mercoledì 6 agosto 2014

Albania 19: Spiagge e divise



Ogni tanto ti ferma la polizia. La vulgata degli esperti viaggiatori prevede che per paesi di questo tipo, sia tutto un magna magna, con tanto di strizzatine d'occhio e di: capirà, anche la nostra famiglia deve mangiare, con conseguente piccolo anche se fastidioso contributo, generato da qualche inesistente o discutibile infrazione. Invece a noi non è successo nulla di tutto questo, anzi ho potuto riscontrare una certa bonomia nei comunque frequenti tutori dell'ordine. Sia che fossero occupati a calmare i bollenti spiriti dei connazionali che protestavano animatamente per le supposte inefficienze del posto di frontiera, sia che stazionassero a curare le violazioni del codice della strada, anche se ben sistemati all'ombra di grandi alberi fronzuti ai lati della stessa. Nella maggior parte dei casi lo stop con apposita paletta è stato motivato dalla nostra dimenticanza di tenere i fari accesi durante la marcia. Un mi raccomando a mezza bocca e poi il segno stanco di procedere; alla fine, forse per sfinimento, e non era neanche la stessa pattuglia, ci hanno solo fatto il segno inequivocabile di accendere con un giro della mano chiusa a pugno verso destra, senza più fermarci. In un caso, invece, la cosa poteva dare luogo a una granetta, in quanto dopo che ci eravamo correttamente accostati al segnale di stop, il marcantonio in divisa ha fatto notare che eravamo privi della targa anteriore del veicolo. 

Accidenti è vero, capirà, durante tutto quel tragitto fuori strada, le viti si erano smollate e ne avevamo perdute un paio, così per non correre il rischio di perdere la targa, e quello sì che sarebbe stata una cosa grave, abbiamo preferito ritirarla a bordo del veicolo, semplice prudenza; purtuttavia stavamo giusto andando in cerca di un qualche meccanico che potesse provvedere a reinstallarla al sua posto, le assicuriamo capo, che ci metteremo in regola quanto prima. Lo sceriffo ha guardato un po' da sotto gli occhiali, inclinando leggermente la testa di lato, poi ha fatto un giro intorno alla macchina e restituendo il documento ha sentenziato: "E' meglio che la riavvitiate al più presto, questa targa, altrimenti correte il rischio di non sembrare quelle brave persone che sicuramente siete" e se ne è andato facendo segno di proseguire. Direi che non ci si può lamentare più di tanto, diciamo gentili e comprensivi. E non carcherei la mano neanche sui vigili che in centro città, davanti ad una via bloccata per lavori, dove tutte le macchine si infilavano, non essendo esposta nessuna segnalazione e creando un ingorgo gigantesco, allargavano le braccia dicendo che non era loro compito né l'esporre segnalazioni, né segnalare il problema a chi arrivava per evitargli di finire imbottigliato. 

Pare che tanto gli automobilisti non si fidino e non stiano a sentire. La malalingua subito ha sentenziato: meglio andarsene al bar a bere raki, che tanto neanche glielo fanno pagare. Insomma direi una situazione piuttosto tranquilla e rilassante. Così puoi andarti a infognare in una carrareccia rocciosa che scende dalla costa verso  il mare fino ad una spiaggia assolutamente irraggiungibile e giustamente per questo solitaria. Alle spalle, barriere di roccia invalicabili, una spaccatura da cui nella stagione piovosa scenderà un torrente adesso scomparso, la risacca e il rumore delle onde, niente altro. Il luogo perfetto per la meditazione zen, gli esercizi di Qi Gong o quello che vi pare insomma. Potrebbe chiamarsi Gjipe o qualche cosa del genere (Enkli correggimi se puoi), ma non vi dico di più per malizia. Lei continua ad insistere che è la più bella spiaggia del Mediterraneo, cosa che mi sembra un tantinello esagerata, ma direi che comunque sta nel gruppo di testa, sicuramente non ci troverete i vicini di casa, tanto per capirci. Poi al ritorno vi potete fermare a Ceparo o in un altro paesino sul mare, che tanto un'orata, cozze e verdure grigliate  le trovate dappertutto e non ve le toglierà nessuno. Il premio per i giusti.


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