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venerdì 1 dicembre 2023

Considerazioni in navigazione

Savona - Crociera Country novembre 2023 

Con ieri siamo arrivati al punto di ritorno del breve giro programmato, rimane quindi tutta la giornata per percorrere il tratto di mare che riporterà il naviglio a casa, leggasi il porto di Genova. Questo è quello che si definisce sui depliant come "in navigazione", da intendersi come periodo di tempo nel quale operare le tre attività principe del crocierista, sfruttando al meglio la gamma delle attività offerte dalla nave per svagare il passeggere senza fargli dare le testate contro il muro della cabina o farlo rimanere immoto e in questa stagione, ibernato, su qualche lettino, negli spazi esterni, a scavare all'interno della sua anima, guardando il mare. I ballerini country, ovviamente hanno anche l'opportunità di riempire questo tempo, parlando tra di loro dell'attività che continua ad affascinarli, a cementare nuove amicizie, a programmare futuri eventi, quando non perfezionare al meglio coreografie desuete o dimenticate, profittando anche della presenza dei vari istruttori al seguito, mentre tutti gli altri si aggirano come zombi lungo i locali della città galleggiante in cerca di qualche cosa che susciti il loro interesse, di qualsiasi tipo esso sia ed in qualunque modalità, magari con un piattno in mano pur di non perdere qualche occasione di passaggio. Approfittare di tanto in tanto del transito di qualche vassoio recante esempi di pasticceria firmata da Salderiso, sia che si tratti di quadrotti di mousse au chocolat che di triangolini di tarte au citron, può comunque avere un suo significato, che va oltre il concetto si sfondarsi definitivamente, sia come sia, tanto è tutto pagato. 

Oltretutto la fascia pranzo viene trascorsa completamente sulla nave stazionando soprattutto nell'area del self service, come se ancora non ce ne fosse abbastanza e la giornata scorre così, via, ora dopo ora. Anche lo spettacolo serotino del teatro è questa sera, più ricco e fastoso del solito, con la presenza di quasi tutti gli artisti che si sono alternati nella settimana, come a voler lasciare una definitiva buona impressione e istigare negli ospiti il desiderio di partire con prenotazioni anticipate per le crociere successive, opportunità alla quale vengono fanti continui accenni e come si dice, sollecitazioni all'investimento, magnificandone convenienze, sconti e opportunità di ogni tipo. Insomma è gente che sa fare il proprio business, tenuto conto anche del fatto che chi è qui, nella stragrande maggioranza è un estimatore di questo modo di viaggiare e quindi è opportuno fidelizzarlo battendo il ferro fin che è caldo, anche per evitare che una volta a casa vada a cercarsi opportunità con qualche compagnia concorrente. Invece se non sei un appassionato dei giochi, dei vari tipi di ginnastica e della cura del corpo e non hai interesse ad aggirarti tra le varie sale danzanti in ricerca famelica di prede, una volta che l'ingurgitabile ti esce dalle orecchie, puoi anche sederti in qualche salottino a guardare il mare, visto che di stare fuori non se ne parla, anche per evitare che il vento ti trascini via e ti butti irrimediabilmente tra le onde. 

Questo può dunque considerarsi il momento adatto a maturare quelle che normalmente si chiamano le considerazioni finali, esercizio correttamente idoneo, soprattutto indicato per un neofita come me, che deve comunque cercare di rimanere per quanto possibile non influenzato dai propri preconcetti che inevitabilmente ci portiamo come tante scimmie sulle spalle. Cerchiamo dunque genericamente di evidenziare con puntualità gli aspetti positivi ed interessanti di questo modo di fare viaggiare. Uno è senza dubbio il costo, che calcolati opportunamente i periodi e le offerte, discernendo poi anche la scelta dei servizi a cui si è davvero interessati, fornisce una combinazione difficilmente eguagliabile da altre proposte. Questo vale soprattutto per la maggior parte delle destinazioni nei paesi cosiddetti sviluppati dove ormai la combinazione voli + camere d'albergo ha raggiunto quotazioni così robuste da far considerare quasi insostenibili gli itinerari post Covid, in particolare per coloro che non riescono a rimanere al di sotto delle combinazioni tre stelle o più, (che è comunque lo standard crocieristico). L'insieme di questi servizi diventa importante perché mentre nel viaggio itinerante via terra, la permanenza in hotel è quasi nulla e prevale l'aspetto di conoscenza del luogo che si sta visitando, quindi passare solo pochi minuti al giorno (oltre alle ore di sonno) nella struttura scelta, può far considerare accettabile anche sitemazioni cosiddette a una stella, e qui qualcuno aggiungerà l'orrenda ed assolutamente pleonastica locuzione "purché sia pulito" dimenticando che questa qualità dipende poco dalle stelle, ma piuttosto dalle abitudini del paese che si sta visitando e chi non avrà notato che c'è più "pulizia" in un basic giapponese o coreano, che in 4/5 stelle di molti altri paesi, nella crociera il tempo che si passerà usufruendo dei locali comuni e dei servizi di hotellerie della nave diventa molto importante e quindi questo aspetto conta, spesso in maniera determinante, n particolare per chi mantiene una certa puzza sotto il naso. 

Veniamo alla parte cibo, che come ho più volte accennato ha un aspetto molto consistente nella modalità crociera. Diciamo subito che tutto è enormemente sovrabbondante ai bisogni di qualunque Gargantua del caso, tuttavia se andiamo ad esaminare un po' più a fondo questo aspetto, bisogna considerare meglio la qualità della proposta. Ora, checché molti aficionados ed esperti ripetano che la qualità sia costantemente calata nel tempo, in particolare in questo gruppo, cosa di cui io non posso avere controprova, devo rilevare che almeno la metà dell'offerta è di livello medio-basso, seguita da una rimanenza per metà comunque accettabile ed una parte non esagerata. decisamente di buono o ottimo livello. Ora, bisogna dire che basterebbe questa ultima parte per soddisfare completamente ed in eccesso, le esigenze del più scatenato dei ghiottoni, scegliendo qua e là di volta in volta ed anche escludento tutte le offerte tematiche a pagamento che comunque abbondano perché all'esagerazione non c'è mai fine. Sulla parte divertimenti e passatempi mi aspettavo invece di più, in quanto se escludiamo le offerte diciamo così volte a succhiarti del grano, come il casino coi vari binghi e le conferenze (gratuite) volte a proporre prodotti e servizi vari, tutto ruota come già detto attorno al ballo di ogni genere e tipologia, per carità questo anche finalizzato a mettere in contatto gli interessati a concretizzare anche altri pur interessanti aspetti, e ai vari tipi di ginnastica, mentre mi aspettavo qualche altra attività ludica più diversificata. Comunque bisogna pur dire che questo accontenta una larghissima fascia di fruitori che anzi proprio questo richiedono. 

