lunedì 9 dicembre 2013

Primarie o secondarie?

Possiamo dire che Matteo ce l'ha fatta bene, il ché non era affatto prevedibile anzi, con tutta la sabbia e i bastoni che i suoi "amici" gli hanno buttato tra le ruote. Questo non vuol mica dire che la gente crede in lui. Semplicemente quella parte di gente che non si fa incantare dalle chimere o dal primo arruffapopolo che sale sul tavolo e grida "Via la testa a tutti", ha deciso che, non essendoci su piazza altro e volendo genuinamente dare un segno di cambiamento forte, ha deciso di fidarsi, così, lasciando da parte le ideologie, che obiettivamente sono cose vecchie. Quelli genuinamente di sinistra o di centro-sinistra hanno pensato che erano stufi di perdere, quelli di centro o anche di centro-destra non stipendiati dal padrone, hanno ritenuto che forse ci sono ricette che devono essere accettate da tutti se poi le cose vanno meglio, al di là degli schieramenti ed è probabile che lo voterebbero anche nelle elezioni reali. Quelli in standby perché nauseati dalla politica e quelli che per gli stessi motivi avevano provato a votare Grillo e che forse hanno capito che era stato un voto sprecato, in fondo sono sempre pronti a ritornare a casa, magari per essere poi delusi un'altra volta, ma non importa. Al seggio c'era la coda e la maggioranza non era composta di giovani rampanti e rottamatori in pectore, niente affatto, quasi tutti anzianotti, evidentemente poco spaventati dalle minacce di avere le pensioni decurtate come quella di sua nonna, ma che evidentemente avevano voglia di vedere cosa si riesce a fare con questo qua. Così c'è stato il risultato. Adesso comincia il lavoro e la porta è stretta davvero molto stretta e molto rischiosa. 

Certo Matteo avrebbe potuto mettersi alla finestra, assistere alla lenta agonia di Letta ed aspettare che una delegazione si presentasse a Palazzo Vecchio col cappello in mano chiedendogli di salvare l'arrosto bruciato, ma non è nello stile dell'uomo, che vuole combattere per le cose in cui crede. Anche quando il buon senso direbbe di tenere un profilo basso. Il discorso mi è piaciuto, pur con il valore che possono avere i pronunciamenti, però detta una linea che si vedrà subito nelle prossime settimane. Intanto dopo la vittoria è più forte o più debole? Tutte e due. Ovviamente oggi può tentare di imporre una linea al partito e al governo con delle credenziali. La sua debolezza deriva dal fatto che intorno ha solo nemici, anche quelli che adesso lo lusingano, o almeno gente che lo attende al varco, soprattutto tra i suoi, mentre il campo avversario è terrorizzato dal suo irrompere tumultuoso che potrebbe spingere nell'oblio tutte le questioni che sembravano così importanti per mantenere in vita i comatosi. Allo stesso tempo questa è anche la sua forza, perché ogni sgambetto o porcheria che gli venisse fatta, al momento sarebbe vista davvero come una infamia tale da renderlo ancora più popolare e questo significa voti, voti, voti. Il problema è solo il tempo. Di certo tenterà di imporre al governo alcuni provvedimenti immediatamente tangibili e il governo si troverà nella necessità di farli passare o di insabbiarli e bocciarli. 

In ognuno dei due casi questo gioca a suo favore, se le cose hanno successo sarà un suo merito, se saranno bocciate, chi non le avrà accettate sarà responsabile di aver fatto cadere l'esecutivo e l'elettorato potrebbe non perdonarlo, specialmente se si tratterà del miliardo dei costi della politica, provvedimento poco utile ai fini pratici di bilancio, ma molto popolare dal punto di vista etico. Il punto sarà quello di ottenere questo risultato prima delle europee di maggio. Quello sarà il momento (soprattutto i due mesi di campagna elettorale precedenti) in cui si scateneranno tutti i populismi antieuropei più beceri, da destra e da sinistra, per appropriarsi dei voti degli eurodelusi, dei nostalgici della lira, di chi ha bisogno di una svalutazione forte per sopravvivere, di chi deve dare la colpa a qualcuno comunque meno che a se stesso. Lui non potrà certo proporre l'uscita dall'euro perché non è idiota, ma dovrà barcamenarsi facendo intendere che con lui al timone, l'Italia potrebbe contare di più e ottenere qualche moderato cambio di rotta da oltralpe. Se avrà già in mano qualche risultato tangibile, la gente gli darà credito ancora di più, se no è probabile che faccia la fine di Veltroni ed il paese sprofondi in mano a Masaniello. 


