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domenica 14 marzo 2021

Luoghi del cuore 110: La signora delle monete


Rosalba Riccioli: La signora delle monete


 Avevamo girovagato a lungo per quel lembo della Sicilia, nel suo estremo sud che racchiude così tanti luoghi mirabili da rendere difficile goderseli tutti in una sola visita. Come ultima tappa avevamo voluto concludere con Siracusa, di certo una delle più belle città d'Italia. Non c'era che da scegliere, una serata al teatro, i suoi capolavori assoluti, le piazze i palazzi e anche solo il passeggiare tra le viuzze dell'Ortigia fino alla fonte di Aretusa ed al mare. Ci eravamo tenuti all'ultimo la chicca del museo Orsi con i suoi pezzi straordinari, che ci prese quasi tutta l'ultima mattina che avevamo a disposizione. Quando stavamo per uscire confusi dalla vista di tanti pezzi straordinari, passammo davanti ad una porta indicata come il Medagliere con l'intenzione di trascurarlo, valutandolo forse come cosa da specialisti. Sulla porta però, benché fosse ormai quasi ora di chiusura, una figura gentile ci richiamò indietro, suggerendoci di non perdere l'occasione di vedere una delle collezioni più mirabili dell'intero museo ed unica nel suo genere; anche se l'orario era scaduto, lei stessa ci avrebbe accompagnato tra le teche, raccontandoci quanto di importante era in esse racchiuso. Così seguimmo Rosalba, che come abbiamo poi appreso è ormai conosciuta da tutti come la Signora delle monete, e attraverso il filo del suo discorso abbiamo vissuto una straordinaria esperienza attraverso la storia raccontata dalle monete più belle, più rare dell'intero Mediterraneo, quando la Sicilia era il centro del mondo. 

Il demareteion

Pezzi unici ritenuti tra i più preziosi nel loro genere come il Demareteion di Siracusa e poi tante altre monete d'oro e d'argento dalla conservazione perfetta e ancora gioielli d'oro e di pietre preziose che mostrano il gusto degli antichi, la perfezione della lavorazione, la bellezza e l'eleganza dello stile di quelle epoche lontane, alcuni iconici rappresentanti di un lontano passato, altri di sconvolgente modernità. Siate certi che questo percorso vi appassionerà come ha lasciato me stupito e meravigliato. Come ho raccontato nel libro, tuttavia non si può nascondere che il piacere che si porta a casa da questa visita si deve soprattutto alla passione con cui la signora Rosalba Riccioli ti accoglie e ti guida. Tu viandante annoiato passi e lei sta lì ad accoglierti, non ti lascia andar via, si raccomanda che anche tutti gli altri del gruppo vengano a vedere tanta meraviglia e poi con una competenza da vera appassionata, ti illustra, ti racconta, ti fa apprezzare la raffinatezza di queste opere di artisti straordinari, da osservare con la lente che ti mette a disposizione, tanto sono minuti i lavori di incisione, di bulino, di conio. Ecco i tesoretti, ritrovati in pentole nascoste durante la fuga o prima di qualche incursione di assalitori, rimasti lì sotto terra, mucchio di ori usciti dall'orcio spaccato, testimoni muti di quanto alla fine non si può portare con sé nell'altra vita. Ecco orecchini perfetti e minuscoli, che mani di un orafo artista hanno sbalzato con perizia per i lobi teneri di qualche bellissima, ormai polvere anch’essa. Facemmo notare che era già passata l’ora di chiusura e non si voleva approfittare. “Siete venuti da lontano, non potete perdervi queste cose e mi raccomando parlatene quando tornerete” e avanti per un’altra mezz’ora. Questa è la Sicilia che ho incontrato: passione, voglia di fare, dedizione e tanta tanta competenza, altro che menefreghismo e lavoro da statali, diciamolo ogni tanto. Grazie Rosalba.