La parte spettacolo invece, l'ho trovata ben calibrata con una offerta che contempla almeno uno spettacolo di un'ora al giorno nel grande teatro, sempre di buon livello e commisurata ai diversi gusti, seguita da proposte di musica dal vivo gradevole e sparsa nei diversi ambienti. Infine la parte a terra. Indubbiamente questo sistema ha il pregio di farti toccare molti punti di buon interesse durante la fase di sosta in porto, limitando in generale la navigazione alle ore notturne, soluzione comunque ideale che se è vero, ti impedisce di conoscere al passaggio, un territorio come nei viaggi itineranti con altri mezzi terrestri, ti sposta particolarmente durante i tuoi periodi di inattività. In questo modo hai la possibilità di conoscere i vari posti di tappa, di visitarli se pur affrettatamente e di decidere se scegliere tuoi itinerari personali che necessitano del tuo impegno organizzativo o se al contrario, preferisci lasciarti andare al comodo laisser faire del tutto organizzato, ovviamente con i relativi costi, che chi lavora va pagato. Mi sembra di aver elencato dal più al meno gli aspetti positivi di questo metodo di viaggio, veniamo dunque a quelli che possono essere considerati i difetti. Sui costi, bisogna considerare che, come detto all'inizio, i prezzi proposti sono molto accalappianti e concorrenziali con le altre forme di viaggio, poi è abbastanza naturale che la compagnia cerchi di rientrare in qualche modo proponendoti altro in beni e servizi, cercando di spremerti il più possibile una volta a bordo. 

C'è ad esempio l'aspetto della mancia obbligatoria (nel nostro caso 11 € a testa al giorno), imposizione che qualcuno può trovare fastidiosa, ma che potrebbe anche avere un suo senso se poi il fine fosse quello di avere una corretta distribuzione, che si spera avvenga (non ho contezza del contrario). Un secondo è ben più imponente salasso è dato dai pacchetti bevande, assolutamente sproporzionate ai costi reali, per arrivare a quasi 50 € al giorno a testa e per tutti i giorni di permanenza, previsti dalle soluzioni più complete, dovresti consumare talmente tanta birra e whisky, da rendere obbligatoria un mesetto di clinica depurativa al rientro. D'altra parte il consumo episodico prevede il costo di 4,03 € per una bottiglia da litro di minerale in plastica da 15 cent. Positivo invece il fatto che per non pagare onerosissimi pacchetti internet, tu sia costretto obtorto collo a rinunciare allo smartphone a bordo, facendoti ritornare ad un' epoca preindustriale, per nulla fastidiosa, anzi. Il fatto poi che a bordo, per darti meno pensieri naturalmente, in realtà per facilitarti e rendere semplice l'esborso, non circoli tassativamente nessun contante, ma solo la indispensabile carta con cui puoi fare tutte le operazioni necessarie, è un classico metodo da pusher per agevolare i consumi senza che tu te ne avveda;, tutto segnato e regolare, per carità e poi è così comodo, basta mostrare la carta e dlin, dlin, automaticamente ti vengono scalati dalla carta di credito richiesta all'imbarco. Che comodità, manco te ene accorgi! Ci sta tutto, per carità, ma se ti lasci andare alla fine la cifra cuba. 

L'altro costo elevato può essere dato dalle escursioni che se non ami arraggiarti da solo e vuoi vedere quello per cui sei venuto (e che dovrebbe essere lo scopo del 50% almeno del viaggio) ti raddoppia praticamente i costi. Ecco perché in generale, specialmente se come me non sei un viaggiatore amante delle uscite di gruppo e dei torpedoni di gitanti festosi, non sceglierai la crociera come soluzione alle tue mete, specialmente se il fine della visita di luoghi e paesi è preponderante nei tuoi interessi. Nel mio caso, posso prendere in considerazione la proposta solo se ottempera ad una serie di condizioni di base (proprio come questa volta ad esempio): gli stop in luoghi in cui non sono mai stato (non avevo mai visto né Marsiglia, né Barcellona, né Valencia); se riesco ad organizzarmi tutte le uscite individualmente secondo i miei interessi; se la permanenza a bordo è subordinata ad una attività tematica, che occupi la maggior parte del tempo, come il Country; se i prezzi effettivamente sfruttano condizioni di periodi di bassa o altra offerta invitante; infine se l'itinerario comprende una serie di scali che diversamente sarebbero raggiungibili molto difficilmente o con oneri insostenibili in altri modi, ad esempio zone dell'estremo nord o sud (ne ho visto una fantastica dalla Groenlandia ad Ancorage via passaggio a nord-ovest) o serie di isole caraibiche o del Pacifico da toccare via via al passaggio. Quindi se avete delle mirabolanti offerte da farmi, visto che il Grande Fratello è in agguato e legge tutto quanto pubblico, sono qui. Intanto mi riposo e faccio progetti.



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giovedì 30 novembre 2023

Valencia

Ciudad de les Artes - Valencia - novembre 2023

Il ponte dell'Assut d'or

Dopo  la bellissima ed intensa gornata barcellonese, che mi ha definitivamente fatto innamorare di Gaudì e della sua follia geniale, il gorgo della nave ci ha accalappiato completamente e quindi via di corsa per non perdere nulla tra offerte gastronomiche, coreutiche e di spettacolo, che comunque si rivelano sempre qualitativamente interessanti. Insomma alla sera crolli nel letto spossato e non solo per la veneranda età. Certo in cabina ci stai solo per il tempo per dormire e in effetti non riesco a capire il senso di chi prende quella col balcone, soprattutto in inverno, pagandola giustamente molto di più. Comunque corri di qua e corri di là, la mattina ci svegliamo nel porto di Valencia e anche oggi eccoci con una bella giornata di sole pieno come i precedenti, alla faccia di tutte le fosche previsioni che davano pioggia a catinelle. E allora giù a rotta di collo per non perdere troppo tempo, strozzandoti con la pancetta e le uova strapazzate, capirà, se non le mangi qui..., questa volta la navetta per uscire dal porto è addirittura gratis e proprio lì fuori ti aspetta la fermata del bus n. 4 che porta proprio in centro allo stop del bus turistico (Euro 22) che per noi ormai rappresenta un modus operandi sensato per sfruttare al meglio le poche ore di sosta. L'itinerario compie il giro completo della città passando davanti ad ogni costruzione o monumento degno di nota e ci consente quindi, tanto per cominciare, di vedere tutto lo splendido e modernissimo quartiere detto Città delle arti e delle scienze e l'Oceanografico che ormai rappresentano un importantissimo polo attrattivo per la città stessa, sia per l'aspetto architettonico davvero importante e modernissimo, sia per i contenuti museali che esprime. 

Il nuovo stadio
Noi non possiamo fare altro che contentarci della sfilata esterna di questi palazzi dai disegni arditi e comunque spettacolari. L'insieme degli edifici del valenciano Calatrava è ormai considerato il simbolo della città e ne caratterizza l'orientamento culturale che l'ha imposta come una delle città spagnole più vivaci da questo punto di vista. E' una serie continua di straordinari edifici che vanno dal cosiddetto Oceanografico, con l'esposizione del mondo sottomarino più grande d'Europa, l'Hemisferic, un cinema digitale 3D con uno schermo concavo di 900 metri, un modernissimo museo della scienza dove è vietato non toccare, il Palau de les art per gli appassionati di musica, con spettacoli continui, l'Umbracle, un giardino, orto botanico di tutta la flora mediterranea, l'Agora dove si svolgono spettacoli vari e il ponte dell'Assut d'or, che collega le due rive dell'ex fiume della città. Si possono fare biglietti per i singoli palazzi o cumulativi (una cinquantina di euro) a secondo dei propri interessi per i vari luoghi, ma è evidente che a questa zona della città andrebbe dedicato almeno un giorno intero. Tuttavia solo il passaggio davnti alla sfilata di queste costruzioni avveniristiche è un piacere per gli occhi e permette di comprendere cosa è necessario fare quando una città pretende di fare un deciso salto di qualità nel futuro. Il giro, superata la zona del circuito motoristico, procede poi verso Las Arenas e le spiagge magnifiche vicino al porto dove ci sarebbero tutti i famosi ristoranti di pesce, ma anche questa è un'altra avventura che prevederebbe una bella serata in riva al mare a godersi il tramondo tra profumi di griglia e di mare. Come sono romantico! 

