venerdì 8 agosto 2014

Albania 20: Butrint

Butrint - Mosaici della basilica



Ingresso delle rovine
Colazione ricca, la signora, non sa più cosa portare, uova, marmellate deliziose albicocca e citronella, burro, miele, formaggio, tutto fatto in casa, l'apoteosi del chilometro zero. Poi la strada, che adesso corre lungo il mare. Paesaggi solitari che ti fanno pensare a certe coste della Croazia di quaranta anni fa. Di tanto in tanto spunta qualche gruppo di case nuove che risponde certamente a tentativi di "valorizzazione", che la crisi ha stoppato. Rimangono così solo le occhiaie vuote delle finestre mute e invendute. Appena al di là del blu, tre isolette greche deserte e la grande sagoma di Corfù che si perde nell'orizzonte lontano, due mondi ancora molto lontani tra di loro, troppo distanti nel sentire, per poter creare delle sinergie utili. Anche Saranda, la città della costa sud e Simil, il paesino successivo sono un seguito di palazzi nuovi, naturalmente quasi tutti da vendere. Si respira però già l'atmosfera dei paesi di mare e di vacanza, coi negozi che vendono i gadget da mare e i materassini da spiaggia. I paesaggi dell'interno sono tutto un seguito di terrazze ed ulivi, con stagni e lagune interne dovi si cominciano ad allevare i frutti di mare, segno che i tempi nuovi sono già arrivati. La strada scende ancora verso sud, siamo ormai quasi al confine greco e su una grande laguna interna sorge uno dei più importanti siti storici e archeologici albanesi, la città di Butrinto. 

Mosaici  scoperti
Città storica dell'Epiro, forse già attiva fin dal X sec. a.C., secondo la leggenda visitata da Enea durante la sua fuga da Troia, occupa un'isola che era nell'antichità collegata alla costa da un ponte di cui ancora si indovinano i resti sotto la superficie immobile dell'immenso stagno. Al di là del canale le mura severe della fortezza eretta da Alì Pascià, quando riconquistò la zona per gli Ottomani nel 1799. I resti della città antica sono imponenti e dispersi in una vasta superficie dove il bosco, che in lotta perenne con la pietra, aveva tentato di prendere il sopravvento, ma già gli scavi di epoca fascista e quelli successivi alla caduta del regime, hanno liberato le parti più importanti, rendendo godibili, il grande teatro e l'agorà, la basilica, il battistero e tante altre costruzioni dell'epoca romana e successiva. Rimane il fascino consueto che dà il muoversi tra gli alberi, scoprendo di tanto in tanto la radura dove si ergono muri sbrecciati, colonne smozzicate e resti di un mondo morto da millenni. Le mura mostrano la dimensione ciclopica ancora più antica con i grandi massi che ornano le porte con sculture di mano greca che portano subito la mente alle città micenee del Peloponneso. 

Il teatro
Come tutti gli altri siti archeologici, anche questo ben organizzato e ordinato, tenendo conto della situazione del paese, ti concede le medesime impressioni di doverti continuamente misurare col passato, con un mondo così lontano ma al tempo stesso tuo proprio, a cui senti comunque di appartenere come ascendenza diretta. Il paese è povero evidentemente e sa di non poter investire più di tanto nelle sue ricchezze storiche, tuttavia ci si preoccupa quantomeno di evitare una perdita o un deterioramento di quanto già venuto alla luce. Così non potendo disporre di un sistema efficace di protezione per i bei mosaici della basilica, questi vengono ricoperti di sabbia e portati alla luce solo di tanto intanto e parzialmente. Lasciarli liberi alle intemperie, probabilmente li perderebbe per sempre in poco tempo. Forse basta questo per dimostrare che si ha cura della propria storia. 


SURVIVAL KIT

Butrint - A pochi chilometri dal confine, ci si può arrivare facilmente anche con escursioni in partenza dalla Grecia. Infatti troverete molti turisti che arrivano da là in pullman. Ingresso 700 leke. Calcolate da un minimo di 2 ore a una mezza giornata, disponibilità di guide parlanti italiano. E' il più bel sito archeologico albanese, patrimonio dell'Unesco e direi che non si può trascurare.

Agorà

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