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domenica 8 giugno 2014

Taste of Sicily 1

Saline di Marsala - foto T.Sofi



Macinar sale
vecchio mulino stanco
non è più tempo


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venerdì 6 giugno 2014

Trinacria 6: Mothia e lo Stagnone

L'isola S. Maria vista da Mothia - Foto T. Sofi


                                     Comparsa

La settim'alba, il turbinoso vento
Stancossi: e noi ci rimbarcammo, e, alzato
L'albero prontamente, e dispiegate
Le bianche vele, ci mettemmo in mare.


Di vista già della Trinacria usciti,

Altro non ci apparìa che il cielo e l'onda

                                    
                                                           Odissea - Libro XII

A piedi sulla strada Punica- Foto T. Sofi
Uno specchio d'acqua immenso, la superficie quasi immobile solo leggermente increspata dal vento. Tutto appare fermo anche i rari uccelli d'acqua vicino alle rive, circondate dalle antiche saline. Qualcuna ancora lavora, si vedono i cumuli regolari che sono lì ad asciugare, aspettando di essere portati via, non più da carovane di muli, ma da grandi camion gialli. I mulini a vento fanno mostra di sé invece soltanto per bellezza, con le grandi ali da gabbiani spiumati, spoglie, incorniciate dal cielo. Lontano da riva, l'isola verde, bassa che appena la distingui, col suo carico di storia. Questa era terra punica. Su quella piccola isola si addensava una grande città, ricca di commerci e di attività, eretta dal popolo dei marinai mercanti dell'antichità, forse quello responsabile in primis di tutto il progresso della nostra parte di mondo. Un popolo libero e senza frontiere, che diffondeva conoscenza, che voleva semplificare le regole per diffondere la ricchezza, a partire dall'alfabeto, perché aveva capito che compartendo il sapere aumentavano anche le opportunità; un popolo che iniziò nel Mediterraneo e forse anche oltre, la prima grande globalizzazione del mercato e dei commerci e in questo punto nodale, crocevia di rotte commerciali costruì una città popolosa, Mothia. Certo non erano del tutto sprovveduti e qui la eressero anche per il motivo che la posizione particolare dell'isola la rendeva, in apparenza, imprendibile, con quella curiosa soluzione della laguna con l'acqua alta pochi palmi, che permise di costruire una strada, anzi un'autostrada, perché era addirittura a due corsie per carri, a pelo d'acqua, che raggiungesse la riva lontana. La vedi ancora lì dopo oltre duemila anni, una lunga pista di pietra bianca rettilinea, su cui indovini ancora i segni delle ruote non coperti dalle alghe del fondo. Qualcuno ancora per sfida, la percorre a piedi e lo vedi di lontano come un mago sospeso che cammina sulle acque. Che paese straordinario è il nostro e quante cose possiede da mostrare al mondo. Che concentrato di storia, arte, opere d'ingegno e bellezze naturali e così concentrate e numerose, da costringerti a lasciarne indietro di imperdibili, impossibilitato a vederle tutte. 

L'isola della Scola - Foto T. Sofi
Che paese fortunato siamo, basta riuscire a rendersene conto. Sbarchi sull'isola e visiti il museo Whitaker, che sapienti mani inglesi hanno costituito. Tra mille e mille piccoli reperti che mostrano l'anima della città, al centro, tutto ruota attorno al Kouros, il giovinetto di Mothia, opera di bellezza sconvolgente, dove il marmo si fa carne, in cui affonda morbida la mano appoggiata sul fianco, su cui si stende un panneggio di leggerezza trasparente a rivelare le forme dell'androgino, che mostra così tutto il suo mistero conturbante. Un'opera unica, un altro momento imperdibile. Così poi puoi camminare lungo i sentieri dell'isola, dove la gente si disperde e ti senti di nuovo solo di fronte ai millenni, tra rovine dei punti chiave della città, le mura e gli spezzoni delle torri a guardia del nemico, sempre goloso di ricchezze, perché è più facile prenderle a chi già le ha che costruirle con fatica  ed ingegno. Ci aveva già pensato Dionigi di Siracusa a dare un bel colpo, ma quando arrivò l'ingordigia romana che con la sua bulimia impietosa, tutto voleva inglobare, non ci fu niente da fare; nessuno poteva resistere ad una forza così grande e impetuosa, a niente valse la capacità, l'astuzia, il diritto. Chartago delenda est. Troppo pericolosa la libertà di commerci, l'assenza di controlli e frontiere, il diffondersi delle idee. Lo stesso concetto deve essere spazzato via definitivamente, se non volete che la ribellione dell'intelligenza continui a covare sotto la ceneri e ritorni di tanto in tanto a presentare il conto. La pax romana prevede la sola opzione dell'annichilimento totale e la definitiva sottomissione, anzi l'assimilazione completa. Diventa tu stesso romano se non vuoi soccombere. I punici forse amavano troppo la libertà e furono spazzati via. Dalle pietre smozzicate che rimangono sulla riva, non ti rimane che guardare la terra lontana, immaginando i carri carichi, trainati da coppie di grandi buoi bianchi dalle corna lunate che portavano le merci a questo crocevia del mare. Ma ci sono altre isole nello Stagnone, altri luoghi di incanto tra le acque, mentre lenta arriva la sera. Ecco un piccolo battello, due ragazzi che si sono inventati una attività, per mostrare tutto questo alla gente che arriva qua e ha voglia di perdersi in un sogno. 