Siracusa - maggio 2014




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giovedì 11 marzo 2021

Luoghi del cuore 109: La piazzetta di Marzamemi

Marzamemi - Sicilia - maggio 2014

 
E' una delle regioni che ho visto di meno, in effetti ci sono stato solamente tre volte. Tuttavia non posso che confermare l'opinione di molti su questa terra: la Sicilia ti offre luoghi che ti rimangono poi nella testa come certi gingle che ti perseguitano poi per tutto il giorno quando li accenni anche una sola volta, la mattina mentre ti fai la barba. Qui è la stessa cosa. Quante volte di fronte ad uno sguardo accennato dalla mia finestra che si perde nella nebbia caliginosa e scura dell'inverno incipiente, non mi è venuta alla mente una immagine di colonne dorate di fronte al mare o il biancore abbacinante della scala dei turchi o la pietra ramata di Noto al tramonto. Oppure quella istantanea stupefacente che ci si parò dinnanzi, la sera, quando ormai il sole era calato dolcemente oltre l'orizzonte azzurro di quel Mediterraneo carico di storia e di storie e arrivammo sulla piazzetta spaziosa e circondata di antiche case basse di pietra di Marzamemi. Silenziosa e quasi deserta, aumentava se possibile, il rumore dei nostri passi sul selciato lucido di pietra. un quadrato perfetto illuminato da luci fioche da letteratura fantasy. 

Allineate lungo i bordi, le seggiole bianche ed i tavoli blu di ristorantini e dei locali ancora deserti, le pareti coperte di gerani rossi e rosa, come pennellate spargole di un pittore vedutista. Che colpo d'occhio spettacolare, i muri dai toni dorati, la chiesetta chiusa all'angolo, uno spazio magico che avverti immediatamente come predisposto apposta per te, il senso antico di quella tonnara ormai in disuso, testimone viva di un tempo finito, di barche che con fatica un tempo riguadagnavano il porto, un'atmosfera dia Malavoglia, tramutata sì, in oleografica certezza turistica, ma pure così perfetta e bella in ogni suo particolare da lasciarti attonito ed incantato al tempo stesso. Godibile al punto da non farti riuscire a decidere di andare, di attraversarla, di passare oltre di scivolare al di là dei vicoletti laterali per arrivare fino al bordo del molo con le sue vecchie barche colorate, guidato dal profumo dolce di gamberi e cozze. Poco più in là di questa piazzetta magnifica mangiai la zuppa di pesce più buona in assoluto di tutta la mia vita. Sarà anche questo che ha aiutato a farmela rimanere in testa come un chiodo fisso. La grande bellezza è fondamentale, ma i moscardini tenerissimi aiutano.

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martedì 10 novembre 2020

Luoghi del cuore 87: La gita a Tindari

Tindari - Sicilia - giugno 2004


La baia

Forse è stato perché avevo letto da poco La gita a Tindari di Camilleri e l'attrazione ipnotica di quella prosa accattivante mi aveva attizzato la curiosità, oppure perché nella scorribanda siciliana di quaranta anni prima, le ero passato accanto trascurandola ottenebrato dalle smanie giovanili per le spiagge di Cefalù, ma quado vidi quel nome sul cartello dell'uscita della A20, ne fui attratto morbosamente e l'auto procedette verso quella meta come se già fosse dotata di una specie di guida automatica. Mi fermai ad un piccolo bar nel paese. Una piazzetta vicino al santuario ancora solitaria e dato che era ancora presto mi concessi una brioche con la granita alle more, una delizia che è ingiusto negarsi se sei da quelle parti. Poi mi addentrai nel parco archeologico, ovviamente spettacolare come mi aspettavo. Non c'era praticamente nessuno, era soltanto l'inizio di giugno e la luce chiara del sole del mattino inondava le balze del terreno digradanti in terrazze successive, colorando di oro le pietre, le colonne smozzicate, i gradini corrosi del teatro, affacciato sul promontorio. Che gusto delicato, che intuizione incredibile avevano i greci nel rivestire di pietra queste conche naturali davanti al mare e qui poter godere dello spettacolo del raccontare storie, circondati da un fondale naturale di tale grandezza. Quale mito, quali racconti di tragedie antiche non sarebbero magnificati, impreziositi, resi unici da queste quinte gratuite che nessuno ha dovuto preoccuparsi di erigere. Davanti ad una staccionata, una panchina solitaria, fatta apposta per mettersi a guardare il mare dall'alto, superficie infinita e lontana, nel blu intenso sulla quale non potevi rilevare increspature di sorta ma solo i leggerissimi segni delle ondulazioni successive, quelle che vedi, disegnate dal vento, nei grandi deserti di sabbia. 