Il mercado central

Infine il bus percorre quello che rappresenta un'altra delle caratteristiche cartoline della città. Valencia infatti era attraversata dal fiume Turia che divideva in due parti tutta la città araba e provocava spesso inondazioni disastrose. Così il fiume fu deviato e infatti ricompare a valle con il suo nuovo sbocco al mare, mentre il vecchio letto del fiume in secca, lungo oltre 9 km e largo centinaia di metri è stato trasformato nell'immenso polmone verde della città, che ospita infiniti impianti sportivi di ogni genere, giardini ombrosi e parchi divertimento di ogni tipo, tra i quali il famoso scivolo antropomorfo lungo 70 metri ed ispirato ai viaggi di Gulliver. Numerosi sono gli antichi ponti in pietra dorata che attraversavano il fiume e che ancora ne collegano le rive e che aumentano la bellezza e l'attrattiva del luogo, mentre il lungo giro passando davanti alle antiche porte della città prosegue nei quartieri nuovi, costeggiando l'enorme stadio in costruzione fino alla estrema periferia con il suo Biopark, un giardino zoologico di nuova concezione in cui gli animali vivono nella ricostruzione dei loro ambienti naturali di savana, completamente liberi. Ed infine eccoci al centro storico, dove il giro a piedi ci consente una presa di contatto diretto con la parte più antica e parimenti coinvolgente di Valencia. Il centro del centro non può essere meglio rappresentato che dal Mercato Central, una riedizione della Bocheria barcellonese, parimenti interessante e fotogenica, con la sua confusione di colori, di profumi e di colori tipici e comune di tutti questi luoghi. Andateci comunque al mattino perché dopo le due tutto si avvia alla chiusura. 

La cattedrale

Appena fuori non riesco a resistere all'offerta di una paella, che se non la mangi qui, dove? I prezzi poi sono sorprendentemente bassi e più o meno equivalenti nei vari locali, Comunque per una abbondante porzione di paella de mariscos (lo so che bisogna assaggiare la tradizionale valenciana con pollo e coniglio, ma se a me piace di mare, mi volete ammazzare?) e una sangria, 12 Euro mi sembran davvero pochi, oltretutto nel pieno del luogo turistico. Il piatto comunque, fatte le ovvie riserve per non essere in un ristorante di alte pretese, non è niente male ed i tavoli sono tutti pieni zeppi, le cameriere corrono qua e là con vassoi ricolmi di tapas e bocadillos, insomma tutto il repertorio più atteso della cucina e della tradizione spagnola, compreso il posteggiatore vestito da torero che canta evviva Espania, tra gli applausi dei turisti tedeschi che allungano mancette metalliche. E non ho neppure potuto approfittare della famosa agua de Valencia, un bel beverone  di spumante, succo di arancia e un goccio di vodka e gin, che ornava molte tavole vicine, sarà per la prossima. Le due ragazze russofone che stavano al tavalo di fianco al nostro ne hanno ordinato un paio di caraffe, che sono scivolate giù apparentemente senza danni, merito o del comunque basso tenore alcoolico, necessarioa calmierare il prezzo o della abitudine inveterata di quei popoli verso questo tipo di libagioni. Ma via di corsa a girare il quartiere, con il palazzo della Lonja del la seda, proprio davanti al mercato, in stile tardo gotico che oggi ospita un museo tematico su questo prodotto, che un tempo era appunto il luogo dove si commerciava la seta, una delle attività per cui la città era nota nel passato e poi via verso la bella cattedrale che si ragginge attraversando le vie più belle. 

il palazzo del Marchese de dos Aguas

La grande piazza antistante è piena di gente e di locali. La costruzione è notevole e imponente a partire dal grande campanile e dai tre portali di accesso e le dimensioni e l'assommarsi degli stili, è dovuta ai successivi ampliamenti che si sono succeduti, considerando che la base risale addirittura ad un tempio romano (ingresso 12 euro). Di qui ci siamo fatti ancora una passeggiata fino alla porta della città, fino alla torre de Serranos, attraversando tutto il barrio del Carmen, quartiere di grande movida serale, ma che a quest'ora del primo pomeriggio, presenta ancora quasi tutte le serrande abbassate. Insomma basterebbe questo per averne molto da vedere, trascurando quella che viene chiamata la cappella Sistina di Valencia, la chiesa di San Nicola di Bari e San Pietro Martire da poco riaperta dopo quello che viene definito il più imporante restauro pittorico a livello internazionale per la magnificenza dll'operae per le tecniche impiegate. (ingresso 12 Euro). Se capiterete qui di lunedì non perdetevi la camminata di San Taddeo, il patrono delle cause perse che dicono molto frequentata e spettacolare. Se poi tornando butti un'occhiata a quello che secondo me, è uno dei più begli edifici antichi di Valencia, il palazzo del Marchese de dos Aguas, che oggi ospita il museo delle ceramiche, uno spettacolare esempio di barocco spagnolo con tutta la facciata ricoperta di lavori in alabastro che lo rendono un gioiello smagliante all'jnterno della città, la giornata non sarà comunque persa. Ancora un salto per vedere da fuori l'arena della plaza de toros ed eccoci pronti, just in time, sempre pronti, primi della fila, davanti alla fermata del 4 per ritornare al porto, ligi come soldatini a cui scade la libera uscita. La notte è ancora lunga ed i mille delle scuole di country si aspettano ancora una nottata di ballo sfrenato, mai sazi e non domi neppure dall'uscita a cui molti hanno aderito ieri, rinunciando pure alla visita di Barcellona, per andare a ballare a El Barn, uno dei più famosi locali di ballo country catalano della Spagna. Ma la passione è passione se no, che ci sei venuto a fare. Insomma non è mai abbastanza.

