirato nell'area del non voto, da un lato perché rifiuta il populismo più becero, del quale c'è per la verità un'offerta enorme da ogni versante, dall'altra perché al centro, non trova personaggi convincenti. Testimonianza di ciò la vedo ad esempio nel fatto che un medioman come Tajani riesce a mantenere un 8 e forse domani un 10% di voti su un partito che tutti consideravano defunto dopo la morte del leader e dicerto era pronosticato come vicino all'estinzione. E' evidente che c'è fame di centro, ma di un centro che non abbia leader bizzosi e presuntuosi. A conferma di ciò, il sostanziale fallimento di Renzi, che pure aveva affascinato questo quadrante, ma che è caduto quando si è voluto ergere a populista di centro, dicendo sostanzialmente fate quel che dico io che sono il più bravo e questo gli italiani non te lo perdinano. Stessa sorte per Calenda che ne segue al più al meno le orme. 

Sono convinto che se ci fosse qualcuno, carismatico ma meno personalista di questi due, si porterebbe pian piano a casa, le loro due fettine, quelle di Forza Italia e recupererebbe anche una bella fetta di non votanti, perché è certo che questa sia la mentalità dell'italiano medio. Intanto gli estremisti continueranno a fare il loro lavoro e non badate troppo alle loro dichiarazioni ufficiali. Spesso non rappresentano neppure il loro pensiero, ma solo quello dei votanti che dai sondaggi sperano di accalappiare, strappandoli nella maggior parte dei casi al loro più stretto alleato. In questo momento sono forti come percentuali di voti raccolti, ma in generalle hanno ormai fatto il pieno tra i votanti e gli spostamenti avvengono solamente all'interno degli schieramenti. Conte è disperatamente teso a succhiare voti alla Shlein e Salvini alla Meloni e viceversa, ma di voti agli avversari o tra i non votanti non ne portano a casa nessuno. Naturalmente tutto questo è molto dannoso al paese, ma la colpa non è di questi politici, che fanno il loro mestiere, ma di chi li vota. Nessuno voterebbe più un Monti o un Draghi, che hanno tentato di salvare, in parte riuscendoci, l'economia italiana, anzi li vedrebbero bene appesi da qualche parte. Non pensate tuttavia di essere in una nazione di pazzi, anche negli altri posti è così, in qualcuno anche peggio. Se poi fossimo in una cosiddetta democratura o in una dittatura peggio ancora sarebbe. Il problema è che la gente è così, bisogna farsene una ragione. Nel frattempo godiamoci la lunga notte, sperando che al triste risveglio, non ci troviamo circondati solamente di macerie, che poi a ricostruire si piange.


   

mercoledì 17 maggio 2023

Vedo nero

Immagine dal web


 Continua a piovere, cara la mia Ermione e le tamerici ne avrebbero anche abbastanza, ma non è  che questo sia sufficiente per fare smettere il monsone che, quando comincia a piovere va avanti fino a quando le nuvole gonfie di umidità non hanno scaricato tutto lo scaricabile ad onta dei desideri dell'uomo. Non c'è difesa, solo salvare il salvabile, anche se probabilmente sarà sempre peggio per il parassita della terra, che si è moltiplicato un po' troppo ultimamente e ancora lo farà peggiorando ulteriormente le cose senza colpe particolari e vanificando i tentativi, assolutamente velleitari di quanti vedono nei timidi risparmi individuali una soluzione, senza rendersi conto (volutamente credo) che c'è una larghissima parte della polazione del pianeta che è ben lontana dal raggiungere un plateau di consumi anche minimi, ai quali ha totalmente e moralmente diritto, quanto e più dei pochi che questi consumi sfruttano al massimo da sempre e adesso fanno la lezioncina agli altri. E non voglio parlare volutamente delle soluzioni false e controproducenti, tipo le auto elettriche, bufala ben più dannosa, spinta d atutti solo per motivazioni di marketing di un comparto ndustruiale asfittico e in cerca di soluzioni per sopravvivere. Stendo poi un velo pietoso su tutto il green washing che inonda i media, perché qui si raggiunge davvero il ridicolo. E' il numero dei viventi il problema, ancora in crescita per  un bel po', che sarà condizionante per il futuro, tutto il resto è chiacchiera da bar e non ci sono soluzioni praticabili od accettabili da coloro che dovrebbero metterle in atto. 