In basso, sotto la scarpata, le lingue di sabbia bianca contorte e arrotondate che abbracciavano piccole lagune formate dall'acqua. Ma lo spettacolo più straordinario, che emergeva dalla linea dell'orizzonte, grazie ad un'aria tersa e cristallina, di certo non comune, era dato dalle sagome nere delle isole che emergevano dal blu, come schiene di giganti addormentati. Vulcano, Lipari, Salina e quasi indistinguibili più lontane sulla sinistra Filicudi ed Alicudi. Intorno ciuffi colossali di agavi, siepi di fichi d'india, ulivi contorti. Una cartolina da far rimanere senza fiato e farti restare immobile per un tempo indefinito a guardare, facendoti sentire indegno di poter possedere anche solo con lo sguardo tanta bellezza. Nel silenzio assoluto, un frullar d'ali improvviso, una colomba impertinente che usciva in volo, un'ombra grigio azzurra, tra le foglie grigio verdi di un grande ulivo. Intorno profumi intensi, potresti dire inebrianti di Mediterraneo. Credo che questo sia uno dei paesaggi, delle situazioni, degli ambienti più belli che si possa avere opportunità di vedere al mondo e che non bisognerebbe negarsi, avendone l'opportunità. Rimasi a  lungo su quella panchina senza trovare volontà di rinunciare a quella vista, in un silenzio totale, era ancora presto per l'incessante frinire estivo delle cicale, deciso a godermi il più possibile quel privilegio assoluto. Me ne andai, a malincuore, solo dopo un'oretta a causa di un appuntamento imperativo che avevo prima di mezzogiorno, scendendo lentamente il viottolo dell'uscita, percorrendo a piedi un lungo muracciolo di pietra a secco da cui debordavano cespi di fiori, che si offrivano alla vista come grazie di languide fanciulle orgogliose della propria bellezza.    

Il teatro

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Urali                                                            
Imputato alzatevi

domenica 1 maggio 2016

Sorprese dalla Sicilia!



Anche se è il primo maggio e come indefesso lavoratore anche se pensionato, dovrei osservare una giornata di giusto riposo, non posso fare a meno di sparare un post di grande soddisfazione per l'uscita di un corposo articolo, una mezza pagina nella sezione culturale del giornale di Siracusa La civetta, uscito giovedì 29 aprile, dove viene riportato quasi un intero capitolo del mio ultimo libro Due mari dedicato alla Sicilia ed all'Albania. L'articolo rende merito naturalmente ad uno dei luoghi più interessanti della città, il Medagliere del Museo Archeologico Orsi, sito davvero unico e ricchissimo di reperti da vedere, ammirare e godere soprattutto per le appassionate spiegazioni della mia amica Rosalba, spero che ormai mi permetterà di chiamarla in questo modo, che accompagna i visitatori aiutandoli a districarsi tra monete, monili, gioielli e tesori ritrovati nel sottosuolo della città e ormai nota a tutti come la "Signora delle monete". Mi raccomando, se siete da quelle parti non perdetevi questa opportunità, che ne vale la pena.


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mercoledì 30 marzo 2016

Il settimo libro

Avrete notato che ho fatto schizza per qualche giorno (si diceva così ai miei tempi quando non andavi a scuola, anche se era una cosa teorica perché in effetti non lo faceva nessuno, timoroso di terrificanti castighi, mi ricordo tre sospesi per aver fatto appunto schizza o "magno" come meglio si diceva). La ragione non è stata soltanto motivata dal fatto che nell'eremo dove mi ero ritirato a meditare non riuscivo a connettermi in maniera decente, ma anche perché sono oberato da impegni, grane da seguire, insomma una montagna di cose da fare, inclusa ad esempio la revisione finale del mio libro sull'India che volendo metterci un po' tutte le mie ultime esperienze, sta diventando un po' troppo pesante da gestire. Insomma speravo di concludere tutto in queste "vacanze " pasquali e invece ne ho ancora di cose da rivedere. Comunque sta venendo una cosa che mi piace e penso che lo pubblicherò sicuramente entro l'estate. Sono sicuro che avrà lo stesso travolgente successo dei precedenti.

Anzi, a questo proposito, colgo l'occasione per segnalarvi l'uscita del mio settimo lavoro: Due mari - Sicilia e Albania,  che comprende le mie impressioni ed emozioni di viaggio, oltre che a diverse interessanti storie che ho raccolto sul posto nei miei due viaggi nel Sud della Sicilia, una delle regioni italiane più affascinanti ed in Albania, un paese assai poco conosciuto e che invece merita assolutamente le vostre attenzioni. Chi fosse interessato lo può trovare dai link qui sotto, disponibile solo sul web tramite www.lulu.com (questo link vi rimanda alla mia vetrina autore del sito), dove sono disponibili anche tutti gli  altri sia in cartaceo che in ebook.