Plaza de toros


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Barcelona

mercoledì 29 novembre 2023

Barcelona

Barcellona, La Pedrera - novenbre 2'23




Un ingresso

In pratica la serata da trascorrere sulla nave che per la maggior parte dei croceristi rappresenta l'apice del divertimento ed in effetti anche il senso di questo tipo di vacanza, per me è costituita soprattutto dal giusto riposo per riprendersi dalle fatiche del pomeriggio che contamela come vuoi sono sempre un bel po' di chilometri a piedi percorsi con un certo ritmo per non rischiare di lasciare indietro qualche cosa. Mentre, tra sfilatini alla nutella e hamburger e patatine, continuamente sfornati negli appositi corner, la folla si addensa sulle varie piste da ballo mentre la musica pompa a tutto andare, i bambini sono stati relegati nei loro appositi spazi, qualcuno tenta di ibernarsi nei ponti esterni per cercare di godersi il tramonto che intanto scende sui marosi ed il bastimento esce dal porto in cerca della sua rotta. Esaurita poi la pratica della cena, bisognerà pur mangiare qualcosa ogni tanto, io mi godo lo spettacolo nel teatro da quasi mille posti, mentre intanto riparte la serata. Non c'è pace tra gli ulivi e intanto bisogna prepararsi alla giornata successiva che ci vede nell'ultima banchina del grande porto di Barcellona. Ormai la prassi è nota ma i passeggeri diventano sempre più scafati e la onerosa navetta viene sostituita da un comodo bus urbano e poi via con il turistico a due piani che ti consente con due tratte diverse che si incrociano di vedere dall'alto tutta la città, anche questa  a me completamente sconosciuta, con l'esborso di 28 euro per gli anziani. Se hai solo poche ore come noi questa è una delle soluzioni che ti permette di vedere di più anche solo a vol d'uccello, ma non credo si possa fare diversamente. 

Facciate del paseo de gracias

Questa è davvero una città che meriterebbe qualche giorno per poterne apprezzare i tanti punti di interesse e in sei ore è molto se riesci a buttare un occhio dall'esterno, almeno ai più importanti. Intanto, ricordando che comunque questa è la città di Gaudì, il grande architetto catalano che ne ha segnato inconfutabilmente lo spirito, disseminandola di opere straordinarie. Così dopo aver attraversato il grande parco olimpico con le belle vedute sul mare antistante, punteggiato di antiche costruzioni ed importanti musei come il MNAC, lungo tutta la parte occidentale della città percorriamo un lungo tratto della Diagonal, a partire da Piazza Pio XII, l'arteria più importante che attraversa come una spina dorsale la città per quasi dodici chilometri, per arrivare fino al Paseo de Gracias, il viale che all'inizio del secolo scorso era il centro residenziale dell'alta borghesia cittadina, che faceva a gara nel commissionare ai più grandi architetti del tempo i palazzi più sfarzosi ed essendo quello il periodo della cosiddetta belle epoque, bellezza ed eleganza significava disegno estroso e libero, con espressioni di straordinaria libertà stilistica che riportate nel campo architettonico hanno prodotto testimonianze ineguagliate. Tutto il grande viale infatti è percorso da una serie di facciate bellissime, una diversa dall'altra nella concezione dei maestri di quel tempo, scandite dal susseguirsi dei lampioni con le grandi altane ricurve in ferro battuto, elegantissime, ma tra tutte spiccano le opere del grande catalano, la cui genialità si mescola certamente ad una vena di di folle misticismo. La sua prima opera che balza all'occhio scendendo lungo il viale è Casa Milà detta La Pedrera che occupa un intero angolo della strada al numero 92. 

I camini di casa Milà

I cinque piani del palazzo commissionato dalla famiglia Milà dopo che Gaudì era già famoso per le molte altre opere progettate in città, è l'ultima opera civile del grande architetto prima di precipitarsi nel gorgo dell'avventura costruttiva della Sagrada Familla e proprio a causa delle sue visionarie e ardite stranezze fu teatro di molte problematiche e curiosità, tanto che Gaudì stesso in costante lite con il committente e la municipalità non la terminò, classificandola sempre come opera incompiuta nelle sue finiture che dovevano invece rappresentare un epitome religiosa concepita come una sorta di santuario alla Vergine del Rosario con tutta una serie di gruppi statuari e riferimenti iconografici in forte contrasto son i sentimenti antireligiosi dell'epoca. Inoltre ci furono molti problemi, oggi diremmo, di abusi edilizi contrari alle regole, come le colonne che andavano fuori delle linee previste per le facciate o l'altezza dell'edificio stesso, con la mansarda ed i famosi camini che fuoriuscivano dal consentito. Tutto questo si ritrova nelle gustose lettere sarcastiche stilate dall'architetto contro la municipalità in cui propone di segare le colonne e così via. Tuttavia ogni cosa alla fine fu consentita senza neppure la colossale multa prevista per l'abuso. In ogni caso l'insieme del colpo d'occhio del palazzo nel quale non riuscirete a trovare una linea od un angolo retto, ma solo un insieme continuo e debordante di curve e controcurve, un alternarsi di vuoti e di pieni dall'apparenza primordiale eppure elegantissimo della pietra sbozzata, di aperture simili a caverne trogloditiche al posto delle finestre, tanto da farla appunto denominare in seguito la Pedrera (la cava di pietra) rendono questa dimora un unicum onirico assoluto nel panorama dell'architettura mondiale. 

Lampioni del Paseo

La triplice facciata ti appare così come una colossale roccia scavata dalla forza della natura, erosa in grotte misteriose, plasmate dalla furia del vento e del mare secondo linee infinite che proseguono nei due cortili interni e nelle stanze, per terminare sul tetto in una serie di camini costruiti come forme oniriche di fiabe incantate. Certamente varrebbe la pena di passare le due o tre ore necessarie a goderne gli interni, magari con la moderna soluzione, mi dicono molto coinvolgente della realtà virtuale aumentata, ma badate altrettanto si dovrebbe fare con la vicina (cinque minuti a piedi) Casa Batllò, costruita prima e con una spettacolare visione della decorazione che lì si esprime con il massimo dell'eleganza del tratto dell'Art Nouveau, che assieme al neogotico e a larga parte dell'arte orientale influenzò il grande architetto, pur se il suo lavoro costituisce un unicum ineguagliato. A questo punto non sto a raccontarvi altro, un po' perché non sono all'altezza, un po' perché queste cose vanno viste direttamente, io stesso che ne avevo contezza da tempo e aspettavo con ansia l'occasione di goderne, non me le aspettavo di tanto interesse. E soprattutto per visitarne gli interni che devono essere ancora più interessanti nei particolari, occorre il tempo adeguato, considerato anche l'investimento non così popolare dei biglietti (da 29 a 49 € per Battlò e da 25 a 35 € per la Pedrera, considerando diverse alternative, cumulativo 60 €, che non è poi così poco). 

Pata negra

Bando alle ciance, scendiamo la rambla fino a Plaza Cataluna, un altro punto focale della città, dando spazio alla Bocheria, lo scenografico anche se turistico mercato, con presentazioni e colori assolutamente meritevoli di una sosta prolungata, premiata anche con un cartoccetto di jamon serrano Pata Negra, come si fa a negarselo, già che sei lì, aggirandoti tra montagne di frutta cosè coreograficamente ordinata da sembrare finta, da montagne di prosciutti in attesa di essere affettati sugli appositi trespoli, dai pesci e i mariscos che friggono in allegria prima di essere incartocciati per l'uso, dalle montagne di coloratissimi dolciumi, prima che del palato, gioie assolute della vista. Ancora il tempo di riprendere il bus per il giro della parte orientale della città, passando per la Barceloneta, per abbandonarsi finalmente al delirio assoluto della Sagrada Familla, questo monumento iconico in cui il grande architetto annullò se stesso rimanendovi fino alla morte e dedicandovi tutta la parte rimanente della sua vita. Da oltre cento anni la sua generazione continua, come una delle grandi cattedrali dell'antichità, un'opera per i secoli destinata a crescere per secoli. Si parla del 2029 per il suo definitivo completamento, ma così ad occhio siamo ancora molto lontani, visto che i pilastri della facciata principale sono ancora tronchi a metà con i ferri del cemento che fuoriescono com dita malevole e la torre centrale è ancoralungi dall'essere completata.