Così i problemi aumenteranno con gradualità, provocando disastri e macerie, contrasti e rivoluzioni, cose sempre accadute, per carità, ma certo non risolutive di nulla, visto che di certo mai le guerre, per quanto devastanti, hanno contribuito a ridurre la popolazione, unica via di uscita per arrestare o quantomeno limitare il peggioramento del clima e delle sue modifiche. Ricordatevi che gli unici eventi storici che hanno arrestato questa crescita e per periodi limitati, sono state le epidemie a livello mondiale e questo potrebbe di nuovo tranquillamente accadere. Tuttavia quand'anche succedesse che per un qualsiasi motivo, il numero degli abitanti della Terra decrescesse in maniera consistente, ci si troverà di fronte ad un altro problema parimenti gravissimo, un impatto economico assolutamente devastante, con sconvolgimenti altrettanto epocali. Nel caso si arrestassero le nascite, avremmo una popolazione mediamente invecchiatissima nella quale i pochi attivi non sarebbero in grado di mantenere il peso enorme degli inattivi. Questo condurrà di certo a trovare giustificazioni morali per abbandonarli a se stessi, privandoli delle eventuali cure e sostentamenti necessari, quando non arrivando ad eliminarli direttamente. Già si vede bene la deriva dei sistemi sanitari proprio in quei paesi un tempo più attenti al sociale che prenderà una china sempre più veloce, figuriamoci negli altri. Nel caso contrario invece, in cui la parte anziana della popolazione per qualunque motivo diminuisse in maniera importante, riducendo la vita media a 50/60 anni, ci sarebbe comunque un impatto economico esiziale, dato dal fatto che il sistema è impostato e funziona solo sul meccanismo di crescita e una forte diminuzione della produzione globale, condurrebbe all'impossibilità assoluta di sostenere il debito su cui si fonda l'economia del mondo intero. 

Oggi si stima che il debito mondiale si avvicini al 300% del PIL, con previsioni di arrivare rapidamente al 400%. Ora è assolutamente impossibile che questo debito sia in qualche modo restituito e tutto sta miracolosamente in piedi, sulla lama di un rasoio, sulla sensazione che una costante crescita consenta di mantenerlo in equilibrio. Se la popolazione mondiale, per qualunque motivo si dimezzasse, più o meno la stessa cosa accadrebbe al PIL, cosicchè la percentuale di debito raddoppierebbe, facendo esplodere il sistema, con un default mondiale che avverrebbe certamente anche molto prima del raggiungimento di questi numeri, di certo non appena il sentiment generalizzato avvertisse, capisse o semplicemente temesse che il trend in questo senso sarà inarrestabile. Questo provocherebbe quello che accade sempre in tutti quei paesi che si sono trovati in questo stato, in pratica l'azzeramento totale di ogni ricchezza legata alla moneta, risparmi, pensioni, salari, solo che accadrebbe a livello globale con una esplosione di tutte le tensioni possibili, incontrollabili e devastanti. Nei rapporti economici, solo il baratto funzionerebbe ancora. Credo che allora ci vorranno parecchi decenni per ripartire. Sarà un momento storico epocale per il pianeta, che per il resto, dei cambiamenti climatici, se ne catafotte completamente, tanti ne ha già visti nelle ere passate e tanti ancora ne vedrà in quelli futuri. E a proposito di vedo nero, da domani non ci sentiremo per un po'. Ho come si dice un pallino in un ala, anche se non dispero di ritornare. Comunque sia è stato bello conoscervi!


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sabato 21 gennaio 2023

Questione di dieci minuti

dal web 

 

Già, la dicotomia è semplice, o sono davvero troppo anziano per capire e soprattutto per adattarmi, oppure, c'è qualche cosa che non va e quello che viene spacciato per una miglioria, nella realtà è tutto il contrario. Ieri ho ceduto di schianto alle insistenti richieste partecipative e ho seguito mia figlia a definire un problema presso la struttura elefantiaca del gigante dei mobili. Una ditta svedese che non nomino e che mai capirete chi sia. Attenzione il problema era un non problema, in quanto era già tutto preordinato, calcolato, scelto ed approvato, salvo alcune minuzie da sistemare e dare il via alla consegna. Infatti trascuro di segnalare che il re del risparmio, ha ora prezzi da boutique di alta classe, come se il truciolato fosse mogano rosso della foresta brasiliana. Comunque, tranquillo papà, è roba da 10 minuti al massimo, oltretutto grazie all'intelligenza artificiale è già tutto nel cervellone e basta un click e tutto è risolto. Cominciamo a dire dunque che i dieci minuti ci sono voluti soltanto per parcheggiare ed accedere al corretto piano della gigantesca struttura, poi di qui è cominciata la maratona che mi ha condotto a percorrere diversi chilometri a passo di bersagliere nel ventre del gigante, per arrivare a tempo all'appuntamento preordinato (perché tutto è già pronto in attesa nel cervellone). Infatti il criterio espositivo è ormai quello degli autogrill, farti passare davanti a tutto quello di cui la ditta dispone, anche se devi acquistare una brugola, nella speranza di suscitarti interesse all'acquisto. La cosa a me è talmente fastidiosa che già mi è salita la nausea, in un horror vaqui pazzesco in cui, ogni angolino, ogni parete, ogni spazio se pur minimo è affollato, rifornito, affogato, di pupazzi, cuscini, cornici, accessori, ciapapùver di qualunque specie immaginabile inclusi cartelli coi nomi vichinghi che evocano le ordalie di Ragnarock. 

