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martedì 23 giugno 2015

Aria di mare

Eccomi qui, come tutti gli anni da un po' di tempo a questa parte, a prendermi questa pausa di riflessione marina preestiva. Vediamo un po'come butta. Intanto vorrei verificare se le notizie chepassano sui nostri media sono le solite bufale da giornalai che fanno diventare i moscerini degli elefanti. Quindi dopo vado a fare un salto ai Balzi Rossi a vedere come è la situazione, poi vi racconto i dettagli. Per ora posso dirvi che venendo da Ventimiglia con l'autostrada, potevo portare un carico completo di Eritrei e scarrozzarmeli fino a Parigi senza che nessuno mi desse un'occhiata. Probabilmente anche in Francia bisogna far vedere agli elettori terrorizzati che si sta facendo qualcosa. Nella buca delle lettere per la primavolta ho trovato un volantino della Pina, la Mattea locale, che mi informava dell'orrore dell'invasione nera. Quelli che devono battere la grancassa per aizzare le teste vuote dei più deboli, sono uguali dappertutto. Felpe ruspanti, elmi cornuti e grilli parlanti devono darsi da fare per cercare ogni giorno un nuovo motivo che possa motivare indignazione, protesta e minacce varie. Tanto peggio, tanto meglio. Ogni buona cosa, ogni miglioramento o sensazione che si vada verso il buono se tutti cooperano, è veleno, da mettere in dubbio o meglio seppellire sotto una coltre di balle e mezze verità  o cose vere usate per dimostrare il falso. C'è sempre stata questa gente, non turbatevi. Certo hanno sempre procurato gran danno, ma poi il tempo ne ha fatto strame. Ci sentiamo magari domani.

martedì 2 dicembre 2008

La scuola di Atene

Al termine di lunghi anni di studio, la scuola di retorica di Atene, poneva gli allievi di fronte ad un difficile esame finale, al fine di potersi fregiare del titolo di Oratore. Veniva data una tesi strampalata o palesemente falsa e lo studente doveva convincere il suo pubblico della assoluta coerenza dell'assunto e dimostrarne la veridicità. Solo se gli astanti si dichiaravano concordi nell'accettare la dimostrazione vi era la promozione. Naturalmente non era così semplice dimostrare che nel mare non c'è acqua o che piove all'insù, ma i bravi studenti avevano una tecnica derivata dai lunghi anni di applicazione da utilizzare. Si cominciava intanto con una lunga serie di verità inoppugnabili a sostegno dell'assunto (mai usare falsità per dimostrare una cosa falsa, si viene subito scoperti e si perde di credibilità), luoghi comuni e banalità varie, poi qualche mezza verità, e qualche balla bene infiocchettata e ben nascosta tra le cose vere, di cui nessuno di norma si accorge; poi si infarcisce il tutto con argomenti attinenti , ma che nulla hanno a che vedere con la veridicità della tesi, ma su cui ogni persona di buon senso non può che essere a favore (es. il cancro è una cosa dannosa e io sono per combatterlo! e chè, c'è qualcuno invece a favore del cancro?), infine si fa comparire chiunque obietti qualcosa, come un farabutto o quantomeno un cretino ignorante e il gioco è fatto. Ecco la sconcertante sensazione che ho avuto domenica sera guardando Report, dove la giornalista che ritengo migliore in assoluto, mi ha deluso profondamente. Gabanelli, in un Report sull' agricoltura ha utilizzato appieno questa tecnica e siccome è troppo brava, un paio di volte qua e là, ha anche smentito la tesi precostituita del servizio (che il mondo può essere salvato solo dall'agricoltura biologica impiegata al 100% su tutto il pianeta) dicendo ad esempio:- E' però vero che gli antiparassitari sono necessari e che bisogna usarli.- Ma lo ha detto così sommessamente e di lato, che certo nessuno se ne è accorto, perchè quando si celebra una Messa, gli adepti diventano molto nervosi con chi mette dubbi sulle Verità Rivelate. Una chicca straordinaria, poi l'utilizzo degli archetipi, dalla parte dei Cattivissimi inquinatori, un giovane manager rampante che difendeva l'indifendibile con sciocca arroganza e di un agricoltore inquinatore, alto, bello e ricco e sfruttatore dei poveri negri; mentre dalla parte dei Buoni, il contadino della favola, barba incolta, volto ingenuo sfatto dalla dura fatica di una terra avara, ma amico della natura e non del suo portafogli, coronato dalla sua scelta di abbandonare una città covo del Male. Ci ha risparmiato, la Gaba, un primo piano sul volto rugoso e cotto dal sole e sulle mani callose che tenevano la marra (non la vanga, strumento troppo moderno e già testimonial di un'Agrikoltura Cattiva, della Kimica, della Plastika). Che delusione dalla mia giornalista preferita! Sono certo che il governo, sentendo l'aria del consenso, varerà provvedimenti a favore e sostegno dell'agricoltura biologica (comincia a farmi orrore questo termine privo di significato), mentre toglie quelli a favore di chi investe in energia alternativa. Di questo non ne parla nessuno, si vede che non fa notizia.

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 125 (a seconda dei calcoli) su 250!