Sagrada Familla

E poi forse è proprio qui la sua ragione di essere, questo non finito perenne nel quale si rispecchia l'idea primigenia del maestro, quel suo lasciare piani costruttivi che fin dall'inizio prevedevano una crescita graduale per subire modificazioni e aggiornamenti in corso d'opera e le parti che dovrebbero essere finali, le ultime da creare, indicate in maniera ancora più vaga, proprio per lasciare libertà a coloro a cui toccherà questo onore, secondo il costume dei tempi che saranno di là da venire e che dovranno portare comunque una loro impronta distintiva. In ogni caso anche qui le torri straordinarie che svettano verso il cielo in misure diverse, la loro concezione di folle concorrenza, i temi delle tre facciate, le ornamentazioni che si sovrappongono alla costruzione nuda sottostante, come concrezioni muschiose di una foresta fatata, la foresta di colonne albero allìimterno, ne fanno una opera assolutamente visionaria, una delle poche da rappresentare, a mio parere, la vera genialità umana. Devo dire che mi ha davvero affascinato. Anche qui dovrete pensare in anticipo al biglietto acquistabile solo online (da 36 a 50 €) o all'esterno col telefonino e codice QR, essendo state abolite le biglietterie reali, largo al digitale insomma, con il relativo incentivante sconto di 3 eurini. Insomma lasciare questa città avendo dovuto rinunciare a tutte le visite interne e anche al parc Guell e al Barrio Gotico con la sua famosa Cattedrale è un po' una pugnalata, ma che ci possiamo fare, la vita dura del crocierista è una continua rinuncia di cui si deve poi essere consolati una volta tornati a bordo, ognuno secondo la sua modalità preferita tra le tre di cui vi ho fatto cenno a suo tempo.

Casa Batllò



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martedì 28 novembre 2023

Marseille

Le Panier - Marseille . novembre 2023


La Cattedrale

Beh come vi ho detto e come naturale conseguenza la serata si è conclusa appunto con le due attività crocieristiche principe, cena abbondante e coccolatissima e poi balli country fino alle due, che poi era lo scopo del nostro essere qui. Quindi tutto in regola, non ci si deve lamentare. La notte scende su un pelago nero come la pece, solo la scia bianca segue il mostro come la bava di una gigantesca lumaca, laggiù, così lontano che neppure si sente l'altezza dell'onda. Anche i borborigmi del drago sono soffocati dalla distanza delle sue interiora. Qui sul ponte dieci, le miserie umane che stanno sotto il pelo dell'acqua sono estranee allo schiamazzo ed alla piroetta. L'importante è che tutti si divertano. Percorrendo gli altri ponti per tornare in cabina, solo suoni ovattati che provengono dai bar dove le luci soffuse preparano la notte ad altri attesi piaceri. La mattina invece si apre nel porto di Marsiglia, si è navigato per tutta la notte e pare di essere qui da sempre. La colazione è rito obbligato e vedi cose che voi umani... Gente che da sempre, al mattino un caffè e via, va avanti e indietro con piatti ricolmi di uova, pancette, pancake gocciolanti di sciroppo di acero e dolciumi di ogni sorta. Una vecchia che si muove a fatica col deambulatore, avanza barcollando con in mano un piatto che straborda di sei bomboloni, metà alla crema, metà al cioccolato e aveva tentato di caricarsi il settimo, ma proprio non ci stava e anche il cameriere filippino che cercava di aiutarla nella bisogna ha dovuto rinunciare. Un delirio. Comunque sazi, abbandoniamo la nave dal ponte tre, riuscendo a saltare sulla navetta che ti fa uscire dal porto. 

Un ristorante

Nella crociera infatti impari subito ad essere veloce, per non rimanere intruppato nelle code, per riuscire a sbarcare tra i primi ed acchiappare il primo mezzo disponibile, a carpire le informazioni velocemente per non rimanere indietro guadagnando tempo. Comunque tutto è sempre previsto, ogni cosa è organizzata e non riesci a perderti neanche volendo. Eccoci allora sbarcare proprio davanti alla Cattedrale della Major che con le sue due torri è punto di riferimento obbligato e si può vedere da ogni punto di questa parte della città. La costruzione, con la sua pietra a righe alternate bianche e verdoline, è sicuramente imponente e mantiene lo stile magniloquente neobizantino delle chiese di metà '800 piuttosto comune in Francia e merita comunque un'occhiata. Purtroppo la vecchia chiesetta che risalirebbe addirittura al V secolo e che sorge proprio al suo fianco è in restauro e se ne riesce a scorgere solamente l'esterno, attraverso le barriere. Ma la parte decisamente più interessante è costituita dal quartiere che comincia proprio alle sue spalle, il Panier, il nucleo storico creato addirittura dai Greci al loro arrivo sulle coste francesi. La zona ha le classiche caratteristiche di tutti i centri delle grandi città di mare a ridosso dei porti, vicoli stretti che si insinuano tra gruppi di case serrate tra di loro e che scendono verso il mare. Come la analoga zona di via Prè di Genova, ha un passato recente piuttosto malfamato di piccola malavita e prostituzione di bassa lega, un angiporto frequentato da personaggi oscuri anche se un poco folkloristici. 

La vieille Charité

E' la zona resa famosa dai libri di Jean Claude Izzo, di cui mi ha fatto appassionare l'amico Leo e poter girare in questo dedalo di stradine tra profumi di socca e di pastis, ha un fascino assolutamente particolare. Deve essere fantastico alla sera quando è affollato dalla movida dei giovani gaudenti che ormai si appropriano via via di certi quartieri. Certo di mattina, par di sentire i suoi vecchi personaggi che dal fondo dei baretti oscuri ordinano gotti di Bandol confabulando di affari loschi, di contrabbandi e di donnine allegre. Tuttavia oggi il quartiere è stato decisamente rivalutato ed è pieno di locali, botteghe di artigiani, negozietti di specialità della costa, tra cui la birra marsigliese Cagole, specialità tradizionale che bisognerebbe assaggiare se solo si avesse il tempo di fermarsi un attimo. Ma il crocierista ha un problema, le ore di sosta nel porto sono poche e su tutto incombe la minaccia. Entro le 16:30 parte l'ultima navetta e la nave non aspetta nessuno. Dunque gambe in spalla che il tempo è poco. Così attraversiamo velocemente il Panier, fermandoci solo a guardare i tanti murales assolutamente di qualità che ormai sono diventati un'altra della caratteristiche di queste strade, un caffè e un pastis a place du Moulins di fretta, anche per approfittare del bagno, che è una santa istituzione della quale bisogna assolutamente tenere conto nelle varie tappe strategiche. Pensate che qui c'erano oltre 40 mulini ai tempi, oggi ne sarebbero rimasti solo due trasformati tuttavia in case, ma io non sono riuscito a riconoscerli. 