Evitata fortunatamente la sosta al bar ad ingozzarsi di polpette di renna e merluzzo secco, siamo arrivati dopo una buona mezz'ora al deschetto previsto, giusto in tempo per l'ora dell'appuntamento, non sia mai che 'sti nordici poi dicano che i mediterranei non sono puntuali. Naturalmente sembra tutto facile e già fatto, ma anche le minime variazioni necessarie da apportare, provocano un rivoluzionamento totale della progettualità dell'operazione, capirà, la presa è stata spostata, qui c'è il cartongesso, là non avete previsto quello o questo e la cerniera ce l'avete e cos'è la cerniera e via discorrendo. Accidenti, certo che il programma di progetto meraviglioso che crea ambienti, renderizza e costruisce un meraviglioso schema in 3 D, lavora magnificamente, sposti, togli, aggiungi, allunghi e la camera si crea magicamente sul monitor, ma ogni volta bisogna ricominciare tutto da capo e per fare quello che un tempo veniva fatto in dieci secondi tirando due righe di correzione su un foglio di carta di formaggio e al limite veniva poi sistemato sul posto durante il montaggio, richiede un sacco di tempo, tutto deve essere riscritto, con tutte le note ed i distinguo del caso, guai a dimenticarne uno, se no i montatori che arrivano di certo da un altro pianeta, quando sul posto troveranno una cosa diversa o non prevista, automaticamente lasciano cadere la cazzuola e se ne andranno dopo che tu hai già comunque pagato il montaggio, capirà, bisogna ripagarne un altro e riparti da zero senza passare dal via. 

Quando, dopo un tempo immemorabile hai finalmente concluso di rieditare definitivamente la fase progettuale, ecco che cominciano i problemi, perché passando in modalità "ordine" emerge che alcuni dei dodicimila pezzi necessari, non sono disponibili, infatti, proprio "nell'interesse" del cliente per dargli una maggiore possibilità di scelta combinatoria, ogni pezzo è a sua volta spezzettato e così se per caso ordini una cucina, tutto viene splittato fino alla singola brugola, cosicché hai fatto l'intero progetto, ma purtroppo non c'è la maniglia del cassetto o per l'armadietto da 80 cm, c'è solo il bastone appendiabito da 60. Questo non si poteva sapere prima, naturalmente, così, devi ritornare al via e rifare tutto daccapo perché lo straordinario programma scandinavo Strunzåelkøt, non ha tenuto quasi niente in memoria e riparti da zero. Naturalmente puoi dal deschetto trovare tutto fino al più piccolo cassetto, ma il tempo che perdi ti fa perdere anche le staffe, che in effetti forse arrivano la prossima settimana, dobbiamo metterle in ordine per perderle. Alla fine, tutto è definito, ma poiché la merce deve anche essere consegnata, naturalmente da altra entità di marziani che nulla hanno a che vedere con la ditta principale che sta al Circolo polare, che giustamente per risparmiare si servirà di cottimisti cossovari che devono fare la pipì nella bottiglia per non perdere tempo, bisogna compilare un questionario più lungo di quello del censimento, che poi a causa di ulteriori intoppi ne sistema, si è dovuto, nel nostro caso, ricompilare per ben tre volte (di cui una a mano chissà perché). 

