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martedì 30 marzo 2021

Cappa di piombo

 E' ormai scoppiata la primavera e sembra già quasi estate; il sole è forte e ti fa venir voglia di mare. La cappa di piombo però è sempre sulla testa e si sposta lentamente, tanto lentamente. Il cuore è pesante e non riesce più a ridere. Ieri la notizia inattesa, se pure temuta che se n'è andata una mia cara amica, lasciandomi un vuoto ulteriore, pesantissimo. Pure questa è l'età nella quale queste cose diventano vieppiù frequenti, cadenzate, inarrestabili. Eppure non ci si abitua mai. Il dolore si rinnova e fa così male. Chi sa se in quelle culture dove la certezza delle rinascite è viva e presente in ogni momento della vita, questo passaggio è davvero più morbido, meno straniante o forse è solamente tutta chiacchiera, da esporre in film di seconda scelta. A nulla vale il fatto di considerare di avere avuto una vita piena, di soddisfazioni e riconoscimenti, la certezza insomma di aver vissuto degnamente. quando è il momento la livella segna un limine che non si può valicare. No, non ci si abitua mai anche se questa è una delle poche certezze che si possono avere.

martedì 2 luglio 2013

Cervicalgia.



Accidenti stamattina che male il collo! E' la malefica cervicalgia, in cinese: 颈部疼痛 - Jǐng bù téngtòng -Forte dolore a una parte del collo. Un bruciore ed un intorpidimento che si a poco a poco si diffondono fino alle spalle. Tenti invano di torcere il collo e far scrocchiare le vertebre, ma niente dà sollievo. Pascal pensava ad altro e tentava di risolvere complesse equazioni. Io, in matematica sono negato, meglio pensare ad altro, magari la lingua cinese, il fatto è che non so neanche quella. Comunque, nel cinese moderno che tende a bisillabizzare le parole per dare maggiore comprensione, la parola dolore è composta da due ideogrammi che significano entrambi dolore, quasi per rafforzare il concetto, ma il primo 疼 - téng - vuol dire Dolore che annichila i sentimenti, che non lascia pensare ad altro, mentre il secondo 痛 - tòng - è il Dolore forte e profondo che da afflizione. Messi assieme rappresentano una descrizione direi completa di quanto è il dolore fisico. La stessa pronuncia è poi quanto mai onomatopeica, quel téngtòng non vi dà l'impressione del battere ritmico ed alternato delle pulsazioni del dolore sulle tempie? Addirittura i due toni, il primo ascendente il secondo secco e discendente danno la scansione implacabile del fastidio che colpisce e non se ne va. Come il tic tac di un pendolo spietato e fastidioso. Che fare, massaggio? Shiatsu? Agopuntura? oppure tenerselo e aspettare che nel corso della giornata passi. Va bene, oggi la mia l'ho detta, vado a farmi due passi, può darsi che un po' d'aria fresca mi dia sollievo.


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