Chateau d'If

Rimane solo il tempo per passare davanti alla Vieille Charité l'imponente costruzione costruita nel XVII secolo come ospedale dei poveri e che rimane un eccezionale pezzo architettonico nel cuore della città. Stava andando tutto in rovina, ma la salvò Le Courbusier e adesso ospita tutta una serie di piccoli musei gratuiti, cosa assolutamente strana per la Francia. Colpo di fortuna, il sito è chiuso proprio oggi essendo lunedì, così non abbiamo il dispiacere di saltarne la visita perché non abbiamo tempo. Scendiamo dunque al vecchio porto, una bella darsena rettangolare in fondo alla quale si stendono con regolarità le strade della pianta ottocentesca. Mi ricorda un pochino Trieste questa impostazione, tutta tesa ad accogliere il forestiero che arriva dal mare. Già, curioso come tutto cambi nel tempo. Qui bisogna salire in alto, per non perdersi la vista della città da Notre Dame de la Garde, la bonne mère che veglia su Marsiglia. Si può salire col trenino turistico (più conveniente, 8 €) oppure col classico bus turistico a due piani che costa di più ma fa fare anche tutto il giro completo della città oppure se siete taccagni col bus 60 che porta fin su partendo appunto dal porto vecchio. La corniche è spettacolare e oggi che è una bella giornata di sole, ti fa apprezzare tutta la costa, con le sue spiagge, le rade rocciose e le isolette di fronte, tra le quali spicca quella del castello di If dalle memorie Dumasiane. La vista dall'alto meritava davvero la salita e la colata di case bianche a 360 gradi che scende verso il mare è splendida. Anche questa basilica è grandiosa con gli stessi tratti neobizantini della Cattedrale e all'interno anche decisamente più ricca con la sfilata di mosaici dorati che la riempiono. 

Le vieux port

La folla la gremisce e poi si disperde sulle ampie terrazze per godersi il panorama che la circonda: è tutto uno sparaflasharsi di selfie e di pose più meditate. Tra l'altro inerpicarsi lungo la serie di scalinate erte e ripidissime che portano fino alla chiesa, è piuttosto impegnativo e quando sei su devi tassativamente tirare il fiato se non vuoi che ti becchi il coccolone. Ridiscesi al porto ci godiamo un po' il quartiere, davvero bello ed elegante e facciamo una sosta premiata in un bellissimo locale dove servono delle croque madame imperiali e coppe giganti di chocolat liégeois. Che delizia ragazzi! Poco più in là, ecco una famosa pasticceria dove c'è una cascata di biscotti e torroni da rimanere esterrefatto, tra questi le famose navettes marsigliesi al profumo di arancio e a cento altri gusti. Il problema è che la gentilissima signorina ti obbliga ad assaggiarli e tasta qua, tasta là, te ne esci col tuo robusto pacchetto per il quale hai dovuto stipulare un piccolo mutuo. Ma dai, si vive una volta sola. E poi c'è il sapone, mica vuoi andartene via senza un tocco di sapone di Marsiglia, ma lo dice la parola! Però il tempo stringe e allora di corsa per arrivare alla navetta che tocca farla a piedi e ci vuole una mezz'oretta di buon passo, così sfili solamente al fianco al famoso e sicuramente interessante Mucem, un complesso museale modernissimo, orgoglio della città che ospita una ricchissima offerta di mostre e di altre attività culturali, dove ci puoi passare ben di più che mezza giornata. Bene, archiviamo così Marsiglia, una città che non mi aspettavo così piacevole ed interessante, anche stavolta ce l'abbiamo fatta in tempo, adesso bisogna andare a divertirsi o quanto meno a bordo è già partita l'ordalia della merenda. Niente da fare, toccherebbe ritornarci, se non altro anche per vedere il bellissimo parco naturale dei Calanques, che da tempo sta nel mio mirino. Ma quante vite sono necessarie, accidenti!

Notre dame de la Garde

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Crocierando

lunedì 27 novembre 2023

Crocierando

Costa Diadema


Buongiorno a tutti, con questo frescolino decisamente invernale che riscalda i cuori e gela le dita, mi sento in obbligo di darvi conto di una mia piccola assenza che mi ha tenuto lontano dalla tastiera la scorsa settimana. Ho infatti provveduto a compiere una esperienza per me del tutto nuova e neppure cercata con insistenza e di cui vi racconterò per qualche giorno interrompendo ancora una volta la mia relazione coreana. Troppo lavoro, troppe cose da fare Che è successo dunque? Mi sono concesso, in qualità di accompagnatore, di seguire la mia gentile signora, in una crociera tematica, visto che lei è appassionata di Country line dance, attività che la impegna da una quindicina di anni. Come passa in fretta il tempo, eh! Ora so già che tutti salterete su dalla sedia dicendomi, ma non mi sembrava che questo modo di viaggiare rientrasse nei tuoi interessi! Anche questo è assolutamente vero, ma come sa chi mi conosce, io non mi nego mai alle nuove esperienze e da queste cerco di trarre, sia come sia, il meglio possibile. I punti di forza di questa proposta sono stati ovviamente, come primo motivo assoluto, che le crociere a tema sono fatte apposta per soddisfare i cultori di una qualche specifica attività e dato che nel periodo che si trascorrerà sulla nave, proprio questo sarà il principale fulcro di ogni interesse, ovviamente si tratterà di una bella opportunità per i cultori della stessa. E qui si trattava appunto di sviluppare, tra stage, insegnanti al seguito e ore dedicate proprio a questo ballo che sta crescendo molto, con un numero di appassionati sempre più alto, una serie di full immersion nell'argomento, cosa evidentemente garditissima a chi dedica tempo a questa cosa, tanto che gli aderenti specifici erano quasi mille, provenienti da tutta Italia e non solo, almeno un terzo degli ospiti della nave! 

Il secondo punto era dato dal fatto, che trattandosi di periodo di bassissima stagione, il costo di queste 5 notti, è stato veramemte basso e tale da invogliare anche il più riottoso e critico dei viaggiatori. Infine, il fatto che l'itinerario avrebbe toccato tre città nelle quali non sono  mai stato, se non di passsaggio e quindi a me totalmente sconosciute, cosa decisamente interessante e tale da giustificare un machiavellico il fine giustifica i mezzi. Dunque bando alla chiacchiera ed eccoci, domenica scorsa, su un pullman di appassionati vocianti, tra cappelli finti Stetson e stivali texani operati, in viaggio verso Savona, per procedere ordinatamente all'imbarco. Per ora andrei avanti per gradi lasciando per la fine le impressioni generali sull'esperienza, per me nuova e comunque, a mia scusante, mai cercata di proposito. Beh, non si può nascondere il fatto, che la prima cosa che colpisce il neofita è il gigantismo di ogni cosa riguardante questo modo di viaggiare, a partire dal mostro inusitato a cui ti approcci con timore reverenziale nella zona del porto a lui dedicato. Una colossale montagna di ferro che sta lì immobile, trattenuta al molo dai lacci come un prometeo alla roccia, pronto ad ingoiare gli adepti che come formiche si approcciano ai fori di entrata del termitaio. Un drago ancora immoto di cui indovini a senso, le viscere fiammeggianti e il sordo brontolio che borbotta sotto il pelo dell'acqua. Ora non si può non essere meravigliati di come una serie di operazioni complesse come il controllo, l'imbarco, il ritiro e la distribuzione dei bagagli al seguito, la sicurezza e i rifornimenti di questa vera e proprio città popolata di migliaia di persone, possa essere svolta senza evidenti problemi in così poco tempo, ma alla fine, eccoci qua tutti ordinatamente stivati nelle proprie cabine, pronti per seguire una serie di opzioni di divertimentificio comune a villaggi, parchi tematici e altre situazioni di turismo superorganizzato. 