Siamo emersi dal cockpit dell'ordinazione completamente frastornati ed il percorrere all'indietro i chilometri di strada del budello sul quale gigioneggiavano grappoli di renne di pelouche, corna di alce a pan di zenzero e facce di bimbi felici di affogare nella neve, è parso infinito, anche perché mica la cosa è terminata! Per il concetto anche se anticostituzionale del fine pena mai, ben fissato nel nostro ordinamento, bisogna andare in un altro luogo, evidentemente dalla parte esattamente opposta del falansterio per fare la fattura. Ma non era già tutto fatto e non si poteva stampare direttamente da lì? Assolutamente np, altra coda, numerino e guarda un po', dopo che tutto è già stato meticolosamente inserito nel cervellone, l'intelligenza artificiale, prevede che bisogna di nuovo rifare un sacco di cose, spero non ancora previste, prima di arrivare al foglio finale, naturalmente non ancora definitivo, perché l'imprimatur arriverà solo dopo che sarà fatto un ulteriore passaggio in banca lunedì mattina. Quando si stava peggio, andavi al negozio, guardavi quello che ti piaceva, dicevi: quello lì, quanto costa?, tiravi fuori l'assegno lo compilavi e andavi a casa, dopo che ti avevano detto: veniamo giovedì prossimo e qualunque variazione equivaleva a un tratto di penna sul pezzo di suddetta carta da formaggio. Tempo totale 10 minuti appunto. Adesso che tutto è migliorato, ripeto a scelta già abbondantemente fatta, siamo entrati alle 14 e siamo usciti alle 17:30. Purtroppo mi sembra che non si sia ancora capito che il vantaggio dell'utilizzo dei computer non è quello di complicare le cose semplici. ma quello di introdurre i dati una sola volta, poi tutto deve essere disponibile per sempre, se invece ogni volta devi reimmettere tutto, mi dispiace, ma si fa prima a mano, Odino e gli altri Asi mi sono testimoni. Tanto per dire. Comunque sono esausto e ho bisogno di  un paio di giorni di riposo assoluto per riprendermi. 



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lunedì 16 gennaio 2023

Un occhio all'interno

dal web


 Ieri avevo dato uno sguardo al grosso ed irresolubile problema che abbiamo alle porte di casa e che tanto danno sta portando all'economia di tutto il mondo. Tranquilli che comunque quando, prima o poi finirà ed il tutto servirà da volano a far ripartire il meccanismo; questi sono alti e bassi che comunque avvengo sempre nella storia, tutto sta a capire se saremo ancora vivi per goderne almeno i frutti. A questo punto bisognerà dire due parole anche sul fronte interno, anche se la sua desolante pochezza suggerirebbe di tacere e passare oltre. Bisogna innanzitutto considerare che la infima qualità dei politici di cui disponiamo è una cosa abbastanza naturale. E' un po' un cane che si morde la coda. In un mondo postideologico in cui i punti fermi e le Idee con la I maiuscola, sono in continuo disuso, è più che naturale che chi si occupa di politica sia un mediocre arrivista che, incapace di fare altro nella vita sceglie questa via per sbarcare il lunario. E' qualunquismo questo? Forse, ma è abbastanza naturale che in una società nella quale i credi sono stati messi in discussione, questo spirito relativistico sia presente in tutti gli aspetti della società. Come sempre il popolo ha i governanti che si merita. La gente non ci crede più e lo dimostra non andando a votare. Gli eletti rappresentano meno della metà della popolazione e se togliamo anche parenti e amici, sodali e clientes che hanno votato speranzosi di prebende e interessenze, non andiamo lontani dal 30/40%. Questo cosa significa, che evidentemente non ci si può aspettare meritatamente di più di quel che si ha, considerando comunque che con il combinato disposto della nostra legge elettorale, chi governerà non rappresenta più del 10/15 % della gente. 

Questo sminuisce in qualche modo il governo? Niente affatto, queste sono le regole e quindi tutto è solo nella logica delle cose. Basti pensare che tra i due schieramenti pressappoco con gli stessi consensi, uno si presenta in coalizione e quindi viene premiato con quasi i due terzi dei seggi e l'altro presenta le tre forze separatamente, in perenne conflitto tra di loro, come del resto i loro avversari certo, ma raccogliendo così solo un terzo dei seggi e rimanendo quindi destinati alla totale irrilevanza pratica. Considerate che il PD, che ha perso un paio di punti alle elezioni, giudica esso stesso questa come la sua più colossale sconfitta elettorale, mentre FI che ha dimezzato i voti e il Capitone che li ha addirittura ridotti a un quarto, si dichiarano vittoriosi. Cosa che non puoi spiegare con la logica dei fatti. Sulla carta, guardando i numeri, una cosa assolutamente illogica e incomprensibile, nella pratica invece è pura realtà. Gli sciocchi oltretutto, come se questa dura lezione non fosse stata assolutamente compresa (uniti avrebbero potuto vincere addirittura le politiche o perderle di misura e rendere molto più impegnativo il governo della destra), in questa altra occasione che si presenta, delle due più importanti regioni italiane, proseguono a mantenersi divisi, accorpandosi da una parte con uno e dall'altra con l'altro e ricondannandosi così a certa sconfitta. Ci vorrebbe davvero degli scienziati capaci di sondare a fondo la mente umana per capire simili comportamenti, ma questa è la realtà e va sempre accettata così come si presenta. Buon per chi è più furbo. 

