domenica 7 giugno 2020

Luoghi del cuore 10: Le pietre di Mahabalipuram


Le rocce di Mahabalipuram - Tamil Nadu - India - agosto 1982

Pescatori Tamil sulla spiaggia
L'India del sud è un pianeta diverso. Hai lasciato da tempo le grandi piane sconfinate, le terre rosse, i deserti di erba secca e stentata o le montagne più alte del mondo, sei in una terra di acque abbondanti, di natura verdissima e rigogliosa di caldo umido e di continui rovesci di pioggia calda che aiuta la vita. Sembra una terra ricca e felice, pure in molte sue parti, il Tamil Nadu particolarmente, è da sempre luogo di poveri; l'etnia Tamil, tra le meno favorite e sempre a litigare il pranzo con la cena. Tuttavia l'impressione di base è che sia un luogo dove non è pena il vivere. In fondo l'acqua, se non è troppa e tutta insieme, favorisce l'agricoltura e la vita ingenerale, la temperatura non crea necessità di riscaldamento o di case troppo protettive, spesso basta una capanna e anche le necessità di coprirsi sono minime. Ma sì il primo impatto è proprio quello di un luogo felice, anche se poi la realtà è sempre più complicata, ma ti sembra che questa gioia stia negli occhi della gente, per nulla imbronciata. Questo entusiasmo di vivere lo vedi tradotto in pietra sulle pareti, sui portale, sulle colonne dei tanti templi che punteggiano il territorio. L'India è terra apparentemente spirituale per eccellenza, qualcuno potrebbe dire di superstizioso sistema di controllo della società, con i suoi complessi sistemi di caste e soprattutto con quel concetto fondamentale che sei stai male o sei disgraziato, è soltanto colpa tua, non perché tu non ti dai abbastanza da fare, ma perché stai pagando i peccati delle tue vite precedenti, in cui devi essere stato davvero una merdaccia e così sei a posto e non rompere. 

Col toro Nandu
Anche le azioni caritatevoli, si fanno per egoismo, per compiacere se stessi ed acquisire meriti eventualmente per la prossima vita. Trovi tutto questo nelle pareti dei templi nelle rocce scolpite, nelle statue, che in questa regione sono sempre ricchissime, a tutto tondo, esplosione di storie e racconti, di agiografie didascaliche, di animali, creature divine e semidei, che compongono tutto quel mondo ultraterreno, ma in perenne contato con il nostro al quale è necessario rivolgersi continuamente, in una sorta di horror vacui che le rende così vicine ad un sarcofago paleocristiano. Mahabalipuram è un luogo dove bene puoi accarezzare questa sensazione. Una sorta di parco del divino, non lontano dal mare, popolato di grandi ricce, pareti di pietra, tutte completamente scolpite a tutto tondo di figure che raccontano una cosmogonia ricca e complicata, da scorrere con gli occhi camminando, perdendocisi nell'interpretazione dei racconti e dei miti che si intrecciano. Grandi pareti popolate di figure che si inseguono, rocce singole di grandi dimensioni scolpite a forma di animali che stanno lì, come vivi in mezzo alla sabbia, come alla ricerca di una loro collocazione. Puoi camminarci in mezzo per ore senza stancarti di guardare quelle figure piene di vitalità, in cui la pietra perde la propria dura matericità è sembra morbida carne viva in cui affondare la mano. Ogni pietra, ogni montagnola, ha perso la sua valenza minerale e si è fatta carne, di uomo, di bestia o di divinità e racconta se stessa al passante, perché ne tragga insegnamento, diletto , conforto. Per accettarne l'offerta, la preghiera, l'interrogazione ad intercedere una grazia necessaria. Aggirarsi tra questi monumenti ti fa sentire parte di una comunità di pensiero, di quell'affollamento di sacro che impregna l'India fino al midollo e che la rende, alla fine, una terra diversa dalle altre. 


Barche tradizionali sulla costa del Malabar


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