Infatti lo scopo principale dell'organizzazione crocieristica è quella, dopo averti attirato come un ragno nella sua tela con la pania di prezzi allettanti, di avvolgerti in un bozzo protettivo che abbia come fine quella di risucchiarti più soldi possibili quantomeno per rientrare nelle spese. Quindi durante tutto il periodo si assiste ad una lotta continua tra offerte mirabilanti degli organizzatori e scafati clienti dal braccino corto, che cercano di schivare con ogni mezzo gli attentati al loro portafoglio. Ecco qualche spesa accessoria, che alla fine cuba, come il sistema delle mance giornaliere obbligatorie, le molte attività gratuite offerte (come conferenze e tutorial tematici che vanno dalla cura del viso, allo sbiancamento dei denti, allo studio della pianta del piede e molto altro) che alla fine prevedono una offerta finale di prodotti vari. E naturalmente il fotografo che immortalerà i momenti topici della tua vacanza e che essendo assolutamente bravo, ti ingolosirà con una serie di scatti mirati che ti mostreranno come una strafiga pazzesca, impedendoti di lasciare lì quella bellissima foto anche se costa un occhio. Per non parlare delle gioie della SPA, di delicati massaggi ayurvedici e chi più ne ha più ne metta, offerte da delicate signorine orientali, dalle mani di seta, che poi all'atto pratico magari saranno sotituiti d arobusti ed erculei figuri, oltre ovviamente ai ristoranti tematici che con un po' di sovrapprezzo ti faranno ingurgitare cibi speciali, se ancora ce la farai, dopo quelli ordinari. 

Naturalmente poi c'è la parte ludica del casino e delle slot, dei bingo e chi più ne ha più ne metta che convergono ad incidere ancora meglio sulle tue magre finanze. Inoltre si aggiunga il fatto che mentre il rancio è gratuito, ancorché in quantità smodata, il bere è a pagamento e che pagamento, visto che un'acqua minerale costa 4 €, il tutto condito con larvate allusione a non fare i furbi. Rimane poi il settore escursioni che per chi ha poca dimestichezza con l'autorganizzione dei viaggi, rappresenta pur sempre una grossa comodità e si sa che il servizio va pagato. In più, per agevolare l'esborso, evitando di farlo sentire come troppo doloroso ai taccagni, il sistema prevede che non si tocchino mai soldi liquidi da quando metti i piedi a bordo e la magica carta che ti viene consegnata all'ingresso, diventerà la chiave di volta del sistema per far sentire quasi indolore ogni esborso, visto che basta un clic ed i soldi se ne vanno senza turbarti neppure la vista. Insomma tutto normale e ben fatto e d'altra parte necessario a mantenere in piedi un baraccone che su 4500 ospiti ne prevede ben più di altri mille al loro servizio. Tuttavia se sei un minimo attento, è pur vero che basta poco a farti uscire quasi indenne da questa gimkana che funziona a tempo pieno 24 su 24. Per uno come me, spendipoco per francescana abitudinarietà, che praticamente con tocca alcool e non gravato da ludopatia e ha un minimo di dimestichezza nel muoversi da solo, non è difficile uscire quasi indenne dalla lotta e approfittare invece di tutte le opportunità che offre il sistema. Veniamo quindi a quelli che sono considerati i punti di forza del sistema. Intanto bisogna dire che tre sono le attività principe delle crociere e che le rendono così appetibili ad una vasta fascia di utenti. 

La prima è che si mangia come se non ci fosse un domani, a colazione, a pranzo, a merenda, a cena e dopocena; in qualunque momento c'è sempre almeno una zona aperta che distribuisce cibo, nella maggior parte dei casi nel maledetto modo del self service a volontà, il che significa il tripudio per le cosiddette fogne, che riescono ad ingurgitare quantità di materiali assolutamente impensabile. Le offerte sono continue e stuzzicanti e torme di squali si aggirano continuamente attorno ai banconi per esplorare se stia arrivando qualcosa di nuovo e di ancora più stuzzicante, salvo poi, dopo aver devastato i banconi e lasciato solo le briciole, dirigersi come non parere al ristorante placé, dove si viene serviti direttamente con le squisizia proposte di volta in volta dai vari chef. Ma su questo aspetto magari approfondiremo più avanti. La seconda cosa più importante nelle crociere è che si balla, sempre e dovunque, su qualsiasi tipo di musica e in ogni spazio libero della nave. Anche qui torme innumerevoli, soprattutto di donne, come baccanti tarantolate da una ipercinesi coreutica incontrallata, provvedono ad alternarsi davanti a dj appositamente addestrati a stimolare i propri polli, vuoi al latino americano, vuoi al ballo liscio, vuoi alla discoteca, house o qualunque altro stile riconosciuto. Parte un qualunque tipo di musica e subito le signore davanti a te cominciano a muovere i fianchi come androidi a cui è scattato l'interruttore, gli occhi semichiusi rivolti al cielo e le mani in coordinato movimento ondulatorio. Nei momenti morti, partono corsi per perfezionare la specialità scelta o ogni tipo di ginnastica, pilates, yoga, zumba che contempli comunque musica sulla quale agitarsi. Nella nostra fattispecie ovviamente la country line dance, ça va sens dire. La terza cosa per cui sono famosissime le crociere e che avverti immediatamente guardandoti intorno e osservando gli sguardi intensissimi che si incrociano ai margini nella penombra delle sale e che parlano più di ogni altra locuzione diretta, me la sono dimenticata, anche se mi sembra, dai miei più lontani e ormai appannati ricordi che fosse una cosa piuttosto piacevole. Attività che comunque impegna a fondo quanti non momentaneamente impegnati nelle prime due. Domani comunque parleremo d'altro.


domenica 4 maggio 2014

La baia di Ha Long


La baia di ha Long

Un ansa della baia
Dulcis in fundo. La chicca vietnamita assolutamente fuori classifica, questa volta me la sono tenuta per ultima. Diciamo per soffrire un po' di più quando verrà il momento di lasciare questo paese. La baia di Ha Long è difficile da descrivere. Qualunque aggettivo tu possa usare, risulta inferiore alle aspettative e non riesce comunque a raccontare l'atmosfera di magia che pervade questo luogo. Per le fotografie è ancora peggio dato che raramente le condizioni climatiche permettono al fotografo dilettante di ottenere immagini decenti. Da gennaio ad aprile il tempo è freddo e piovigginoso, la foschia spessa al mattino e le nebbie si alzano poco nel corso della giornata, così gli oltre duemila isolotti che punteggiano l'enorme baia spuntano dal mare quasi all'improvviso, mostri immobili che sfilano poi minacciosi  al tuo fianco fino a scomparire a poco a poco confondendosi con il fondale verde azzurro. Mare e cielo sono una cosa sola. L'acqua verde cupo vicino a te si rischiara fino allo smeraldo per poi perdersi nell'azzurro grigio, lontano. Farai mostra di non accorgerti della gran massa di gente che arriva al porto, del gran numero di navi di ogni dimensione che lo popolano in attesa di sfruttare turisticamente questa meraviglia della natura. Che vuoi farci, è il mercato. Ma una volta salito sulla grande giunca di legno, siediti su un ponte aperto, isolati e guarda soltanto. Sulla superficie calma del mare incroci di tanto in tanto, altre navi cariche di merci che vanno verso Hai Phong e barche di ogni tipo solcano la baia, mentre piccoli gusci di pescatori punteggiano le acque in ogni direzione, ferme a tirare le reti o a cercare il  punto migliore per gettarle. 