Tuttavia in questo modo è difficile pensare che i grandi problemi del paese, che diventano, anche per fattori esogeni, sempre più stringenti, possano in qualche modo essere risolti positivamente. Certo in questi casi è molto meglio quando l'incertezza e il disaccordo tra le parti costringe a mettere il governo in mano ai tecnici che quantomeno qualche cosa capiscono ed infatti, nel recente passato, questi lo hanno a più riprese dimostrato, salvando la ghirba al paese mentre era sull'orlo del baratro, con soluzioni corrette, ma ovviamente invise alla gente, utili comunque sia nel prendere decisioni difficili ma corrette, sia come utili capri espiatori, quando gli ignavi hanno ripreso il controllo del vapore e possono indicarli come i cattivi che vogliono il male alla gente, salvo poi, e questi ultimi risvolti lo dimostrano, seguire pedissequamente (e per fortuna) la strada tracciata da chi ne sapeva qualcosa. Comunque al momento la situazione è questa: un governo stabile, con una maggioranza talmente ricca da permettersi anche sbandamenti senza pericoli. La premier si dimostra furbissima, continua nelle decisioni che contano, a seguire il solco di chi l'ha preceduta (ripeto per fortuna) e che aveva quando era all'opposizione, avversato fortemente, facendola sua senza vergogna. Naturalmente deve dare in pasto qualche cosa al suo zoccolo duro e lo fa con provvedimenti totalmente inutili ma a costo zero, cosa che serve anche, suscitando dibattito a stornare l'attenzione dai problemi reali, che tuttavia prima o poi arriveranno al pettine. 

Gli alleati ai quali continua a drenare voti, schizzano di rabbia e volentieri la farebbero fuori, ma sono presi nella trappola del "e quanno ce ricapita" e per questo continuano a masticare amaro e credo che lo faranno a lungo. Inoltre la Capa ha la straordinaria fortuna di non avere alcuna opposizione effettiva, dopo che questa, con il tafazzismo più puro, rimane pervicacemente spezzata in tre, avendo a cuore di più il farsi male a vicenda che a occuparsi di fare il mestiere che l'opposizione deve fare e quindi ha un impatto zero sul governo. Centristi e grillini hanno come unico fine quello di prosciugare un PD che ormai non esiste più e si avvia a seguire la triste fine dei socialisti francesi, riuscendoci del resto benissimo, Il terzo polo è addirittura disposto a sostenere le destre in caso di bisogno, come se ne avessero davvero necessità e aggiudicandosi così i moderati; l'avvocato del popolo, sfruttando la massa degli orfani del reddito, e ritenendo in questo modo di poter aggiudicarsi tutta la sinistra piddina, sempre in cerca di qualche cosa che non trova mai. In questo momento a queste tre forze politiche, meglio sarebbe chiamarle debolezze, non interessa minimamente fare proposte per risolvere i grossi problemi del paese, le palle al piede che frenano ogni possibilità di uscita dal tunnel, al momento: debito pubblico, sanità, istruzione, ma solo rafforzarsi in attesa di quanto avverrà tra cinque anni. Nel frattempo il paese vada pure in malora. Così in un paese in cui non esiste più opposizione, chi comanda, non essendo stimolato, lavora giustamente a sua volta, non per tentare di risolverli questi problemi, compito per il resto quasi impossibile, visto che soldi non ce ne sono e le condizioni esogene sono talmente forti da rendere spesso vana anche la eventuale buona volontà, ma può spendere il suo tempo a rafforzare la propria posizione presso quello che ritiene essere il suo elettorato. 