Due mari - Sicilia e Albania


Libro formato A5, copertina morbida, 229 pag e una cinquantina di foto  a (sconto 10%) 19,80 + IVA + sped. Clikkare qui sul tasto blu:

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Grazie quindi a tutti quelli interessati e che in questo modo continueranno a darmi una mano in questa avventura e per adesso vi saluto e arrivederci alla prossima.

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lunedì 7 luglio 2014

Trinacria 16: Considerazioni finali

Il mare a Fontane Bianche


Di vista già della Trinacria usciti,
Altro non ci apparìa che il cielo e l'onda,
Quando il Saturnio sul veloce legno
Sospese in alto una cerulea nube,
Sotto cui tutte intenebrârsi l'acque.
                                                 Odissea VII


Che dire che non abbia già detto. Un viaggio in Sicilia è esperienza che mozza il fiato, che ti fa considerare quanto ha il nostro paese da dare e che nessuno altro ha. Una cosa però bisogna rimarcarla. Ero partito come al solito con qualche preconcetto, frasi fatte che tra di noi, popolo del nord, tronfio e trombone, si dicono con grande facilità. Bene, invece ho trovato tanti e tanti ragazzi giovani (e non solo quelli naturalmente) innamorati della propria terra e per nulla desiderosi di lasciarla, ma anzi, caparbiamente decisi a fare qualche cosa per realizzare un futuro proprio lì. In barba a tutto quello che si dice e che si pensa.  Sono stato solo pochi giorni naturalmente, quindi come sempre, farsi una impressione troppo in fretta può dare luogo a conclusioni affrettate. Però guarda caso, in controtendenza ad una certa parte del paese che tromboneggia sempre sul fatto di essere l’unica a pagare le tasse e che sono troppe e che paga per tutti, a me in due settimane, non è mai capitato, in nessun bar, in nessun negozio, in nessun esercizio commerciale, in nessun agriturismo che uscendo, a qualunque ora, non mi sia stato dato un regolare scontrino fiscale. Forse sono stato fortunato, per carità, ma dalle mie parti questo non succede sempre, anzi molto spesso, quando esci da pizzerie et similia, di questo piccolo fatto ci si dimentica e se per caso lo chiedi, per carità te lo fanno lo scontrino, ma con una occhiata non troppo amichevole. E’ fuor di dubbio che la Sicilia ha una somma di cose talmente belle e importanti da appagare qualunque viaggiatore, storia, arte, natura e cucina, in un insieme da fare invidia a qualunque altro paese del Mediterraneo, ma voglio davvero concludere che quello che mi ha colpito di più è la sua gente. Forse sarà proprio quella che riuscirà in futuro a fare la differenza. Io comunque, fossi in voi pianificherei un giretto da quelle parti. Vedete voi.

E con questo direi per adesso che con la Sicilia abbiamo concluso.

La costa siciliana vicino a Palermo
SURVIVAL KIT


Per arrivarci in aereo oggi ci sono molte offerte low cost. Occhio alle condizioni di acquisto, soprattutto peso e dimensioni dei bagagli, Calcolate bene se avete uno o due bagagli a coppia da imbarcare e pagate solo per quello che vi serve. Quanto bagaglio a mano e così via, perché si paga ogni cosa distintamente. Per il resto i costi sono interessanti. Io ho usato Volotea all’andata Torino – Palermo – 12:55 – Ritorno da Catania – Torino con Ryanair. La macchina prenotata e ritirata a Palermo e restituita a Catania. Ricordatevi di fare anche l’assicurazione accessoria, se vi spaccano i vetri della macchina eheheheheh, se no sono grane. Non è che ve la consigliano per ciucciarvi dei soldi, è che conoscono i loro polli.

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sabato 5 luglio 2014

Trinacria 15: Siracusa


Siracusa - l'orecchio di Dioniso


Or chi fuggir potrà l'ultimo danno

Dove repente un procelloso fiato
Di Mezzodì ci assalga, o di Ponente,
Che de' numi anco ad onta, il legno sperda?
S'obbedisca oggi alla divina notte,
E la cena nell'isola s'appresti.
Come il dì spunti, salirem di nuovo
La nave, e nell'immensa onda entreremo".