Le formazioni calcaree
Intanto le gigantesche formazioni calcaree ti vengono incontro. Isolate o piccoli gruppi, montagnole dai fianchi dirupati, coperti da rada vegetazione tropicale, affollano le acque in ogni direzione. Quelle più lontane paiono barriera che chiude l'orizzonte, le più vicine invece, enormi scogli da aggirare per scoprirne di altri sempre nuovi e diversi. La barca procede adagio e tu corri da una murata all'altra in una sorta di frenesia per non perdere nessuna scena, e scatti, scatti inutilmente, immagini di piatto grigiume, invece di rimanere immobile a permearti di questa atmosfera che sembra appartenere ad un altro mondo, quasi un pianeta fantasy, popolato di ninfe e di draghi. Il grande drago, naturalmente, quello che ha dato origine a tutto questo, gettandosi nel mare attraverso i monti e la cui coda ha scavato solchi talmente profondi da spezzare la roccia in questi enormi massi che sono poi stati avvolti dalle acque. Il grande drago che c'è ancora da qualche parte, sotto la superficie verde e tranquilla certo, ma forse solo all'apparenza. Dicono che stia ancora lì, nascosto tra i profondi fondali dove l'acqua vira al blu e che di tanto in tanto qualcuno lo veda, forse fratello lontano del mostro di Loch Ness, in agguato ad aspettare prede che non arrivano mai. Lo ha segnalato anche la marina vietnamita in verità, ma pare fosse soltanto un sottomarino spia che i perfidi vicini mandano di tanto in tanto ad investigare da queste parti. Più ti avvicini alle rocce e più ne noti la contorta formazione, i mille pinnacoli taglienti che gli alberi e gli arbusti riescono a celare con fatica, le erosioni profonde che ne scavano solchi, anfratti, grotte profonde. 

Hang Sung Sot Cave
Scendi alla grotta delle sorprese (Hang Sung Sot) e quello che da lontano ti appariva come uno scoglio, diventa montagna con infiniti gradini da salire e ridiscendere. Segreto da penetrare attraverso ampie spaccature, per entrare in enormi sale dove guglie contorte salgono dal suolo per incontrare quelle che scendono dall'alto, che i colpi di luce trasformano in animali in pose grottesche, volti misteriosi, spuntoni fallici illuminati di rosa vivo, ritti verso l'alto a motteggiare il turista che a bocca aperta rimane sullo stretto sentiero a lungo bloccando la fila che lo segue. Certo c'è una vera e propria folla che si aggira qui intorno, ma non te ne curare, ignora i chiacchiericci fastidiosi dei vicini, approfitta al massimo per scambiare idee e impressioni, con neozelandesi, americani, danesi o australiani, russi e orientali, i tanti insomma che non possono arrivaree in Vietnam e non venire a a vedere questo posto. Il mezzo ad un gruppo de massi grigi alti una cinquantina di metri che formano quasi un arco naturale, un gran numero di barche abitazioni, agglomerate a cerchio. E' un villaggio galleggiante di pescatori. Al centro ogni barca ha un recinto che si estende sull'acqua, la cui sola delimitazione rimane visibile in superficie. Sono grandi vasche dove viene allevato il pesce catturato al largo e che poi ti mangerai in una sontuosa cena da classico crocerista. Gruppi di bambini piccolissimi corrono qua e là in bilico sulle assi che attraversano da un pontone all'altro. 

Floating village
Nessuno cade nell'oceano, almeno non di frequente. Un cagnolino con aria feroce si attacca alle stringhe delle mie scarpe, vorrebbe strapparle a tutti i costi, si mette d'impegno a tirare ringhiando. Poi la luce si spegne lentamente sulla baia. Le grandi rocce diventano neri giganti minacciosi che incombono sulla nave. Lontane, le luci tremolanti delle barche che escono a pescare la notte,  negli sprazzi aperti nell'orizzonte dalla nebbia diradata, si confondono con le stelle e la magia continua. Una luce forte punta l'acqua dietro la poppa, se vuoi puoi andare anche tu a pescare i calamari in una notte che vorresti non finisse mai. Quando si alza l'alba devi già essere sul ponte di legno più alto tra le grandi vele marroni spiegate della giunca. Un ragazzo sul cassero esegue lentamente una forma di Tai Ji. Seguirne i movimenti precisi e misurati, sentirne la forza naturale che parte dal centro del bacino per trasmettersi lungo il corpo e le braccia, fino alle ultime estremità delle dita, diventa consequenziale e quasi senza accorgertene vieni preso dalla forma, segui la sequenza delle tecniche, mentre il pensiero abbandona la mente, l'occhio abbraccia completamente tutto quanto ti circonda e di cui ti puoi sentire parte. Le grandi rocce attorno a te, muti testimoni, rimangono a guardare. Quando ritorni al porto sarà sempre troppo presto.
Pescatori all'alba

PS. Pensavo di farcela a finire questa mie considerazioni sul Vietnam prima di partire per un paio di settimane per la terra di Trinacria che mi attende vogliosa. Ma vedo che non ce l'ho fatta. Mi mancano almeno ancora un paio di puntate che esaurirò al mio ritorno. Nel frattempo, mentre cercherò di postare comunque qualcosa tra un cannolo, una cassatina e una brioche col gelato, vi ho lasciato una serie di pensieri e immagini che compariranno magicamente di giorno in giorno, per cui, se ne avete voglia, continuate pure a frequentare questo sito anche nei prossimi giorni e a pensare a me che sono in giro a soffrire per voi. Un saluto a tutti.



SURVIVAL KIT 

Kitchen lesson on board
Crociere sulla baia di Ha Long. Ne trovate a tutti i prezzi da 30 a 200 $ a testa a seconda della lussuosità della nave. Suggerisco senz'altro, se volete fare uno strappo nel lusso, (è la ciliegina alla fine del viaggio), la Bhaya Cruises Co Ltd. 4 stelle (160 $ con escursioni, lezione di cucina, tai ji e 4 pasti, free wifi, escluse bevande). Tenete conto che la crociera è dichiarata di 2 giorni, ma dura in effetti 24 ore (dalle 12 alle 12 del giorno dopo, con 1 notte a bordo). Per cui è consigliabile fare quella di 3 giorni (2 notti), che costa un po' di più, in quanto il posto lo merita assolutamente. Durante il giro si vedono comunque sempre il villaggio galleggiante e la caverna Hang Sung Sot.

Dicono meraviglie anche della vicina baia di Lan Ha, che ha il pregio di avere anche delle spiaggette ed essere meno frequentata. Ci si arriva dall'isola di Cat Ba.

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