In particolare persegue con costanza la connivenza con gli evasori, ben sapendo che gli italiani (al pari di tutti gli altri popoli, eh) sono tutti evasori, effettivi, come le vaste categorie che vengono appunto blandite coi vari condoni e flat tax, ma anche potenziali, in quanto tutti coloro, redditi fissi e pensionati, che non possono evadere, lo farebbero immediatamente se solo lo potessero e in generale, stupidamente perché danneggiano solo se stessi. Costoro bruciano come pazzi e odiano le suddette categorie, ma poi sotto sotto, approvano i provvedimenti che favoriscono l'evasione, invidiando chi ne può beneficiare speranzosi di poterne di tanto in tanto approfittare a loro volta, basti vedere come siano i primi a chiedere di non fare le fatture a qualunque artigiano o professionista pur di risparmiare qualche cosa, di poter finalmente a loro volta evadere. Non ci sono illusioni sul fatto che con tassazione bassa la gente evade di meno, da che mondo è mondo anche se le tasse fossero dell'1%, sarebbero sempre viste come ingiuste e vessatorie, questi soldi utilizzati solo per nutrire gli sprechi, salvo poi lamentarsi dei pronti soccorsi e delle code di attesa. Solo la costrizione e l'oculato controllo rende i cittadini onesti pagatori dell'erario. Quindi niente illusioni, la manfrina continuerà a lungo, non aspettatevi provvedimenti utili a risolvere i problemi italiani, che saranno destinati solo a peggiorare, a meno che da fuori, dalla vituperata Europa o dal resto del mondo, non riparta un ciclo economico che giocoforza, in automatico, in un mondo per fortuna ancora globalizzato, ci coinvolga anche controvoglia con un effetto trascinamento. Aspettatevi quindi solo un continuo tikitaka su cose di totale irrilevanza economica ma che possono lasciare enormi spazi alla discussione, alle proteste ed alle contestazioni fini a se stesse, anche e soprattutto all'interno della compagine governativa, che a questo punto rimane l'unica forza in grado di fare del male a se stessa, anche se è difficile che riesca a farlo. 


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venerdì 29 luglio 2022

Borsa e ignoranza

Break out, testa e spalla rovesciato

 L'ignoranza è una brutta cosa, ovviamente e chi è ignorante dovrebbe tanto per cominciare, tentare di informarsi, invece di lamentarsi che non capisce una fava. Tuttavia, accidenti, anche se so di non sapere, non riesco a sentirmi saggio, almeno in certi argomenti e badate che per un tuttologo come me, è già una bella ammissione di umiltà. Comunque questi sono giorni difficili, il mondo, almeno negli ultimi tempi, non è mai andato così male. La guerra si è ormai cronicizzata e si continua ad ammazzare allegramente la gente e la cosa interessa poco, ma si va avanti; l'epidemia poi, procede tra alti e bassi senza problemi e non pare abbia voglia di scomparire; la fame comincia a colpire i paesi più poveri e le materie prime scarseggiano in tutto il mondo; l'inflazione, che addirittura una intera generazione non ha mai conosciuto, è esplosa con una virulenza mai vista (quasi al 10%) ed erode risparmi, salari e pensioni senza pietà, anche se alla gente sembra importi meno che se gli alzano le tasse dell'1%; il clima mostra sempre di più episodi che dovrebbero cominciare a preoccupare anche chi pensa che tanto non sono affari suoi: il nostro paese, che dopo anni aveva messo al governo (anche se circondato da idioti) una persona degna e soprattutto capace di fare il proprio lavoro, quando glielo lasciavano fare, si trova allo sbando totale ed in preda alle camarille che, pur di andare al potere, sono ben contente di sfasciare tutto, ma state tranquilli che le vincete 'ste benedette elezioni, poi potrete ricominciare con l'olio purgativo, smettendola di tritarci i cabbasisi anzitempo.

Eppure pare che tutto sia regolare. Con una situazione del genere per l'indice più sensibile del sentiment di queste cose, i mercati e le borse, dovrebbe essere il diluvio globale, la morte nera, il disastro annunciato e invece così non pare, almeno a quanto sembra. In generale infatti, quando marciano i cavalieri dell'apocalisse come nel nostro caso, l'oro e i beni rifugio, ad esempio, dovrebbero salire alle stelle, invece calano (l'oro da 2000 $ a 1700$). Se i tassi vengono aumentati per arginare l'inflazione come è avvenuto in questi giorni, le borse precipitano, invece stanno aumentando (tutto già digerito?). Titoli che sulla carta avevano fondamentali solidissimi erano precipitati del 50% (esplosione della bolla?), ma in una settimana di mancanza di governo e quindi di disastro economico annunciato, hanno ripreso il 20%. Il mio amico grande esperto di mercati borsistici, essendo un graficista dai baffi lunghissimi, mi invia continuamente curve e studi come quello che vi ho messo in cima al post, facendomi toccare con mano come secondo la legge del Tale o del Talaltro, non ci siano dubbi che siamo decisamente entrati in una indubbia fase di rialzo, anzi se il MIB sfonderà quota 23.300, la curva si impennerà alle stelle. Lui dice che a monte c'è il ciclo generazionale bullish, quindi...  Anche se non riesco a capire perché, data la merda in cui navighiamo, sono convinto che abbia ragione piena, gli esperti sono esperti e parlano con cognizione di causa e se lui è convinto che sia così, con le informazioni e le conoscenze che ha, non può avere che ragione. Siamo in vista di una fase fortemente rialzista che potrebbe proseguire non si sa ancora per quanto tempo. 