                                                                   Odissea VII

Siracusa - Latomie
Ma la città è anche molto altro, non solo  Ortigia, con tutta la sua antichità e i suoi luoghi della storia. La zona archeologica, dal teatro greco all’anfiteatro romano è enorme e ti mette di fronte a quanto ha da offrire al riguardo il nostro paese. Ma di certo la parte più misteriosa e unica sono le Latomie, di cui la città è piena e che ha arricchito il sottosuolo di una Siracusa sotterranea che bisognerebbe fermarsi a scoprire. Intanto cammini sul fondo di queste antiche cave ormai sommerse dagli alberi e dal verde, immense e piene di angoli nascosti, in cui sarebbe facile perdersi. L’immenso orecchio di Dionisio attrae la folla, meraviglia naturale in cui tornare bimbi, sbattere le mani, darsi sulla voce per sentirne l’eco, mormorare a bassa voce per verificare l’acustica, tutte le classiche mosse da turista tipo, eppure irrinunciabili. Il Museo Archeologico è un’altra gemma splendente in questa città luminosa. Ricchissimo di reperti mirabili, ci puoi passare la mattina a rigirarti di sito in sito, dagli elefanti nani della preistoria, alle statue della classicità, trascurando per sazietà di vista vasi e reperti che da soli altrove farebbero mostra a sé, attirando schiere di visitatori entusiasti. Ma non è finito., Nel sottosuolo, è appena aperta una nuova esposizione: Il Medagliere, con una sterminata collezione di monete e di gioielli in oro e argento. 

Il medagliere - Museo Orsi - Orecchini in oro
Quasi ti sfuggirebbe, ormai sazio di tante cose, ci butti un’occhiata  e Rosalba Riccioli sta lì ad accoglierti, non ti lascia andar via, si raccomanda che tutti gli altri del gruppo vengano a vedere tanta meraviglia e poi con una competenza da vera appassionata, ti illustra, ti racconta, ti fa apprezzare la raffinatezza di queste opere di artisti straordinari, da osservare con la lente, tanto sono minuti i lavori di incisione, di bulino, di conio. Ecco i tesoretti, ritrovati in pentole nascoste durante la fuga o prima di qualche incursione di assalitori, rimasti lì sotto terra, mucchio di ori usciti dalla pentola spaccata, testimoni muti di quanto alla fine non si può portare con sé in eterno. Ecco orecchini perfetti e minuscoli che mani di un orafo artista hanno sbalzato con perizia per i lobi teneri di qualche bellissima, ormai polvere anch’essa. Facciamo notare che è già passata l’ora di chiusura e non si vorrebbe approfittare. “Siete venuti da lontano, non potete perdervi queste cose e mi raccomando parlatene quando tornerete” e avanti per un’altra mezz’ora. Questa è la Sicilia che ho incontrato io. Passione, voglia di fare, dedizione e tanta tanta competenza, altro che menefreghismo e lavoro da statali. Grazie Rosalba. Un bel bagno di addio a Fontane Bianche appena fuori città, un paio di arancini, poi alla sera per chiudere il cerchio, l’Agamennone al teatro greco. Atmosfera incredibile. Gradinate zeppe di appassionati e guarda caso di studenti, silenziosi, rapiti dalla vicenda e dalla suggestione del luogo e della storia.  Anche questa, una cosa da non perdere.

Siracusa - il teatro greco




SURVIVAL KIT

Area archeologica – Comodo parcheggio 3€ - tutta la giornata – Ingresso 10 €. Calcolate anche una mezza giornata per Teatro, Anfiteatro e Latomia Paradiso, da vedere con calma e passeggiando lentamente, anche perché se ci arrivate in piena estate, rischiate di morire di caldo.  Se c’è qualche rappresentazione consiglierei di non perderla perché l’ambiente è molto suggestivo. I biglietti però vanno prenotati con molto anticipo perché è sempre pieno.


Museo Orsi - Il medagliere - Monete della Magna Grecia
Museo Archeologico Orsi – Viale Teocrito 66 - 9:00 – 18:00 – 8 € -Anche qui non basterebbe mezza giornata. Su due piani si visita bene in quanto il percorso è obbligato e studiato molto bene, quindi non vi perderete nulla. Appena aperto Il Medagliere, mirabile da guardare con calma e salutatemi per favore la gentilissima Dottoressa Rosalba e per piacere scrivete due righe quando uscite, che alla gente che ce la mette tutta per fare bene il proprio lavoro, bisogna dare un minimo di soddisfazione .




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