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6 commenti:

Juhan ha detto...

Sui social-cosi (per quel che ho visto) non l'hanno presa bene (3M * 2€ = 6M€ e poi 3M Grillo e Silvio se li sognano) e non gli sta ancora passando.
Qui da me poi è anche peggio, si comincia a sparlarne (la macchina del fango) e si rimpiange "il bel tempo passato".
Vedremo; io in realtà ero per Pippo Civati, ma va bene (spero).

Enrico Bo ha detto...

@Juh - ma vediamo cosa succede, la via è strettissima anche se fosse Gesù Cristo, quindi...

Anonimo ha detto...

Caro Enrico,
grazie ad una vittoria a larga maggioranza, all'eliminazione dell'avversario Berlusconi per via giudiziaria ed alla bocciatura della legge elettorale da parte della Consulta, credo che si presenti per Renzi ed il PD un'occasione unica di andare immediatamente al voto ripristinando la precedente legge elettorale con più di una speranza di vittoria (non mi sembra proponibile che riescano ad accordarsi su una nuova legge elettorale se in tutti questi anni è dovuta intervenire la Consulta per cancellare una legge palesemente incostituzionale). Questo vorrebbe dire imporre la linea al PD e del PD, accelerare il cambiamento e rinnovare speriamo il parlamento innanzitutto rottamando i vari D'alema, Bindi, Finocchiaro eccetera eccetera. E' evidente che se imponesse veramente al governo la linea del PD le larghe intese andranno comunque a farsi benedire. Tutto il resto sarebbe il solito bla bla bla. Credo che 2 settimane siano più che sufficienti per capire se in Renzi alla guida del PD c'è qualcosa di buono.

Enrico Bo ha detto...

Caro Anonimous, Concordo con la parte centrale del tuo commento, ma per il resto mi rimane incomprensibile come un oppositore delle larghe intese (che anche io detesterei) possa proporre di andare a votare. Chi vuole andare a votare subito è il più grande sostenitore delle larghe intese, visto che non potrebbe uscire altro dalle urne ancora di più adesso senza porcellum che dava una maggioranza alla camera)visto che i voti grillini non sono disponibili ad intese. Chi non vuole le larghe intese a vita non può che volere un cambiamento della legge elettorale che garantisca governabilità (come quella del sindaco 9 e che implica un cambiamento costituzionale. Oltre a questo io personalmente reputo molto dannoso per l'economia italiana andare al voto prima del 2015. Io credo che per Renzi sarebbe molto dannoso andare al voto subito vincere magari anche bene le elezioni e poi non poter governare se non alleandosi di nuovo con i Berluscones (perché credo che in una elezione vicina Alfano scomparirebbe). Molto utile (per lui e per il paese) secondo me sarebbe il costringere letta a fare delle cose piccole ma concrete, popolari e avvertibili subito come il taglio del miliardo dalla politica, riversandolo subito nelle tasche della folla imbufalita, intanto procedere con la riforma costituzionale. Alfano e Letta (in questo momento li tiene per le palle) non potrebbero dargli contro pena appunto la scomparsa del primo e anche dell'altro, che deve rassegnarsi ad una parte di buona spalla se vuole sopravvivere.

Anonimo ha detto...

Ciao Enrico,
Sono molto depresso nel vedere nei fatti che il buon Renzi era bla bla bla prima come è bla bla bla dopo l'elezione a segretario.
Di tutto il bla bla bla di Renzi e compagni di partito e di governo, una cosa sola è stata messa in chiaro: il governo resterà e resisterà costi quel che costi.
E paghiamo noi.

Enrico Bo ha detto...

mah, io vorrei aspettare ancora qualche mese. In ogni caso è impossibile votare con questa legge o simile, e poi ritrovarci nella stessa condizione dopo 3 mesi.

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