Tramonto all'isola S. Maria - foto T. Sofi
Entrambi hanno cercato di andarsene per trovare una strada, poi sono tornati qui come attratti irresistibilmente da un destino antico. Valentina guida la barca cercando la strada nascosta tra i bassi fondali ricoperti dai prati infiniti di Posidonia. E' nata qui a Mothia. Ha capelli lunghi e occhi antichi, con un taglio da bassorilievo punico, che hai già letto nello sguardo imperturbabile e sereno della statuaria della dea Tanit. Questo era il viso di Didone, forse, fiero e bello, deciso anche se gentile. Guardi le antiche mura dall'acqua che comincia a colorarsi di viola. Poco più in là un piccolo lembo di terra, l'isolotto di Scola, trasformato in lazzaretto, dove intravedi ancora le rovine delle costruzioni dove riparavano forse gli appestati, circondati da un turbinar di gabbiani a rendere ancor più lugubre il luogo, quasi fossero avvoltoi in attesa di nutrirsi dei resti di chi da lì non ha speranze di andarsene più. E' tutto uno stridore di grida e uno sbattere d'ali di Arpie a guardia della loro fetida tana. Il sole sta calando rapidamente all'orizzonte. L'acqua è color del vino scuro. E' arrivata l'ora dell'ultima magia. L'approdo all'isola di Santa Maria, la più esclusiva e piena di suggestione dello Stagnone di Marsala. Una decina di ettari distesi sull'acqua, ricoperti di macchia mediterranea, fichi d'India, lentischi, capperi, ulivi e vigna. Una sola casa, quella del proprietario. Solo asini e gatti ti accolgono tra i grandi pini di Aleppo. Qui rimani a vedere la sfolgorante fine del giorno, fino a che l'ultima luce si spegne nel mare incendiato di bagliori aranciati. Resti immobile sulla balaustra della riva a cercare inutilmente di cogliere il raggio verde, poi cala la notte. Non rimane che approfittare di un ricco buffet di appetitose cosette che Valentina e Vito hanno preparato nel frattempo. Un Grillo dal delicato giallo paglierino come se piovesse. La barca ritorna a riva nella notte sotto le stelle. C'è un'allegria persino un po' esagerata a bordo, forse se ne è trincato troppo di Grillo. Quando si scende a terra è bene fare attenzione, quando le gambe sono un po' malferme è meglio centrare l'imbarcadero con precisione. Didone sorride leggera e ti aiuta con la mano a scendere, accompagnandoti  con un saluto ed uno sguardo antico, poi, senza che tu glielo chieda, ti rilascia una regolare ricevuta.

Foto T. Sofi


SURVIVAL KIT

Visite dell'isola di Mothia - Imbarcadero Salina Infersa (5 €) La traversata dura pochi minuti. Visita del Museo e dell'isola 9€. Il museo che contiene la statua del cosiddetto Giovinetto di Mothia trovata 19 anni fa, è imperdibile. per la visita è sufficiente un'oretta, ma se volete godervi una passeggiata tutto intorno all'isola per vedere tutte le rovine, calcolate una mezza gornata, anche per godervi appieno il luogo.

Isola di Santa Maria - Isola privata visitabile, dall'imbarcadero S. Maria, tramite le escursioni di Viva Tour di Valentina Bonomo -  327.1178333 - vivatour@tiscali.it - Due ragazzi a cui vale davvero la pena dare una mano, anche perché offrono una esperienza unica con diversi tipi di escursioni durante tutto il giorno. Molto suggestiva l'apericena (20 € a persona) che consente di godersi da soli il tramonto sull'isola, cenare e poi tornare a terra di notte. 


