lunedì 24 febbraio 2014

La maledizione di zio Ho

Bùn bò a Hue

Sarà che in ogni viaggio bisogna dare, anche se per la verit.à è un po' fastidioso, soprattutto per la logistica, ma quando vieni colto, in questo caso dalla maledizione di zio Ho, la domanda sorge spontanea. Sei tu che ti che vai a cercarti le grane, mangiando le cose che via via ti vengono proposte, senza stare troppo a guardare per il sottile? È colpa tua che te ne freghi dei buoni proponimenti fatti prima di partire e degli amorosi consigli dati da chi è rimasto a casa ad aspettare il tuo ritorno vivo e quindi non rinunci a frullati deliziosi dei migliori frutti del mondo, ritenendo sufficienti le assicurazioni della donnina, che risciacqua il bicchiere del frullatore in un lavandino che era meglio non aver visto, di utilizzare solo ghiaccio proveniente da acqua sterilizzata? Oppure è soltanto la quantità smodata di alimenti che riesci ad ingurgitare per non voler rinunciare a provare ogni sensazione, ogni novità gastronomica che la cucina vietnamita propone? Non so bene come stiano le cose. Comunque adesso che sto per partire per le zone di montagna un po' .più selvatiche e in cui la performance richiesta al corpaccio bolso e flaccido sarà di particolare impegno, era meglio stare più attenti. Comunque scusate che adesso devo andare via in fretta. Ci sentiamo dopo.


4 commenti:

Diego ha detto...

Eheheheh ..... visto cosa hai mangiato me lo aspettavo da un momento all'altro...

tentare, nuoce ha detto...

Lo zio Ho ha una catena

Enrico Bo ha detto...

Maledetti godete, godete, ma tanto prima o poi mi passa. Vedo che avete subito optatp per la terza possibilità.

Juhan ha detto...

Però qui si continua con l'eurocentrismo nei nomi! Per ripicca potrei cominciare a usare i nomi in carabignesco. Vediamo se funziona (non immaginate quanto mi costa).

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