giovedì 23 ottobre 2014

Telefoni bianchi

Fa freschino eh, stamattina! Era ora direte voi, intanto si calmano i bollenti spiriti. Sì, anche io sono meno nervoso rispetto a ieri. Anzi se devo dire la verità, sono addirittura pentito di avere trasceso un po' al di là delle mie consuete abitudini, con una poveretta, probabilmente sottopagata e pure precaria che si affannava a parare le chiappe alla sua indecente società. Va beh, ve la racconto, tanto di qualcosa devo pur scrivere e la lamentazione ha sempre un ché di terapeutico, oltretutto così non mi accuserete di parlare sempre di viaggi. I fatti sarebbero i seguenti. Dopo diverse telefonate di gentili signorine intente a millantare i vantaggi delle loro offerte imperdibili, sono stato convinto ad implementare il servizio internet su una mia linea tradizionale ,addirittura alla più moderna e veloce fibra. A tale scopo l'operatrice mi fissa un appuntamento dopo una settimana con il tecnico, per effettuare l'istallazione materiale. Parto di buon mattino e mi faccio i cento chilometri, con relativa spesa per recarmi sul luogo del delitto e attendo fiducioso. La giornata passa invano, del tecnico nessuna traccia. Torno mestamente alla magione avita e chiamo l'apposito numero per avere spiegazioni. Naturalmente l'operatrice è sempre diversa e quindi bisogna rispiegare tutta la cosa daccapo. Intendersi è sempre complicato per telefono e gli operatori dei call center, probabilmente sostituiti in continuazione, sono sempre piuttosto impacciati nel riprendere le fila del discorso. 

Quando alla fine ci si capisce, l'addetta si fa in quattro, altrimenti la licenziano, per trovare comunque una soluzione presunta che ti tranquillizzi e ti consenta di rispondere che tutto è ok alla telefonata di controllo che ti verrà fatta successivamente (e questa sempre con perfetta puntualità) per poterla cazziare in caso di insoddisfazione. Dunque pare che la mia gita a vuoto, sia stata dovuta al fatto che la mia linea aveva un tipo di contratto molto vecchio, addirittura preADSL e, in questo caso, ci sono sempre, capirà, problemi e ritardi (avvertire no, naturalmente) e di questo avrebbe però dovuto avvisarmi la precedente signorina (forse già frustata e licenziata). Per risolvere ogni cosa, mi si consiglia di accettare il cambiamento di numero, che essendo classificato come nuovo impianto godrebbe di priorità assoluta e in conseguenza di ciò mi viene dato un nuovo appuntamento con il tecnico per la settimana successiva tra le 11 e le 12, perché noi siamo precisi al riguardo. Nel giorno indicato, ripercorro con fiducia i miei cento chilometri e mi appresto all'attesa del tecnico, che naturalmente non si presenta ne a mezzogiorno e neanche nel pomeriggio. Con una certa irritazione ricontatto il numero apposito, facendo presente che oltre alle spese sostenute, per completare la presa per il culo in giro, nessuno mi ha avvisato, il tutto naturalmente dopo essere riuscito, con fatica a rispiegare tutto il travaglio della pratica dall'inizio alla nuova mia, interdetta, interlocutrice. 

La mia ineffabile controparte, si dichiara subito sbalordita dal fatto che mi sia stato detto di cambiare numero, cosa probabilmente non necessaria e dopo aver fatto diverse considerazioni sull'incompetenza delle colleghe pressapochiste (che ormai saranno ad ingrossare le liste dei disoccupati), mi rimarca tutta una serie di imprecisioni che forse sono state causa del misunderstanding. Intanto dovevo essere informato di quale fosse il nuovo numero assegnatomi, base di ogni futura richiesta, inoltre avrei dovuto procedere immediatamente alla disdetta del vecchio abbonamento con relativa raccomandata RR, ad una misteriosa casella postale, non contattabile diversamente, in quanto ogni settore è un compartimento stagno che per maggiore efficienza, non può comunicare con gli altri. La evidente stortura dell'operazione era anche provata dal fatto che l'appuntamento mi era stato fissato sette giorni dopo la richiesta, quando si sa che per la fibra devono passare almeno dieci giorni. Tutto a carico della precedente operatrice infingarda e propalatrice di false informazioni a quest'ora probabilmente impalata sulla pubblica piazza. Inoltre, per buona pesa, pare sia legge che il tecnico deve contattare telefonicamente il cliente per confermare la sua venuta, questo per non fargli fare appunto attese a vuoto. Fingo di accettare queste spiegazioni e si fissa un nuovo appuntamento, convinto anche dal fatto che la mia esimia interlocutrice, mi blandisce con l'offerta speciale di avere il contratto full allo stesso costo di quello inferiore, per compensarmi dei disagi e delle spese subite. 