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giovedì 5 giugno 2014

Trinacria 5: I Bagli di Marsala

Baglio Donna Franca - Foto T. Sofi

Le cosce ormai combuste, ed assaggiate
Le interïora, tutto l'altro in pezzi
Fu messo, e infitto negli acuti spiedi


                                                Odissea, canto XII


Baglio Oro - Foto T. Sofi
Il Baglio Oro antico - Foto G. Laudicina
I luoghi belli nel mondo sono così tanti da non poterli vedere tutti nel corso di più vite. Ognuno ha le sue cose d'eccezione, ognuno riesce a stupirti per qualche cosa di unico e irripetibile. Pochi sono però quelli dove puoi incontrare anche persone particolari che contribuiscono ad arricchire i luoghi stessi con qualche cosa di più che te li farà ricordare per sempre. La Sicilia è uno di questi. Così capita che quando scegli un B&B a Marsala, speri certo di trovare un posto piacevole e comodo, ma mai immagineresti di incontrare un personaggio come l'Ing. Fardella. Rimasto solo da qualche anno, i figli al nord a studiare, ecco che decide di aprire la sua magnifica casa dell'800 nel pieno centro storico di Marsala, zona pedonale, per ospitare le persone che vengono a trovarlo. L'arredo belle epoque crea subito fascino e diventa parte della storia rimanere a chiacchierare col padrone di casa, che ti racconta i segreti di Marsala, ti mostra le antiche bottiglie che ha prodotto, ti offre i dolcetti e i fichi. Poi spilla da una botticella qualche bicchierino di Marsala, che produce, perpetuando il vino "madre",  che è tramandata dalla sua famiglia dal 1860, l'anno dello sbarco garibaldino, con una tecnica antica, che successivamente sarà regolamentata come "metodo Soleras". Poi, quando chiedi qualche informazione sugli antichi bagli della zona, invece di limitarsi a dare qualche indirizzo come farebbe un gentile affittacamere, comincia a telefonare a destra e a manca e poi aggiunge: "Vi accompagno io, tanto oggi non ho niente da fare". E trascorre con te la sua giornata, presentandoti amici, raccontandoti luoghi e tradizioni con  il trasporto di chi ama la sua terra e vorrebbe fare qualche cosa per farla meglio conoscere ed amare anche agli altri. Le colline di Marsala, sono tutte un vigneto, ben coltivato, ordinato e mantenuto con criteri di moderna efficienza. E' stata certo una invenzione degli Inglesi, che avevano capito la capacità di questa terra e di questo clima di produrre i vini forti  pieni di tonalità derivate dall'invecchiamento, dai legni, dalle mescolanze di uve che a loro piacevano tanto.

Il Museo dellarte Contadina - Foto T. Sofi
Così introdussero le modalità già introdotte in Spagna e Portogallo, la tecnica dei perpetui, vini conservati e continuamente rabboccati di anno in anno, così da contenere in sé le mille anime delle annate trascorse. Qui ritrovi immersi tra le viti, i bagli, qualche cosa di simile ad antiche masserie, attrezzate alla produzione di vino. Questi, negli anni della sbornia che aveva cercato di sostituire la tradizione del vino antico con la quantità di un prodotto anonimo, ricco solo di grado e corpo, che poteva solo essere utilizzato per ridare ricchezza agli esangui vini di scarto del nord o a dare materiale di basso costo alla Francia che lo comprava a navi intere, travasando nel porto di Sete gradi e zuccherosità da mescolare al proprio,  a poco a poco erano caduti in rovina e in massima parte abbandonati. Una perdita grave anche dal punto di vista architettonico oltre che agricolo. Oggi, una sensibilità nuova, accoppiata ad una imprenditorialità moderna che, ripescando nel passato, cerca di valorizzare quanto c'era di meglio, ne ha fatti rinascere diversi, che offrono uno spaccato interessante di quanto possa dare questa regione nel campo enologico, legato alla fruizioni dei luoghi. Ecco dunque il Baglio Donna Franca, già facente parte delle tenute Florio, trasformato da un intraprendente enologo e da sua moglie in un relais lussuoso, circondato da una decina di ettari di vigne, per produrre vini di alta qualità e con una cantina dove accanto alle tecnologie più moderne, senza le quali è impossibile produrre vino davvero valido, ospita anche una preziosa collezione di "perpetui". E poi il Baglio Oro, un grande assieme di antiche costruzioni, quasi un piccolo paese che ospitava un tempo tante persone, braccianti con le loro famiglie, come le nostre grandi cascine di un tempo, dove i giovani di casa sono riusciti a creare una impresa di buone dimensioni che crea vini moderni a partire da varietà antiche, Cataratto, Grecanico, Inzolia, Grillo, Nero d'Avola. Per non perdere il contatto con la tradizione ecco, accanto alla nuova linea di imbottigliamento, il loro Museo dell'Arte contadina, dove hanno raccolto centinaia di strumenti antichi, alcuni talmente curiosi da non riuscire ad indovinarne l'uso senza le spiegazioni di uno degli appassionati ragazzi che stanno facendo crescere l'azienda.