D'altra parte è verissimo che il mercato italiano è uno dei più penalizzati ed è a meno della metà di quanto stava prima del 2008. Allora? Tutto vero, ma io ho sempre una vocina che mi sussurra dietro la testa e mi ricorda una legge che mi suggeriva un altro guru del settore, un vecchio volpone da parco buoi, una quarantina di anni fa. Tu senti il parere dei migliori esperti, ma che siano i migliori, i più bravi, i più informati e poi fai esattamente il contrario, sempre e incondizionatamente. La Minchioni SpA sta per avere una performance spettacolare, è da comprare a piene mani, tu vendi subito; la Piciumol Indistrial, va male è meglio alleggerire e vendere il più possibile, tu compra subito e senza paura. Fai sempre così, nella media alla lunga, guadagnerai tu. Ma questo perché gli esperti sono stupidi o non sanno fare il loro mestiere? Al contrario, loro la sanno lunga veramente e vedono quello che può accadere secondo la logica più corretta, tuttavia il mercato e la borsa sono sempre condizionate da eventi assolutamente imprevedibili e anomali, che nessuno è in grado di indovinare, neanche Nostradamus e che quindi capovolgono le predizioni corrette degli andamenti logici. E questo avviene continuamente, non una tantum per sbaglio. E' la norma ragazzi. Oggi c'è il sole e domani arriva il disastro meteorologico. L'economia si tira su e dei dementi fanno cadere un governo; l'orizzonte si rasserena e invece ti tirano le bombe e salta tutto e questo accade un giorno sì e un altro pure. Dunque voi fate come volete, io intanto vado alla Rosa a prendere un marocchino col cacao, tanto di risparmi da investire non ne ho e tutto questo rimane un discorso teorico, giustamente da bar. Ma fatemi sapere voi cosa ne pensate della curva che il mio amico mi ha segnalato, così tanto per capirci qualche cosa, anche io. 

PS. Il mio esperto, dopo aver letto quanto sopra mi scrive (a testimonianza che non avevo capito nulla o quasi) e io riporto fedelmente:  - Ma io non ho mai sostenuto che se superiamo quota 23300 le quotazioni di impenneranno. Ho sostenuto che probabilmente ci andremo e che se romperemo la trend line ribassista che passa più e meno quella zona, ciò confermerà la fine dell'onda ribassista partita da 28000. Fatto di cui possiamo essere già certi per altre considerazioni. Solo il superamento di 25/26000 segnalerà l'entrata in crisi del trend ribassista di lungo termine. Credo che sia possibile ma fino ad allora non potremo essere certi che il trend di medio rialzista appena partito non sia un onda 4 del ciclo maggiore e non, come spero, una onda 1 di un nuovo Toro. Quello che tu dici è tutto vero. Ma anche la peggiore delle malattie può guarire e sul piano finanziario (rialzo del petrolio, delle materie prime ,del tasso d'inflazione) si sta correggendo o si è già corretto brutalmente un eccesso di fiducia durato anni. In fondo è sempre un problema di eccessi o da una parte o dall' altra . ( Shumpeter: euforia e panico sui mercati finanziari ) - Capito? Cerchiamo di seguire, eh, che poi interrogo.

Unicredit - doppio minimo ehehehe

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domenica 27 febbraio 2022

Posizione di stallo

dal web

Capisco che a lungo andare si diventa noiosi, ma d'altra parte, di che argomento vuoi parlare, col Covid in calo costante e le diatribe politiche in sonno, come direbbero alla loggia Ungheria. Dunque la situazione si incancrenisce e ogni giorno che passa lavora contro Putin, che sempre di più vede diminuire i suoi ammiratori. Più Ukraini vengono trucidati e più il mondo si stringe (a parole) a Kiev. Un Kerensky che si immola alla Allende, con la famiglia deportata e sparita tra i ghiacci siberiani, già circolano i meme, sarebbe una vittoria definitiva per l'Ukraina. E inoltre, ma come, il secondo esercito più potente del mondo non riesce a piegare quattro scalzacani guidati da un Grillo qualsiasi? Già, le cose non sono mai così facili come sembrano. Da una parte il grande esercito, non si sa bene quanto motivato (mica sono tutti Spetnaz pronti a trucidare tutti quelli che vedono come a Grozny), ci saranno anche tanti ragazzi calati tra i campi neri di cernosiom ukraini come sulla luna, a chiedersi cosa ci fanno tra quelle donne e bambini, ponendo magari poca attenzione alle brigate che cercano di fargli la festa. Ricordo un amico russo circasso che mi raccontava, di quando diciottenne era stato mandato su un carro armato a Praga e non riusciva a capire perché per le strade della capitale cecoslovacca (la sera prima al campo c'era stata vodka libera per tutti), invece di essere accolto come un liberatore e con le grida festanti e i baci lanciati dalle ragazze, tutti gli sputavano addosso e gli lanciavano insulti. Mi disse che non si era mai sentito così fuori posto, deluso e tradito da chi lo aveva mandato lì. 