Inoltre per togliermi d'ogni ambascia, mi registra l'IBAN in modo da sgravarmi dell'obbligo di controllare le bollette che mi verranno addebitare direttamente e registra nuovamente il mio numero di telefono per il contatto di conferma del tecnico. Vinto da tanta efficienza, invece di ribaltare il tavolo e cambiare gestore verso uno delle circa dieci telefonate al giorno che mi arrivano con offerte mirabolanti da suadenti voci dall'accento albanese, lascio passare i giorni concordati e poi, dato che non sono completamente appeso al pero, la sera prima, ricontatto il numero in questione e dopo aver rispiegato tutta la vicenda (cosa che in termini di tempo sta diventando piuttosto corposa), faccio presente che il Tecnico, a questo punto lo scrivo con la T maiuscola, non  mi ha affatto contattato per la conferma dell'appuntamento (tra le 14 e le 15) e non vorrei, non fosse mai, che mi facesse il pacco anche questa volta. La signorina conferma che la pratica è aperta e l'appuntamento segnato, ad ogni buon conto, per rassicurarmi, scrive una ulteriore mail di sollecito al Tecnico, che, capirà, non può essere contattato telefonicamente per non disturbarlo, ma che comunque è certo mi contatterà personalmente prima di partire per il suo giro al mattino, proprio per una questione di efficienza. Prendo per buona la spiegazione, ma il mattino successivo, ieri per la precisione, richiamo il detto numero, ricomincio da capo la spiegazione della pratica e faccio presente che pur essendo quasi le 10, il tecnico non mi ha affatto chiamato per conferma e non vorrei intraprendere il terzo viaggio a vuoto. 

Ma per carità, non sia mai, signore, anzi vedo qua che il Tecnico ha risposto alla mail confermando la sua visita. Procedo alla partenza e mi rifaccio per la terza volta i cento chilometri in questione. La campagna è amena e il cielo sereno, prodromo dell'incipiente freddo autunnale finalmente alle porte. Il cambiamento climatico sarà segno astrale della soluzione dei miei problemi? Chissà, intanto arrivo a casa e mi appresto all'attesa. Le 14, poi le 14 e 30, poi le 15. Nessuno all'orizzonte. Eseguo una respirazione zen per mantenere basse le pulsazioni, poi i cinque tibetani, per rasserenare lo spirito. Alle 15 e 30, comunque leggermente alterato, richiamo il numero imputato. La mia voce deve probabilmente essere di qualche tono superiore al consueto, perché dopo la naturale e completa rispiegazione di tutta la vicenda, la gentile signorina è assolutamente intimidita (evidentemente appena assunta al posto di tutte le precedenti colleghe licenziate in tronco) e quindi ancora preoccupata della reazione del cliente. Mi conferma che il tecnico ha riconfermato l'appuntamento con contromail, ma che non potendo essere contattato telefonicamente per non disturbarlo nel lavoro, gli viene mandata una ulteriore mail di sollecito della conferma della riconferma, con preghiera di chiamarmi immediatamente e per chiarire. Alla mia richiesta di parlare con il responsabile, mi viene risposto candidamente che non c'è un responsabile, forse per risparmiare, penso io e per gli eventuali reclami di scrivere una lettera alla stessa casella postale fantasma dove si inviano le disdette. Tuttavia il caldo consiglio della signorina, che a mio disonore devo dire di avere trattato un po' troppo bruscamente, è di attendere almeno ancora un'oretta prima di ritornarmene a casa con le pive nel sacco che non si sa mai, le vie del Signore (e del Tecnico) sono infinite. 

Mentre il tempo passa con me rabbuiato in attesa, arrivano le 16 e con loro finalmente una telefonata del Tecnico, con T maiuscola, che si scusa, ma a causa di un contrattempo, capirà, è in ritardo, ma tranquillo che arriva. Infatti dopo poco eccolo che con nordica efficienza, sbarca in casa e in una mezz'oretta sistema il tutto, non solo, ha anche tempo di spiegarmi che naturalmente non sarebbe stato necessario cambiare numero ma probabilmente è un escamotage dell'operatore che gli consente di avere un qualche bonus particolare per il nuovo abbonato, capirà adesso questi call center funzionano così, siamo stati costretti dal fatto che l'odiata concorrenza lavora in questo modo orrendo. Quando si dice uniformarsi al basso. Va bene, pazienza, comunque la pratica sembra essere andata a buon fine, vuol dire che mi consolerò con lo sconto promesso. Arrivo a casa più tranquillo e anche un po' dispiaciuto con me stesso, per il fatto di non riuscire a mantenere un corretto autocontrollo, che gli anni di militanza in discipline orientali dovrebbero avermi insegnato e consolandomi per l'aver quantomeno avuto una tariffa di riguardo. Nella buca delle lettere mi attende, puntualissima questa volta, una lettera della suddetta compagnia telefonica che mi chiede di rimandare i documenti firmati a riguardo del nuovo contratto su cui, naturalmente non c'è traccia dello sconto promesso e in cui, per buona misura, mi si chiede l'IBAN, già dato a suo tempo, ma sarà per sicurezza, forse se lo sarà portato via una delle mie interlocutrici precedenti a cui non è stato rinnovato il contratto. 

3 commenti:

cristiana2011 ha detto...

Stronco sempre sul nascere questo genere di proposte, confidando nel fatto che, più ti mandano a 'morì ammazzato' più ti allungano la viota.
Ciao Bo.
Cri

Ciccola ha detto...

Tu sei la calma in persona!
Io avrei dato di matto. Le motivazioni date dal tecnico non possono essere una giustificazione per un servizio inesistente e un lavoro svolto male.

Enrico Bo ha detto...

@Cri & Cic - In effetti sono stato più duro di quanto traspaia dal post, ma non è che ho accettato proposte , mi era necessario l'istallazione di un internet di un certo tipo, per questo ho dovuto passare sotto le forche caudine.

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 104 (a seconda dei calcoli) su 250!