Foto T.Sofi
Assaggi e sogni, davanti alle antiche case, alla cappelletta dove un'anziana, che ancora lì vive coi suoi gatti, ti mostra le ghirlande di fiori ormai secchi, che ogni anno offre al Santo. Infine l'azienda vinicola Foderà, dove il Dott. Antonino, da buon agronomo collega, con cui riesci subito ad intavolare discorsi di sentire comune, ti porta a scorrere in una carrellata, il mondo del suo vino e del suo olio. Subito la tavola, alla fresca penombra della cantina, si apparecchia ed ecco arrivare olive, fette di pane al sesamo da bagnare nel profumatissimo olio di casa, salame di suino nero dei Nebrodi con i pistacchi, una vera prelibatezza e poi pani cunzatu e una ricotta enorme, di tale bontà e freschezza che nessuno riesce a capire come in un attimo sia sparita tutta e ci si accusa l'un l'altro di troppa ingordigia, e ancora pomodorini e una gran ciotola di fragoline dell'orto profumatissime da annegare in un merlot tardivo di rara dolcezza, assieme ai dolcini di mandorle. Su tutto vino, vino e ancora vino, per assaggiare, testare, confrontare, assaporare, godere chiacchierando come vecchi amici ritrovati dopo tanto tempo. E' fatica lasciare la corte e ritornare in città. Certo alla sera hai la testa pesante e quando vai a farti un giro per le strade del centro di Marsala quasi deserte e illuminate dal chiarore diffuso di antichi lampioni, le facciate dei palazzi e delle chiese si colorano di oro all'improvviso ad ogni angolo che svolti; la piazza centrale si manifesta con una tale sontuosa bellezza da farti sedere su una panchina di pietra a raccogliere il fiato e rimanere muto ad ammirare, anche perché la bocca, seppure impegnata a masticare un cannolo, rimane un poco impastata e le gambe sono ancora malferme. Da una via laterale una minuta processione percorre il selciato lentamente, fermandosi a molte porte, il prete salmodia preghiere, il gruppo di donne con il velo nero, dietro, fa il controcanto; è ora di andare a dormire, oggi hai fatto il pieno di sensazioni (ma forse anche di cibo e di vino).

Brunch all'Azienda Foderà - Foto T. Sofi

SURVIVAL KIT

B&B Via Roma - Via Roma, 26 - Marsala - info@bebviaroma.it - tel. 0923 764514 ; 348 2376081 - In piena zona pedonale, centralissimo, camere arredate con mobili d'epoca. Colazioni abbondanti e free Wifi - 60 € con colazione. Proprietario molto disponibile offre anche escursioni e gite alle isole Egadi. Assolutamente consigliabile.

Baglio Donna Franca - Contrada Florio 1 - Marsala - info@donnafranca.it - 0923.967240 - B&B 4 stelle molto elegante, piscina. Visite alla cantina e all'azienda.

Baglio Oro - Contrada Perino, 235 - Marsala - info@bagliooro.it - 0923.967744 - degustazione e visita dell'azienda (7 €) con annesso Museo dell'Arte Contadina, molto ricco e interessante.

Azienda vinicola Foderà - Contrada Giardinello, 154 - Marsala - vignafodera@libero.it - 335.6629108 - Visita con degustazione di vini e pranzo rustico (15 €). Cantina e mezzi d'epoca, intrattenuti dai racconti  sulla storia dell'azienda che risale alla metà dell' 800 dall'amabilità del dott. Foderà.

Osteria Il gallo e l'innamorata -  Proprio vicino al BEB già citato, Via Bilardello 18- Menù di pesce, cous cous di pesce e tutti i piatti tipici della cucina siciliana. Consiglierei le sarde a beccafico. Prezzi nella norma.

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