Intanto questo banco di prova, se trascuriamo i poveri morti incolpevoli che ogni battaglia lascia colpevolmente dietro di sé, è molto interessante per capire come cambiano i modi e i sistemi di fare le guerre. Già si intravede la preponderante importanza della guerra elettronica, che in questo momento si sta combattendo all'impazzata silenziosamente da ambo le parti, sia sul danneggiamento dei sistemi di arma e di combattimento, giacché ormai tutto ha smesso da tempo di funzionare in manuale, alla cosiddetta disinformazja, che è parte vitale per conquistare consenso e aiuti, morali e materiali, soprattutto armi incluse, mostrando al mondo porcherie e crimini di guerra, veri o presunti, non ha nessuna importanza, tutto, come ha insegnato Trumpo, diventa verità, basta dirla con convinzione. Ha detto bene lo scacchista Kasparov, grande nemico di Putin, lo potete piegare solo rovinandolo economicamente, dovete portare la Russia alla bancarotta. Ma non è così semplice come pensano in molti. Il mondo economico ha tali e tante implicazioni che ogni mossa che si fa, provoca conseguenze che rischiano di essere più dannose per chi le impone che per chi le subisce. Certo colpire i circa 200 miliardi che Putin ha nascosto all'estero servirebbe, ma non si sa neanche bene dove siano. Colpire i movimenti di denaro della Russia col mondo tramite il blocco dello Swift, abbiamo visto che danneggia di più l'occidente e potrebbe innescare una crisi monetaria mondiale peggio della Lemann Br., inoltre le riserve in dollari della Russia, grazie a tutte le vendite di materie prime e idrocarburi innanzi tutto sono immense e prima che le esaurisca ci potrebbero volere anni. Bisogna lavorare in questa direzione ma con sagacia e consultando bene gli aborriti bancari che conoscno i meccanismi del danaro. 

Sono certo che non è cosa facile trovare la strada giusta. Intanto questa guerra si sta combattendo pesantemente, sembra davvero ridicolo dirlo, soprattutto sui social, Twitter, Telegram, Tiktok e Facebook, che tra le altre cose non si riescono, cosa incredibile, neppure ad oscurare. La Cina dovrebbe meditare molto su questo. Per Putin si sta facendo sempre più difficile, se non decide di peggiorare la situazione radendo al suolo Kiev e qualche altra città, Dnipro o Karkhov, come ha fatto in Cecenia, ma qui misembra più difficile. Leggiamo con attenzione Sun Tzu: se non hai forze sufficienti e preponderanti, evita di invadere il territorio nemico che non riesci a controllare completamente. E qui non vorrei dire, se si va al di là di una azione isolata da specialisti, quando si deve muovere una massa organizzata, mi sembra che stia emergendo la ben nota efficienza russa, pronti via, una volta manca la benzina, un'altra volta il martello, un'altra volta il coglione da metterci sotto. In generale, per quanto ne ho esperienza io, i russi sono magnifici solo se c'è da fare il supremo sacrificio, l'eroismo stakanoviano una tantum o lo spianamento al suolo, chi c'è, c'è. Diversamente l'organizzazione difetta un po'. Comunque, se la cosa si prolunga per un'altra settimana, bsognerà sedersi forzatamente a un tavolo e parlare. Bisogna vedere però, al di là delle boutade ridicole di offrire una sede in Bielorussia, chi ha l'autorevolezza di essere ascoltato da entrambi. Difficilmente mi sembra possano avere successo Turchia o Polonia, troppo legate ai contendenti e anche l'Europa si è schierata. Potrebbe avere successso secondo me la Cina, e non fate gli spiritosi dicendo che la sede scelta potrebbe essere Taipei, così magari dopo Xi Jin Ping rimane lì. 

Io butto lì la mia proposta che sarebbe epocale. Si proponga Papa Francesco. Un tavolo di discussione in Vaticano e lui vestito di bianco che li accoglie e di fronte al mondo e soprattutto alle telecamere, si inginocchia davanti a loro, come sa fare lui e gli chiede, per pietà di cessare di uccidere. Sarebbe impossibile non piegarsi alla richiesta. Chiusi nella Cappella Sistina, si troverebbe di certo un accordo.


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